L’Italia non li vuole, loro vanno a Silicon Valley

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Il TagliaBlog ha pubblicato una ‘Lettera aperta all’Italia, investitori e startup‘ che consiglio vivamente di leggere.

Augusto Marietti ha scritto questa lettera per raccontare la sua esperienza di diciannovenne aspirante imprenditore in Italia e della decisione di partire per Silicon Valley una volta capito, dopo due anni di tentativi andati a vuoto, che la sua età in Italia viene vista come un ostacolo. La ricerca di finanziamenti per tradurre in imprenditoria la sua idea non diede risultati in Italia.

Augusto ed i suoi co-founders (Marco Palladino e Michele Zonca) sono quindi sbarcati a San Francisco ed hanno trovato i finanziamenti iniziali per sviluppare Mashape, una startup che “vuole rivoluzionare il modo di creare applicazioni web e mobile”.

Indipendentemente dal successo che la loro avventura avrà (ed io faccio loro i migliori auspici), la loro storia può offrire ottimi spunti per coloro ai quali viene detto ‘siete troppo giovani’.

Il punto di vista di Augusto è formato dal confronto che sta facendo tra le opportunità che sta trovando in California con le opportunità che non ha trovato in Italia.

Sostiene che l’Italia deve cambiare mentalità e modi di fare per dare sbocchi ai giovani come fanno gli Stati Uniti e la Francia, ad esempio.

Una vivace discussione ne è seguita sul TagliaBlog e vi consiglio di leggere anche quella. Questa si è concentrata sull’opinione di alcuni che sostengono che non si deve presentare la California come il paradiso dove tutto succede facilmente mentre altri affermano che se non si trovano sbocchi in Italia allora tanto vale partire.

Nel frattempo, Augusto ha gentilmente risposto ad alcune domande a beneficio dei lettori di Italiansinfuga.

Cosa hanno detto i vostri amici/parenti quando avete detto loro che partivate per gli Stati Uniti?

Mamma, Papà me ne vado. Me ne vado perche se no fallisco e butto via 2 anni della mia vita. Devo farlo, ce la farò, non so come ma ce la farò; non vi preoccupate.

Con che visto siete entrati negli Stati Uniti?

B1, stiamo cambiano facendo un misto tra E2 e J1.

Come viene vista nel vostro ambiente (start up) la mancanza di titoli di studio?

Appiamo preso l’investimento con prodotto alla mano, niente slide, niente business plan, niente domande su titoli di studio. Team and Product, that’s it.

Quali sono le caratteristiche personali che ci vogliono per sopravvivere negli Stati Uniti a 20 anni?

Sacrificio, sacrifico, sacrificio, fino alla follia pura; e molta sfacciataggine.

Cosa hai imparato su te stesso grazie all’esperienza statunitense?

Sto crescendo, sto crescendo molto come persona dal lato umano, sto dando fiducia ad un paese straniero. Mi sto abituando a pensare in un ottica di problem solving in qualsiasi momento della mia giornata, anche quando apro il frigorifero… anche perche è sempre mezzo vuoto. Ogni volta io, Michele e Marco ci dobbiamo inventare cosa mangiare ;-)

Che consigli pratici dareste ai vostri coetanei in Italia che stanno “sognando l’America”?

Informatevi sui visti con un avvocato USA specializzato nell’immigration, e chiedetegli tutto; la prima ora la danno sempre gratis. E sopratutto partite con un obbiettivo chiaro da raggiungere. Non pensateci troppo, fatelo e basta..

Grazie Augusto ed in bocca al lupo!

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commenti


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  • si ma

    Come ha contattato il venture capital? come è andata la faccneda?


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