Il multiculturalismo non ha funzionato in Germania

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Il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha affermato che il multiculturalismo non ha funzionato in Germania.

Secondo la BBC, parlando ad un comizio dei giovani del suo partito, i Cristiano-Democratici, ha detto che il concetto ‘Multikulti’, secondo il quale i residenti della Germania vivrebbero in armonia gli uni accanto agli altri, è stato un fallimento. Gli immigrati dovrebbero fare maggiori sforzi per integrarsi nella cultura tedesca, ad esempio imparando maggiormente la lingua tedesca.

Allo stesso comizio altri relatori hanno segnalato la loro intenzione di sostenere una Germania dove esista una cultura tedesca dominante e non una dove vi sia multiculturalità.

Un recente sondaggio condotto dalla Friedrich Ebert Foundation ha rivelato che più del 30% di Tedeschi credono che la Germania sia stata ‘invasa da stranieri’ e che la maggior parte dei 16 milioni di immigrati o persone con origini straniere siano arrivati in Germania per i benefici sociali elargiti dallo Stato.

La Merkel ha anche detto però che la Germania non deve dare l’impressione al mondo esterno di essere una nazione che non dà il benvenuto a chi non parla Tedesco immediatamente o a chi non ha il Tedesco come madre lingua.

Il multiculturalismo in Germania non ha funzionato

Il multiculturalismo in Germania non ha funzionato

Contemporanemente Hans Heinrich Driftmann, capo della Camera di Commercio e Industria, ha affermato che la Germania ha bisogno urgentemente di 400 mila ingegneri e lavoratori specializzati per sopperire alle lacune interne dell’offerta del mercato del lavoro tedesco.

Io non ho esperienza diretta della Germania se non tre settimane di lavoro una decina di anni fa. Avendo vissuto in Inghilterra ed Australia posso dire che, secondo me, il nirvana del multiculturalismo dove si convive tutti in perfetta armonia non è mai esistito e mai esisterà.

Allo stesso tempo non penso che la situazione sia così ostica come descritta da politici e testate giornalistiche. Esistono sì enclavi di etnie diverse in tutte le nazioni dove vi sia un minimo di immigrazione. In Inghilterra mi sono spesso trovato ad essere l’unico non Indiano in quartieri di Londra, Leicester o Birmingham.

Qui in Australia nel dopoguerra alcuni quartieri diventarono ‘italiani’ o ‘greci’ come è naturale che sia. Ovviamente il trattamento riservato ai primi immigrati non si può descrivere in modo benevolo anzi. Con il passare del tempo però le seconde e terze generazioni si sono integrate moltissimo e i conflitti si sono ammutoliti.

Giusto o sbagliato, se state pensando di emigrare all’estero dovete aspettarvi un minimo di osticità e diffidenza da parte di chi vive già nella vostra destinazione. Per esperienza personale posso dire che questa si dissipa molto se fate uno sforzo di integrazione imparando o migliorando la conoscenza della lingua straniera e adottando abitudini dei vostri nuovi connazionali.

Chi di voi è in Germania? Potete condividere il vostro punto di vista con un commento?

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commenti


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  • La verità

    Il problema non sono gli immigrati, ma la mancanza di lavori disponibili; ormai non ha più senso emigrare se non si è medici, infermieri o ingegneri. Presentarsi in Germania con una laurea in Scienze Politiche, Lettere o simili parlando bene il tedesco ed altre lingue, equivale a presentarsi in Germania col diploma di terza media e solo l’italiano: ci si ritrova sempre e comunque a fare i lavapiatti. Solo un mestiere può rendere “nobile” un immigrato, ecco perchè i medici, gli ingegneri e talvolta anche gli infermieri sono quasi sempre ben accetti in tutti i Paesi del mondo, anche quelli che hanno delle leggi ferree per l’ingresso (USA, Canada, Australia e Giappone). Il rispetto dunque non si acquisisce solo parlando bene la lingua del posto, ma innanzitutto portando un MESTIERE che sia ben richiesto in quel Paese. Guardate i calciatori, o i grandi economisti, o i grandi medici, o i grandi ingegneri (come l’Italiano che è andato a salvare i minatori cileni): queste persone vengono fatte entrare ed integrare anche se non sanno una parola della lingua e della cultura del posto. L’ingegnere italiano che è andato in Cile non sarebbe mai stato scartato “perchè non conosceva la lingua o cultura spagnola e cilena”: aveva delle valide conoscenze, valeva, e sarebbe stato richiesto insistentemente dal Cile anche se fosse stato senza una gamba. Quindi l’accettazione in un Paese straniero passa sempre tramite la certificazione di quanto possiamo essere utili a quel Paese: se ci presentiamo all’estero con un diplomino e zero esperienze di lavoro, nessuno ci aprirà delle porte, perchè in ogni Paese del mondo ci sono dei disoccupati locali – cioè che conoscono la lingua locale – che potrebbero fare i lavori generici che possiamo fare noi. Se non si hanno qualifiche importanti, è inutile stare a pensare se è meglio questo e quel Paese: bisogna restare in Italia. Perchè dall’Italia nessuno potrà mai cacciarvi, nemmeno se rimarrete senza lavoro per 40 anni; all’estero, specie in alcuni Paesi come Germania e Scandinavia, ti buttano fuori dopo 3 mesi (al massimo 6, se gli sfuggi) e tanti saluti. Ne vale la pena? Chiedetevi perchè su 100 persone che emigrano, 85 tornano indietro, 10 rimangono in quel Paese ma più incavolati e sfruttati che mai e solo 5 riescono a rimanere lì, felici, contenti e con un buon lavoro.

  • David75

    La verità, hai ragione su tutto. Però ci sono anche persone che sono costrette ad andarsene da questo paese per fame PORCODIOCHEMIHAFATTONASCEREINTERRONIA! Ti assicuro che è meglio fare il lavapiatti sfruttato e sottopagato in germania con contributi , messa in regola e assistenza sanitaria e sociale piuttosto che farlo dalla mie parti in nero, senza la minima assistenza e in mezzo alla munnizza.

  • http://paleomichi.blogspot.com paleomichi

    “La verità” ha ragione, vorrei aggiungere qualcosa a quello che ha detto. Io sono arrivata in Germania (una città relativaente piccola, Magonza) due anni fa con una borsa molto prestigiosa dell’Unione Europea, come dice La Verità ero una persona richiesta, mi hanno chamato apposta, mi volevano e ho firmato il contratto il primo giorno, in un posto prestigioso. Il mio capo mi aveva detto che per l’ambito lavorativo non avevo bisogno del tedesco, in quanto tutti parlano inglese (ed è vero, almeno nel mio campo). Però appena uscita dall’ufficio nessuno parla inglese e di questo bisogna tenerne conto. Nel Burgeramt (Ufficio del cittadino, dove ci si registra e si risolve la burocrazia) tre persone diverse mi hanno quasi insultato perchè non parlavo tedesco, e alla mia domanda (in tedesco) “Parla inglese?” hanno risposto “Si, ma non con lei, se vuole stare in germania parli tedesco, se non capisce si faccia tradurre”. All’ufficio internazionale dell’università per due volte ho beccato una persona che non parlava inglese, stesso problema nel dipartimento lingue straniere (dovevo farmi convalidare un documento), nei negozi, nella vita quotidiana si parla solo tedesco. Anche un Premio Nobel utilissimo, ricercato, invitato e riverito dovrebbe partire comunque con una conoscenza almeno basilare del tedesco, e studiarlo studiarlo studiarlo studiarlo. Non ci sono alternative. (Forse a Berlino è diverso, ma non credo)

    P.S.:Anche se è una regola importante ovunque, come dice Verità ci sono paesi in cui questo è meno sentito, in Svizzera ad esempio in un caso simile (parlo per esperienza personale) i problemi sarebbero minori.

  • Pelican

    Il problema e’ che tanti immigrati in particolare dal terzo mondo e per la piu parte mussulmani non vogliono integrarsi. Qui in Canada abbiamo la multiculturalita che funziona piu o meno solo perche il Canada non ha una forte identita culturale come la Germania. Ma abbiamo anche noi qui a Toronto dei ghetti enormi. Pensa, la gente arriva, non parla la lingua dove puo andare? solo nel loro ghetto etnico.
    Altro problema e’ che il governo non puo communicare con loro se non tramite interpreti, questi ghetti inoltre sono dei focolai di civil unrest. La multiculturalita trasforma un paese da una forza politica ad una solo geografica. Ogni paese da il benvenuto a gente che viene per integrarsi, ma non ha quelli che vogliono ancora vivere e vestirsi come se fossero nel loro mercatino del villaggio.

  • SimonaB.

    Solitamente sono una vera sostenitrice della Merkel, questa volta devo dire mi ha un pó delusa, perché avrebbe dovuto mettere i famosi puntini sulle “i” e precisare CHI non si integra in Germania e non fare di tutta l´erba un fascio!! Purtroppo chi non si integra sono un bel 70% dei 4,4 milioni di immigrati turchi o mussulmani in generale, che anche se qui nella terza o quarta generazione, non intendono capire che é ora di imparare il tedesco e di adattarsi agli usi e costumi del paese. Ormai sono anni, e anni, e anni e poi ancora anni che si discute sul fatto che i turchi non si vogliono integrare, che esistono veri e propri ghetti, che ci sono persone che vivono qua da 40 e non sanno un´acca della lingua, ecc.. ecc.. e che in un periodo di crisi come questo, dove tutti nessuno escluso qui in Germania si preoccupa della stabiltá del proprio posto di lavoro, non mi sembra sinceramente molto strano che il 30% dei tedeschi risponda “il paese é invaso dagli stranieri…”.
    Concordo con La Veritá sul fatto, che se si vuole venire in Germania, bisogna offrire una qualifica professionale richiesta altrimenti si puó anche stare a casa.. Io ho avuto fortuna e anche senza aver studiato medicina o ingegneria ho un ottimo lavoro, guadagno bene e non mi lamento assolutamente. Peró tutto questo me lo sono sudato, perché pensare di emigrare per poi stare in panciolle e aspettare la manna dal cielo, beh: succede solo nelle favole. L´immigrazione inizia prima di tutto dentro se stessi, da qui non si scappa.

    @Pelican “Ogni paese da il benvenuto a gente che viene per integrarsi, ma non ha quelli che vogliono ancora vivere e vestirsi come se fossero nel loro mercatino del villaggio.”
    Concordo in pieno!! E che magari la Germania si sia stancata di personaggi del genere, beh non la biasimo..

  • SimonaB.

    ps: chiedo venia per i 10.000 errori di ogni genere nel mio post, ma il giorno é stato molto lungo….

  • David75

    Certo che la Merkel ha le palle, ha detto quello che tanti pensano da più di dieci anni! Il problema è che se provi a dire una cosa del genere tanti ti daranno del fascista…

  • Riccardo

    Da emigrante in Germania, mi trovo daccordo con la Merkel. Io il tedesco lo parlo fluente e non ho di questi problemi, però devo anche dire che gli italiani sono bravi a criticare; ma scusate, un immigrato in italia che non conosce l’italiano, quante speranze ha di integrarsi/trovare lavoro? Poi è anche un fatto culturale, secondo me. Il tedesco è una lingua ostica (almeno rispetto all’inglese) e non è internazionalmente usata. Ai tedeschi fa estremo piacere che uno anche solo “si sforzi” di parlare la loro lingua. E gli dà fastidio (perchè in genere sono abbastanza nazionalisti) che uno venuto da “fuori” vada là e “pretenda”, in più non parlando la lingua locale. Poi ovvio, gli impiegati idioti dei vari “amt” ci sono ovunque, ma in percentuale ho trovato sempre molti più idioti in uffici in italia o nei consolati. E, soprattutto nelle città più piccole, i problemi linguistici sono maggiori.
    Cmq penso che Frau Merkel si riferisca a quegli immigrati che vengono in Germania SOLO (e sottolineo SOLO) per vivere con lo stato sociale (disoccupazione, etc) e che RIFIUTANO (e sottolineo RIFIUTANO) anche solo di comprendere la lingua e la cultura tedesche. Che piu questa descrizione coincida praticamente con un gruppo ben specifico di immigrati da un paio di paesi e solitamente di una sola etnia religiosa… beh, è un’altra storia…

    Saluti,

    Riccardo

  • Carla

    La Merkel dimentica le straordinarie pecche del medioevale sistema scolastico tedesco, che non solo non fa nulla per integrare gli immigrati, ma anzi contribuisce decisamente alla segregazione!! Peraltro io sapevo che i peggiori a scuola in Germania erano gli italiani, non i turchi e non i greci, peró non ho piú modo di verificare questo dato.
    Inoltre al momento dalla Germania emigrano piú persone verso la Turchia che viceversa (Fonte Die Zeit), e sono spesso le persone piú qualificate che, frustrate dal trattamento spesso discriminatorio in Germania (dove hanno studiato), sfruttano le loro qualificazioni per trovare un lavoro ben pagato in Turchia. Ridicolo no?
    Detto questo, concordo per esperienza personale che in Germania sia necessario parlare il tedesco altrimenti ti umiliano senza pietá, non tanto al lavoro quanto nella vita al di fuori. Comunque il tedesco è una lingua difficile ma molto interessante, e se si ha una buona laurea le porte sono aperte e conta il merito.

  • Tom

    @Carla: Concordo con te, soprattutto sul discorso “umiliazione degli stranieri”. Dovrebbero pero’

    1 – Capire che il mondo non e’ Germanocentrico, ed essere un po’ meno stronzi con chi magari non e’ fluente in Tedesco, ma si sforza giorno per giorno di parlarlo…
    2 – Capire che il loro paese ha tanti tanti problemi nascosti sotto il tappeto (come appunto l’emigrazione delle persone piu’ qualificate, verso paesi che loro ritengono “inferiori” come UK, Irlanda o Turchia), e nascosti dalla propaganda del governo e di molti media, sempre bravi a presentare la Germania come “paese di successo”, “locomotiva d’Europa”, ecc…

    I Tedeschi sono comunque piuttosto razzisti per loro natura, anche quelli di mezza eta’ (non solo i 60enni), e lo vedo per esempio nel modo in cui cercano di fregarmi o approfittarsi di me quando capiscono che sono straniero.
    Poi per carita’ anche qui ho incontrato tante persone aperte ed amichevoli, anche anziane, ma rimane il razzismo di fondo…

    Anche per questo, sto valutando molto seriamente di spostarmi verso un paese piu’ “foreigners-friendly” (Svizzera o Irlanda), e dove non devo pagare il 40% del mio stipendio per finanziare migliaia di Tedeschi e stranieri che fanno di tutto per non lavorare e vivere di sussidi, spendendosi poi magari buona parte del sussidio in birra e sigarette…

  • Max

    Vorrei obiettare un paio di cose alle constatazioni di Paleomichi, certamente frustranti e prodotte da poca educazione:
    1) il rifiuto dell’uso dell’inglese è certamente un’azione maleducata da parte dell’impiegato/a, ma io trovo già stupefacente, vivendo in Italia, che ci siano impiegati pubblici che parlino inglese (anche se solo per evitarlo…!): hai mai avuto a che fare con la burocrazia italiana? E’ già un gran risultato trovare qualcuno che parli ITALIANO e non uno sgrammaticato italo-dialettese infarcito di assurdità!
    Ho perso il portafogli con una valanga di documenti e fra commissariato, anagrafe e altri uffici statali, regionali e comunali ho inanellato una serie di “perle” che, se fossi stato un immigrato, mi avrebbero condannato al rempatrio via carro-merci. Una pratica di importazione veicoli che in Germania mi ha portato via una mattina, in Italia mi ha richiesto sei mesi! Per sentirsi dire in Motorizzazione Civile: “Caro signor … se Lei AVREBBE fatto invece ecc.ecc.”; altro che inglese…
    2) Anch’io ho trovato ostilità in alcuni tedeschi, ma spesso purtroppo ciò è figlio di lontane esperienze di inaffidabilità del nostro popolo, che a partire dai nostri politici, spesso si rendono colpevoli di irregolarità che per i tedeschi sono assolutamente impensabili; giriamo la domanda in altro modo: ci sono sicuramente innumerevoli albanesi onesti, ma tu da un albanese sconosciuto accetteresti un assegno per portarsi via – che so? – la tua auto? Risponditi sinceramente…
    3) Non ci giurerei che la Svizzera sia più friendly per gli Italiani oggi come oggi, vedi le recenti propagande in Ticino…
    Comunque sia, non ti abbattere: alla fin fine il tedesco medio è un bonaccione (leggi cosa scrisse più di un secolo fa J.K.Jerome nel suo esilarante “Tre uomini a zonzo”) e alla fin fine si riesce a trovare il modo dignitoso con cui conviverci: non farti troppe paranoie per l’italianità, ma coltiva il tuo sapere e la tua professionalità, e lì nessuno ti potrà colpire! Auguri vivissimi!

  • DMAN

    Io direi di smetterla di dire che nel mondo vanno avanti solo gli ingegneri e i calciatori. Capisco che la tua è una semplificazione ma unita a dati dubbi come l’85 per cento di persone che non si integrano in paese estero con un 10 per cento di insoddisfatti (dati tutti da dimostrare senza nessun backlink) diventa davvero una grande bugia, altro che verità.

    Credi che dall’Italia le persone se ne vadano semplicemente perchè non c’è lavoro?
    L’assenza totale di progetto,rispetto,merito, e di quanto offre il pubblico (non mi riferisco ovviamente alla sanità, anche se abbiamo dei buchi che scoprirete solo tra 10 anni) oltre a una delle più elevate pressioni fiscali del mondo e al fallimento del sistema Inps (la storia dei giovani senza pensione è esclusivamente nostra) porta a lasciare questo disastrato paese.

    Aggiungici anche i salari più bassi d’europa e i valori degli immobili aumentati senza un effettiva ragione che costringono a vivere in periferie inguardabili neanche da un cannocchiale. Io vi dico, andate all’estero anche se non sapete giocare a pallone o creare ponti, vi troverete senz’altro meglio.

    Certo, dopo essersi fatto un mazzo così, ma non ve lo stavate facendo anche in ITalia? Vi assicuro che a parità di sforzo , una volta imparata la lingua, avrete il doppio delle soddisfazioni.

    Vivo in Inghilterra e non sono un ingegnere, mi sono trasferito da un anno e una casa qui in zona 4 di londra la comprerei anche subito, niente a che vedere con quei disastri delle nostre “zone 4″ di città. Stranamente rispetto ai dati della “verità” su 10 persone che conosco sono passati per londra 8 hanno avuto successo, creando una professionalità che nel loro paese non era valutata.

    Qui quello che conta è la qualità e la professionalità, cose che ad esempio nel sud italia non contano nulla.

  • Andrea C.

    Credo che il problema non sia solo tedesco ma mondiale. Solo che in Germania se lo sono posto (negli USa stanno iniziando a porselo con i messicani ed i musulmani integralisti). Se fai entrare una massa enorme di persone (rispetto ai residenti) prima poi la capacità di integrazione va a farsi benedire, sopratutto se provengono da un solo paese. Quindi a quel punto o ti sforzi di costruire qualcosa assieme a loro o li costringi ad integrarsi con le brutte oppure li butti fuori e lavori su quelli che rimangono perchè disposti ad integrarsi. Femro restando che ad ogni modo devi spendere soldi per istruirli (scuola), civilizzarli (educazione civia)e magari gli elementi migliori ritornano in patria contribuendo al decollo del loro paese, come sta avvenendo con la Turchia. Forse questa logica di sfruttamento capitalistico dei paesi del terzo mondo è stato un errore macroscopico per noi europei.

  • http://notiziefresche.info/author/kia/ kia

    La mia personale esperienza è che qui in Germania le persone sono un po’ ossessionate dal tentativo di mantenere una posizione ferrea contro “l’invasione” degli stranieri, come ad esempio il fatto della lingua…onestamente non mi hanno mai trattata eccessivamente male, a parte all’inizio quando non sapevo il tedesco e mi dicevano “sei in Germania, impara il tedesco!” in tono quasi di biasimo, ma mi trattano meglio ora che ho imparato qualcosa in più. In generale non gli importa molto se lo si parla BENE, gli importa vedere che ti sei sforzato ad integrarti. Ho imparato subito una frase, “Entschuldigung, mein Deutsch ist noch nicht sehr gut…kann ich vielleicht auf Englisch reden?”, da sfoderare con un’aria un po’ impacciata che generalmente rende tutti ben disponibili. Anche quando mi rispondono che purtroppo no, non sanno parlare l’inglese, si sentono quasi in colpa e quindi cercano di farsi capire in qualche modo, e non si sconvolgono troppo dei miei mille errori grammaticali, anzi poi mi dicono “è difficile imparare il tedesco per un’italiana, vero?”. Quindi lo sanno. È solo che vogliono vedere che chi va nel loro paese accetta le loro cose, la cultura, la lingua, le tradizioni…anche se poi non le condivide, anche perché poi molti di loro adorano l’Italia, ad esempio.

    Nel lavoro non fanno grandi discriminazioni, almeno a me non è mai capitato!! I tedeschi hanno tanti pregi, ma anche tanti difetti, come tutte le persone di tutte le nazionalità!! Penso che il fatto di essersi macchiati di crimini orrendi durante la guerra ha contribuito a creare in loro una sorta di “senso di colpa generalizzato” nei confronti degli stranieri e riguardo a sentimenti di eccessivo nazionalismo, ma poi le persone nel loro intimo si sentono quasi “assediate” da tutti questi stranieri, e molti di loro cercano di reprimere sentimenti antirazziali e nazionalistici che però poi in qualche modo devono venir fuori…secondo me la Merkel ha semplicemente detto una cosa che pensano in molti. Sarà una dichiarazione abbastanza impopolare per i benpensanti proprio per via dell’educazione ricevuta nel dopoguerra, basata sull’idealizzazione del concetto di “multikulti”, che però in molti casi (come nella città dove vivo, Magdeburg) convive con alcuni gruppi estremisti di destra che a volte esplodono mettendo a ferro e fuoco la città…

  • Ricky

    Ciao a tutti,

    forse sbaglierò e tornerò con la coda tra le gambe in Italia tra pochi mesi…Ma anche io che ho una laurea “debole” in lingue e non troppa esperienza lavorativa, ho deciso di andare a lavorare in Germania.

    Il mio non sarà un lavoro “qualificato” , ma una specie di call center; almeno però avrò un contratto di lavoro in regola e a tempo indeterminato…Una parola che qui’ in Italia non esiste quasi più…

    Quanto ha scritto “La verità” credo sia in buona parte vero; ma non credo oramai più che si possa rimanere in Italia senza lavorare senza che ti caccino….perchè la crisi ha già fatto una bella “selezione”..

    Io penso infatti che oramai in Italia esistano persone che possono rimanere e altre che non possono rimanere più, come il sottoscritto. Persone con un buon lavoro e molte altre che sono costrette ad arrangiarsi cambiandone magari 1000 sempre con contratti a progetto…quando viene scritto un contratto…
    Insomma credo che alla “classe dirigente” italiana, se uno come me emigri, faccia oramai solo piacere…Seguendo la semplice equazione: meno persone in difficoltà = meno problemi per chi governa.(E non mi riferisco solo al governo in carica).

    Beh scusate se sono andato off topic…Per quanto riguarda la dichiarazione della Merkel, ritengo che essa sia stata pronunciata soprattutto per “cavalcare” sapientemente l’onda del malcontento di molti tedeschi.
    Se però è vero che molti stranieri si sono approfittati del sistema sociale tedesco negli anni passati, molti altri sono stati invece indispensabili per la crescita della Germania, e immagino che ciò la Merkel lo sappia molto bene..

  • paola

    Salve a tutti, leggo e scrivo per la prima volta in questo blog. Mi butto nella discussione visto che vivo anche io in Germania.

    Forse sono stata fortunata, ma ho quasi sempre trovato persone che parlano inglese (anche ottantenni) e lo fanno volentieri se ti presenti con un sorriso. Poi ho comunque subito iniziato a studiacchiare tedesco, che comunque mi resta ostico anche dopo tre anni, perche` considero giusto capire la lingua del paese che mi ospita. Ed anche a me e` capitato che il mio sforzo di parlare tedesco sia stato apprezzato, pur con tutti gli errori che ancora faccio!

    Volevo aggiungere che io credo, al contrario di alcuni commenti, che sia importante il mantenere una propria tradizione culturale anche nel paese che ti ospita. Io, da immigrata, considero importante che mio figlio conosca le sue radici (in questo caso italiane, ma anche turche, greche etc). Poi magari lui indossera` anche i lederhose, ma voglio fortemente che conosca l’Italia e le sue tradizioni.

    Bene, vado a scrivere alla mia compagna di Sprach-duo, tanto per fare un po` di esercizio di tedesco ;D.

  • pohjoisentonttu

    La Verita, hai sicuramente ragione su molti punti, pero concludi in modo troppo sommario.

    Sicuramente emigranti con titoli di studio piu qualificati e piu richiesti, hanno piu fortuna nel trovare un lavoro all’estero.
    Se poi mi dici che sia meglio rimanere in Italia a farsi sfruttare, allora mi faccio una sana risata. (e lo sai bene perche)

    Inoltre e meglio stare in Italia anche senza lavoro almeno non ti cacceranno mai via!?
    Ma il problema e proprio quello !
    La gente non vuole stare senza lavoro e per questo emigra.

    Ma poi, da quale fonte a preso quei numeri?

  • Dario

    Ciao a tutti!
    Complimenti ad Aldo per il blog!
    Vivo a Francoforte e ho appena iniziato la mia avventura qui in Germania (da qualche parte nel blog potete leggere i miei dubbi e i miei entusiasmi prima di partire:-)!)
    Penso che il messaggio della Merkel sia stato frainteso. Il significato è: la società multiculturale è fallita, quindi dobbiamo fare di più!
    Sono d’accordo con Riccardo quando scrive:
    “…Frau Merkel si riferisca a quegli immigrati che vengono in Germania SOLO [...] per vivere con lo stato sociale …”

    I tedeschi sono pittosto pazienti con chi, come me, non parla benissimo la loro lingua (almeno qui a Francoforte!)altro che germanocentrici!
    Diffido dell’espressione: “I Tedeschi sono comunque piuttosto razzisti per loro natura” certo: e noi italiani siamo furbetti di natura…ma per favore!!!!
    Caro Tom, mi spiace ma la svizzera non è affatto “foreigners-friendly” (ci sono stato il we scorso, dovresti vedere a Zurigo i manifesti per campagna elettorale in corso!), a meno che tu ti riferisca al fatto che si pagano meno tasse.
    In bocca al lupo a Ricky per la sua nuova vita crucca:-)!!!

  • http://tryandwrite.blogspot.com/ Teresa

    Ho seguito il dibattito in questione (e il congresso della CDU/CSU in tv) direttamente dalla Baviera e ne ho parlato con i miei compagni di Uni tedeschi. Credo che quando uno decide di emigrare niente gli è dovuto e deve guadagnarsi e sudarsi tutto, oggi più di un tempo. I miei 23 anni mi fanno dire che ci fosse anche solo una possibilità di essere felici su 100 (per riagganciarmi al discorso di La Verità) non vedo perché non bisognerebbe provare, anche con una laurea in lettere (o Scienze della comunicazione, che ho io per ora e che in Germania è più considerata che in Italia). Quello che è stato scritto sulle lauree non è sempre vero, in Baviera ad esempio c´è carenza di insegnanti in questi anni (e in Hessen anche insegnanti di italiano). Non ci si può illudere che si troverà subito il lavoro per cui si ha studiato all´estero, anche perché non si trova neppure in Italia. Direi che bisogna armarsi di tedesco almeno a livello C1, buon inglese, tanta pazienza e determinazione. Se non si è però convinti di ciò che si sta per fare, meglio rimanere a casa e lasciar posto a chi veramente ci crede. Buona fortuna a tutti!

  • Luca

    L’ integrazione è solo una UTOPIA.

    Guardiamo ai fatti per favore. E non alle belle idee astratte.

    Non esiste un solo paese europeo, neppure i più accoglienti, dove i cinesi, gli arabi si siano integrati e non si siano rinchiusi nelle loro comunità.

    Cito dei dati riportati da un socialista di nome Bolkenstein, non un leghista…

    L’ 80% degli islamici in Olanda di seconda e terza generazione (quelli che secondo gli utopisti dovrebbero integrarsi più facilmente e sentirsi olandesi) importa le mogli dai paesi di origine.

    Il 30% si dichiara a favore dell’ introduzione della sharia.

    Il 50% dei neonati ad Amsterdam e Rotterdam è straniero.

    Tra 30 anni l’ Olanda sarà un paese islamico…

    di quale integrazione parliamo?? Forse di quella che dovranno fare gli olandesi adattandosi a diventare stranieri a casa loro??

    L’ Europa rischia di sparire dalla storia.

  • Luca

    L’ Islam sta colonizzando l’ Europa.

    Io non sono anti-islamico. Sono anzi il primo a riconoscere che l’ atteggiamento occidentale e i crimini con le guerre in Iraq, Palestina ecc… sono delle colpe pesanti della nostra parte.

    Ma questo significa che dobbiamo stringere rapporti in politica estera più giusti, non che dobbiamo accettare milioni di islamici che fanno più di 4 figli a coppia.

    Le statistiche parlano chiaro. L’ Europa rischia di diventare islamica.

    Olanda, Belgio e forse la Svezia sono ormai condannate a diventare qualcosa che non è europeo.

    Io non giudico inferiore una cultura diversa dalla mia. Sarebbe stupido.. lo farei secondo i miei principi e quindi sarebbe come leggere un testo in tedesco e giudicarlo male perché non rispetta la sintessi greca…

    Ma qualunque popolo ha diritto a mantenere la sua identità

    Noi compresi. Loro compresi.

  • Fra

    Sto in Germania da 5 anni. Fino a che ho avuto un lavoro, e quindi facevo girare l’economia e potevo cacciare soldi per le tasse, tutto bene, tutti gentili. Adesso che sto tentando di ottenere i soldi della disoccupazione, che mi SPETTANO, rifiuti, facce di disprezzo o se va bene di compatimento, sono stata quattro volte all job center per venire quattro volte respinta con qualsiasi scusa. Ah, ma per pagare le tasse parlare il tedesco (che conosco a un livello molto basico, certo non di burocratese) non serviva! Meglio che non dica che ne penso della Germania in questo momento.

  • Stefano Aiello

    Salve a tutti,mi sono appena iscritto perchè desideravo avere delle risposte, commenti, racconti di vita ecc ecc insomma tutto ciò che può essere d’ aiuto…allora io sono un ingegnere civile juinior, ho 24 anni e vivo in Calabria, ho sempre desiderato andare via dall’ Italia, imparare nuove lingue e poter crescere come uomo e come ingegnere, non desidero partire per cercare fortuna ( nel senso non mi aspetto uno stipendio fisso, un mega stipendione appena arrivato) ma voglio sudarmi il pane e se ci riesco fare una vita dignitosa, anche perchè qui in Italia ormai sta fallendo tutto il sistema a mio avviso ( non mi pronuncio con frasi del tipo ” vanno avanti solo i figli di” ” ci vuole pastetta ecc” ) io non sono figlio di nessuno e non ho raccomandazioni, perciò chiedo a voi se sapete , per esperienza vostra dirattamnete o per sentito dire, se vi è la disponbilità di poter trovare un lavoro come ingegnre civile…grazie a chiunque voglia rispondermi


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