Il mondo del lavoro a Londra secondo una esperta SEO italiana

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Laura Panico è una specialista di SEO ed on-line marketing . Dopo la laurea in scienze della comunicazione, un’esperienza Erasmus in Scozia, uno stage a Londra ed uno negli USA è emigrata a Londra per trovare il lavoro dei suoi sogni!

Lavoro Londra
Foto: Sizemore

Come hai trovato il lavoro a Londra?

Dunque subito dopo la laurea ho vinto una borsa di studio, abbastanza cospicua, bandita dalla Regione Campania, che dava un finanziamento ai neo-laureati che volessero fare un’esperienza di stage in uno dei paesi della comunità europea. Avendo già studiato 9 mesi in Scozia come studente Erasmus, avendo già fatto uno stage a Londra durante i miei studi tramite il progetto Leonardo ed avendo vari amici a cui appoggiarmi ho deciso di ritornare nella capitale inglese.

In poche settimane ho trovato un’agenzia di on-line PR dove poter fare lo stage, che oltre alla borsa di studio mi offriva anche un piccolo contributo. Finiti i 6 mesi di stage mi sono trovata di fronte ad una scelta: restare a Londra o tornare in Italia. Ad essere sincera mi spaventava molto iniziare a cercare lavoro a Londra, in quanto vedevo il marketing come un campo dove si prediligevano persone madre lingua, rispetto ad un campo come l’ingegneria o IT per esempio, ma in realtà ho scoperto col tempo che qui non c’é alcuna discriminazione e ci sono talmente tante aziende che lavorano internazionalmente che sarebbe assurdo non assumere qualcuno solo perché non ha un accento British.

Nonostante i miei timori, e conscia delle difficoltà che hanno i laureati in marketing in Italia, ho deciso di restare e mi sono buttata subito a capo fitto nella ricerca di “finalmente” un vero e proprio lavoro. Dopo numerosissimi colloqui e centinaia di cv inviati, esattamente 2 anni fa ho trovato un lavoro come on-line marketing assistant presso il portale HostelBookers, uno siti leader per la prenotazione di ostelli nel mondo. Avendo lavorato in un ostello in Italia ed essendo il viaggiare una delle mie passioni, questo lavoro è stato per me la coronazione di un sogno!

Per trovare lavoro ho semplicemente passato la solita trafila. Ho risposto agli annunci pubblicati quotidianamente su vari siti (Monster.co.uk, totaljobs, etc) ed ho fatto vari colloqui con i cosiddetti recruiters. In totale ci ho messo 2 mesi. Sono stati 2 mesi intensissimi e pur ricevendo delle risposte negative non mi sono abbattuta, in quanto ricevevo quotidianamente offerte di nuovi colloqui e notavo che ogni giorno nuovi annunci venivano pubblicati. La posizione che cercavo era appunto una posizione iniziale, ovvero di assistant, nel marketing on-line che è per me ormai una passione piú che un lavoro.

Lavoro Londra
Foto: vgm8383

Che cosa fai?

Presso HostelBookers mi occupo di SEO (Search Engine Optimization) e di varie attività di marketing on-line tra cui PR e social media. Qui ho iniziato come assistente on-line marketing per il portale in lingua inglese e dopo un anno e mezzo circa sono stata promossa ad executive in concomitanza con il lancio del portale anche in italiano. Adesso mi occupo esclusivamente del mercato italiano e devo dire che è una sfida. L’Italia è ancora indietro per quanto riguarda le transazioni e-commerce.
Aver avuto la possibilità di iniziare a lavorare da subito con un contratto a tempo indeterminato, pur non avendo tanta esperienza, é una cosa rara in Italia, cosí come anche avere una promozione in cosí poco tempo.

Quanti Italiani lavorano nel tuo ufficio?

Bella domanda…..direi un bel pó. In totale una decina su un ottantina di dipendenti, ma solo nel dipartimento marketing siamo 6. Io, l’editore del blog e di tutti i contenuti del sito in italiano, piú il mio capo, che gestisce appunto gli SEO executive per i vari mercati, il direttore del dipartimento di digital marketing, la PPC executive per il mercato italiano, e la Public Relation executive che si occupa delle relazioni pubbliche per i media in lingua inglese.

Come si integra un gruppo di Italiani in un ambiente lavorativo inglese?

Molto bene! In un ufficio giovane e dinamico come il nostro l’aspetto sociale è molto importante e gli Italiani in questo sono sempre molto bravi. Diciamo che siamo sempre al pub il venerdí dopo il lavoro insieme a tutti i colleghi inglesi e non. In generale l’ambiente lavorativo è informale ed è quindi ben lontano dal modo di lavorare in Italia. In poche parole qui tutti parlano con tutti; non importa se sei manager o assistente.

Quali sono le caratteristiche personali necessarie per ambientarsi in un ufficio a Londra?

Secondo me ci vuole tanta apertura mentale, positività e capacità nel capire quando parlare e soprattuto come parlare. Anche se l’ambiente di lavoro è informale la professionalità viene prima di tutto. Ed ovviamente andare la pub il venerdí aiuta ad ambientarsi!

Che consigli daresti ai giovani Italiani che stanno sognando di andare a lavorare a Londra?

Prima di tutto gli direi di non aspettarsi che Londra sia il paese dei balocchi, né tantomeno di aspirare ad un lavoro in un ufficio se non si parla e scrive fluentemente la lingua. La competizione è dura ed anche se le opportunità sono tantissime bisogna meritarsele. Ad ogni modo se si arriva con un progetto ed un’idea precisa di ció che si vuole ci sono buone possibilitá di farcela, dipende tutto dalle capacità che si hanno. Molti arrivano allo sbaraglio e spesso rimangono delusi. La differenza è che se vali qui ti danno un’opportunità, poi sta a te sapertela giocare, in Italia te la danno solo se “ci sai fare” o hai gli agganci giusti.

Aspetti negativi della vita a Londra?

Di sicuro il clima, anche se è scontato dirlo…Dunque direi che un aspetto negativo sono le distanze, in quanto la città è immensa e qualche volta ci si sente pigri nello spostarsi. In generale, in futuro se avró dei figli un aspetto negativo potrebbe essere per me il sistema scolastico inglese, in quanto la qualità delle scuole pubbliche è pessima. Il sistema è molto classista ed ormai le scuole si dividono tra scuole per ricchi e scuole per poveri. Mi diceva una mia collega che per farla studiare in un liceo privato la sua famiglia si è dovuta indebitare. In Italia, almeno per ora, tutti abbiamo la garanzia di un’ottima istruzione pubblica e praticamente gratuita e si va tutti nelle stesse scuole dai figli dei dirigenti ai figli degli operai.

Grazie Laura ed in bocca al lupo!

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