Da Padova a Bruxelles, 6 mesi indimenticabili con Erasmus
Sabrina Bison ci racconta della sua esperienza Erasmus a Bruxelles dove sta studiando per migliorare il Francese.
Studio lingue all’Università di Padova. La mia facoltà è un’interfacoltà: Mediazione Linguistica Culturale. Sono fuori corso di 3 anni per motivi lavorativi. Mi mantengo gli studi lavorando, soprattutto d’estate. Voglio farcela da sola.
Sono a Bruxelles per migliorare il francese, che per me è sempre risultato più difficile del russo e del serbo-croato (lingue che studio). Sto facendo anche ricerche per la mia futura tesi. Mi mancano 2 esami alla laurea. Ho deciso di partecipare al progetto Erasmus per staccarmi dalla mia famiglia e trovare o ritrovare la mia indipendenza. Poi anche per altri motivi un po’ più personali.
Ho sempre amato viaggiare. Ho passato 2 mesi in Russia nel 2007 per migliorare il mio russo, una vacanza studio a San Pietroburgo; nel 2008 grazie all’università ho ottenuto una borsa di studio per la Serbia: un mese a Belgrado a studiare, tutto spesato.
Poi l’anno scorso tra una navigata e l’altra scopro che ci son ancora posti vacanti per l’Erasmus. Avevo fatto domanda per poter ottenere un’altra borsa di studio questa volta per la Croazia, sempre tutto spesato. Ma la risposta attardava ad arrivare così mi son buttata a capofitto sui documenti per l’Erasmus.
Mentre terminavo la compilazione di questi documenti ricevetti la risposta per la Croazia: avevo vinto la borsa di studio.
E adesso? Mi son chiesta.
Troppe cose in una volta sola. Ma fin dall’inizio ero propensa per Bruxelles. 6 mesi lontano da casa contro i 3 della Croazia. Non tolgo nulla alla Croazia, anzi. Ma 6 mesi di indipendenza, un confronto totale con la vita, un nuovo modo di vedere le cose, vivere in un paese pieno di contraddizioni ma allo stesso tempo multiculturale, cosa che in Italia non abbiamo…
Insomma crescere.
Navigando in internet sul sito della facoltà dell’Università di Padova noto che come capita ogni anno ci son dei posti vacanti per l’Erasmus. Mi reco presso la responsabile dei flussi prima e poi dalla responsabile per lo scambio con l’università di Bruxelles e mi faccio dare le direttive per poter ottenere la borsa di studio. Nel giro di un mese circa (settembre), qualche giro per gli uffici dell’università di Padova (a volte anche inutile) e soprattutto qualche firma dopo mi ritrovo a metà dicembre con la risposta affermativa da parte di entrambe le Università. Solo allora mi son resa conto che avevo veramente in mano una borsa di studio di 6 mesi.
La prima impressione che ho avuto della mia università (Haute Ecole Isti di Bruxelles) qui a Bruxelles è che fosse più organizzata rispetto a quella di Padova. I professori son disponibilissimi, tanto che il referente per gli studenti italiani appena mi ha incontrato mi ha chiesto se avevo trovato casa o se avessi problemi vari, e molto giovanili sia nello stile di insegnamento che anagraficamente.
Ho visto raramente insegnanti anziani nella mia università sebbene sia molto piccola.
Sono arrivata a Bruxelles che sapevo a malapena spiccicare 2 parole. Ho frequentato per 4 mesi l’università e i suoi corsi creati per gli studenti Erasmus, oltre che frequentare altri studenti Erasmus con cui spesso facevo gite per visitare la città e il paese. Adesso mi destreggio bene. Guardo film in francese, vado per negozi senza problemi, parlo con i miei coinquilini e ridiamo assieme facendoci le battute. Me la cavo insomma. Ad un certo punto del mio percorso son arrivata al punto di pensare in francese e di aver dimenticato le parole italiane perfino.
Premetto che uno dei miei tanti sogni era quello di poter fare questa esperienza.
Un consiglio? Provarlo.
A me ha dato e continua a dare tanto benché io sia quasi alla fine del mio percorso. Trovarsi faccia a faccia con la vita, con una nuova cultura se non con nuove culture, trovare una sorta di equilibrio prima con sé stessi e poi con gli altri. Dico equilibrio perché io vivo in una casa con altre 6 persone di diversa nazionalità e devi trovare prima il tuo spazio e poi cercare di convivere anche con altre persone. Non è stato facile all’inizio ma ci son serate che non dimenticherò mai, passate a chiacchierare magari guardando un programma assieme, discutendo tra noi scherzando e ridendo… Perciò il mio consiglio è fare domanda e partire. Sarà sempre un’esperienza indimenticabile.
Grazie Sabrina ed in bocca al lupo!

