Come trovare lavoro in Scozia grazie ad Erasmus

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Erika Iesse ci spiega come trovare lavoro in Scozia utilizzando Erasmus come trampolino di lancio.

Ci racconti come hai trovato il tirocinio Erasmus presso la ditta per la quale adesso lavori?

Google 🙂

Ero venuta a sapere della possibilità di fare domanda per l’Erasmus tirocinio a un mese dalla scadenza del bando. La mia facoltà non proponeva alcun partner per lo scambio perciò, pur non avendo molto tempo a disposizione, mi sono data da fare per cercare una ditta che mi ospitasse.

Mi sono orientata subito verso il Regno Unito per una personale predilizione per il paese e con l’idea di potermi inserire in una realtà più sviluppata per quello che riguarda l’industria cinematografica/televisiva. Ho scartato Londra nonostante fosse una meta quasi ovvia perché pensare di sopravviverci con la borsa Erasmus era un’idea ridicola. Ho puntato perciò verso Manchester, Glasgow, Edimburgo e altre ditte nel sud.

Ho fatto una semplice ricerca on-line divisa in due parti:

1 cercare ditte con relativi indirizzi e contatti, cosa per nulla difficile grazie a siti come www.4rfv.co.uk o www.edinfilm.com

2 La seconda è stata visitare i siti delle ditte o fare un po’ di ricerche on-line per capire la loro dimensione e il tipo di lavoro. Cercavo possibilmente una ditta che usasse sia Final Cut che Avid come programmi di montaggio e che fosse di dimensioni piuttosto ridotte (giusto per assicurarmi di non passare 5 interi mesi a preparare tè per i clienti).

Quando ho avuto una lista delle ditte che mi interessavano ho preparato una bella e-mail -lo confesso, corretta da un amico inglese- , ho rinfrescato il CV e caricato on-line del materiale da me montato per mostrare il mio livello di conoscenze. Quindi mi sono limitata a personalizzare le intestazioni e a mandare una valanga di e-mail.

Qualcuno non ha risposto, molti hanno risposto gentilmente no, la ditta per cui lavoro ha risposto che era interessata. Dopo un paio di e-mail, chiamate e fax per scambiarci la documentazione tutto era stabilito.

Come trovare lavoro in Scozia grazie ad Erasmus

Come trovare lavoro in Scozia grazie ad Erasmus

Quale era la tua conoscenza dell’Inglese prima di partire?

Abbastanza buona.

Difficoltà nella comprensione dell’accento scozzese?

A Edimburgo fortunatamente l’accento è abbastanza blando ma i primi mesi sono stati comunque di assestamento e per un certo periodo riuscivo a capire le persone di Edimburgo ma non quelle di Glasgow (il cui accento è molto marcato). Dopo qualche mese ci si abitua ma devo dire che ancora oggi mi capita di trovarmi in difficoltà quando l’interlocutore usa espressioni locali o ha un accento troppo forte.

Quali sono i ‘segreti’ per poi ricevere un’offerta di lavoro?

La ditta per cui lavoro ha tenuto molto in conto il fatto che avessi costruito un buonissimo rapporto con tutti i colleghi e che affrontassi in modo positivo anche le mansioni meno interessanti, quelle di facchinaggio per così dire. E ovviamente che lavorassi parecchio e non storcessi troppo il naso se si trattava di fare qualche ora in più. Un’altra cosa che ha giocato in mio vantaggio è stato l’essere propositiva e il fatto di non aver paura di esprimere le mie opinioni. Un approccio entusiasta è sempre un buon punto di partenza credo e… non mi viene in mente altro. Spesso vale anche il trovarsi al posto giusto nel momento giusto.

Quali professionalità e esperienze accumulate in Italia ti sono state utili per l’approdo in Scozia?

Tutte e nessuna. Il mio CV si può praticamente buttare via perché pare che tutte le esperienze fatte all’infuori dell’UK impressionino ben poco. Ma le nozioni apprese, soprattutto in ambito lavorativo, mi sono servite molto.

L’università è servita solo come contatto purtroppo perché tutta l’esperienza teorica accumulata è difficilmente riciclabile nel mio contesto lavorativo.

Lo studio dell’inglese al liceo e in seguito all’università probabilmente è stata la cosa più utile, ma se non avessi fatto altre esperienze in UK per conto mio dubito che sarei arrivata in Scozia con lo stesso livello di conoscenza della lingua.

Ci descrivi il mondo del lavoro ad Edimburgo?

Il mio punto di vista è molto piccolo e settoriale. Nel mio settore Edimburgo è un po’ il fanalino di coda di Glasgow, sede della BBC scozzese e nucleo della produzione televisiva. Questo rende Edimburgo un po’ più provinciale in termini lavorativi ma non troppo perché le ditte “creative” cercano di essere al passo con i tempi e puntano molto sul nuovo. Diciamo che all’interno di un settore si ha la sensazione che tutti finiscano per conoscersi. A me personalmente piace e rispecchia la natura della città: creativa e vivace ma a misura d’uomo.

Per quello che riguarda invece l’offerta di lavoro devo dire che ho l’impressione che la Scozia abbia tutto fuorché un primato nell’occupazione e non sia un paese dove gira molto contante (la mia paga per esempio non è granché) ma mi pare che la meritocrazia sia un concetto reale qua.

Cosa consiglieresti a chi vuole seguire le tue orme?

Fare attenzione a come ci si propone, affrontare gli ostacoli con leggerezza e considerare che le work esperienze sono concrete possibilità di introdursi a un’azienda perciò vanno sfruttate; non credo mi avrebbero mai assunta dal mio CV o dal mio showreel. Considerate inoltre che l’essere italiani ci dona un certo esotismo… Non consiglio di presentarsi in ufficio col mandolino, semplicemente di essere consapevoli che il proprio accento non è un dramma, anzi, spesso suscita simpatia nel nostro interlocutore (e lo dico io che vengo costantemente scambiata per una polacca).

Grazie Erika della testimonianza e buon proseguimento!

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