Domande e risposte pratiche per fare un dottorato all’estero

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Fare un dottorato all’estero può essere una soluzione ad una situazione lavorativa non soddisfacente in Italia o ad una incertezza sul cosa fare dopo gli studi universitari tradizionali.

Una lettrice mi ha scritto facendomi alcune domande sul come fare per iscriversi ad un dottorato all’estero. Francesco Giorgio-Serchi, forte della sua esperienza di dottorato a Leeds, ha gentilmente risposto! Lascio a loro la parola.

L: Mi sono laureata in biotecnologie nel 2008, ed ho fatto uno stage di mezzo anno in un’azienda alimentare. Con il Progetto Leonardo sono stata in Inghilterra 5 mesi con un progetto di ricerca in una consumer goods company. Ora sono tornata in Italia perchè la stessa azienda alimentare mi ha offerto un contratto in R&S per un anno e mezzo.

Nonostante tutto questo possa far credere che le cose stiano andando a gonfie vele, in realtà da quando sono tornata in Italia il mio umore è quasi costantemente sotto la suola delle scarpe perchè nè l’ambiente lavorativo nè quello sociale sono più tanto stimolanti come quello che avevo vissuto in Inghilterra.

Domande per dottorato all'estero

Domande per dottorato all'estero

So che serve una certificazione del livello di inglese: chiedono il TOEFL/IELTS solo nei paesi anglofoni? Se io mi presentassi con un B2 o un C1 degli ESOL Cambridge sarebbe ok per UK o altri paesi europei?

F: Sì! Serve il TOEFL o lo IELTS. Il Cambridge Certificate che ti consente di accedere al PhD è il CAE (Cambridge Certificate of Advanced English), che se non sbaglio è l’ultimo livello raggiungibile con quel tipo di esami dopo il “proficiency”, il “first certificate” e così via.

L: Di solito chiedono di mettere nel CV anche le pubblicazioni: io al momento non ne ho, ciò significa che non verrò neppure considerata?

F: Pochissimi degli studenti che accedono al PhD hanno già pubblicazioni. Al massimo qualcuno può avere qualche Conference Paper, ma sono casi. Non preoccuparti, il fatto che tu non abbia ancora pubblicato non sarà discriminante nella tua ammissione a un eventuale PhD (quando io feci domanda non sapevo nemmeno come scrivere un abstract per una conferenza…).

L: References: posso dare il nome dei miei due professori anche se hanno praticamente zero agganci con l’estero?

F: Dai referenze di qualcuno che è disposto a essere contattato dall’università dove vorresti fare il dottorato. Se hai qualche contatto a Liverpool, dai quei contatti li (prima però chiedi il permesso di dare i loro nomi e spiegagli che è per un PhD), che senza dubbio sanno bene come lavori e parlano meglio inglese. Puoi anche dare referenze di persone che hanno lavorato con te al di fuori dell’università, purché possano dare una valutazione più o meno oggettiva di te.

L: La mia esperienza post-universitaria non ha avuto quasi nulla a che fare con le biotecnologie (se non per qualche impianto di chimica industriale), per te questo è un grosso svantaggio nell’applicare per un dottorato? In poche parole, per uno uscito dall’università è difficile rientrarci anche se fortemente motivato?

F: Proprio il contrario. Se riesci a dimostrare o far percepire che sei estremamente motivata, certo questo varrà più che avere conoscenze pratiche. Non preoccuparti per questo, tutti noi Italiani arriviamo in Inghilterra a fare il PhD senza avere un briciolo di manualità e senso pratico. Te la caverai benissimo.

L: Nel prepare un CV per l’università devo escludere tutto ciò che ho fatto che non aveva a che fare con la mia vita universitaria?

F: Includi anche elementi esterni al contesto universitario, ma almeno in parte inerenti a ciò che andrai a fare.

L’altra settimana un ragazzo mi ha inviato un CV per un PhD in ingegneria chimica dove aveva aggiunto una voce “Social Skills” in cui diceva che amava fare party. Inoltre aveva aggiunto una “artistic skills” dove diceva che amava scrivere in rime e in prosa e che era molto “passionate”.

Ecco, io eviterei di scrivere queste cose, rischi di far fare due risate a chi leggerà il tuo CV. Inserisci elementi che sottolineano la tua capacità di interagire con le persone (tipo volontariato, se lo hai fatto…o lezioni private a studenti più giovani) e di saper gestire autonomamente la tua vita (non mi viene in mente nessun esempio). Questo può essere utile a chi ti valuta, tralascia invece ciò che è palesemente estraneo (tipo che ami andare in discoteca o che adori i gatti…tanto per fare un esempio). Possono sembrare consigli stupidi, ma ho letto dei CV che facevano ridere, quindi ti metto in guardia.

L: Per quanto riguarda i miei voti all’università, agli esami andavo bene (110 alla triennale e 110 lode alla specialistica) ma ho conosciuto poche tecniche dal punto di vista pratico (cioè solo quellle che mi sono servite per le tesi). Hai qualche consiglio da darmi per come impostare il CV e in generale su come affrontare la ricerca del dottorato? Io ho già un CV per aziende ma non credo proprio sia adatto a quello per università.

F: Vedi punto (d). Tutto dipende un pò dal tipo di dottorato che andrai a fare, dai temi trattati. Se andrai a lavorare su qualcosa di strettamente pratico, i tuoi capi vorranno almeno sperare che tu sia in grado di imparare quelle tecniche, ammesso che tu non le possegga già. Non preoccuparti troppo di quello che non sai: se hai le basi (e credo tu le abbia) il resto puoi impararlo. Non scoraggiarti se vedi i tuoi colleghi inglesi che inizialmente appaiono molto più disinvolti, in 6-8 mesi sarai allo stesso livello e oltre.

Per il tuo CV, cerca di sottolineare gli elementi che ricadono nell’ambito di interesse del dottorato. Se hai fatto esami nei temi che tratterai nel PhD, sottolinealo. Spiega un pochino cosa hai fatto durante la tesi usando un linguaggio che dimostri che hai conoscenza della materia. Se ti venisse richiesto di allegare una lettera al CV, prenditi un pò di spazio per dire PERCHE’ vuoi fare un PhD e cerca di essere convincente.

Inoltre spiega che tipo di carriera hai in mente (dove ti vedi da qui a 7 anni? ricercatrice? nell’industria? lecturer?). Sottolinea se hai temi di ricerca che ti stanno a cuore. Insomma sii precisa e concisa. Lo so, è più facile a dirsi che a farsi, ma vedrai che imparerai moltissimo anche solo dalla fase di compilazione delle application.

Grazie ad entrambi ed in bocca al lupo!

Chi altro ha consigli da dare?

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