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70 neolaureati per ogni posto di lavoro in Inghilterra

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Un neolaureato alla ricerca di un posto di lavoro in Inghilterra si trova in concorrenza con 70 coetanei.

Il Guardian rivela che il mondo del lavoro in Inghilterra si sta dimostrando ostico ai neolaureati della classe 2010.

Un sondaggio presso datori di lavoro rivela che ci sono 70 candidati per ogni posto di lavoro disponibile in Inghilterra e che il numero degli stessi scenderà del 7%.

Il consiglio che viene dato ai neolaureati è quello di prendere in considerazione il lavorare presso catene di fast food o nei supermercati visto che aziende dei settori bancario, legale ed informatico quest’anno ridurranno l’assunzione di laureati.

La situazione è peggiorata rispetto all’anno scorso quando vi erano 48 neolaureati per ogni posto di lavoro.

Di conseguenza i datori di lavoro esigono un minimo voto di laurea del 2.1 (un gradino al di sotto del First, la votazione più alta), scartando a priori tutti i curriculum di coloro con voti inferiori.

lavoro inghilterra

Foto: Smemon87

Il sondaggio è stato condotto dalla Association of Graduate Recruiters ed ha incluso oltre 200 aziende tipo Cadbury, Marks & Spencer, JP Morgan e Vodafone.

I risultati sono anche peggiori nel settore dei beni di largo consumo dove vi sono 205 candidati per ogni posto di lavoro!

Carl Gilleard, il chief executive della Association of Graduate Recruiters, consiglia ai neolaureati di rimanere flessibili per quello che riguarda la scelta relative alla carriera: “visto che si sono laureati in un mercato del lavoro molto difficile, devono avere obiettivi sia a breve termine che a lungo termine. Ciò non significa rinunciare a fare domanda per posti di lavoro ideali ma qualsiasi tipo di impiego è meglio che essere disoccupati. Lavorare in un fast food o in un supermercato vi consente comunque di costruirvi una prima base di esperienza lavorativa soprattutto per quello che riguarda  la gestione dei rapporti con il prossimo.”

Il salario medio dei neolaureati per la prima volta non aumenta e rimane fisso sulle 25 mila sterline lorde annuali.

Il sondaggio rivela inoltre che i tirocini possono fornire un’alternativa a tanti giovani. Gilleard ha detto “tanti genitori delle classi medie si stanno chiedendo se un titolo universitario sia la strada giusta per i propri figli. Tanti giovani in Inghilterra frequentano l’università solo per divertirsi, perché è il sentiero pre-definito e senza pensare troppo al fatto che faccia o meno per loro.”

Di conseguenza la domanda per un posto all’università ha raggiunto livelli record per il quarto anno consecutivo. 640 mila giovani hanno fatto domanda, un aumento del 14% sull’anno scorso.

Io vi riporto la mia esperienza, risalente alla recessione del 1993, e devo dire che indubbiamente lavorare, facendo qualsiasi lavoro, è meglio che non fare nulla.

Non fate gli schizzinosi, accettate lavori dignitosi e continuate alla ricerca del vostro lavoro dei sogni, prima o poi lo ragginungerete!

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commenti



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  • Enoc

    Sulla logica del “qualsiasi lavoro nel frattempo”, la mia esperienza m’induce a dissentire: una collaborazione all’università come assistente di cattedra, per un neolaureato dovrebbe essere tra le esperienze più utili sul piano dei rapporti professionali e della base lavorativa, invece è stata una completa perdita di tempo, in 4 anni nessun contatto utile né crescita professionale significativa, sia per la carriera universitaria sia per l’esterno…

    Prediligerei invece la logica della “coerenza”, ovviamente per chi può permettersela (ossia chi ha potuto rinviare fino alla laurea la scelta del lavoro in fast-food o del call-center), almeno con il settore lavorativo che corrisponde ai propri obiettivi…

    Mi delude poi il fatto che anche in Inghilterra si stia diffondendo la logica dell’inerzia, che è già diversa da quella del “parcheggio”…. visto che all’università non si dovrebbe andare “per divertirsi” ma per studiare seriamente, insomma come un lavoro, anche se non si hanno ancora le idee chiare sui propri obiettivi, non come una scuola dell’obbligo (e invece è così che percepisco che viene vissuta da molti oggigiorno, una scuola che prolunga il periodo dell’adolescenza).

  • Elisa

    D’accordo con Enoc sulla prima frase. Cercare il lavoro ideale è un lavoro! Se si fa altro nel frattempo (almeno che non sia un part-time) limita di molto la possibilità di trovare davvero un lavoro adeguato.

  • Pingback: italiansinfuga » Neo-laureati: se non trovate lavoro, diventate imprenditori

  • Max

    Anch’io concordo col fatto che per trovare un lavoro adeguato ci vuole molto tempo, e solo chi puo’ permetterselo puo’ farlo, invece io ho studiato e conteporaneamente ho lavorato, si ho fatto esperienza ma cambiando vari settori, quindi non so poi se è giusto così. Sono arrivato al punto che non mi so definire nel profilo professionale giusto, che ve ne pare? Purtroppo per vivere e mantenersi bisogna adattarsi ed oggi più che mai, visto che c’è davvero poco! Tutto cio’ molto spesso, secondo me, spersonalizza la persona e la rende insoddisfatta. Credo che ci voglia tanta, tanta fortuna nel trovare subito la giusta strada, e credetemi non è facile.
    A detta di molto sono spigliato, riesco bene in ogni attività che faccio, ho sempre ricevuto complimenti dai miei datori di lavoro per il mio modo di operare, ma soddisfazioni economiche poche, spero in un migliore futuro.

  • Anonimo

    Sì, ma non si può fare lo stesso in Italia? Io, all’età di 37 anni fui presa come commessa da COIN, senza raccomandazioni(!) Volevano tenermi ma declinai perché volevo fare il lavoro per il quale avevo studiato ed emigrare.

  • Anonimo

    Non solo in UK…


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