Capire cosa voler fare da grande a Salerno grazie ad un Erasmus a Madrid
Felicia Villani ci racconta di come la sua esperienza di vita e studio a Madrid l’ha aiutata a capire cosa vuole fare da grande!

Neko Ninja Marketing
Ci descrivi il tuo background accademico prima dell’Erasmus?
Prima dell’Erasmus avevo una semplice e banale laurea triennale in Sc. della comunicazione. Mi sono laureata presso l’università di Salerno e sempre a Salerno riscritta per la specialistica in comunicazione d’impresa… con mio grande rammarico (fallito il test di ingresso per la specialistica presso La Sapienza). Quindi, in pratica a Madrid ho seguito i corsi dell’ultimo anno della specialistica.
Cosa ti ha fatto decidere di andare da Salerno a Madrid?
Avrei voluto lasciare Salerno e frequentare la specialistica a Roma o a Torino ma alla fine per una serie di motivi sono rimasta a Salerno. E’ una città molto molto carina ma dopo qualche anno la voglia di andare credo sia inevitabile… soprattutto dopo un po’ senti la mancanza di stimoli culturali e la mentalità chiusa e l’impossibilità di conoscere persone nuove dopo poco iniziano a pesare.
All’università, a parte la burocrazia, mi trovavo bene e quindi il desiderio era principalmente quello di fare un’esperienza all’estero, possibilmente in una grande città.. e visto che fra le opzioni fra cui potevo scegliere l’unica città in cui avrei voluto vivere era Madrid… quindi la scelta è stata quasi obbligata ma ora sono felicissima di questo anno a Madrid!
Ci descrivi la procedura per iscriverti all’Erasmus?
Beh è passato un po’ di tempo (2007), non ricordo bene le varie fasi, ma devo dire che non è molto complesso e soprattutto ogni università, addirittura in alcuni casi ogni facoltà di una stessa università, ha una specifica procedura. Ad ogni modo niente di troppo tragico o complicato!
Cosa ha aggiunto l’Erasmus al tuo bagaglio accademico?
Questa con il senno di poi è la domanda più importante perchè mi sono accorta di quanto questo anno a Madrid abbia dato alla mia formazione solo dopo.
Prima di partire questo aspetto neppure lo consideravo poichè il desiderio era principalmente quello di andare via e di riuscire a fare un paio di esami che qui a Salerno erano un po’ più complicati!
Innanzitutto, cosa non ho ovvia, ho imparato lo spagnolo.. adesso ahimè è peggiorato ma appena tornata credo il mio spagnolo fosse davvero buono!
Mi sono ovviamente molto molto divertita (Madrid è fantastica), ma ho anche studiato molto, seguito tutti i corsi, mi sono impegnata e ho fatto ben 11 esami, il massimo che potessi farne.
Studiavo presso la facoltà di pubblicità e, ora posso dirlo, ho studiato cose che a Salerno non avrei mai studiato. L’università di Salerno, ma forse anche l’università italiana, è in mano a vecchi professori che difficilmente per vivere fanno altro e che quindi nella maggior parte dei casi hanno poco di concreto e pratico da insegnare. A madrid tutti i professori erano professionisti, pubblicitari, manager, direttori marketing e la differenza è enorme….
Alcuni corsi prevedevano la realizzazione di progetti e uno dei professori, il professore di “nuove tendenze in pubblicità” grazie al quale ho capito cosa voglio fare da grande, ha premiato me ed una mia amica, e il progetto che avevamo fatto, facendocelo discutere in aula, cosa che non avevo mai fatto prima. E’ stata un’esperienza che mi ha aiutata non poco a superare una certa timidezza.
Lo stesso per i progetti: a Salerno non ne avevo mai fatti. Anche se ad onor del vero devo dire che molti miei colleghi mi hanno detto che anche loro hanno fatto cose del genere durante l’ultimo anno della specialistica.
Come ti dicevo a Madrid ho capito cosa voglio fare da grande e una volta tornata avevo ben chiaro in testa cosa fare e le cose sono andate esattamente in quel modo: ultimi esami, stage e ricerca tesi (e poi contratto) presso ninjamarketing.it e tesi sperimentale in marketing!
Il tutto, credo, anche grazie a ciò che l’esperienza a Madrid mi ha dato!
Cosa hai imparato su te stessa grazie all’esperienza di vita a Madrid?
Vediamo se so rispondere a questa domanda…
La prima settimana è stata dura, la parte peggiore è stato trovare casa. La mia grande fortuna è avere avuto un’amica (o meglio, una delle mie migliori amiche) che mi ha aiutata appena arrivata lì.
Non dimenticherò mai il mio primo giorno a Madrid: atterraggio, metro, casa… e io che piangevo e volevo tornare a casa.
Ora mi sembra così stupido, molto molto stupido, però l’inizio è dura ovvio, almeno per me lo è stato. E’ vero anche che dopo 10 giorni e dopo aver trovato casa tutto era già perfetto!
Quest’esperienza mi ha insegnato che andare in un posto nuovo (cosa che mi sto preparando a fare di nuovo, a proposito consigli su dove andare a studiare inglese in Inghilterra per un mese?) è difficile ma lo è solo all’inizio!
Durante i 10 mesi a Madrid ho viaggiato molto, ho conosciuto persone da tutto il mondo grazie alle quali ho conosciuto i loro Paesi e la loro storia. E’ un’esperienza che ti apre la mente, sarà banale dirlo ma è così!
Non credo di essere mai stata una persona asociale o poco aperta e poco disponibile con gli altri, ma sicuramente quest’esperienza mi ha migliorata anche in questo! Ci si da una mano sempre, si è sempre pronti ad ospitare qualcuno sul divano o su un vecchio materasso e poi mi ha aiutata a superare la mia timidezza. Sono cresciuta.
Cosa consiglieresti a chi vuole fare un’esperienza simile?
L’unico consiglio che credo di poter dare è non andate a vivere con altri Italiani… non che si debba stare lontani da loro come dalla peste, alla fine purtroppo o per fortuna sarà inevitabile fare gruppo con loro, ma è importante fare in modo che non siano rapporti esclusivi e di non prendere casa con altri Italiani!
la prima volta che andai a vedere la stanza che poi avrei affittato io non dissi una parola, davvero una parola nè con lui nè con l’altra ragazza con cui poi avrei vissuto (non avevo mai studiato lo spagnolo prima di allora) ed era stranissimo capire tutto o quasi ciò che dicessero ma non riuscire a parlare, non sapere come dire le cose.
Infatti ancora mi chiedo perchè scelsero me, la storia però dice che mi scelsero e dopo un mese parlavo già abbastanza lo spagnolo (questo anche grazie al fatto che seguivo i corsi ogni giorno) e dopo qualche mese, un giorno il mio coinquilino mi disse: “sei arrivata qui che non dicevi una parola e ora madre mia non la smetti più di parlare” e parlavo abbastanza bene anche
Gli italiani che vivevano insieme… beh un po’ più impacciati lo erano
Un altro consiglio che sento di dare, ed è un po’ un mio rimpianto, dopo l’Erasmus fate anche il leonardo
Grazie Felicia ed in bocca al lupo!

