Ecco perché alcuni giovani vogliono lasciare l’Italia

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Paolo Musolino cura il sito Apple Tribù, dedicato a tutto ciò che è ‘mela morsicata’. Il suo è un caso tipico di giovane italiano che sogna l’estero. Perché? Ecco la sua storia.

Ci racconti cosa fai di lavoro?

Per il momento sono uno studente. Precisamente, studio Informatica all’Università di Messina. E’ il mio “unico” lavoro, ma sicuramente è il processo che mi darà il passaporto per iniziare a lavorare fin da subito negli USA.

Perché vuoi emigrare?

Fin da piccolo, vivendo in una società attiva, ho sempre pensato che l’Italia non facesse per me. Mi sono trovato sempre disorientato di fronte alle leggi italiane e a tutto ciò che vi girava intorno.

Ma il fattore principale, e lo dico chiaramente, è sicuramente il fatto che l’Italia, a livello di tecnologie informatiche, non è al passo delle altre nazioni. Non sto parlando solo di USA, precisamente della California (luogo in cui risiede la Silicon Valley), ma anche di altre nazioni Europee, che sono sicuramente una spanna sopra di noi. I motivi sono quindi molteplici, dalla maggiore possibilità di essere ricompensato per quello che svolgo, e per la meritocrazia: le aziende sono pronte a lottare per averti, se sei uno che vale.

Inoltre, cosa essenziale, vorrei fondare una mia Software House, un settore in forte espansione e che amo: sicuramente sarebbe molto più facile da realizzare in un paese (o meglio in una zona) in cui praticamente scrivere codice è all’ordine del giorno.

Lavorando sul web, perché pensi l’emigrazione possa migliorare la tua situazione?

Ormai tutto il lavoro si sviluppa sul web, tranne in Italia, ovviamente! In realtà le cose stanno cambiando, al nord è già più facile trovare persone che vivono solo grazie al web, al sud invece è assai più difficile. Fatto sta che nessuno in Italia è riuscito a sfondare… non vedo nessun rivoluzionario servizio (vedi Twitter, Facebook, e tutte le aziende Americane) che sono riuscite a distinguersi in un mercato in forte espansione.

Penso quindi che l’emigrazione possa migliorare la mia situazione per svariati motivi: prima di tutto sarei nel cuore della Silicon Valley, forse la zona al mondo con la più alta concentrazione di persone che si dedicano al mio settore, ed inoltre trovare collaboratori e soci che vogliano buttarsi con te in un’impresa rischiosa come quella della Software House, è molto più facile. Non per ultimo, l’approccio dei primi tempi: è ovvio che non appena mi trasferirò definitivamente, dovrò iniziare a lavorare come dipendente, e c’è molta più domanda che offerta!

Cosa stai facendo per prepararti?

Mi sto documentando fortemente su come ottenere la Green Card, ovvero quel pass che ti permette di risiedere in USA a tutti gli effetti. Diciamo che in teoria sarebbe relativamente facile da ottenere, riuscendo a trovare lavoro “stabile” li, ma a parole siamo tutti bravi.

Inoltre ho preso contatto con diverse persone californiane, che lavorano del mio settore (dipendenti di Apple, Google, Twitter, programmatori indipendenti, web master, e via dicendo…). Sicuramente è bene avere degli amici ancora prima di partire, in modo da non trovarsi da subito disorientati. Infine, per completare il quadro, sto cercando quanto più possibile di studiare l’inglese (o meglio l’Americano, che ha dei termini leggermente differenti).

Dove stai pensando di andare e perché?

Sicuramente l’ho fatto intuire in una delle risposte sopra riportate, comunque in California, intorno alla baia di San Francisco (zona meridionale). E’ il cuore della Silicon Valley ed un posto (apparentemente) spettacolare per via delle persone che ci vivono. Anche San Jose che è circondata da diverse cittadine non è male, diciamo che la zona con esatta precisione la devo ancora scegliere, ovviamente anche in base alle possibilità economiche che avrò dopo la laurea.

La California è rinomata per i suoi costi eccessivi, e quindi non è facile per uno studente emigrare così su due piedi, a meno che non ci sia un lavoro pronto ad aspettarlo (che è quello in cui spero). Per fare un esempio, gli affitti degli appartamenti non scendono sotto i 1000 dollari al mese (zona San Francisco), anche se si viene ricompensati adeguatamente dal mestiere: in media un Californiano guadagna 35,000 dollari USA all’anno. Tutto sommato il costo della vita è di circa il 10% inferiore alla capitale italiana.

Quanti tuoi coetanei stanno pensando di fare la stessa cosa?

Guardandomi attorno, direi molto pochi. Forse è la mentalità del sud o dell’Italia in generale, ma se si hanno le possibilità, si è restii ad emigrare. Sono quindi probabilmente l’unico che vuole vivere questa esperienza (almeno dei miei conoscenti). Forse sono io che penso sempre troppo in grande, ma personalmente, lo trovo un grande sbaglio non espatriare se si hanno le capacità necessarie per farlo. Prima di tutto per il discorso sopra citato della meritocrazia, ed in secondo grado per la qualità di vita che si può adottare in America. Insomma, penso che solo il tempo ci dirà se abbiamo fatto uno sbaglio o meno.

Conosci Italiani che sono emigrati in California e, se si, cosa ti raccontano?

Ho cercato in lungo e in largo, ma fin ora ne ho conosciuto veramente pochi (telefono, email, skype). Molti con cui ho cercato di prendere contatto sono praticamente irrintracciabili: penso però sia dovuto alle posizioni che occupano (con una laurea in mano è facile essere un manager di un’azienda a 30 anni).

Tutto sommato, le poche persone che sono riuscito a conoscere per via telematica, mi comunicano che non tornerebbero mai indietro per nulla al mondo. Occupare la stessa posizione di li a 30 anni, in Italia significa aver fatto la gavetta per una vita, aver avuto una raccomandazione, e magari prendere un salario inferiore (ovviamente tutto è relativo).

Di persone care che abitano in quelle zone, ho solo mio cugino, che da tre anni ha preso la cittadinanza Canadese, ma in linea di massima Canada e Stati Uniti si assomigliano molto, quindi ho anche il suo parere, che mi consiglia assolutamente di imbarcarmi in aereo, e di stabilirmi definitivamente da quelle parti! Dopo la laurea, è sicuramente il primo passo che farò.

Grazie Paolo ed in bocca al lupo!

Avete consigli per Paolo ed i suoi coetanei che stanno pensando di fare lo stesso percorso?

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commenti


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  • ale

    bravo continua cosi e nn scordarti mai che sei Italiano!

  • CAMILLA

    Bravo Paolo io ti capisco e condivido tutto quello che hai scritto, l’talia è un paesa che avrebbe un grandissimo potenziale ma che purtroppo non lo sfrutta (quanto meno nel mio ambito:io mi occupo di cultura e arte) e ci facciamo sorpassare da paesi che hanno scelto, giustamente, di stare al passo con i tempi…..ti faccio un enorme in bocca in lupo e spero che tu possa realizzare i tuoi sogni….

  • http://www.iojack.net Jack

    Come ti capisco, io sto pian piano perdendo voglia e interesse nell’informatica e programmazione in generale. Non esiste niente di niente, ho provato a spostarmi nel settore “sistemista” perdendoci tempo anche a studiare in corsi esterni all’università, ma anche qua c’è una situazione che fa pietà. E ti dico, vivo al centro, relativamente facile spostarsi al nord ma non è un ambiente che mi piacerebbe vivere e credo nemmeno a te.
    Quest’anno io parteciperò per la prima volta alla Diversiy Lottery, visto che non so nemmeno se riuscirò a laurearmi in un’università decente e ho solo voglia di andarmene, chissà…

  • Stefano

    Voce fuori dal coro: andare nella silicon valley per fondare una software house e’ un po’ come aprire na pizzeria a napoli. c’e’ molta conocorrenza diciamo.
    per il lavoro in US la cosa puo’ diventare complicata causa greencard e assunzioni che prediligono la cittadinanza americana (meno burocrazia).
    a mio parere potresti cercare qualcosa in qualche stato europeo piu’ avanzato tipo UK paesi scandinavi, danimarca olanda etc.

    Poicon l’idea giusta si riescono a fare i soldi in qualsiasi parte del mondo.
    il modello US sicuramente predilige la meritocrazia e chi ha inventiva, soprattutto in campo IT, ma e’ anche molto competitivo come ambiente, forse troppo.

    ultima cosa, anche in italia stanno nascendo contributi per giovani che vogliono aprire la propria azienda es: mind the bridge http://www.mindthebridge.org/

    ognimodo buonafortuna.

  • Fabio

    Concordo in pieno con Stefano.
    Conosco gente che ha lavorato e altra che studia in USA e la cultura laggiù è mooolto più competitiva che in Italia/Europa. Non è affatto facile spuntarla, nè essere manager a 30 anni, nè aprire un sw house e soprattutto mandarla avanti. Non è il paese dei balocchi, togliamocelo dalla testa: chi ha successo là è chi studia e lavora sodo e anche di più. I discorsi generalisti del tipo “mi piacerebbe andarci, conosco gente online, cerco lavoro…” li possiamo fare tutti, ma riuscirci bene è un altro paio di maniche.

    Detto ciò, io ti faccio molti in bocca al lupo, Paolo, anche perché pure io sono studente -ancora per poco però- e quindi mi sto facendo le stesse domande. E speriamo di incontrarci sulle spiagge della Southern California.

    PS: questa è la Silicon Valley d’Europa: http://www.sophia-antipolis.org/

  • si ma

    non è vero che c’è concorrenza, se hai un’idea ottima e sei in grado di proporla/gestirla decentemente, avrai i tuoi soldi per portarla avanti, ci sono un sacco di venture capital nella silicon valley.

    Buona fortuna. In italia non sembra ci sia molto futuro in questo campo, preferisco fare esperienza all’estero e poi magari tornare per cercare di cambiare le cose.

  • http://www.m4ss.net Davide Gullo

    “Fatto sta che nessuno in Italia è riuscito a sfondare… non vedo nessun rivoluzionario servizio.”

    Beh, invece qualche esempio italiano c’è.
    Mai sentito parlare di Balsamiq?
    http://www.balsamiq.com/

  • http://www.codeido.com Paolo Musolino

    Grazie a tutti, mi avete fatto conoscere anche qualche altro sito che non sapevo esistesse, come Mind The Bridge, molto interessante.

    Ovviamente la California non è il paese dei balocchi, ed è ovvio che li la vita a livello di concorrenza (sopratutto sulle conoscenze personali) è molto ampia, basta visionare le statistiche http://drp.ly/ijv7

    Ma.. non mi scoraggio affatto, ho già le mie idee, quindi proseguo dritto per la mia strada, e al termine dell’università, avrò già trovato nuove idee!

  • Beltrant

    Buona giornata a te, appoggio perfettamente il tuo modo di pensare, l’America è tutt’altra cosa che l’Italia, qui vedo andare tutto indietro, raccomandazioni, in piu’ se hai un lavoro lo devi tenere per tutta la vita, ti piaccia visto la flessibilita’ italiana.
    Sono stato li da poco trascorrendo ben 4 settimane, risultato non volevo piu’ tornare..
    Magari non diventi un Manager, ma vivi una vita libera, persone molto avanti, è funziona tutto bene, praticamente America, i numeri uno.
    Sono stoto in molti altri paesi prima, ma questo mi ha stupito.
    Penso anch’io giornalmente di andare li, anche in California, guardo sempre foto, ed altro in merito, ma dobbiamo superare il problema della Green card, dopo quella siamo a cavallo.
    Teniamoci in contatto, sono anch’io siciliano, anzi, scrivi la tua email che provo a contattarti.
    Alla prossima.

  • Marco S.

    Il mio percorso è molto molto simile a quello di Paolo, di cui si parla nell’articolo.

    Spero davvero di riuscire a trovare un modo per andare negli US… :-)

  • http://www.mondoalbino.com albino

    Concordo con Stefano e con Fabio: Paolo ha una visione un po’ idealizzata, manager a 30 anni si puo’ diventare, si’, ma vivendo e studiando negli USA, parlando un inglese perfetto, ecc. ecc.
    Non e’ che lo straniero atterra nella Silicon Valley, appoggia la valigia a terra e inizia a fare i miliardi eh… :)

    In bocca al lupo comunque!

  • http://www.codeido.com Paolo Musolino

    Siccome vedo che molti vogliono contattarmi e non ci riescono lascio qui alcuni contatti:

    http://www.appletribu.com
    http://www.codeido.com

    mail: info at codeido.com

  • brunogeri

    Fallo adesso che sei giovane e non hai famiglia a carico.
    Io e mia moglie stiamo pensando di trasferirci a Los Angeles, ma con una bimba di 3 anni a seguito, sicuramente è’ piu’ complicato. I genitori di mia moglie vivono li (non sono americani) e quando siamo andati a trovarli ho vermanete capito perchè l’America è cosi ambita. Purtroppo l’Italia continua ad essere il Paese delle barzellette, il Paese dove paghi tanto ogni cosa e sei servito male. A mio avviso potendo scegliere, io i miei figli li porterei via da qui (io abito in provincia di Napoli) e giorno dopo giorno dopo giorno siamo solo ricoperti da problemi, da persone maleducate che ti girano intorno e da una totale mancanza delle istituzioni. Forse per quelli del nord è un po’ facile andare avanti, ma qui ti fanno sentire speciale anche le piccole cose come fare una paseggiata al parco…..visto che di parchi non ce ne sono. CHE VERGOGNA!!!!!!!!

  • Tiffany

    Ciao, come te io ho sempre sognato di sfondare e fare qualcosa anzichè rimanere una nullità quì..
    Anche io sono siciliana e già a 15 penso a quello che devo fare per non rimanere con le mani in mano..
    Voglio fare più studi possibili per riuscire ad essere una persona con delle capacità degne di essere coronate… In questo momento studio in un istituto tecnico anziendale/turistico.. Sai per caso che via posso intraprendere per poi arrivare in America???
    Devo dire che sono molto portata per le lingue e per approfondire sto seguendo parecchi corsi.. In particolar modo adoro l’inglese..
    Grazie in anticipo, spero di avere risposta!

  • Tiffany

    gia a 15 anni penso**

  • Stefano

    Potresti pensare a passare prima dall’inghilterra e vedere come va li’. piu’ semplice burocraticamente e come ambiente.

  • http://www.storiesandcolours.com storiesandcolours.com

    x Tiffany: armati di pazienza e leggiti i post riguardanti USA, UK, e Australia perchè ci sono tutte le informazioni a te utili.
    Antonio

  • http://www.zooh.it Salvatore

    Complimenti per la determinazione, Paolo!

  • luana

    Bravo Paolo. Sei un esempio da ammirare,come ragazza siciliana,precisamente di agrigento, ti capisco benissimo e ti ammiro anche perchè il mio ragazzo già ha fatto un passo del genere e io dopo la laurea pure per realizzarci in tutto e anche nella vita insieme, bravo, in bocca al lupo ,spero il meglio per te!

  • http://www.codeido.com Paolo Musolino

    @luana grazie mille dell’incoraggiamento. Auguro il meglio anche a voi, ci vuole forza di volontà ;-)

  • http://www.facebook.com/simonedifrancia Simone

    per BRUNOGERI anche io sono della provincia di Napoli precisamente di Pianura, te invece?

  • brunogeri

    per SIMONE
    Siamo quasi compaesani, io sono di Giugliano, che poi non e’ tanto diversa da Pianura no?
    Costi che quel costio, io devo lasciare questo posto!!!!

  • http://www.vivereamadrid.it chechi

    ciao Paolo, le tue parole mi hanno fatto molto sorridere: credo che le tue parole siano generate più dall’enfasi giovanile che dall’esperienza. emigrare non sempre vuol dire fare dei lavoro pazzeschi e ben pagati (nemmeno negli stati uniti) e molto spesso è altrettanto coraggioso il restare dove si è cresciuti. te lo dice una che a 29 anni è fuori casa da 11 ed ha vissuto in 3 nazioni diverse. onestamente credo che hai la testa un po’ troppo piena di falsi miti (spero che la vita, quella vera non i sogni post-adolescenziali!) non ti deluda. non mitizzare quello che è lontano. tu non vivi fuori e non sai di cosa parli.

  • Beatrice

    Paolo, vivo da 14 anni in USA e ora come ora la California (e non solo) sta passando un periodo NERO per quanto riguarda l’economia e il lavoro, anche nell campo dell’ informatica.
    In più vorrei darti un’ informazione 35000 mila dollari all’anno in California e’ quasi niente!
    I 35000 mila non sono netti ma lordi, devi togliere via le tasse e togliere anche i soldi che andranno a pagare la tua assicurazione perche’ una parte (bassa) la paga il tuo datore e una parte la devi pagare tu. Percio’ alla fin fine se ti va bene porti a casa netti puliti 1800/2000 dollari al mese con questi soldi vivere a San Francisco…. IMPOSSIBILE dato il cost of living (costo della vita) altissimo
    Perche’ invece di puntare a gli USA non punti in Europa?
    Comunque… AUGURI

  • http://www.codeido.com Paolo Musolino

    Quando si ha un sogno, si preferisce partire di sana pianta. Ultimamente la mia enfasi è salita ulteriormente, dopo l’articolo dei ragazzi di Mashape http://www.vip.it/mashape-marco-palladino-michele-zonca-augusto-marietti/ Quindi dopo la laurea è il primo passo. Lo stipendio… bhe all’inizio si fa la gavetta, ma io parto con il pallino del volermi mettere in proprio. Vedremo.

  • http://Macisonoocifannoquestepersone? Michele

    Io non deve tornare in Italia trovando lavoro all’Estero.Puoi tornare in Italia per vacanza no per viverci.Io credevo che cambiasse qualcosa. Ma , non c’è niente da fare l’Italia non cambierà mai.E’ vero che c’è la crisi da tutte le parti.Ma è pure vero che ci sono nazioni che cercano di uscire da questa crisi .E’ l’Italia non è tra queste.Ci puoi mettere tutto l’impegno che vuoi.Ma, non esste cura per trova a cambiare le cose questa è la verità.Poi è troppo facile dire trovati un lavoro dove è mal pagato, si lavora male oppure nulla.Se gli affitti fossero di 300 euro è la paga fosse di 1500 euro allora la storia sarebbe diversa.Una persona vivrebbe benissimo in questa nazione.Ma, la realtà è ben diversa.

  • Fab

    Ciao Paolo,

    Bravissimo!!

    “Dai ai tuoi sogni tutto quello che hai e rimarrai stupito dall’energia che avrai” by William James

    “Non so se è un bene o un male, ma la vita in genere favorisce le persone dotate di entusiasmo ed energia” by Jack Welch.

    http://en.wikipedia.org/wiki/Jack_Welch

    E a te quanto pare non ti mancano, tutt’altro!!

    Continua così!!

    You’ll make it!!!!

    All the best!

    Fab


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