Come trasferirsi negli Stati Uniti grazie ad una azienda italiana

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Elisabetta ed il marito ci raccontano come sono riusciti a trasferirsi negli Stati Uniti cercando lavoro tramite aziende italiane che avessero collegamenti all’estero.

Ci descrivi il percorso che vi ha portato negli Stati Uniti?

Eravamo alla ricerca di un’esperienza di vita all’estero, quindi mio marito iniziò a guardare (soprattutto su Internet) offerte di lavoro per l’estero, finchè gli venne in mente un’azienda del cuneese che aveva una filiale in California. Provò a contattare un suo conoscente – che fa parte del gruppo aziendale a gestione familiare – per sapere se cercassero personale da inviare negli Stati Uniti. Questa persona ha inoltrato il suo curriculum al direttore dell’azienda e destino vuole che fosse proprio in cerca di persone per un’azienda californiana facente parte del gruppo azionario. A quel punto ho inviato anche il mio curriculum e dopo i vari colloqui ci hanno assunto entrambi per ricoprire ruoli diversi e partire il prima possibile alla volta degli Stati Uniti.

Come trasferirsi negli Stati Uniti

Come trasferirsi negli Stati Uniti

Cosa vi ha fatto accettare una proposta del genere?

Accettare è stato facile perché l’offerta corrispondeva a un nostro sogno, sia per il “destino geografico” allettante (molto più di un’eventuale Cina che era inizialmente apparsa nelle prospettive di carriera per mio marito), che per la possibilità di lavorare entrambi già da subito. Da aggiungere che anche le condizioni economiche concordate contribuivano a “abbellire il pacchetto”.

Come descriveresti la vostra conoscenza dell’Inglese prima di partire?

Abbastanza buona o quanto meno sufficiente da cavarsela in un ambito lavorativo e di vita senza possibilità di mediare con la propria.

Con quale visto siete residenti negli Stati Uniti?

La green card.

Com’è l’ambiente lavorativo in California?

Posso parlare unicamente per l’esperienza vissuta nell’azienda dove lavoro tuttora (e che ci ha assunto direttamente dopo un anno circa) e devo dire che è decisamente positiva. La flessibilità nella gestione del proprio tempo lavorativo credo sia la cosa che ci ha colpito più favorevolmente, ma anche il sistema solitamente più meritocratico che in Italia.
A livello di relazioni interpersonali ho notato una maggior diplomazia credo dovuta a un temperamento in generale meno “emotivo/passionale”.

Ci descrivi la Orange County?

La contea di Orange è l’ideale per chi vuole godere della natura e del relax, più che di un’ animata vita notturna o di un’ atmosfera hollywodiana (tuttavia a portata di auto!).

Non mancano comunque le gallerie d’arte (di cui Laguna Beach è il regno per eccellenza), i locali di ritrovo per giovani cosí come una vasta gamma di ristoranti di buona qualità (che però chiudono relativamente presto per le abitudini italiane), e un modernissimo centro di Perfoming Arts. Orange County è anche famosa per lo shopping, ospitando uno dei più famosi e ricercati centri commerciali del sud California.

La popolazione di questa contea è sovente vista con occhio critico dai più autoctoni abitanti di Los Angeles, che l’accusano di superficialismo (culturale come morale) e di piattezza.

È sicuramente una delle zone più ricche della California (la concentrazione di auto di lusso è forse la più alta dell’intera America) e famosa internazionalmente per la vita da spiaggia.
In un’ immaginaria caricatura qualcuno potrebbe disegnare, contrapponendoli, l’artista/intellettuale di LA, vestito alternativo che gironzola in un party nel museo dell’arte moderna e l’americano con i muscoli abbronzali e tesi che va in giro in flip flop a bordo di una Murcielago!
Ovviamente mai fare di ogni erba un fascio!

Cosa vi ha sorpreso, in positivo ed in negativo, della California?

Della California – specie quella del sud – non si può non apprezzarne il clima. I californiani, a buon ragione, ne fanno il loro orgoglio.

Personalmente ho anche gradito la varietà di paesaggi e di luoghi di interesse da visitare all’interno dello Stato stesso, nonchè la possibilità di usare quotidianamente 2 lingue, inglese e spagnolo.

Gli aspetti negativi sono per lo più legati a una differenza di valori, cultura e stile di vita tra noi e il californiano tipico. A diminuire questo aspetto negativo contribuisce però la facilità- offerta da una popolazione con un altissimo tasso di immigrazione – nel conoscere persone di altre nazionalità (e a volte altri Stati nord-americani) la cui mentalità è più vicina alla nostra.

Cosa consiglieresti a chi sogna la California?

Di consolidare la sua conoscenza dell’inglese e di specializzarsi con una laurea, se l’intenzione è quella di trasferirsi a vivere qui.

Grazie Elisabetta e buon proseguimento!

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commenti





  • gcuccu

    Visto l’esperienza che avranno accumulato nella ricerca di aziende italiane con location estere sarebbe interessante avere una lista di siti che hanno utilizzato allo scopo, grazie a tutti, ciao

  • Luciano

    Dove mi consiglieresti di sfogliare offerte di lavoro in California per italiani e/o stranieri?

  • Matteo

    Ciao Aldo, complimenti come sempre per l’articolo!

    Avrei un paio di domande a riguardo:

    1) Non ho capito bene come siano stati assunti. Voglio dire, lavoravano già per la compagnia cuneese e poi sono stati trasferiti in US, oppure sono stati direttamente assunti dalla compagnia americana? Perché nel secondo caso, non mi è chiaro come possano avere ottenuto la Green Card.

    2) Nelle battute finali, gli intervistati consigliano di consolidare la propria conoscenza dell’inglese e di specializzarsi con una laurea. Nulla da dire sul primo punto, ma per quanto riguarda la storia della laurea, non mi è chiara una cosa. Leggo molto spesso in giro che una buona strada da percorrere per vivere in US è quella di ottenere una laurea triennale italiana (equiparata ad un Bachelor’s Degree negli States) e poi conseguire un master o una specializzazione in America. E’ questo il consiglio che danno, oppure intendono proprio ottenere una laurea specialistica qui?

    Grazie mille, e ancora complimenti per l’articolo :)

    Cordiali saluti

    Matteo

  • http://www.laurainfrancia.wordpress.com Daphnae

    Vorrei chiedere a Elisabetta, se possibile, di ampliare questa parte:

    “Gli aspetti negativi sono per lo più legati a una differenza di valori, cultura e stile di vita tra noi e il californiano tipico.”

    Quali sono le maggiori differenze? Com’è il californiano tipico? (Scusa se ti costringo a una generalizzazione).

    Bell’esperienza! In bocca al lupo :)

  • Elisabetta

    @ Marco: ti rispondo io direttamente se non ti spiace.
    Siamo stati assunti dall’azienda italiana e solo in un secondo tempo da quella americana, che ha infatti sponsorizzato la Green Card. Per quanto riguarda invece la seconda domanda, il mio punto di vista e’ fondamentalmente di partire con un titolo di studi che sia almeno una laurea breve, SE si vuole avere piu’ chances di lavoro. Prendere una specializzazione in US non puo’ che aumentare queste possibilita’. Tieni anche presente che ci sono lauree italiane quinquennali che vengono equiparate a un Master americano (penso ad esempio alla Laurea in Ingegneria), ma non tutte e non necessariamente. Dipendera’ infatti dal tipo di specializzazione e dal numero di anni (una laurea di 4 anni del vecchio ordinamento difficilmente verra’ equiparata a un Master).
    Ciao!

  • Elisabetta

    @Daphnae: consapevoli di compiere una generalizzazione… mi sbilancero’ a dirti che il giovane californiano tipico quando non cavalca le onde, se ne sta seduto con amici in casa o nel terrazzo a scolarsi litri di birra leggera (perche’ cosi ne puo’ bere di piu’ e comprata in casse non costa cara come al bar). Ad accompagnare la birra raramente manca – soprattutto la domenica pomeriggio – il fatidico BBQ. Questa per me e il mio stile di vita e’ gia’ una differenza sostanziale.
    Potrei poi aggiungere la seguente lista di “valori” che rientra solitamente nelle loro priorita’:
    apparenza (portata agli eccessi dell’ostentazione e del buon gusto e che spesso rispecchia una mancanza di contenuti), consumismo (che implica in diversi campi la quantita’ sopra la qualita’, ma anche la possessione sopra la conoscenza), individualismo… devo continuare?
    Don’t get me started! Poi finisco con sembrare eccessivamente critica… ma mi hai chiesto di ampliare la parte delle differenze che considero negative… ;)

    Ciao ciao!

  • http://www.laurainfrancia.wordpress.com Daphnae

    Grazie Elisabetta per la risposta! :) Anche a costo di una generalizzazione volevo farmi un’idea di come funzionano le cose lì.. Thanks again ;)

  • Matteo

    Grazie mille Elisabetta anche da parte mia (il mio nome comunque è Matteo, ma non fa nulla ci mancherebbe! :D ) per la risposta!

    A questo punto mi unisco agli altri utenti che chiedono una lista di siti adatti allo scopo, sarebbe veramente una risorsa preziosa ed utilissima!

  • Giulia

    Domanda per Elisabetta: quanto tempo fa vi siete trasferiti in California? Io sono qui da un anno e la situazione è tutto fuorchè florida. Solo qualche anno fa era decisamente più facile ottenere lavoro, visto e successivamente green card…

  • http://www.facebook.com/enriconu Enrico

    Ciao Elisabetta! Appena nella newsletter di Aldo ho visto il tuo articolo, stavo cadendo dalla sedia! Infatti è esattamente quello che vorrei fare con la mia fidanzata (mi manca la fede al dito!): emigrare negli States, magari in California, dopo che li ho conosciuti per averci lavorato un anno (lavorato per un’azienda food a Brooklyn). Mi piacerebbe avere un tuo contatto email per scambiare un paio di opinioni e chiederti un paio di cose, compatibilmente ovviamente con i rispettivi lavori e i tempi a disposizioni. Lascio il mio contatto Facebook nel campo del website, se mi scrivi in pvt ci scambiamo le email!

    Grazie mille!
    Enrico

  • Paolo

    Elisabetta, ci puoi cortesemente dire quale è il vostro lavoro, giusto per avere un’idea??

  • Elisabetta

    @Matteo
    Scusa!! so di essere negata x ricordarmi i nomi ma cosi e’ grave!

    Purtroppo non ho una lista di siti da fornirvi anche perche’ il tutto si e’ svolto quasi 5 anni fa e la ricerca (che e’ durata per altro poco) e’ stata fatta non tanto sui siti di collocamento/offerta lavoro, quanto curiosando quali aziende avessero filiali all’estero. Mio marito ricordo che aveva iniziato proprio guardando quelle aziende che lui conosceva per precedenti esperienze lavorative.
    Mi spiace di non poter essere piu’ utile…

  • Elisabetta

    @Giulia
    Noi ci siamo trasferiti nel 2006 e per noi ha svolto tutto l’azienda (richiesta di visto prima e green card dopo). So bene di essere stata fortunata e che la situazione ora e’ particolarmente difficile. Ci sono molti italiani che si vorrebbero trasferire e mi contattano in diversi modi, ma la crisi economica esiste purtroppo anche qua e non bisogna,a mio parere, frsi illusioni. Dove ti trovi tu?

  • Elisabetta

    @Luciano
    Non saprei consigliarti un sito specifico per la sola California.
    Si tratta di andare sugli stessi siti che usano gli americani per cercare lavoro, e quindi Monster, Linkedin, Careerbuilder… puoi anche dare un’occhiata a http://www.careerjet.com
    Il problema resta sempre pero’ il visto e trovare un’azienda che te lo sponsorizzi. A questo proposito ti consiglio anche di leggere l’articolo COME OTTENERE UN VISTO PER GLI USA 14/8/2010 nella home page di http://www.voglioviverecosi.com
    Parla di come ottenere un visto ma risponde anche alla domanda “come trovare lavoro in USA”.

  • Elisabetta

    @Enrico
    Perdona la mia imbranatezza ma non so come vedere il tuo contatto nel campo del website…

  • Elisabetta

    @Enrico
    No worries, ci son arrivata!! Ti scrivero’ presto, ciao!

  • Elisabetta

    @Paolo
    Io lavoro nell’ufficio Vendite, seguo clienti delle Americhe, Europa e India.
    Mio marito lavora come ingegnere, responsabile dei macchinari di produzione.

  • http://Facebook Luigi

    Ciao Elisabetta. Come ha già detto Enrico, appena ho letto la newsletter sono rimasto profondamente colpito: tu e tuo marito siete riusciti in quello che sogno da un po’. Probabilmente sono un po’ più giovane di voi (ho 25 anni) ma il sogno di fare un’esperienza lavorativa all’estero e magari rimanerci rimane una delle priorità a breve!
    Attualmente lavoro a Roma presso una grande società di consulenza con sedi in tutto il mondo. Qui dicono che opportunità di fare scambi ci sono, ma solo dopo qualche anno ed in ogni caso parlando con persone che sono qui da più tempo, non è così facile come sembra.
    Che consiglio potresti darmi?
    Non è che presso la vostra azienda cercate altre figure professionali?? ahahah scherzo!

    Grazie mille in anticipo

    Luigi

  • http://myblogonsandiego.blogspot.com stefania

    A tutti coloro che sognano di venire a lavorare in USA.
    Le persone dell’articolo prima di tutto avevano un conscente che ha sottoposto il curriculm a chi di dovere e già questo non è poco,…
    Seconda cosa: Le persone interessate devono possedere laurea come minimo e fare richiesta di visto presso azienda e per posizioni per le quali non ci siano già altri cittadini o residenti disponibili a ricoprire quelle mansioni (e si parla di mansioni in genere di natura manageriale o esecutiva, non di semplice supporto amministrativo e simili).
    Cercare la voro da sè e trovare chi vi sponsorizza è obiettivamente molto difficile, non fatevi illusioni!
    Primo per via della crisi, secondo perchè per sponsorizzare qualcuno sono necessarie procedure non brevi e il datore paga per il rilascio del visto che è molto costoso.
    Le sponsorizzazioni avvengono di solito per personale che fa parte di multinazionali con sedi in USa, o per indivisui che siano dotati di background ed esperienza non comuni.
    I soggetti dell’articolo, benchè molto fortunati, rappresentano una percentuale minima ed un’eccezione, non la norma!

  • Cristian

    ciao Elisabetta leggo con interesse la tua esperienza e vorrei sapere dove posso trovare una lista di aziende che lavorano all’estero oppure come muovermi per ricercarle.
    grazie ciao

  • carmelo

    Stefania, leggo grande pessimismo nelle tue righe.
    Con questo presupposto non troverebbe da lavorare neanche Steve Jobs.
    Leggiti la sua storia , cosi’ come quella di Walt Disney (e mi fermo, l’ elenco e’ molto lungo).
    C’e’ molto da imparare.

    un saluto e una carica di grinta e positivita’ a tutti gli american dreamers!

  • brunogeri

    Beh piu’ che pessimista io vedo Stefania come realista. Forse i miei 39 anni mi fanno ragionare in modo diverso da quando ne avevo 20. Diciamo che si è meno propensi al rischio. Comunque auguri a tutti quelli che ci proveranno……ci sono anche io tra questi :)

  • Rozalia

    Buongiorno a tutti,

    in quanto avrei la possibilità di potermi trasferire a LA tramita la multinazionale presso la quale lavoro, ma ho ancora molte perplessità (in rete ne leggi di tutti i colori).. mi piacerebbe poter contattare Elisabetta via email..è possibile?

    Grazie!

  • carmelo

    ” il rischio non si puo’ eliminare, bisogna saperlo gestire..”
    cosa non e’ rischioso?

    possiamo anche essere investiti mentre andiamo a buttare la spazzatura

  • http://www.facebook.com/people/Elisabetta-Siccardi/1464526055 Elisabetta

    @ Rozalia
    Ciao. Ho lasciato il mio contatto di facebook nel campo del website, contattami se vuoi da li e ci scambiamo gli indirizzi e-mails

  • Rozalia

    @Elisabetta : sto avendo difficoltá nel reperire il campo website…;(

  • http://www.facebook.com/people/Elisabetta-Siccardi/1464526055 Elisabetta

    Clicca semplicemente sul mio nome.

  • claudio

    Sono un Ingegnere Aerospaziale della Campania e vorrei trovare lavoro negli Stati UNiti ma non riesco a trovare una azienda che mi faccia da tramite.
    Vedo il mio sogno sfumare ogni giorno che passa sempre di piu’.
    Come posso fare?

  • http://www.facebook.com/people/Elisabetta-Siccardi/1464526055 Elisabetta

    Ciao Claudio, hai provato a cercare offerte di lavoro sui motori di ricerca americani? La California in passato offriva molte opportunita’ in campo aerospaziale, oggi purtroppo anche in quel settore c’e’ crisi. Il tuo titolo professionale pero’ e’ sicuramente ancora un buon biglietto da visita (unito a una buona conoscenza della lingua inglese). Cerca su Internet e prova a inviare curriculum se non l’hai ancora fatto. Non tutti arrivano qui tramite aziende italiane.
    In bocca al lupo!

  • Caniggia

    Ciao a tutti, io in California ci ho vissuto quasi 2 anni. Ho studiato, lavorato (come intership), girato in lungo ed in largo. Conosco LA, SF e soprattutto San Diego come le mie tasche. Ora sono tornato in italia da circa un anno. Ho perso circa 6 anni della mia vita nel rincorrere il sogno “Californiano”… più che americano di per se. Vi prego, soprattutto i giovani, non vi fate illusioni. Ci sono molti pro – ma purtroppo – tantissimi contro. Bisogna essere obbiettivi è praticamente impossibile ottenere un visto lavorativo per gli states. Io ho conosciuto tantissimi immagrati, italiani e non, c’è chi ha perso tutto, chi ha avuto problemi di salute e ha perso un sacco di soldi perchè le assicurazioni sanitarie le trovano tutte per non pagarti le spese mediche, chi è li da 8 anni da illegale, chi era malato di cuore, andato (senza far nomi dell’univ ospitante) tramite visto specifico per farsi curare da un univ di SD, ed è morto in carcere in Arizona perchè il suo visto non era riconosciuto al di fuori della california… e molto altro ancora. Io ho vissuto tutto, dai quartieri più poveri di LA a party in case da milionari a Del Mar, La Jolla (SD), e Beverly Hills a (LA). Vi giuro ho visto di tutto. Fatevi una vacanza, ma non sognate troppo. Ho visto tanti finire male. Io alla fine sono tornato in italia anche se ho ancora 3 anni di visto sfruttabile, basterebbe fare un I20 che costa 150 euro. ciao a tutti Caniggia

  • carmelo

    ma che lavoro facevi?
    Poi scusa tu sei contento della sanita’ pubblica italiana? che per fare una lastra ci vogliono 6 mesi di attesa? suvvia

  • Caniggia

    Intanto Ciao Carmelo, lavoravo presso una Università/accademia a San Diego nel 2009 inizio 2010 e prima ho lavoricchiato per una ditta di skate, dato che sono appassionato e avevo già lavorato in una ditta (amica) qui in italia. Cmq giusto come lavoretto estivo. Guarda sono i soliti discorsi di chi nn ci ha mai vissuto o cmq ci è stato solo in vacanza. Io ho avuto due amici che per vari motivi sono stati male. Uno di questi sono andato a recuperarlo io stesso dopo che era stato aggredito da uno sulla strep di Las Vegas. Ha preso un pugno sul naso ed è svenuto. Ambulanza, 3 ore di degenza, visita medica generica, esami del sangue, no lastra, 2500 dollari. Noi in italia siamo messi male, sicuramente, ma loro li sono pazzi. E non scherzo Carmelo, 2500 dollari e nn hanno fatto niente, io ero presente. Manco una flebo. Il medico l’avrà visitato in meno di 5 minuti. Oltretutto aveva l’assicurazione sanitaria ma nn ha coperto le spese mediche. In questi casi, secondo loro, dovresti avvalerti dell’assicurazione medica di chi ti ha aggredito. Pensa te. Io amo la California ma l’unico modo per viverci bene è: 1) avere tanti soldi; 2) sposarsi; 3)andarci per studio o vacanza. Avere un visto lavorativo con una copertura sanitaria è quasi impossibile. Ovviamente dipende dalle tue amicizie negli states o dal tuo titolo di studio. Ciao Carmelo

  • Caniggia

    ah dimenticavo, per fare una lastra, in america, se nn fai vedere prima la carta di credito la lastra manco te la fanno, ti chiedono di uscire. e non sto scherzando. Puoi andare negli ospedali pubblici che fanno schifo, come servizi ed igiene, dato che ci vanno tutti i barboni.

  • Enricuzzu

    Ciao Canniggia,
    leggo volentieri i tuoi post, perchè anche io sto pianificando un domani di andare negli States. In maniera realista, senza sogni da poster in camera.
    Da ignorante ti chiedo: cosa bisogna fare per avere tutto a posto con l’assicurazione medica? Non basta una bella Europ Assistance che ti copre tutto (credo)?
    Cioè, detta così sembra che se un domani un’azienda americana mi chiamasse, mi offrisse lavoro, uno stipendio decente e visto lavorativo, dovrei cmq rifiutare perchè i rischi sono più dei vantaggi… no?
    Grazie mille per le info che ci dai comunque.
    Ciao!

  • Carmelo

    Infatti e’ li che volevo arrivare. Ovviame te second me dipende in primes da te qualsiasi cosa fai nella vita. Con questo non possiamo dire ch e’ impossible farlo.
    E’ giusto Che facciano selezione dato Che sono I primi sotto tanti aspetti.

    Come dice un mio prof: ” se vi piace una vita comoda rimanete in Italia “

  • Caniggia

    ahah. giusto. ma forse nn ti stai rendendo conto di quello che dici. non è un fatto di avere vita comoda o meno, qui si parla di diritti e buon senso. cmq io adoro la california, e nn è detto che nn ci torni. dipenderà dal lavoro. nn so se hai letto bene quello che ho scritto. cmq io spingo tutti i giovani ad andare via dall’italia perchè questa gerontocrazia che c’è, all’estero non esiste. bisogna rincorrere i sogni sicuramente, ma non vivere coi prosciutti davanti agli occhi. poi dipende da quello che cerchi e vuoi dalla vita… dico solo che potrei farti almeno 100 nomi di persone che sono rimaste scottate dalla vita negli states. chi ce la fa, non è per caso, ma per buone doti solide (economiche, scolastiche e lavorative). e te lo dice uno che è laureato, ha pubblicato 2 libri e ha lavorato all’interno di una struttura universitaria negli states… non in un ristorante come cameriere. bisogna essere umili prima di tutto e accettare i consigli

  • carmelo

    Sicuramente per studiare in USA devi essere una persona brava e di intelletto. Nonostante io studi materie basate su statistiche, non credo tanto a queste generalizzazioni che vuoi porre tu. Va bene i consigli, pero’ credo che ognuno per fortuna ha una vita diversa e puo’ avere occasioni diverse. Magari se tu fossi stato 2 settimane in piu’ avresti trovato l’ occasione della tua vita, non lo saprai mai.
    i discorsi che fai sono cose che OVVIAMENTE uno deve sapere prima di partire per gli States. E’ giusto che una volta che una persona si trova la deve essere cosciente di quello che gli puo’ succedere, nel bene e nel male. Non e’ una novita’ che ci vogliono i cash per vivere la, ma non per questo uno deve stare a deprimersi a casa.
    Mi dispiace per la tua esperienza, e sono sicuro che se ci ritornerai con ancora piu’ determinazione riuscirai a portare avanti i tuoi obiettivi.

    ”winners are losers who got up and gave it one more try” Dennis DeYoung

  • Caniggia

    Per studiare in usa non serve, per forze, essere di intelletto, basta essere furbi. Ovvio che dipende da cosa studi e quanti soldi hai. Il loro livello all High school e al college (primi due anni di università se non ti scrivi ad un university di 4 anni secchi) è molto inferiore al nostro. Gli ultimi due anni e “D’OBBLIGO” (se vuoi far carriera) il MASTER sono più specialistici dei nostri, e ti introducono a tutti gli effetti nel mondo del lavoro. Per questo ti dico di chiedere e ascoltare da chi ci ha vissuto. Studiare negli states è fattibilissimo ed è la miglior cosa che uno può fare. Fare un master o una bachelor degree e poi emigrare ovunque nel mondo. Sarebbe un biglietto da visita non da poco, e le stesse università ti aiuterebbero a trovare un lavoro inerente ai tuoi studi. SOno organizzati benissimo. Andando avanti… non puoi dare per scontato che tutti sappiano a cosa vanno incontro. Io ero il più motivato e sognatore di tutti voi, fidati, infatti sono stato parecchie volte su negli states per le vacanze estive con 4 lire in tasca, divertendomi e accumulando esperienze. Ti posso assicurare che dopo il 2001 tutto è cambiato drasticamente. Mia zia e mio zio hanno vissuto 20 anni tra il new jersey e new york (dal 1975 al 1994 se nn ricordo male). e mi hanno sempre detto che le cose sono cambiate parecchio. Il lavoro c’è, sicuramente più che in italia, e li esiste la meritocrazia. Ogni uno di noi è diverso, cerca cose diverse e, fortunatamente, ha qualità e determinazione diverse dagli altri. Carmelo io non generalizzo affato, cerco di offrire consigli soprattuto dal punto di vista brocratico legale, ospedaliero… non di certo sociale o culinario. Per il mangiare si trova di tutto, e cmq ci si adatta facilmente, dal punto di vista sociale, la california, ovviamente, è fantastica. Gli americani sono bravi e ospitali, molto educati, e amano gli italiani. (esistono le eccezioni, ovvio). Gli stranieri in america cercano le stesse cose che cerchiamo noi li, e rispettano tutti le regole (molto severe, ma giuste). Io dico a tutti di provarci, ma ripeto, il mio discorso non era per chi ha i piedi ben piantati per terra e studia sodo, ma per tanti, tantissimi sognatori che in italia nn hanno niente e pretendono di andare li a far fortuna. E’ quasi impossibile. Mi hanno contattato negli anni persone che in italia fanno lavori umili (ma rispettabili) ma purtroppo per loro la vita negli states sarebbe impossibile (quella legale). Sono ricercati cuochi, pizzaioli o persone di spicco in lavori di prestigio. Ovvio Carmelo che l’eccezione esiste, ma io do consigli a persone comuni, se poi sei un ingegnere nucleare o un chirurgo plastico di fama mondiale… tutto cambia.
    Ti faccio un esempio stupido: 2 anni fa mi ha contattato un pizzaiolo italiano e poi un altro mio amico che fa l’operaio per una ditta navale. Il primo voleva venire negli states, trovare lavoro in regola nel giro di un mese, abitare a casa mia e usare la mia macchina per spostarsi, e non parlava una parola di inglese. Cosa risponderesti ad uno così? Sai quanti ce ne sono? Io mi facevo il culo per campare, dividevo casa con la mia ragazza ed altre persone, avevo una macchina in affitto da una ditta italiana che affitta macchin a San Diego (a buon prezzo) e la macchina a me serviva per andare a lavoro. Lui non aveva una lira da parte e voleva vivere a casa mia gratis. Poi se nn parli inglese come pretendi di lavorare? un minimo lo devi studiare prima di partire dai. L’altro mio amico operaio manco ti sto a raccontare cosa mi aveva chiesto. Io sono stufo del classico fancazzizta italiano che vuole arrivare in California perchè guardava OC e pensa che lui possa fare lo stesso.
    Carmelo, nn so se te l’hanno già detto… vai negli states tramite università, scrivi a tutte quelle che ritieni possano darti l’opportunità di frequentare un master, se ti ammettono al master ti offrono anche un lavoro all’interno di un dipartimento. Se riesci a prendere una borsa di studio, oltre a non pagare, vieni pagato per il alvoro svolto. ci sono tanti tipi di borse di studio. vai sui siti delle varie università evedi. ci sono pubbliche e private che offrono questi privilegi. Le più importanti statali finiscono con la sigla su, tipo: SDSU (san diego state university, oppure quelle private iniziano con UC, UCSD (University of California San Diego). Cmq vedi tu. ma tramite università ti rilasciano un foglio dopo un anno che si chiama credo opt o cpt (non ricorsdo) e permette di lavorare per due anni. Ah devi fare l’esame TOEFL per iscriverti all’università ed il punteggio minimo dipende dal corso. Per il master devi prendere un punteggio altissimo. Informati bene.
    PER ENRICUZZU: la Europe Assistance in teoria va benissimo, in pratica dipende dal tipo di poliza che stipuli. Leggi bene tutto. Cerca di farne una full coverage. Costerà un pò però. Ovvio che 99su100 la fai per precauzione, io in tanti viaggi non ho mai avuto bisogno di nulla. Se vuoi sapere altro chiedimi pure. Ciao

  • carmelo

    Guarda non sono ne’ un chirurgo plastico ne’ un ingengere nucleare di fama mondiale. Questo discorso pero’ mi ricorda la classica frase che ti dicono quando vai a cercare da lavorare ”Cerchiamo persone con esperienza” e la mia risposta e’ sempre ”se non mi fate mai iniziare quando faro’ esperienza?” :D

    Si ora capisco cosa vuoi dire, e di certo non sono un ragazzino dalle facili illusioni, so cos’e’ la fame e so’ cosa vuol dire sacrificio. Uno dei motivi principali che mi spingono ad andare via dall’ italia e’ sicuramente la mentalita’ dell’ italiano medio, tipo quella dei tuoi amici che ti hanno chiamato. Cerco solo un posto dove sia premiato l impegno , e non un paese dove per vivere devi essere disonesto oppure un calciatore.

    Per il master ho gia’ fatto domanda in UK che per il mio campo sono ottime comunque e sopratutto spendo meno, poi si vedra’, ho dei contatti a NY e speriamo che qualcosa vada in porto in futuro.

    Toglimi una curiosita’ , ma cosa studi/hai studiato?

  • Enricuzzu

    CANNIGGIA,
    però ti faccio un esempio. Io mi muovo prima a Londra, in Europa, dove posso trovare lavoro senza grandi problemi (si spera), un bel contratto e una vita decente. Poi trovo l’aggancio per passare ad un’azienda USA… a quel punto per assumermi mi dovranno pur fare un visto lavorativo e darmi delle garanzie contrattuali, giusto?
    Poi mi metto apposto con una bella asscurazione (Europ, o quella che è) e dovrei essere relativamente tranquillo. No?
    In questo modo non sarebbe “all’avventura”… Ho vissuto un anno a Londra e uno a NYC; un conto è fare vacanza/intership/studio… un altro pensare di viverci. Il quadro descritto da me sopra dovrebbe essere abbastanza realistico, no? Certo, ovviamente difficile da ottenere, ma realistico…
    Fammi sapere che ne pensi!

  • Enricuzzu

    PS: Londra è un esempio per intendere il concetto “mi sposto verso una realtà migliore dell’Italia, magari in una multinazionale, che potrebbe farmi fare da ponte, un domani, con la realtà USA”.
    Ma potrei intendere altre città da ponte… o anche l’Italia stessa (alcuni utenti hanno trovato lavoro negli USA tramite la propria azienda qua in Italia).

  • caniggia

    Enri secondo me tramite aziende italiane è un ottima idea. poi se hai già delle conoscenze a London, prova! Tutto è difficile ma niente è impossibile. Dipende dal tipo di lavoro che svolgi, conoscenze… e tanto tanto CULO! Scusa ma è la verità. Bastasse la motivazione… l’america sarebbe popolata da 5 miliardi di persone. Io non la critico, anzi, però non è semplice. In altre realtà, forse anche migliori come la Svizzera o il Nord Europa, è più facile sistemarsi, metter via soldi, e realizzarsi professionalmente. Cmq per l’assicurazione non far nulla, aspetta di essere in loco e chiedi alla ditta per cui lavorerai se ha qualche agevolazione con un’assicurazione. di solito funziona cosi. Ditte che passino completamente la sanità, mmm, ne ho sentite veramente poche. dipende dalla tua posizione in azienda. Alcuni posti offrono anche il dentista pagato. fai te. Ogni tanto spulciavo su craigslist le opportunità di lavoro, se ci fosse stato qualche buona opportunità per noi italiani. Se nel contratto vai a cercare “DOE” (mi pare) ci sono la paga oraria e le agevolazioni. ciao in bocca al lupo

  • Enricuzzu

    Grazie dei suggerimenti e crepi il lupo!

  • Anna_castiello64

    mi chiamo Annamaria Castielo, gia’ vivo in America quindi ho i miei documenti, ma non e’ facile incontrare lavoro al contrario e difficilissimo, io sto cercando un lavoro in casa ho molta esperienza mi piace organizzare, cucinare lo so fare molto bene. e prendemi cura di tutto ma non so dove rivolgermi e a chi serverebbe mia posizione, cerco posibilmente una familia benestante ma italiana se avrete qualche notizia aiutatemi mia mail e’ anna_castiello64@yahoo.com oppure do direttamente mio cell 916/267/1533 grazie spero che mi chiamaeranno in molti, naturalmente in qualsiesi parte di Stati Uniti di America distinti saluti A.C.

  • Simo-85

    Buonasera ragazzi,
    Mi chiamo Simone e da sette mesi sono partito all’avventura verso gli Stati Uniti lasciando i miei amici e parenti in Italia e inseguendo un sogno di una vita.
    Mi trovo precisamente ad Albany dove lavoro, ho una macchina e vivo in un appartamento in affitto. Mi sono trasferito qui perché conoscevo già il posto e ho degli amici che mi danno un grande aiuto.
    Il mio sogno però é sempre stato vivere in un posto dove é possibile lavorare e avere il sole tutto l’anno e penso che Orange County soddisfa entrambe le richieste.
    Ho sempre lavorato nel campo edilizio come tuttofare ma mi sono cimentato e specializzato nel campo degli infissi e della pittura decorativa avendo così in bagaglio praticità nel realizzare pitture particolari.
    In questi mesi ho poi lavorato come cameriere in un ristorante locale abbastanza rinomato acquistando così una basilare conoscenza del mestiere e imparando un buon inglese.
    Dopo la mia introduzione vorrei chiedervi se con i miei umili requisiti e avendo già la green card, posso pensare ad un trasferimento dalle vostre parti.
    Chiedo a voi ragazzi se potete aiutarmi nel realizzare tutto questo.
    Aspetto una vostra risposta e auguri per la vostra vita!

  • rossanog@icloud.com

    cerco aziende italiane che hanno bisgno di aprire mercati negli usa se siete interessati contattatemi rossanog@icloud.com

  • http://www.facebook.com/Fabio.Moly Fabio Molineris

    Ciao…io sono di Cuneo…mi sapresti dire l’azienda che ha anche una sede in California?? grazie

  • giovanni

    Ciao Elisabetta mi chiamo giovanni è sono un perito elettronico specializzato in impianti elettrici civili ed industriali, impianti di allarme, , videosorveglianza, automazioni cancelli , io questo lavoro lo conosco molto bene perché è una tradizione di famiglia pensa che ho fatto casa ed ho fatto anche l, , impianto di aspirapolvere centralizzato, ovviamente negli stati uniti e una cosa normale ma in sicilia no, lo scorso anno ho preso la specializzazione impianti di domotica.
    Io e mia moglie siamo interessati ad trasferirci per lavorare e soprattutto dare un futuro migliore ha nostro figlio io con l’inglese sono


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