Come trasferirsi negli Stati Uniti grazie ad una azienda italiana

Elisabetta ed il marito ci raccontano come sono riusciti a trasferirsi negli Stati Uniti cercando lavoro tramite aziende italiane che avessero collegamenti all’estero.

Ci descrivi il percorso che vi ha portato negli Stati Uniti?

Eravamo alla ricerca di un’esperienza di vita all’estero, quindi mio marito iniziò a guardare (soprattutto su Internet) offerte di lavoro per l’estero, finchè gli venne in mente un’azienda del cuneese che aveva una filiale in California. Provò a contattare un suo conoscente – che fa parte del gruppo aziendale a gestione familiare – per sapere se cercassero personale da inviare negli Stati Uniti. Questa persona ha inoltrato il suo curriculum al direttore dell’azienda e destino vuole che fosse proprio in cerca di persone per un’azienda californiana facente parte del gruppo azionario. A quel punto ho inviato anche il mio curriculum e dopo i vari colloqui ci hanno assunto entrambi per ricoprire ruoli diversi e partire il prima possibile alla volta degli Stati Uniti.

Come trasferirsi negli Stati Uniti

Come trasferirsi negli Stati Uniti

Cosa vi ha fatto accettare una proposta del genere?

Accettare è stato facile perché l’offerta corrispondeva a un nostro sogno, sia per il “destino geografico” allettante (molto più di un’eventuale Cina che era inizialmente apparsa nelle prospettive di carriera per mio marito), che per la possibilità di lavorare entrambi già da subito. Da aggiungere che anche le condizioni economiche concordate contribuivano a “abbellire il pacchetto”.

Come descriveresti la vostra conoscenza dell’Inglese prima di partire?

Abbastanza buona o quanto meno sufficiente da cavarsela in un ambito lavorativo e di vita senza possibilità di mediare con la propria.

Con quale visto siete residenti negli Stati Uniti?

La green card.

Com’è l’ambiente lavorativo in California?

Posso parlare unicamente per l’esperienza vissuta nell’azienda dove lavoro tuttora (e che ci ha assunto direttamente dopo un anno circa) e devo dire che è decisamente positiva. La flessibilità nella gestione del proprio tempo lavorativo credo sia la cosa che ci ha colpito più favorevolmente, ma anche il sistema solitamente più meritocratico che in Italia.
A livello di relazioni interpersonali ho notato una maggior diplomazia credo dovuta a un temperamento in generale meno “emotivo/passionale”.

Ci descrivi la Orange County?

La contea di Orange è l’ideale per chi vuole godere della natura e del relax, più che di un’ animata vita notturna o di un’ atmosfera hollywodiana (tuttavia a portata di auto!).

Non mancano comunque le gallerie d’arte (di cui Laguna Beach è il regno per eccellenza), i locali di ritrovo per giovani cosí come una vasta gamma di ristoranti di buona qualità (che però chiudono relativamente presto per le abitudini italiane), e un modernissimo centro di Perfoming Arts. Orange County è anche famosa per lo shopping, ospitando uno dei più famosi e ricercati centri commerciali del sud California.

La popolazione di questa contea è sovente vista con occhio critico dai più autoctoni abitanti di Los Angeles, che l’accusano di superficialismo (culturale come morale) e di piattezza.

È sicuramente una delle zone più ricche della California (la concentrazione di auto di lusso è forse la più alta dell’intera America) e famosa internazionalmente per la vita da spiaggia.
In un’ immaginaria caricatura qualcuno potrebbe disegnare, contrapponendoli, l’artista/intellettuale di LA, vestito alternativo che gironzola in un party nel museo dell’arte moderna e l’americano con i muscoli abbronzali e tesi che va in giro in flip flop a bordo di una Murcielago!
Ovviamente mai fare di ogni erba un fascio!

Cosa vi ha sorpreso, in positivo ed in negativo, della California?

Della California – specie quella del sud – non si può non apprezzarne il clima. I californiani, a buon ragione, ne fanno il loro orgoglio.

Personalmente ho anche gradito la varietà di paesaggi e di luoghi di interesse da visitare all’interno dello Stato stesso, nonchè la possibilità di usare quotidianamente 2 lingue, inglese e spagnolo.

Gli aspetti negativi sono per lo più legati a una differenza di valori, cultura e stile di vita tra noi e il californiano tipico. A diminuire questo aspetto negativo contribuisce però la facilità- offerta da una popolazione con un altissimo tasso di immigrazione – nel conoscere persone di altre nazionalità (e a volte altri Stati nord-americani) la cui mentalità è più vicina alla nostra.

Cosa consiglieresti a chi sogna la California?

Di consolidare la sua conoscenza dell’inglese e di specializzarsi con una laurea, se l’intenzione è quella di trasferirsi a vivere qui.

Grazie Elisabetta e buon proseguimento!

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Comments

  1. Pasquale says

    Salve!
    sono Pasquale,ho 30 anni sposato con un bambino di 1 anno e mezzo,sono un militare con qualifica tecnica di macchina e per il bene mio della mia famiglia ma soprattutto per mio figlio chiedo se vi è la possibilità di lavoro .
    Sono un tutto fare e non ho problemi d’impiego dallo spazzino al porta pacchi purché via dall’Italia e dall’Europa. …
    Grazie attendo vostri commenti talvolta anche x email

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