Il lavoro negli Stati Uniti che non si trova in Italia

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Rossella Mariotti-Jones è partita lo scorso millennio per andare nell’Oregon, Stati Uniti, perché non riusciva a realizzarsi nell’ambiente lavorativo. Dopo oltre un decennio, sono poche le possibilità che ritorni in Italia. Datori di lavoro italiani imparate a valorizzare i vostri impiegati!

Lavoro Stati Uniti

Lavoro Stati Uniti

Cosa ti ha fatto decidere di lasciare un lavoro in Italia per andare negli Stati Uniti?
Ero demoralizzata, non vedevo il futuro, o per lo meno non vedevo un futuro interessante. Lavoravo in un’azienda che produceva e vendeva pc e facevo la commerciale, ma avrei voluto tanto entrare nell’ambito tecnico. Purtroppo in Italia non si riesce a cambiare carriera molto facilmente, i titolari non si fidano, non ti danno opportunità, soprattutto il mio titolare che era una persona la cui presenza non auguro a nessuno. Tramite un contatto che avevo negli Stati Uniti sono riuscita a venire qui per studiare l’Inglese e poi mi sono fermata per studiare nel campo dell’Information Technology.

Che conoscenza dell’Inglese avevi prima di partire?
Una conoscenza basica, scolastica. In 3-6 mesi di completa immersione però chiunque riuscirebbe a parlarlo bene.

Come sei finita in Oregon?
Stavo chattando e praticando Spagnolo su internet con una famiglia di Argentini che abita qui in Oregon. Loro mi hanno spronato a provare ad andare almeno solo per fare un corso di Inglese, e così è iniziata l’avventura.

Come hai trovato il primo lavoro?
Mentre andavo a scuola ho fatto uno ‘stage’ o ‘internship’ nel college dove studiavo. Quello e’ stato il mio primo lavoro vero e proprio, almeno nel campo dell’IT. Dopo essermi diplomata ho trovato un lavoro in un distretto scolastico della zona e sono rimasta con loro per 3 anni prima di ritornare a lavorare per il college dove ho studiato come analista di rete. C’è da dire che a quel punto ero già sposata con un Americano e quindi non ho avuto problemi di sponsorizzazioni ecc.

Dopo così tanti anni all’estero, pensi che tornerai in Italia?
Non penso, se lo facessi sarebbe principalmente per i miei figli, per dare a loro l’opportunità di crescere, immergersi e andare a scuola in Italia. Sarebbe durissima però per me trovare un lavoro soddisfacente sotto tutti i punti di vista, non solo quello economico.

Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme?
Lasciate i sensi di colpa e le lamentele alle spalle e fate la vostra vita, i cambiamenti a volte sono difficili ma necessari, se son rose fioriranno.

Grazie Rossella ed in bocca al lupo!

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