SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Andare all’estero grazie all’anno sabbatico

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Riccardo Caserini ha scritto ‘Mollo tutto e parto!‘, un libro sulla sua esperienza di viaggiatore grazie all’anno sabbatico.

Quest’ultimo è un concetto molto popolare nei Paesi anglosassoni soprattutto per i giovani che si trovano a cavallo tra la scuola superiore e l’università o tra l’università ed il primo lavoro.

Se indecisi sul da farsi o semplicemente per staccare la spina e ricaricare le batterie, l’anno sabbatico fornisce l’opportunità magari di viaggiare all’estero, di fare volontariato o qualsiasi altra cosa che il percorso studio-carriera non prevede.

Ci descrivi cosa facevi prima dell’anno sabbatico?

Mi sono ‘concesso’ un paio di volte un periodo sabbatico: il primo dopo un paio d’anni di lavoro in banca, il secondo dopo essere rientrato ed aver lavorato un altro paio di anni. Entrambe le volte non sono partito con un’aspettativa, ma ho lasciato il lavoro e poi, una volta rientrato, mi sono organizzato per trovarne un altro.

Cosa ha fatto scattare la molla?

La prima volta è stato il fatto di essere diventato, per la prima volta, autonomo. Dopo anni di studio-studio-lavoro, facendo lavoretti per contribuire al loro sostentamento, mi sono trovato ad aver messo da parte qualcosa e, soprattutto, a non dover chiedere finanziariamente nulla ai miei genitori. E poi, soprattutto, mi sono trovato a chiedermi: “e adesso cosa voglio davvero fare?”.
La seconda volta è stato più semplice, avevo già ‘rotto il ghiaccio’. Ero rientrato in Italia per ragioni più che altro lavorative e, quindi, mi era rimasta la voglia di partire. Quindi ho riflettuto con serenità: facevo un lavoro che non mi piaceva, avevo messo da parte qualche altra riserva, ero single e senza responsabilità.

Dove sei andato e cosa hai fatto?

La prima tappa è stata San Diego, un posto che ho sempre sognato (non so perché) dove ho vissuto qualche mese frequentando una scuola di inglese, vivendo in una cameretta di una casa di gente del posto conosciuta ad una festa. Spendevo poco, ma dopo qualche mese di ‘relax’, sono partito per Londra dove ho vissuto un annetto e dove ho lavorato. Sono rientrato in Italia per motivi legati al lavoro che facevo. Per ragioni lavorative mi sono sentito in ‘dovere’ di fermarmi. Probabilmente l’aver affrettato il rientro mi ha fatto meditare la seconda partenza. Ed infatti, due anni dopo circa (quando avevo 31 anni) ho lasciato ancora il lavoro che avevo e sono partito. Questa volta avevo un gruzzoletto da parte ed ho viaggiato per fare surf ed andare a trovare amici (conosciuti nel mio periodo Londinese) in Nuova Zelanda, Australia, Hawaii, California, Messico.

Con quanti risparmi sei partito e quanto ti è costato l’anno?

Il primo praticamente nulla, me lo sono finanziato lavorando. Il secondo circa 10.000 €

Cosa hai imparato su te stesso e come sei cambiato durante l’anno?

Viaggiare da soli con solo il proprio zaino sulle spalle può essere all’inizio destabilizzante. I punti di riferimento non ci sono più e dopo un po’, non essendoci qualcuno intorno a cui ‘raccontarla’, si smette di fare una parte e salta fuori chi siamo e cosa vogliamo. Il viaggio, soprattutto in solitaria, aiuta a vivere in diretta ed a chiarirsi le idee, ad aumentare la propria consapevolezza.

Quando si rientra non si possono vedere le cose come si erano sempre viste, ma dipende dal tipo di esperienza fatta.

Che progetti hai per il futuro?

Sono sposato, con una ragazza conosciuta a San Diego negli ultimi giorni del mio secondo viaggio. Abbiamo ora una bimba e viviamo in Italia. Direi che, per ora, ho questi progetti che già mi occupano molto tempo :-)
Mi piacerebbe tantissimo fare un ‘anno sabbatico’ di famiglia, ma è, per ora, solo un sogno, come sono nati gli altri viaggi d’altronde.

A parte comprare il libro, che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme?

Che non ci sono orme da seguire. La mia esperienza, ed è per questo che ci ho tenuto a raccontarla, è quella di una persona normale, con un lavoro normale, che arriva da una situazione normale (i.e. non sono mai stato ricco) che si è concesso per due volte un periodo sabbatico.

Il mio messaggio è quindi: si può fare e non è strano sognare di farlo, anzi normalissimo. I paesi del Nord Europa ed anglosassoni (bè .. lo saprai meglio di me vivendo in Australia) hanno già assorbito questa idea riconoscendola ed, anzi, apprezzandola anche da un punto di vista lavorativo.

Quindi, consigli: pensiamo con la nostra testa, cerchiamo di capire cosa vogliamo e, poi, costruiamo il come raggiungerla. Spesso basta per poter realizzare davvero tanto.

Grazie Riccardo ed in bocca al lupo per le tue prossime avventure!

Acquistate ‘Mollo tutto e parto!” e fate tesoro dell’esperienza di Riccardo.

Chi altro si è fatto un anno sabbatico?

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commenti



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  • kekko

    questo e’ il sogno della mia vita. Ci penso da quando sono tornato in italia e prima o poi lo faccio.

    congratulazioni a Riccardo, deve essere stata una bella avventura.

  • Vale

    Bravo Riccardo…anche io credo che bisogna sempre inseguire i propri sogni…..anche a costo di sbagliare…


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