Dall’Italia a Silicon Valley – Diario di un Emigrante Italiano in America

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Andrea cura il blog Se continua così lascio, Diario di un Emigrante Italiano in America, vi invito a seguirlo per capire meglio la realtà di una delle mete più ambite dal talento globalizzato.

Andrea è partito nel 2007 verso San Francisco. Senza la valigia di cartone ma con lo zaino con il logo della multinazionale del software americana che ha apprezzato il suo operato in Italia tanto da invitarlo ad andare a Silicon Valley.

Che lavoro stai facendo a San Francisco?

Sono ingegnere ed ho un master in Business Administration conseguito a UC Berkeley. Sono dirigente in un’azienda di Software e dirigo il Technical Marketing.

Come lo hai trovato?

In America ci sono poiché l’azienda, americana, per cui lavoravo in Italia mi ha trasferito qui. Sono stato promosso ad una responsabilità World Wide che richiedeva la mia presenza nel quartier generale in Silicon Valley.

Con che visto sei residente negli USA?

Sono arrivato con un visto L1A , appositamente riservato ai manager di aziende americane. Dopo un paio d’anni l’azienda mi ha sponsorizzato per la Green card.

Quali professionalità consentono di essere competitivi sul mercato del lavoro di San Francisco?

Ti posso parlare di ciò che è richiesto in Silicon Valley. Ingegneri del software o comunque programmatori veramente in gamba. Se uno riesce ad ottenere un visto (e non è comunque facile) ed è un programmatore per cui le tecnologie object and web oriented non hanno segreti, qui guadagnare 100 mila dollari (o più) non è un problema.

Cosa consiglieresti a chi sta pensando di partire verso gli Stati Uniti all’avventura magari pensando di arrivare a fare il cameriere?

Di pensarci due volte. La concorrenza è spietata, i Messicani fanno questi lavori per pochi spiccioli. Se ci venite con l’intenzione di fare un lavoro modesto, fatelo solo se avete intenzione di conseguire una laurea in una buona università. Altrimenti vivrete meglio a fare il cameriere in Italia.

Quali stereotipi bisogna scordarsi prima di partire per gli Stati Uniti?

– Vado in America ed apro un ristorante italiano. Pensateci solo se siete ristoratori professionisti, l’improvvisazione non paga. Gli americani delle coste (NY e California) viaggiano e conoscono bene l’Italia ed il cibo di qualità.

– Che sia la terra delle opportunità per tutti. Forse lo è stato in passato, ma oggi l’America premia chi ha davvero talento e determinazione e si è preparato per realizzare le proprie idee.

Non è invece uno stereotipo che avendo talento e determinazione, qui il cielo è il limite. E vale la pena di continuare a venire in questo grande paese.

Grazie Andrea ed in bocca al lupo!

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