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Vivere in provincia in Inghilterra

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La provincia in Inghilterra offre un’ottima opportunità per vivere in un ambiente (molto) più rilassato e meno frenetico.

Nick è un dottorando in ingegneria chimica che sta facendo ricerca in un “non-department public body” (quindi non in università) a Buxton, in Derbyshire, Inghilterra, da un anno e mezzo ormai.

Ci descrivi Buxton?

Buxton è una bellissima cittadina del Derbyshire ai confini con il Peak District National Park e a 50 minuti di treno da Manchester. Per la presenza di acque termali è stata molto importante due o tre secoli fa e lo si vede anche da alcuni bei palazzi. Tuttavia il paese è rimasto tale e quale da allora. E’ una meta turistica soprattutto per persone in cerca di tranquillità e talvolta vivere qui puó essere terribilmente noioso per una persona giovane come me.

Provincia Inghilterra

Provincia Inghilterra

Quali sono gli aspetti dell’ambiente lavorativo che trovi più difficili da abituarsi per un Italiano?

Non ho molta esperienza lavorativa per poter giudicare. Mi sono laureato all’università di Bologna un paio di anni fa, dove poi ho deciso di fare anche il dottorato poiché mi proponevano di farne almeno metà all’estero (a Buxton appunto). Qui sono in un centro di ricerca molto importante per il mio settore. Penso che si trovi a Buxton perché cosí possono fare test sperimentali di esplosioni, jet fire ecc indisturbati nelle colline del circondario. E se qualcosa va male arrostiscono una pecora.

Ad ogni modo credo che l’aspetto più difficile da affrontare non sia tanto lavorativo quanto sociale. Sia sul posto di lavoro che fuori sono tutti estremamente gentili. Tuttavia i rapporti personali non si spingono mai oltre un certo limite. Per esempio, sono estremamente rare le volte che mi sono visto con i miei colleghi al di fuori del posto di lavoro.

Essendoci stato un anno e mezzo ci dovranno essere degli aspetti positivi, ce ne parli?

Sí ce ne sono stati molti. Prima dal punto di vista professionale questa esperienza mi ha insegnato molto. Inoltre lavorare qui mi ha permesso di avere una serie di contatti in UK e anche nel resto d’Europa (perché qui ho lavorato ad un progetto europeo) che mi stanno tornando molto utili. Ho poi avuto a disposizione mezzi per la mia ricerca che prima non avevo.
Infine posso dire di aver migliorato tantissimo la lingua e di essermi fatto degli ottimi amici, anche se tutti non-inglesi.

Com’è la vita di tutti i giorni e nei weekend in una cittadina inglese?

Durante la settimana è fin troppo routinaria. E nel weekend poco cambia se non ti sposti da Buxton. Il posto più vicino dove trovare un po’ di vita è Manchester. Questo paese infatti mi è sempre stato piuttosto stretto e da quando sono qui non ho mai volato così tanto (verso l’Italia o il resto d’Europa) con le compagnie low-cost. Ora poi che la mia ragazza lavora a Dublino (Italiana in fuga come me) spesso vado là, che da Manchester sono solo 40 minuti di volo.

Come sono visti gli stranieri e gli Italiani in particolare nella provincia inglese?

Non ho mai avuto nessun problema qui in quanto straniero o italiano. La gente è gentile e il posto è fin troppo tranquillo. Mi han detto che comunque una volta era diverso e chi non era del posto veniva subito visto in modo strano. Ora però c’è la sede staccata dell’università di Derby, che ogni anno attira anche studenti stranieri (non molti ma ce ne sono), e io posso facilmente confondermi tra loro.

Cosa ti manca della vita italiana?

Non so cosa mi manca, forse nulla. L’Italia è un bellissimo paese e lo amo come potrebbe amarlo un turista. Preferisco vederlo dal di fuori, così sono capace di filtrare tutti quei problemi che da qui sembrano solo un eco lontano.
Purtroppo però tra 2 settimane dovrò tornare in Italia (spero temporaneamente) perché il mio periodo qui è finito. Infatti, nonostante mi abbiano offerto di rimanere, ho deciso che volevo fare nuove esperienze e, se possibile, finire il dottorato in un altro centro di ricerca in giro per l’Europa. E’ da un paio di mesi infatti che sono alla ricerca di un posto nuovo e sto cercando di sfruttare tutte quelle conoscenze che ho potuto collezionare in 18 mesi qui.

Grazie della testimonianza Nick ed in bocca al lupo per le nuove esperienze!

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  • Volpe Giuseppe

    >—-Messaggio originale—-
    >Da: you@yourdomain.com
    >Data: 15/07/2011 1.17
    >A:
    >Ogg: [italiansinfuga] New Comment On: Diventate imprenditori della vostra
    carriera
    >
    >There is a new comment on the post “Diventate imprenditori della vostra
    carriera”.
    >http://www.italiansinfuga.com/2011/07/13/diventate-imprenditori-della-vostra-
    carriera/
    >
    >Author: Aldo
    >Comment:
    >@Giuseppe per esperienza personale posso dire che le opportunità di
    addestramento (sia formale che informale) sono state sempre abbondanti sia in
    UK che in Australia. Però allo stesso tempo bisogna produrre da (quasi) subito.
    Le aziende sono dispostissime ad addestrare se pensano che l’individuo sia in
    grado di imparare e poi ripagare, con il proprio (migliore) lavoro, il costo
    dell’addestramento.
    >
    >See all comments on this post here:
    >http://www.italiansinfuga.com/2011/07/13/diventate-imprenditori-della-vostra-
    carriera/#comments
    >
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    >
    >
    Caro Aldo,ti ringrazio per la tua risposta,se è possibile,vorrei dei consigli
    pratici da te che conosci bene il mondo anglosassone.Sono un’architetto di 38
    anni,purtroppo con non molta esperienza nel campo lavorativo,visto che da
    queste parti le cose sono ridotte al minimo.Nel mio caso,ancora non ho
    l’abilitazione professionale che qui in italia è obbligatoria per prendere
    lavori a proprio nome .Per i miei sogni di emigrazione,purtroppo, mi manca la
    conoscenza della lingua inglese.Per quanto riguarda l’inglese ho iniziato da
    solo con libri e file audio ,per arrivare ad un livello elementare di
    comprensione.Ho sempre detto agli amici e parenti ,in tempi non sospetti,che
    qui in italia la vita per noi giovani e un pò meno giovani come me,era finita
    da tempo,non sono stato mai ascoltato (vedi la situazione politica ,sociale ,
    istruzione ,sanitaria,ecc…di oggi luglio 2011),mi hanno sempre risposto
    “all’italiana”:meglio l’uovo oggi che …….,personalmente io ho sempre
    pensato,……meglio la gallina domani,
    questo è un vecchio detto italiano.Sono molto consapevole della mia non più
    giovanissima età,della difficoltàdi un nuovo paese,nuove abitudini,e
    soprattutto lingua diversa totalmente,ma queste non le considero delle scusanti
    o degli alibi da persona che vive nel mondo comodo della propria famiglia,me
    perchè l’intenzione di cambiare è forte.Vivo ancora a napoli,dove mi sono
    laureato ,ma le mie origini sono della provincia di salerno dove faccio spesso
    ritorno per la famiglia.Quello che alla fine,cerco nelle persone, nei siti di
    italiani all’estero,come il tuo,che quotidianamente consulto insieme ad altri
    simili,è trovare notizie ed informazioni utili sulla mia professione e per il
    trasferimento in inghilterra in città medio /grandi tipo York, Manchester,
    Newcastle,ecc….,che tipo di possibilità posso avere di inserirmi nel mondo
    del lavoro britannico?Ho scelto queste città perchè mi hanno detto,che nella
    capitale londra la concorennza è spietata,ed è quasi satura in tutte le
    professioni,io sinceramente,non mi preoccupo un posto vale l’altro,se puoi fare
    l’esperienza professionale di crescita e imparare bene la lingua avendo a che
    fare con inglesi”veri”nati nel luogo dove uno abita va benissimo.IL fatto è che
    l’esperienza di crescita ,iniziando da zero ,ho sempre creduto che si possa
    fare in terra straniera a differenza dell’italia di oggi,e per me sarebbe già
    tanto.ASpetto tuoi consigli in merito,per me è importante,e ottima fonte
    d’informazione.

    Grazie,
    a presto.
    Volpe Giuseppe
    Video presenti in questa mail
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