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Classifica delle città più intelligenti degli Stati Uniti

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Quali sono le città più intelligenti degli Stati Uniti? Ecco una classifica che rivela le 55 città, intese come aree urbane con più di un milione di abitanti, in ordine decrescente di intelligenza.

Il livello di istruzione degli abitanti di una città si sta rivelando uno dei migliori indicatori della capacità di uscire dalla crisi economica degli ultimi anni.

Sembra che chi raggiunge un livello di istruzione maggiore e spende più in libri tenda ad andare a vivere in città più vivaci intellettualmente.

Questo si traduce in una maggiore innovazione che a sua volta consente all’economia locale di essere più dinamica, offrendo maggiori opportunità a chi vive in tali città.

Questo è importante per chi sta pensando di emigrare negli Stati Uniti ma è indeciso verso dove puntare.

La classifica è stata stilata usando due criteri:

  • istruzione
  • ambiente intellettuale

Entrambi sono poi stati usati divideno i vari punteggi per il numero di abitanti in modo da non penalizzare le città più piccole.

Per quello che riguarda il livello di istruzione, sono stati presi in considerazione il numero di laureati ed il numero di istituzioni scolastiche di livello superiore.

Per quello che riguarda il livello dell’ambiente intellettuale, sono stati presi in considerazione fattori come le vendite di libri ‘non-fiction’ e la percentuale di votanti alle ultime elezioni.

Ecco le prime dieci:

  1. Raleigh-Durham
  2. San Francisco – Oakland – San Jose
  3. Boston
  4. Minneapolis
  5. Denver
  6. Hartford – New Haven
  7. Seattle – Tacoma
  8. Washington DC
  9. Portland
  10. Baltimore

Gli autori stessi ammettono che la classifica non ha valore scientifico ma cosa ne pensate?

Abitate in una delle città più intelligenti degli Stati Uniti?

Città più intelligenti degli Stati Uniti

Città più intelligenti degli Stati Uniti

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commenti



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  • Enoc

    Uehi! Denver è al 5° posto, quindi il mio puro e semplice istinto per il Colorado non sbagliava del tutto… Ok, vada per la città dei Carrington di DYNASTY ^__^

  • Elisa

    Ovviamente non è il posto giusto, ma visto che sono nuova e al momento non ho fatto altro che sleggiucchiare quà e là, provo a lasciare qui la domanda che mi è saltata in mente leggendo vari articoli dei lavoratori italiani in fuga. Si è parlato molto delle opportunità all’estero per i lavoratori che hanno volontà, voglia di fare e di impegnarsi..mi chiedo: per quanto riguarda le persone invalide? Una persona invalida (quale che sia la sua percentuale) che possibilità ha all’estero? C’è apertura mentale anche in questo caso? Qualcuno ha avuto un’esperienza diretta (e non!) di questo genere?

  • Gianfranco

    Elisa,

    io posso darti un’idea descrivendo la cosa dal mio piccolo punto di vista. Tralasciando le difficolta’ burocratiche legate all’immigrazione (questo vale per invalidi e non ovviamente), almeno qua negli Stati Uniti si tende ad incoraggiare molto la domanda di lavoro per le minoranze e gli invalidi. In qualsiasi sito internet o richiesta cartacea troverai una nota che dira’ che tale universita’ o tale posto di lavoro incoraggiano appunto invalidi e minoranze a fare domanda. Non solo, ma durante il mio primo giorno di lezione (per questo semestre insegno spagnolo in una universita’) sono stato obbligato burocraticamente a leggere un piccolo paragrafo nel quale si parla di programmi e aiuti speciali (logistici e didattici) per gli stessi invalidi. Questo per farti capire che, da quanto vedo, la categoria di persone citata non viene assolutamente messa in secondo piano rispetto alle persone non affette da handicap. Al contrario, l’essere affetti da handicap (ovviamente dipende dal tipo di lavoro e dal tipo di handicap) non costituisce un problema, come in fondo e’ giusto che sia.

    Saluti

  • Elisa

    Grazie della risposta :)

  • http://odierno.wordpress.com Dominick

    Viva Milwaukee a #15; abbiamo la birra e anche i cervelli intelligenti!


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