10 motivi per non vivere in Giappone

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Dopo aver pubblicato i 10 motivi per vivere in Giappone, vi sono stati diversi commenti che, al contrario, evidenziavano altrettanti motivi per NON vivere in Giappone.

Albino ci racconta la sua versione dei lati negativi del Giappone.

1) Il Giappone è un paese razzista. Non c’è possibilità di integrarsi nella loro società. Per quanto si viva qui, non solo non si verrà mai considerati parte di loro, ma non si avranno mai neppure gli stessi diritti. In Giappone la legge non è uguale per tutti. Se sei uno straniero hai torto a priori. Ci sono delle associazioni che cercano di tutelare le ragazze straniere stuprate dai Giapponesi perché la polizia non fa nulla.

2) Il mondo del lavoro è atroce. Dieci giorni di ferie l’anno (per chi può prendersele), tantissimo straordinario, malattia di solito non pagata. Lavorare fino a notte inoltrata qui è la norma, a meno che uno non sia fortunato e capiti nell’azienda giusta, ma non si può mai sapere. L’Italiano medio che viene a vivere qui ha una laurea in Giapponese, parla la lingua ma non sa fare altro. E’ molto, molto dura trovare lavoro con questi presupposti. Di solito ci si ritrova a fare la fame in un posto dove il costo della vita è molto alto.

3) Il Giappone è creato a misura di giapponese. Ci sono insormontabili difficoltà anche solo a farsi un telefonino o una carta di credito. Per affittare un appartamento ci vuole un garante giapponese. Gli appartamenti per stranieri non richiedono il garante ma sono molto più costosi. C’è da aggiungere anche che i Giapponesi mancano di elasticità e di propensione al cambiamento, e questo si riflette nella burocrazia, nel lavoro, nei rapporti personali. Alla lunga stanca.

4) La maggior parte dei Giapponesi non sopporta il confronto diretto. Noi Italiani se abbiamo un problema tendiamo ad esprimerlo, se abbiamo uno stato d’animo tendiamo a confidarci tra di noi. Se loro hanno un problema lo subiscono passivamente oppure scelgono soluzioni estreme (es: scomparire nel nulla). Dalla sopportazione stoica del samurai al kamikaze, senza vie di mezzo.

5) Molti Giapponesi hanno difficoltà ad esprimere le loro idee, i loro punti di vista, i loro sentimenti, i loro stati d’animo. Alla lunga, soprattutto nei rapporti di amicizia, noi italiani tendiamo a stancarci di questo essere sempre nella “zona grigia”. A volte viene il sospetto che la mancanza di confronto diretto (punto 4) li abbia portati a non avere idee proprie. Molta gente sembra essere apolitica, agnostica e anche un po’ apatica?

6) In Giappone l’apparenza è tutto. Per il maschio giapponese il fatto di ’andare a prostitute’ è motivo di vanto: significa che è ricco abbastanza da permetterselo. Per la femmina giapponese il bere volontariamente oltre il proprio limite e poi andare in bagno e infilarsi due dita in gola è la norma. In genere noi Italiani facciamo fatica ad accettare comportamenti come questi.

7) Molti Giapponesi tendono a non chiedersi mai il perché delle cose. Agli occhi di noi Italiani alcuni sembrano passivi, indolenti. A volte capita di uscire durante un appuntamento romantico e accorgersi che si sta parlando da soli.

8) Il concetto di famiglia è totalmente diverso dal nostro. Per loro la famiglia tende ad essere vista come un dovere sociale: il dovere di sposarsi, il dovere di far figli, il dovere di mantenere i figli, il dovere di obbedire. Per noi la famiglia è qualcosa che viene dal cuore prima che dalla testa. Qui assistiamo a scene che noi abbiamo abbandonato da decenni: matrimoni combinati, ricerca del “buon partito”, convinzione che se si trova un lavoro migliore si troverà una moglie migliore. Dall’altra parte, alcuni partner giapponesi tendono a non capire perché diavolo noi italiani telefoniamo a nostra madre più spesso di una volta a semestre.

9) Okinawa esclusa, il Giappone è probabilmente l’isola con le spiagge più brutte del mondo. Il clima è come quello italiano ma la gente non va al mare come noi. Chi va a vivere in Giappone si scordi località marittime, mari limpidi, locali sulla spiaggia, eccetera. Viaggiare all’interno del Paese poi è costosissimo, e di solito se si lavora non si hanno ferie.

10) Chi viene a vivere in Giappone di solito ha la testa piena di stereotipi dati da manga o cartoni animati. In realtà la vita qui è molto diversa e molti ne restano delusi. A mio avviso, più uno vuole venire qui per motivi legati alla sua passione per i manga, più farebbe meglio a restarsene a casa sua.

Grazie Albino! Visitate il suo blog per capire meglio il suo punto di vista sul Giappone.

Cosa ne pensate?

Inoltre allego un video di Giappopazzie che vi fa vedere un ‘dietro le quinte’.

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Dieci motivi per non vivere in Giappone

Dieci motivi per non vivere in Giappone


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  • doc

    Ma io non mi sono affatto scaldato.
    E’ vero che non ti conosco, ma i tuoi commenti sulle “giappine di Shibuya” e sul Giappone “pieno di tipe” (come tu stesso hai segnalato nell’altro topic “10 motivi per vivere in Giappone”), mi lascia facilmente intuire il motivo per il quale tu abbia deciso di trasferirti lì. Ripeto, da un lato condanni la società maschilista giapponese, dall’altro dai un’immagine delle donne giapponesi come disponibili nei confronti di chiunque (per fortuna non sono tutte così). Insomma, non ci fai una bella figura. Se è questa la considerazione che hai della tua ragazza, beh, povera lei.

    Ok, correggo il tiro… un giorno sarai costretto a tornare in Australia.
    I punti negativi da te descritti fanno capire come tu sia ancora legato a un modo di vedere le cose completamente estraneo alla cultura giapponese. Il problema non è come loro ti considerano, ma il fatto che tu stesso continui a sentirti uno straniero in terra straniera. Alla lunga questa “estranietà” ti risulterà ingestibile.

    Non sei convinto? Ne riparliamo fra qualche anno.

    P.S. per favore, sfatiamo anche il luogo comune che “i giapponesi amano l’Italia”. Per 1 giapponese interessato a questo paese, ce ne sono altri 100 ai quali non gliene frega assolutamente niente (o ne ha addirittura un’immagine negativa).
    Perché non parliamo della JAL che ha deciso di eliminare tutti i voli per l’Italia (con conseguente chiusura dei loro uffici), a favore di un volo aggiuntivo per Parigi?

  • pappa

    Doc la Jal a cancellato i voli perche nessuno viaggiava in First e pochissimi in business tranne con pacchetti turistici che non portavano gli stessi introiti.
    Su parigi invece ha visto una base migliore per le tariffe alte che poi sono quelle che fanno guadagnare una linea aerea.
    La colpa e` da dare a noi in questo caso, perche si e` verissimo che si vendono molti alimentari e capi di moda ma su altri settori siamo a terra con i rapporti Italo Giapponesi, puoi ben capire chi viaggia in business lo fa per affari

  • ale

    Concordo su alcuni punti, su altri meno.
    Il fatto che fondamentalmente in una discussione tra un giapponese ed uno straniero ha ragione il giapponese a priori è vero. Se poi la discussione è tra un giapponese uomo ed una donna straniera, scordatevi proprio di poter avere qualche possibilità.
    Sul punto 3 non concordo a pieno, nel senso che non ho avuto assolutamente problemi ad aprire un conto in banca ed acquistare un telefonino, ho solo dovuto aspettare di avere l’alien card.
    Il 4 è veissimo, lo stress è viverci ogni giorno con qualcuno che magari se ce l’ha per qualcosa, per qualche problema, non ti dice nulla, lo vedi girare per casa tipo alienato che pensa a qualche problema che magari si risolverebbe anche solo discutendone con qualcuno.
    Anche sul 5, diciamo che a volte è dura. Il concetto base è che se esprimo un’opinione spesso si può essere in disaccordo, siccome litigare è male evitano a priori. Per un’italiano però è stressante. Devo dire che gli italiani però spesso eccedono nel senso opposto: esprimono troppo facilmente i loro sentimenti sia positivi che negativi. A volte risultano anche falsi (parlo di quelli che stanno lì a dirti “amore. tesoro2 poi in realtà di te gliene frega niente), non condivido del tutto la 9. Il mare non lo conosco bene, ma sono riuscita a girare all’interno del Giappone senza essere salassata.
    La 10 la condivido. LA maggior parte della gente crede che il Giappone sia quello dei manga o quello che vede andandoci in vacanza, ma la realtà è ben diversa.
    Per doc, vero uno straniero può camminare a testa alta senza venire picchiato, questo perché la loro cultura non glielo permette (ricordi? L’importante è apparire), ma vedi come vieni trattato all’interno di un’azienda ad esempio.
    X fabio:
    2 i giapponesi sono precisi negli appuntamenti
    No. Oppure becco solo io i giapponesi ritardatari.

    6 nessuno ti scippa la borsa in strada o ti fotte il portafogli in treno,bus

    Però non starei tranquillo. Mi hanno rubato la spesa al centro commerciale.

    8 strade sempre pulite dall’immondizia e specialmente dai clandestini

    Ni… le strade sono generalmente pulite.
    Riguardo ai clandestini, per il Giappone è più facile.
    Intanto possono venire solo da Cina e Nord Corea (considerato poi come i nord coreani vedono il Giappone, direi che da là ne arrivano pochi), dunque il Giappone in realtà deve difendere solo un lato. Non gli arrivano ogni giorno barconi stracarichi di gente che scappa da paesi in guerra, e soprattutto il governo giapponese non deve rendere conto a nessuno delle sue decisioni.

    9 onesta e sincerita tra amici
    Onestà, si ci può stare, sincerità attento, non è tanto vero.
    Ricorda sempre che spesso sorridono, ma dentro ti stanno mandando a quel paese.
    Sono esseri umani come noi italiani.

    10 tutto funziona alla perfezzione,no corruzzione,

    Mmmmhhh… 5 anni fa ci fu un’inchiesta su alcuni funzionari che riscuotevano le tasse e poi si dimenticavano di versarle all’erario.
    Ci fu pure una truffa con una famosa ditta che spostava la scadenza del latte.
    Ci sono truffe anche nello sport, partite truccate ecc… (sono scandali abbastanza recenti).
    Insomma le mele marce sono ovunque. Innegabile che qui ne abbiamo di più.

    11 se riesci n qualcosa perche e’ merito tuo ,quindi regna la meritocrazia

    E se non ci riesci hai umiliato te, la tua famiglia, la società, l’azienda o la scuola dove stai.

    Detto questo, non vorrei essere fraintesa. Ci sono altri 100 ottimi motivi per cui amo il Giappone.
    Ma amare un luogo non significa non percepirne i difetti.
    Amo anche il mio Paese, nonostante sappiamo tutti quali sono i suoi problemi.
    E’ giusto che si ami un posto con i suoi pro e contro.
    Non dobbiamo fingere che tutto è splendido o che tutto faccia schifo.

  • massimo

    Ciao a tutti mi chiamo Massimo, premetto che non sono mai stato in Giappone pero’ ho letto i vostri commenti per avere anche un idea di come si presenta il paese. Ale mi ha colpito per l’ultima risposta data: un paese lo si ama con i pro e’ contro, infatti per quanto noi vogliamo immaginare un paese modello, siamo tutti umani e quindi i pro e contro ci saranno dappertutto. Purtroppo quando paragoniamo ad esempio un “pro” come l’onesta tra Italia e Giappone, ahime’ le cose sono decisamente gravi per noi italiani e potremo dire che il rapporto di corruzione e’ 1a10 a loro favore. Da quello che ho letto e cui mi sono documentato li le cose da fare le fanno da noi la “mafia” strozza il “fare”. Per0′ mi rendo conto che paragonare l’Italia al Giappone e come paragonare gli USA al Marocco con tutto rispetto. L’efficenza Giapponese e formidabile da quello che leggo, ma anche loro hanno i loro problemi altrimenti sarebbe il paradiso terrestre.

  • Serena

    (punto 6) ah ah, certo. Da noi questi comportamenti sono normalissimi,così normali che non si notano. Dite all’autore di questa lista di conoscere un po’ di più il suo paese, l’ Italia. Perché qua da noi, tutto è molto peggio. Guarda il nostro premier!

  • Mah!

    Non concordo con Albino e tengo per me alcune considerazioni appunto perchè non posso comprovarle (la decenza mi insegna così), ma rispetto e getto un fiore in segno di stima per la sua calma e la sua GENTILEZZA. Bravo Albino, ora posso leggere con molto più piacere molti sui interventi su questa pagina. Inoltre ringrazio per gli interventi, anche se alcuni sono…”spiazzanti”. Grazie, Albino.

    Tutt’altra storia con «luca da Osaka», che già il nome dovrebbe dirla tutta. Osaka, l’unica città mezzo-giapponese del Giappone, porto di mare, ultra-internazionale per natura. In un Giappone immacolato, Osaka è l’esempio perfetto di contaminazione occidental-mondiale: i primi accenni alla sporcizia pubblica e ai disservizi (mi vengono in mente le cataste di pattume, le cicche per terra, etc), leggero straffottismo per il codice della strada, le prime facce da natiche che nei negozi non salutavano pur guardandoti in faccia e squadrandoti, i chiassoni e i gradassi per strada (se pur a livelli opposti all’italia, e io vivo a Padova – vedi ragazza aspirante mangaka) dai marmittoni ultra pernacchiosi e dall’urlo facile (di cui Luca ha ben scritto). Adesso, non so perchè nell’username ci sia scritto Osaka, non so se ci viva o ci lavori e non mi garba interessarmene, tuttavia ha portato indirettamente l’esempio di città non giapponese. Vedendo il suo astio – perchè altro non è – nei confronti del Giappone, la sua rabbia repressa da “scornato” come è stato detto – perchè altro non è – mi vien quasi da pensare che abiti ad Osaka, città un po’ “sopra le righe” per lo standard giapponese, se mi permettete l’ardire sociologico. Sembra proprio che i suoi esempi siano basati su Osaka e questo spiegherebbe “tutto”. Poi vi sono persone, e io sono uno di quelli, che vedono il male ovunque in primis e alcune che lo vedono e non vedono altre. Non so a quale delle due categorie, o se ad una d’esse, appartenga Luca; di certo v’è che m’ha fatto una bruttissima impressione di italiano DOC e di poco giapponese (al che giustamente è quello che è).
    In più, e quì sono disgustato, a differenza di Albino non ha assorbito NIENTE della cultura giapponese, rispondendo con estrema ineducazione ai commenti altrui, ringhiando e mordendo come un lupo ferito e abbandonato dal branco.

    Non mi nascondo dietro il dito, scrivo questo perchè mi sono sempre sentito offeso da questi sopprusi verbali sia sul web che nella realtà e i bulli non mi sono mai piaciuti. Inoltre, come diceva Matteo, se non ti garba la vita torna a casa, vendi i tuoi averi e la moto e torna in italia perchè fare una vita del genere è peggio che essere economicamente poveri. Ti è stata fatta una domanda simile da Matteo che richiedeva una risposta semplice e veloce ma invece che darla hai fatto la mossa del politicone italiano: 10 paragrafi di esempi e di immedesimarsi per rigirare un senso di insoddisfazione (???) non palesato. Non prenderla a male (anche se so che non lo farai) ma tante aziende cercano stage all’estero e lavoro all’estero e uno in Giappone conta eccome (si è quasi reduci di guerra, grazie agli stereotipi mondiali). Ricordarsi però di come è la vita in Italia (anzi, in italia) fatta di terroni e polentoni, di Berlusconi e Comunisti, di schifo perpetuo e di malgoverno. Mettiamoci pure la gente ed è fatta. Accetto i 10 consigli per non andare, ma non accetto certi utenti-in guisa di-guru che professano le Verità da un punto di vista soggettivo piuttosto che oggettivo. Fine.

  • http://giappopazzie.blogspot.com luca da Osaka

    XMah

    mi sono stufato di rispondere.
    Ma ti ho dedicato un post sulle cavolate che scrivi parlando di Osaka. Auguri per il tuo sogno di mangaka che non si realizzera se idealizzi il giappone in questo modo.

    Inoltre chi si nasconde sei tu non ti firmi nemmeno.
    Hai notato che il mio ultimo commento risale al ottobre 2010. Perche non vieni a commentare a casa mia?

  • Mah! (Gianni)

    AH, perchè Luca da Osaka è una firma… :D LOL Non sono mangaka e non so disegnare. Solo un ultimo commento: continua così, mi raccomando. Continua così.

  • alex

    Ciao ho letto ogni commento, ma come giustamente ha detto Ale, un paese lo si ama per quello che e.
    Io personalmente ho viaggiato parecchio e vi dico che ogni nazione puo offrire molto, basta solo accettare il bello e il brutto che vediamo e poi una cosa importante nessuno ha diritto di dire SE VIVERE O NON VIVERE IN UN PAESE MARCANDONE SOLO I DIFETTI….ciai

  • Alex

    Infatti Albino è tornato in Australia…

  • LUIGI

    Sono stato un mese a Tokyo, alcuni giorni a Kyoto ed a Nara, ho preso in affitto una appartamentino a Tokyo, ho frequentato una loro scuola. Non ho tantissima esperienza di Giappone ma l’opinione che mi son fatta e che forse non ci lavorerei in Giappone ma sicuramente è il miglior posto per viverci. Vivere in Giappone significa eliminare il 90% delle preoccupazioni giornaliere che hai in Italia, incominciando dal non dover contare il resto quando fai acquisti e camminare liberamente sui marciapiedi senza dover scansare auto o deiezioni. Al mio ritorno dal Giappone mi son reso conto di quanto sporchi e disonesti siamo noi in Italia. Vi ho incontrato alcuni ragazzi italiani che volevano assolutamente stabilirvisi e non rientrare più in Italia. Queste le mie considerazioni sul piccolo giappone che conosco.

  • Alex

    Un mese non è niente per farsi un’idea di un Paese!

  • Lupinuk79

    Ciao a tutti,
    per più di 3 anni ho avuto una relazione con una ragazza Giapponese, iniziata a Londra e
    continuata coi nostri spostamenti tra Londra, Italia e Giappone.
    Ho conosciuto molti ragazzi/e Giapponesi e vissuto alcune settimane in Giappone e ovviamente ascoltato il punto di vista della mia ex, che ha differenza di molte ragazze, ha un padre che le ha permesso di scegliersi il partner e non accettare le tante richieste di matrimoni combinati coi vari buoni partiti.
    In breve, confermo quasi tutti i punti elencati da Albino, ma il confronto che per fortuna avveniva con la mia ex, mi ha fatto riflettere sui dieci motivi per cui una Giapponese non dovrebbe vivere in Italia e nel mio caso in Sicilia….Amyna Piovani ne ha elencati parecchi.
    Il fatto, che noi giovani, abbiamo oggi, la possibilità di viaggiare ed incontrare e rapportarci con persone di culture diverse, a mio avviso, non può far altro che “migliorarci” e farci riflettere su quello che davvero apprezziamo dei nostri paesi e di ciò che vorremo che cambiasse, sia nel personale che a livello collettivo.
    Il mondo è bello e brutto perchè è vario….

  • Cladefer

    Albino secondo me hai fatto una relazione molto accurata e equa sul Giappone. Io ho lavorato per due anni per una compagnia giapponese a Londra, unica dipendente non asiatica e avrei diversi episodi da raccontare.
    Sono stata in Giappone 2 volte, brevemente, bel paese da visitare ma terribile per viverci.
    Vivere in Italia è sempre peggio, io ho vissuto all’estero 10 anni e sono dovuta tornare per motivi di famiglia, ma putroppo, so che me dovrò andare di nuovo, questo punto non so dove, non in Giappone. Putroppo il paese perfetto non esiste, lo dico con amarezza ma è così….
    Clara

  • Closer85

    Non ci vivrei neanche morto…

  • Robert

    Il Giappone è il paese dei Giapponesi. È razzista? Forse hanno solo capito che il mondo “global” di “tutti” non ha poi così tanto da offrire come si vuole credere. Forse siamo noi che stiamo letteralmente devastando i nostri paesi occidentali con queste idiozie multiculturali – anche se recentemente sta collassando tutto. Io vivo da anni in UK, ho vissuto prima in Germania e vi posso dire: sono in UK per gli Inglesi, quelli veri, e per quello che questo paese è stato fino al 1950, mica per le idiozie che hanno fatto dopo. I turisti vengono a Londra per vedere la Londra imperiale, magari coloniale e razzista, non certo per vedere lo squallore dei ghetti, le council homes e tutte le innumerevoli schifezze che si vanno accumulando in questa città anno dopo anno. Se non fosse per l’eredità culturale (ed economica) di un certo passato, non ci sarebbe alcun motivo per vivere in UK, o in Germania. I Giapponesi, che viaggiano per il mondo e conoscono benissimo quello che sta succedendo in Europa e in America, semplicemente non sono così fessi da volere questo disastro a casa loro. Non posso dar loro torto.

  • Val

    Vivo in Giappone da otto anni e secondo me quello che ha scritto Albino è una mandria di palle selvagge. Vediamo perché punto per punto.

    1) “Il Giappone è un paese razzista”

    Forse. Mi hanno sempre trattato benissimo e a volte anche molto meglio di quanto meritassi.
    Sicuramente esistono i razzisti ma come in tutti i paesi.

    “Non c’è possibilità di integrarsi nella loro società”

    Clamorosa bugia. Io sono integrato.

    “Per quanto si viva qui, non solo non si verrà mai considerati parte di loro, ma non si avranno mai neppure gli stessi diritti”

    Finché non diventi cittadino come residente hai tutti i diritti tranne il voto e passaporto. Se diventi cittadino giapponese ottieni gli stessi diritti.

    “In Giappone la legge non è uguale per tutti. Se sei uno straniero hai torto a priori. Ci sono delle associazioni che cercano di tutelare le ragazze straniere stuprate dai Giapponesi perché la polizia non fa nulla”

    La polizia, come pure in Italia e in molti altri paesi, è per deformazione professionale, prevenuta verso i non cittadini. E’ ingiusto ma succede per cui bisogna sempre industriarsi per tutelarsi.
    I propri diritti non piovono mai dal cielo, bisogna sempre farli valere, e mi riferisco a tutti i casi della vita, vale anche per i cittadini italiani nei confronti dello stato non solo con gli stranieri, chi aspetta con le mani in mano qualcosa perché lo considera un diritto, diventa vecchio.

    2) Il mondo del lavoro è atroce.

    Dipende cosa fai. Albino parla dell’impiegato medio. Impiegato, ma non specializzato, sottolineiamo.
    Poche ferie, tanto straordinario.
    Ma non esiste solo la media. Esistono lavori pagati bene e con orario decente.
    Sai fare qualcosa di speciale? Allora trovi un buon lavoro. Altrimenti lavori tanto e prendi pochi soldi.
    Mi ricorda quello che succede… ovunque. In Giappone la concorrenza è tanta, trovare un buon posto è difficile, e i lavoratore non è ben tutelato, nelle piccole aziende soffre, nella medie e grandi aziende lavora serenamente.

    “L’Italiano medio che viene a vivere qui ha una laurea in Giapponese, parla la lingua ma non sa fare altro. E’ molto, molto dura trovare lavoro con questi presupposti.

    Questo NON è un difetto del Giappone ma dell’italiano che viene a vivere qui.

    “Di solito ci si ritrova a fare la fame in un posto dove il costo della vita è molto alto”

    Chi viene senza saper far molto, che se ne torni in patria o si specializzi altrimenti trova solo impieghi schifosi.

    3) Il Giappone è creato a misura di giapponese.

    Ovvio. Come in Italia tutto è su misura degli italiani.

    “Ci sono insormontabili difficoltà anche solo a farsi un telefonino o una carta di credito”

    Come “ANCHE”, sembra che ti sia tutto dovuto. Non lo è. E’ ovvio che uno straniero senza reddito o senza uno storico di reddito non ispiri fiducia ad una azienda che ti affida un credito o conta sulle rate del tuo contratto per campare.

    “Per affittare un appartamento ci vuole un garante giapponese”

    Certo, se sei uno straniero esiste il rischio che affitti una casa e poi dopo due mesi torni nel tuo continente. Che garanzie puoi dare? Serve un garante. Le aziende mica possono limitarsi a sperare che tu paghi l’affitto, devono a loro volta pagare degli stipendi, DEVONO pagare gli stipendi per legge ai loro dipendenti, se uno affitta una casa per un anno e poi paga un affito per soli 4 mesi, è un danno grave.

    “Gli appartamenti per stranieri non richiedono il garante ma sono molto più costosi”

    I proprietari affrontano un margine di rischio maggiore.

    “C’è da aggiungere anche che i Giapponesi mancano di elasticità e di propensione al cambiamento, e questo si riflette nella burocrazia, nel lavoro, nei

    rapporti personali. Alla lunga stanca”

    A parte che proprio nella burocrazia giapponese si vede che sono persone disponibilissime nei limiti delle leggi ovviamente, va detto che per molti italiani “elasticità mentale” degli altri significa “fare come propongo io”. Alla lunga certamente “stanca” avere attorno persone che decidono senza il nostro “illuminante” paere.
    I giapponesi non sono ottusi sono anzi per mia esperienza piuttosto attenti alle occasioni e ti ascoltano se hai qualcosa di serio da dire, ma non vogliono fare come proponiamo noi soprattutto senza fondate ragioni. Hanno anche alcune ragioni per non cambiare le cose che noi non conosciamo bene (per esempio non prestano attenzione a proposte di cambiamento che sono contrarie alle loro leggi, e vorrei ben vedere)

    4) “La maggior parte dei Giapponesi non sopporta il confronto diretto”

    Falso. Sopportano benissmo il confronto diretto. Ne conosco tanti che non perdono occasione per tenermi testa, a volte vinco io a volte loro.
    Quello che cercano di evitare è una situazione in cui siano costretti ad offenderti. Non vogliono violare la loro educazione. Soprendente? No. Voi amate violare la vostra educazione? Farvi trascinare in risse verbali?

    “Noi Italiani se abbiamo un problema tendiamo ad esprimerlo”

    Va detto che gli italiani se hanno un problema lo esprimono si, ma non lo espongono serenamente, SE NE LAGNANO e lo usano come leva per ottenere qualcosa.

    “se abbiamo uno stato d’animo tendiamo a confidarci tra di noi. ”

    Questo lo fanno anche i giapponesi.

    “Se loro hanno un problema lo subiscono passivamente”

    Falso. Solitamente lo affrontano.

    “oppure scelgono soluzioni estreme (es: scomparire nel nulla). Dalla sopportazione stoica del samurai al kamikaze, senza vie di mezzo”

    Che idiozie senza fine, da teatro della scemenza e del razzismo.
    Ci sono giapponesi che si esprimono ed altre che rifuggono il dialogo. Come gli italiani. Non sono ne samurai ne kamikaze, sono persone come te e me, con debolezze e capacità.

    5) “Molti Giapponesi hanno difficoltà ad esprimere le loro idee, i loro punti di vista, i loro sentimenti, i loro stati d’animo”

    Hanno difficoltà solo quando non vogliono offenderti e o disturbarti.
    Se dici ad un gruppo di italiani che ti piacce un certo piatto, stai sicuro che qualcuno dirà “che schifo, mi fa schifo mangiare quella roba”.
    Un giapponese piuttosto di dire una cosa così barbara preferisce non esprimersi.
    Chi si comporta meglio?

    “Alla lunga, soprattutto nei rapporti di amicizia, noi italiani tendiamo a stancarci di questo essere sempre nella “zona grigia””

    Parla per te, io preferisco uno che tace o sorride piuttosto che mi dica “mangi queste cose, ma che puzza di me**a che fannooooo, oeee’ ma comm’ fai, ti turi il naso ed ingoi?”

    “A volte viene il sospetto che la mancanza di confronto diretto (punto 4) li abbia portati a non avere idee proprie”

    Qui albino sospetta che chi non si esprime, non ragioni. Razzista?

    “Molta gente sembra essere apolitica, agnostica e anche un po’ apatica?”

    Apolitica e agnostica, che c’e’ di male? E’ legittimo. Sono posizioni anche queste.
    E poi avranno altre passioni (e ne ahnno tante). Apatica? Ma non direi, ciascuno ha interessi differenti: se non mi dicono nulla gli sport invernali o il jazz o gli olii profumati, non vuol dire che sia apatico. In Giappone si vendono molti più libri che in Italia, segno di interessi vari e coltivati.

    6) “In Giappone l’apparenza è tutto”

    E in Italia invece conta solo la sostanza vero ^^?
    In Giappone come in Italia in certi ambienti si da importanza alle apparenze, nulla di esclusivamente giapponese.

    “Per il maschio giapponese il fatto di andare a prostitute è motivo di vanto”

    Molti gli italiani che si vantano di andare a puttane, conosciuti personalmente.
    “Per la femmina giapponese il bere volontariamente oltre il proprio limite e poi andare in bagno e infilarsi due dita in gola è la norma”

    Se è la norma spiegami perché in tante serate fuori con amici giapponesi non ne ho vista una così.
    Se alle tue amiche piace bere come vecchi pirata e poi vomitano, mica vuol dire che sono fatte così le femmine giapponesi.

    “In genere noi Italiani facciamo fatica ad accettare comportamenti come questi”
    Cambia compagnie. Non sono mica tutti così. Per altro i comportamenti che descrivi fanno schifo pure a tanti giapponesi.

    7) “Molti Giapponesi tendono a non chiedersi mai il perché delle cose”

    Li descrivi come dei poveri idioti. E’ solo una tua impressione, forse tocca proprio a te approfondire.

    “Agli occhi di noi Italiani alcuni sembrano passivi, indolenti”

    Alcuni lo sono, alcuni sembrano solo, alcuni quel giorno sono stanchi e alcuni hanno le palle girate o pensano al nuovo pc che hanno comprato e no ti ascoltano. Sono esseri umani.

    “A volte capita di uscire durante un appuntamento romantico e accorgersi che si sta parlando da soli”

    Migliora il tuo giapponese e cerca argomenti interessanti, è probabilmente più un tuo difetto che loro.
    Mal che vada cambia partner.

    “Il concetto di famiglia è totalmente diverso dal nostro”

    Sono di idee opposte. E’ proprio la famiglia la cosa più simile che abbiamo in comune.

    “Per loro la famiglia tende ad essere vista come un dovere sociale: il dovere di sposarsi, il dovere di far figli, il dovere di mantenere i figli, il

    dovere di obbedire. Per noi la famiglia è qualcosa che viene dal cuore prima che dalla testa. Qui assistiamo a scene che noi abbiamo abbandonato da

    decenni: matrimoni combinati, ricerca del “buon partito”, convinzione che se si trova un lavoro migliore si troverà una moglie migliore”

    Doveri, rispetto, obbedienza, sono idee ancora ben presenti nella società italiana, non mi dire che in Italia famiglia fa rima con cuore e amore, sono microsocietà e le relazioni parentali sono scosse anche da considerazioni freddissime.
    I matrimoni combinati in Giappone sono pochissimi come pure in Italia.
    La famiglia in Giappone non è uno studio di ingegneri ma come la famiglia italiana è un miscuglio, un legame sentimentale tra persone imparentate. Il dovere di mantenere i figli esiste pure in Italia e pure l’obbedienza alla famiglia non è mai scomparsa.

    “Dall’altra parte, alcuni partner giapponesi tendono a non capire perché diavolo noi italiani telefoniamo a nostra madre più spesso di una volta a semestre”

    In effetti è un mistero. Ogni sei mesi basta e avanza. Ma se non basta, ciascuno si regoli come vuole senza criticare gli altri.

    9) “Okinawa esclusa, il Giappone è probabilmente l’isola con le spiagge più brutte del mondo”

    Non sono brutte sono poche. E Okinawa compensa ampiamente, non escludiamola..

    “Il clima è come quello italiano ma la gente non va al mare come noi”

    Qualcuno ci va e nessuno ti obbliga a non andarci.

    “Chi va a vivere in Giappone si scordi località marittime, mari limpidi, locali sulla spiaggia, eccetera”

    E perché mai, io vado al mare ogni estate.

    “Viaggiare all’interno del Paese poi è costosissimo, e di solito se si lavora non si hanno ferie”

    Viaggiare non è mai stato gratis, ma se vuoi puoi anche viaggiare in autostop in Giappone così non spendi.
    Se lavori ovviamente hai un numero limitato di ferie. Sono stabilite per legge.
    Sono meno dei giorni disponibili in Italia. Dire che non ci sono ferie è falso.

    10) “Chi viene a vivere in Giappone di solito ha la testa piena di stereotipi dati da manga o cartoni animati.
    In realtà la vita qui è molto diversa e molti ne restano delusi”

    Gli italiani che ho visto maggiormente delusi dal Giappone non sono stati quelli appassionati di anime e manga, anzi, gli appassionati sono sempre stati entusiasiti del Giappone, anche delle cose negative, agli amanti dei manga il Giappone piace così com’è.

    Piuttosto invece gli italiani che rimangono delusi dal Giappone sono per mia esperienza quelli che non sanno accettare le diversità in generale, che non sanno comportarsi con diplomazia nei rapporti umani e non sanno tessere relazioni sociali equilibrate, non sanno accettare il paese per quello che è nel bene e nel male e vorrebbero che fosse come piace a loro, si aspettano che i giapponesi siamo loro amici senza impegnarsi nel coltivare le relazioni e le amicizie, senza capire le leggi, senza capire gli equilibri, le esigenze lavorative e personale e i ruoli dei giapponesi che incontrano.
    Gli italiani delusi dal giappone non sono quelli che si aspettano tanto per via dei fumetti ma sono quelli che pretendono tanto una volta arrivati, ma in cambio danno poco: pretendono fiducia economica quando non hanno stipendio, pertendono che i giappoensi siano aperti con loro anche se non ne hanno voglia, pretendono un dialogo senza impegnarsi nel comunicare con queste persone, pretendono attenzione quando non fanno nulla per meritarselo, pretendono favori senza ricambiare e senza ringraziare.

  • Acik

    questo articolo è pura follia. ci sono cose assolutamente non vere e generalizzazioni senza senso. questo sito ha perso un utente.

  • Guadagno13

    sono d’accordo ! anche un italiano che sposa un giapponese non conta nulla per la società! vorrei puntualizzare una cosa sul lavoro, solo gli italiani che lavorano sotto la protezione dell’ambasciata, del consolato o di qualche università prestigiosa ( ovvero sotto la tutela dell’istituto italiano di cultura) se la passa bene gli altri ,come hai scritto, si arrangiano come camerieri o insegnano italiano in qualche piccola scuola sfigata , allora mi dico che si va a fare in Japan se alla fine si vive come pezzenti che se non hai l’assicurazione sanitaria all’americana ti curano a cazzodicane? A meno che non si faccia parte della grande setta del MAE ( ministero affari esteri) è meglio andare in giappone per turismo .

  • http://www.facebook.com/profile.php?id=1279910959 Marco Leonardi

    Ho letto l’articolo…. poi ho letto la tua risposta…

    Fenomenale .

    Direi che non c’è molto altro da aggiungere, in effetti l’articolo sembra più una visione completamente negativa basata su un’esperienza altrettanto negativa dell’autore dell’articolo stesso.

    Grazie per chiarimenti e smentite, Val ^^

    PS: “è una mandria di palle selvagge” lol

  • Paolo Elba Kansai

    Quando vado in un ristorante e non mi trovo bene non faccio nessuna polemica, pago semplicemente quello che ho consumato e non ci torno piu`. Se uno poi pensa di mangiare bene solo a casa sua farebbe bene, invece di andare in giro per ristoranti a rompere le scatole a camerieri,cuochi e sommelier, a starsene a casa sua direttamente.

  • Leonardo Ken Usami

    anche io vivo in giappone da più di un anno e mio padre è giapponese
    anche io sono uno di quelli che si lamenta spesso dei giapponesi e del giappone
    ma sono un rompipalle in generale ovunque :D

    Secondo me in generale i punti espressi nell’articolo sono da prendere in considerazione qualora un italiano pensi di trasferirsi in giappone.
    Ovviamente poi chi sa affrontare le cose le cose nella maniera “giusta” vuol dire che può vivere ovunque.

    Però spetta ai singoli adattarsi al giappone, non viceversa.
    Socialmente parlando non è una società che vuole integrarsi.
    Che sia giusto o no è soggettivamente discutibile.
    Io preferirei un paese più aperto.

    Certo mi incazzo in Italia quando vengo trattato da “cinese”; ma anche qui quando il capo ride per il mio doppionome presentandomi ai colleghi è discutibile.
    Questo è solo uno degli infiniti casi in cui vengo trattato da straniero (e per straniero intendo straniero, sarete italiani solo per il design, il cibo, venezia e firenze e amalfi per qualche film) o da mezzosangue.
    Mi rode pure acciaccare la cacca non raccolta in Italia, come qui acciaccare il vomito una delle tante che non reggono l’alcool e devono bere per forza a queste feste prestabilite coi colleghi di lavoro (tanto per portarsi il lavoro pure nei momenti di svago)
    è successo ieri e la scorsa settimana, e non mi dite che è colpa mia e che devo cambiare quartiere eheh
    Vabbè gli episodi sono tanti.
    Alcuni divertenti e strani… altri alla lunga stancanti e demotivanti.

    Non mi piacciono invece alcuni fattori moooolto più importanti.
    Occuparsi di politica penso sia un dovere di un cittadino.
    Sennò tanto vale vivere in un paese dittatoriale.
    Essere in preda ad una crisi nucleare come questa e far finta di niente, vivere delle menzogne della televisione e del governo è inammissibile per me.
    Sono andato alla manifestazione contro il nucleare e la maggior parte manifestanti erano vecchi e stranieri .
    Questo è intollerabile per me.
    Occuparsi, interessarsi del proprio paese, del mondo, e del futuro dei propri figli è priorità. Ignorarlo o pensare di farlo è una bestialità.
    Non sono un attivista politico, mi interesso nella normalità italiana.
    Se c’è un referendum ci voto eccetra.
    Qui non è raro che non sappiano dirti il nome dei ministri o il sindaco della propria città.
    Tutti i giapponesi ti dicono “ehhh che ci vuoi fare”
    in questi casi io preferisco più una risposta all’italiana “è una vera merda quel che sta accadendo”

    Aggiungerei tra i motivi per non vivere in giappone:

    - il cibo (a mio avviso soprattutto il pesce) è probabilmente radiattivo.
    la terra, l’aria in alcune zone è ancora contaminata. Per non parlare dell’acqua, altro motivo per non farsi il bagno in mare… oltre alla bruttura e la sporcizia assoluta delle spiagge.
    Se vuoi costruirti una famiglia in giappone , cerca di far attenzione a quel che mangi. Non in maniera maniacale tanto da impazzire…ma io non farei finta di niente come piace fare qui ai giapponesi.

    - bisogna anche prendere in considerazione calamità naturali di grossa statura per vivere in un paese come questo. non è colpa di nessuno ovviamente questa. ma per vivere in questo paese (come in molti altri) consiglio di farci attenzione. Lo dico perchè imbattersi in un terremoto, o in uno tsunami, o in un ciclone – e parlo di dimensioni e frequenze maggiori a quelle italiane – non è mai piacevole.

    A te do ragione in quanto, si, solo se ti piace questo paese, rispetti profondamente la loro cultura, senza metterla in discussione (come facciamo noi italiani dell’italia), allora puoi viverci serenamente.
    Se sei il solito italiano rompipalle (come me), allora prova l’europa, è molto più accessibile.

  • Sonic

    pensa al canada! sicuro quasi come il giappone, trasporti molto efficenti, molto pulita e verde come citta a sentire amici giapponesi è molto simile al giappone a differenza del lavoro, il canada è molto meglio in quel campo.

  • Saosyant

    A volte estremizzi, e, ancora non ho scorso sotto, di sicuro attirerai le ire furenti dei nippomaniaci che infestano il mondo, ma su molte cose mi trovi d’accordo. Ho vissuto in varie fasi dal 99 al 2004 in Giappone, poi ci ritorno per lavoro ogni anno. Ho ancora buoni amici giapponesi, e stranieri che vivono là. Per la verità i giapponesi con cui ho legato erano degli “atipici”, ossia molto diretti. Putacaso quasi tutti zona Kansai in giù, soprattutto del Kyushu.
    Certo su alcuni punti non sono d’accordo, il lavoro è un inferno, ma se sei il salaryman giapponese, se sei occidentale e soprattutto italiano e hai voglia di sbatterti, riesci a lavorare il giusto e guadagnare meglio di qua.

    La vita almeno a Tokyo, non è più cara di Londra, dipende dagli affitti (io avevo una padrona di casa giapponese connivente che mi faceva pagare ben poco, sui 450€ a testa in due)

    Sull’essere poco diretti, purtroppo è un problema nostro (per carità continuo ad avere voglia di aprire col cric la metà dei giapponesi con cui avevo a che fare), la maggior parte è fatta così, dipende da te/noi se la cosa può a lungo essere ingestibile o meno. Cmq non vuol dire non abbiano una idea, ce l’hanno ma non la manifestano, ma sono spesso attenti osservatori.

    Sull’apparenza, indipendentemente dagli esempi che porti, il livello del “finto” è veramente alto in Giappone. La cosa che a me dava e dà più fastidio è la voglia di omologarsi, che ha origini vecchie che non sto qui a spiegare. Pensare che ovunque si cerca invece di fare la voce fuori dal coro, in Giappone ciò come sai è visto male, a meno che tu non sia un bimbo o sia già vecchio, due categorie a cui è socialmente consentito essere “eccentrici”.

    Sulle spiagge, chi ha mai avuto tempo di andarci? Cmq la baia di Tokyo è terribile, e mi sa che la media delle spiagge sia abbastanza bassa (ma qui parlo senza cognizione di causa diretta)

    Cmq la cosa che a me + dava fastidio nell’ultimo periodo in cui vivevo là, era il fatto che pur vivendo a Tokyo (si parla di un conglomerato da 20 milioni di persone insieme a Chiba, Kawasaki e Yokohama), non c’era niente di cosmopolita. Gli stranieri li incontravi spesso negli stessi posti, anche dopo anni, e poche volte incontravo gruppi misti, giapponesi e coetanei occidentali che andavano in giro a far casino assieme. Giravo abbastanza in ambiti musicali, li era un po’ diverso, ma la sensazione di distacco culturale (per quanto parlassi giapponese) un po’ c’era sempre. Vabbè cmq in sé il Giappone è divertente, e stimolante come posto.

  • Saosyant

    Interessante il tuo punto di vista, credo non sia facile essere un “mezzo sangue” come scrivi tu, in Giappone, come non penso sia facile qui, per carità. Il punto che condivido è l’assoluta mancanza di coscienza politica delle nuove generazioni giapponesi. Ne parlavo coi genitori di un mio amico che avevano occupato le scuole a fine ’60 ed erano basiti (per quanto il figlio fosse una mosca bianca in quanto a coscienza politica) del cambiamento netto avvenuto fra fine 70 e inizio ’80, proprio nell’interesse della gente verso il sociale e il politico. La chiamavano la vittoria della TV… Ogni mondo è paese…Alla manifestazione contro la guerra in Iraq nel 2003 ci saran state 200 persone a Tokyo di cui 1/3 gaijin…con tanto di arrivo di celerini ad arrestare qcuno a caso. Ecco questa è una cosa che mi fa tuttora imbestialire e per cui mi incazzo con gli amici rimasti là.