Emigrare in Brasile per amore, ripartendo da zero o quasi

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Filippo Giordano, ingegnere meccanico, è emigrato in Brasile per motivi sentimentali, lasciando un lavoro in Italia e ripartendo da quasi zero, lavorativamente parlando.

Come ti ha preparato una laurea in Ingegneria Meccanica al mondo del lavoro italiano?

La facoltà di ingegneria meccanica offre già di partenza una grande scelta di lavoro nel nord Italia e non solo, d’altra parte è una della lauree più difficili in assoluto. Tra lo studio e il lavoro ci sono sempre grandi differenze, soprattutto studiando in Italia in facoltà storiche e tradizionaliste, amanti delle grandi teorie più che della ben più utile pratica.

Come hai trovato il tuo primo lavoro in Italia?

Dopo un po’ del classico invio di CV che aveva già fruttato diverse possibilità, mi ha chiamato il proprietario di un’azienda di sospensioni motociclistiche a cui il mio professore della tesi aveva parlato per l’attinenza della tesi con il prodotto dell’impresa. La sua proposta è stata la più interessante.

Perché hai pensato all’emigrazione?

Sono sempre stato amante delle lingue, curioso delle differenze culturali e buon viaggiatore. Dopo qualche anno di esplorazioni, tentativi e conoscenze principalmente all’interno della Comunità Europea, ho semplicemente conosciuto mia moglie! Lei stava facendo un dottorato di ricerca a Bologna per conto del ministero delle finanze brasiliano: vista la sua impossibilità di trovare un lavoro così ben remunerato altrove che in Brasile, vista la mia possibilità di fare l’ingegnere all’estero (per gli avvocati è molto più difficile), era piuttosto scontato che sarei dovuto essere io a trasferirmi in Brasile.

Come hai compiuto il salto verso il Brasile?

Prima di conoscere Cecília non ero mai stato in Brasile e non parlavo portoghese: durante i nostri primi due anni di conoscenza mi sono avvicinato a quel mondo, mi è piaciuta Salvador e la mia nuova famiglia, ho valutato attentamente possibilità e difficoltà, ma l’impulso finale che mi ha fatto emigrare verso il Brasile è stato l’amore per mia moglie.

Emigrare in Brasile per amore

Emigrare in Brasile per amore

Con che visto sei residente?

Attualmente sto aspettando il documento definitivo del visto permanente per straniero. Come tutti ho iniziato come turista, ma nel mio caso l’emigrazione aveva già per presupposto il matrimonio entro pochi mesi. Tra poco potrò richiedere la naturalizzazione a cittadino brasiliano.

Cosa fai di lavoro adesso?

Non sto ancora lavorando, soprattutto perchè la burocrazia accademica ha causato un ritardo di più di un anno per il riconoscimento del mio titolo d’ingegnere in territorio brasiliano.

Nonostante questo però ho già fatto parecchi colloqui in industria con imprese multinazionali, soprattutto perchè la mia esperienza lavorativa nell’automotive italiano risulta interessante.

Quali sono le differenze maggiori tra il mondo del lavoro in Brasile e quello in Italia?

Per il momento posso parlare solo dal punto di vista della ricerca di lavoro e in specifico a Salvador, che notoriamente per gli ingegneri ha un’offerta ben più ridotta rispetto a San Paolo e Rio de Janeiro. I canali di ricerca a disposizione sono i classici Headhunters e Motori di offerta lavoro, ma molte volte, anche qui come in Italia, fanno la differenza le conoscenze all’interno delle aziende. Purtroppo, nonostante la famosa accoglienza e allegria del popolo brasiliano, in campo professionale pesa anche una certa diffidenza nei confronti del “diverso”.

Quali risorse internet consiglieresti a chi vuole andare in Brasile?

Tra i siti ufficiali cosiglio sicuramente l’ambasciata italiana a Brasilia, punto di partenza fondamentale.

Per quanto riguarda i blog e i siti di attualità, ho apprezzato particolarmente Vivere in Brasile dell’amico Antonio Oliviero e sicuramente il tuo.

Tornerai in Italia?

Ogni anno torno più volte in Italia! Il mio desiderio per il futuro sarebbe riuscire a trovare una condizione lavorativa che mi permetta di vivere un po’ in Brasile e un po’ in Italia.

Grazie Filippo e buon proseguimento a te ed a Cecília!

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