SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Consigli per chi vuole andare a fare un Master in Inghilterra

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Alessandra sta frequentando un Master all’University College London, una delle migliori università in Gran Bretagna, e condivide con noi la sua esperienza.

Ci descrivi il tuo background accademico in Italia?

Ho studiato Odontoiatria e Protesi dentaria, e mi sono laureata a Luglio 2009 con 110 e lode,

Perché hai fatto il salto da Monza a Londra?

Ho sempre sognato, fin dal terzo anno di università, di poter “fare qualcosa di internazionale” dopo la laurea. La medicina orale era una mia grande passione, e così ho scelto di provare a fare la application per un master in oral medicine all’Eastman, l’ospedale odontoiatrico che fa capo alla University College London.

Ho scelto Londra per motivi molto pratici: sapevo già un po’ l’inglese, e questo master era disponibile qui o in USA, ma io per il momento non me la sentivo di andare oltre oceano.

Cosa stai studiando adesso a Londra?

Master of Science in Oral Medicine

Ci descrivi l’University College London?

E’ una struttura fantastica. Molto ben organizzata, soprattutto per quanto riguarda l’accoglienza ed il supporto per gli studenti stranieri. C’è una ottima student union, alla quale ci si può rivolgere per ogni tipo di domanda o problema, ci sono i servizi di counselling psicologico gratuito, il servizio di medicina e fisioterapia, sempre gratuiti, oltre che una serie di “facilities” ottime: palestra e piscina a prezzi molto bassi, biblioteche aperte fino alla sera tardi e anche nei week end, accesso internet grauito con possibilità di stampare, possibilità di accedere ai cataloghi della biblioteca anche dal proprio laptop da casa. I docenti sono estremamente preparati e sempre disponibili.

Oltre alla normale attività didattica, UCL propone anche una serie di seminari ed incontri su varie tematiche, spesso con personaggi di fama internazionale, totalmente gratuiti e assolutamente interessanti.

Non mancano poi le attività ricreative, come cinema, teatro, ballo di fine anno, festa di inizio anno e varie serate studentesche.

Quali sono stati i passi pratici per iscriverti?

Innanzitutto, il conseguimento dell’IELTS, esame di inglese fondamentale se si vuole studiare all’estero. A me in particolare era richiesto un punteggio minimo di 7.5/10. E’ un esame che si può fare comodamente in Italia, le date sono organizzate dal British Council.

Dopo questo, ho fatto l’application on line, spedito tutto e quindi una interview telefonica. Ho poi ricevuto conferma via mail, e per posta tutti i documenti da firmare. Devo dire, tutto molto agile e snello.

Ci dai un’idea dei costi associati ai tuoi studi?

Tasto dolente….il master viene 14000 sterline! Regalo della vita di mamma e papà. Per mantenermi a Londra, mensilmente sono necessari 1000 sterline piu o meno, contando affitto, trasporti, cibo e divertimenti.

Quali sono le prospettive di lavoro una volta terminati gli studi (in Italia e/o all’estero)?

Attualmente mi è stato proposto di frequentare un dottorato in medicina orale sempre qui a Londra. Sul tornare in Italia, anche li ci sono diverse possibilità…anche se al momento purtroppo, il mercato li è un po’ fermo. Diciamo che però con un master in tasca, non dovrebbero mancare le possibilità, soprattutto in ambito accademico.

Consigli per chi vuole seguire le tue orme?

Studiare, tanto! Sembra stupido ma è l’unica vera cosa da fare. Prima per preparare l’IELTS, e soprattutto per costruirsi un CV che valga l’ammissione ad un master. Spesso sono richieste pubblicazioni scientifiche precedenti, così come alti voti durante il percorso accademico.

Ci vuole un po’ di coraggio, unito ad un po’ di follia, e poi, una volta partiti, non lasciarsi mai prendere dallo sconforto, e credere sempre fermamente in quello che si sta facendo. La lontananza da casa a volte si fa sentire molto forte, ma si è ripagati sotto ogni punto di vista.

Grazie Alessandra ed in bocca al lupo!

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commenti


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  • Enoc

    Interessante… ma l’accessibilità ai master è uguale anche per chi si è laureato non di recente? (cioè, ci sono limiti di età o di anzianità di laurea?)

  • Alessandra

    L’accessibilità ai master qui in UK non è legata affatto all’età, anzi molto spesso ti chiedono di avere qualche anno di esperienza lavorativa prima di popterne intraprendere uno.

    Qui è tutto molto diverso che l’Italia, in Università trovi persone da tutto il mondo e di tutte le età!

  • Carmen

    ha dimenticato il requisito più importante: i soldi di mamma e papà!

  • Aldo

    @Carmen

    Noto un po’ di sarcasmo….. I soldi sono senz’altro importanti e fondamentali. C’è chi sceglie di investirli in istruzione e chi sceglie di investirli in altro modo. Il fatto che i genitori abbiano i soldi non significa necessariamente che siano ricchi sfondati. Io non conosco la situazione personale della famiglia di Alessandra ma ti spiego la mia ormai risalente a vent’anni fa.

    I miei genitori, famiglia operaia come tantissime in Italia, fecero sacrifici enormi per finanziare i miei studi universitari in Inghilterra. Oltre a ciò io lavoravo durante le estati in ristorante e vinsi alcune borse di studio grazie ai miei voti. Tantissimi erano nella mia stessa situazione. Tanti altri coetanei spendevano i soldi su altre cose più materialistiche……

    Se si vuole veramente investire su se stessi i soldi si risparmiano, si trovano.

    Il requisito più importante è il volercela fare!

    Aldo

  • fabio

    aldo, personalmente sarei più “moderato” nel commento, nel senso che magari carmen si trova in una situazione ove ne lei ne i suoi genitori possono permettersi di sostenere il costo per gli studi. allo stesso tempo, se carmen, ma come la stragrande maggioranza di coloro che così commentano, non è in una situazione economicamente disastrosa, ma come quella che mi fai capire essere stata la tua a suo tempo, beh… ragazza mia sveglia! volere è potere! è inutile nascondere la mancanza di volontà di studiare e fare qualche sacrificio in più per prepararsi ad una vita possibilmente migliore, o comunque, anche solo fare un’esperienza che lascerà il segno, dietro a problemi economici inesistenti. in ogni caso, non ho mai apprezzato chi scredita chi può permettersi degli studi migliori o esperienze di vita diverse…. che siano soldi dei genitori di alessandra o di chiunque altro, credi che siano piovuti dal cielo o se li siano guadagnati, magari sgobbando duramente o spremendosi le meningi dall’alba fino alla sera tardi? non tutti rubano!

  • http://www.vivadublino.com Roberto

    Se volete studiare in Inghilterra contattate http://www.ukeduexpert.co.uk... e’ una piccolissima attivita’ italiana che aiuta chi vuole andare in UK a studiare!!!

  • Enoc

    Fare i conti in tasca agli altri ci espone ad errori, e non tutti hanno le attitudini per lavorare nei ristoranti o nei call-center per finanziarsi gli studi e le trasferte, però è vero che con gli odierni stili di vita si è perduta l’abitudine a risparmiare… D’altronde vivendo in un paese come l’Italia si fatica ad immaginare che altrove le opportunità siano realmente più consistenti, e forse è per questo motivo che qui è difficile rinunciare ai tipici piaceri “da cicala” con cui ristorarsi dopo una giornata / settimana / periodo di lavoro poco gratificante :-(

  • http://www.bilinguepergioco.com Bilingue per Gioco

    Aggiungerei un altro commento, in UK gli studi non li finanziano i genitori, i ragazzi chiedono un prestito, insomma si fanno il mutuo per pagarsi gli studi. Spesso anche i figli di famiglie relativamente agiate lo fanno, lo vedono come un gesto di indipendenza e di autonomia.

    Certo, questo metodo funziona sull’assumption che poi quando finisci gli studi guadagni un stipendio che ti permetta di vivere E ripagare il mutuo, e magari aprirtene un altro per la casa… cosa che normalmente succede. Nulla vieta agli italiani di provare lo stesso approccio.

    L.
    http://bilinguepergioco.com

  • Enoc

    @Bilingue: perfettamente d’accordo, e il discorso credo di capirlo ancor meglio quando prendo coscienza della mia ottica tipicamente italiana… Cioè quella di evitare il più possibile di chiedere prestiti e di contrarre debiti, ma perché? perché in Italia sappiamo che quella “assumption” da te citata diventa realtà in ben pochi casi: molto più spesso, dopo una laurea o un master pur conseguiti a pieni voti, non segue un lavoro neppure d’ingresso, o comunque si trova dopo vari anni, quegli anni in cui si dovrebbe essere in condizioni di ripagare il prestito.

    Anche se poi, osserverei, può non essere facile conciliare la disponibilità a contrarre debiti con l’attitudine al risparmio, e così in Italia vediamo spesso gente super-indebitata che non riesce mai a risollevarsi perché non perde l’abitudine di spendere, oppure casi opposti come il mio: io nei miei 5 anni di università studiai per gran parte in biblioteca, con un dispiego di tempo e stress (a causa dei disservizi: poche copie dei testi, ristretti orari di apertura ecc.) maggiore di quello che sarebbe stato se avessi comprato tutti i testi con l’eventuale intenzione di rivenderli, intendo se non avessi trovato subito lavoro, perché certo la prospettiva di dover rivendere i testi su cui hai studiato e su cui aspiri a basare il tuo lavoro è deprimente…

    E’ insomma la mentalità di chi è abituato a vivere in un mondo di scarse risorse e scarse opportunità: si impara a farsi bastare poco, ma così si resta anche inchiodati nel limbo delle opportunità minime.

  • alessandra

    Dunque la mia situazione personale e’ molto semplice in realta’…mamma casalinga,papa’ dipendente. Come ho fatto a permettermi il master? Ho lavorato ogni week end durante I cinque anni di universita’, pensando che un giorno avrei avuto bisogno di qualche soldino.
    Visto che non bastavano, ho chiesto un prestito in banca,e non mi vergogno a dirlo. Dio solo sa quando finiro’ di pagarlo, ma sono comuqnue contentissima di questa scelta.
    La mia borsa di studio mi permette di coprire affitto e rata del mio prestito…quindi I miei mi aiutano ogni mese con immensi sacrifici dandomi 300 euro al mese. Ed io ci faccio stare tutto,dalle bollette al cibo ai trasporti.
    Presto iniziero’ a lavorare anche qui in uk come dentista,e potro’ finalmente reggermi sulle mie gambe e restituire I soldi ai miei. Siamo due sorella, e’ giusto che anche lei abbia diritto a quei 300 euro in caso di bisogno!

    Spesso mi ritrovo a mangiare le stesse cose per settimane,perche magari e’ in offerta al supermercato. Non esco mai a cena e raramente mi concedo una birra al pub. Ma ho amici e non sono sola, e un giorno, spero non troppo lontano, so che arrivero’ anche io al mio traguardo!

  • gattospaziale

    Alessandra, sei ammirevole.
    La tua determinazione e spirito di sacrificio ti permetteranno di raggiungere un risultato per nulla scontato: diventare un validissimo dottore.
    Sì, la professione medica parte e si innesta proprio sullo stile di vita.
    In bocca la lupacciol!

  • Carmen

    ecco Alessandra, ora è tutto più chiaro! Invece dal testo – Regalo della vita di mamma e papà – sembrava che i tuoi genitori avessero sborsato tutto e questo non mi sembrava giusto! In bocca (è proprio il caso di dirlo) al lupo

  • http://www.bilinguepergioco.com Bilingue per Gioco

    Brava Alessandra!

    Anche io ho studiato così, l’unico lusso che mi permettevo erano i libri, per i quali rinunciavo alle pizze ecc, ciò nonostante ho splendidi ricordi di quegli anni (ma com’è che del’Università ricordiamo solo le cene a casa di amici o le chiaccherate fuori dall’aula studio e non le sere prima degli esami? mah!).
    Tu sei ancora più brava però perchè la vita frugale a Londra è doppiamente dura, io ci ho vissuto solo quando lavoravo con un buono stipendio e mi capitava spesso di pensare che Londra è bellissima solo se puoi permettertela. Comunque, i sacrifici pagano, soprattutto se accompagnati dallo spirito d’iniziativa.

    In bocca al lupo per tutto,

    L.
    http://www.bilinguepergioco.com

  • alessandra

    Dopo aver letto tutti i commenti mi sento di dire che se ci fossero tante più “Alessandra” in questa Italia, con la voglia seria di rimboccarsi le maniche e prepararsi il futuro a suon di sacrifici, forse vivremmo in un’Italia diversa da quella così decadente e deludente dalla quale mi viene solo voglia di scappare!

  • Silvia

    Vorrei sottolineare una questione, rispondendo all’ultimo commento di Alessandra. Scrive che si sente dire: “se ci fossero tante più “Alessandra” in questa Italia, con la voglia seria di rimboccarsi le maniche e prepararsi il futuro a suon di sacrifici, forse vivremmo in un’Italia diversa da quella così decadente e deludente dalla quale mi viene solo voglia di scappare!”. Vorrei sapere. Cosa rispondi a chi afferma una cosa del genere? Non so, a me va il sangue al cervello. Sono impulsiva, sono una di quelle che ha iniziato a lavorare a 13 anni, dopo la licenza media, in estate, per pagarsi gli studi, il treno, le case in affitto, i libri. Tutte le estati. Tutti i sabati, tutte le domeniche. Tre o quatro ristoranti alla volta, a turno. per non rischaire di rimanere senza lavoro, incastravo gli orari. Sono una di quelle che ha fatto di tutto, dalla pizzaiola alla lavapiatti, alla baby sitter, alla promoter nei supermercati, all’operaia, la ragazza alla pari. Sono una di quelle che se c’è da lavorare sabato, domenica e alla festa lavora, a costo di rinunciare ai divertimenti per raggiugnere i miei obiettivi. sono una di quelle che va a bussare a tutte le porte, senza farsi problemi. E non lo dico per sentirmi dire brava, perché non mi serve il giudizio deglia ltri per capire se sto facendo una cosa buona o no, una cosa giusta o meno. Ma quando dicono che i giovani in italia non sono “alessandra” e generalizzano a me va il sangue al cervello. Di “alessandra” in Italia che ne sono milioni. Ragazzi e ragazze che lavorano nei bar con due lauree e un master in tasca. E si laureano a pieni voti e nei tempi previsti dalla normativa. Allora perché siamo messi così? Non è un problema di quante “alessandra” ci sono, perché accanto ad “alessandra” ci sono anche ragazzi che se ne fragano, è ovvio, è nella natura delle cose, è così in tutto il mondo. La damanda da porsi è: perché le “alessandra” italiane scappano? Elenco solo alcune possibili risposte. Perché le aziende ci sfruttamo. Perché l’università fa finta di insegnarci le lingue e inserirci in contesti internazionali. Perché non c’è meritocrazia. Perché ci fanno lavorare con contratti da fame, si giustifica dicendo che “sei giovane, devi fare la gavetta”. Perché dopo tanta gavetta bisogna fare ancora gavetta sempre e solo gavetta, con gente inesperta che non ha nemmeno l’umiltà di ascoltare. Il risultato? “alessandra” ha voglia di scappare. E scappa. Perché quelli che stanno con il sedere nel burro non scappano. Mi chiedo: perché diamo sempre la colpa ai giovani? perché non facciamo un’analisi della nostra società che non permette più di costruire nulla? perché non parliamo degli errori di certi genitori? perché non diciamo che i nostri genitori con noi si lamentano, sono compresivi, ci capiscono mentre nel contesto lavorativo trattano i nosti coetanei a pesci in faccia? Noi giovani d’oggi siamo senza futuro e se mai avremo figli saranno sicuramente messi peggio di noi. Con questa italia non possiamo avere un lavoro, non una carriera, non una famiglia, non un amore… In Italia tutto funziona al contrario: nascono siti (ve ne cito uno se volete, per fare un esempio) per dire “BRAVO” a chi fa il bravo e rispetta la legge quando invece si dovrebbe puntare il dito contro chi non la rispetta.
    Vi lascio un link, giusto per dare una testimonianza di come vanno le cose in Italia. Non siamo tutti bamboccioni. Ci costringono a trovare un piano B.

    http://blog.oggi.it/posta/2010/06/04/i-giovani-e-il-lavoro-che-non-ce/#comment-179

    Con affetto, una “alessandra” che è fuggita spesso, è tornata a casa e sta pensando di fuggire di nuovo.

  • Orsa

    Buonasera,

    sono molto vicina all’opinione di Silvia. Infatti benchè creda che i giovani Italiani siano , non tutti ma molti, davvero molto viziati e superproetti.. è anche vero che per analizzare un problema bisogna anche andare alla sua origine.La generazioni dei genitori degli attuali 25-35enni ha cresciuto i figli con molta tanta troppa accondiscendeza, tirandoli su senza fargli capire che il mondo non finsce a casa propria e che non sono tutte rose a fiori, che nella vita se vuoi qualcosa non ci saranno sempre mamma e papà pronti a dartela o a fare in modo che tu la ottenga. Purtroppo i ragazzi cresciuti con questa convinzione avranno grossissime difficoltà ad inserirsi nel mondo esterno perchè , a differenza di quando erano giovani i lori genitori, le oppurtunità sono molto diminute e loro non sono stati abituati a coglierle.. Mi guardo intorno e mi pare sempre più spesso che la regola sia ” non preoccuparti tesoro mio non c’è fretta aspetta la prossima occasione che tanto questa non è alla tua altezza, tanto ci sono mamma e papà” il problema è che adesso è già difficile avere la prima di occasione .. figurati la seconda!! Restai inorridata tempo fa quando lessi un articolo su un giornale italiano in cui c’erano dei genitori in rivolta perchè il preside di una scuola aveva deciso di fare pulire i bagni ai ragazzi visto che li avevano ridotti in maniera improponibile assolutamente di proposito!! Genitori in rivolta? Una delle poche occasioni in cui in Italia chi rompe paga.. e i genitori sono in rivolta?? Scusate ma non capisco.. Le ” Alessandra” ci sono eccome e proprio per essere quello che sono che vanno via, non è mancanza di coraggio o , scelta più facile… magari è solo un pensiero ( almeno cosi è stato per me ) che ti fa dire:” perchè battersi e sacrificare tutte le tue possibilità per un paese che non ti dirà nulla in cambio e se ti dirà qualcosa non sarà nemmeno pragonabile a quello che trovi fuori.( tanto di cappelo a chi decide di restare) Perchè farsi sempre il fegato marcio per avere meno della metà dei diritti che ti spettano e quando li ottieni a suon di sacrifici ( attenzione non penso che la libertà e diritti siano gratuiti ma nemmeno devono essere chimere)vieni tratto come fossi uno che ha ricevuto un favore gratuitamente, un fotunato.
    Forse è per questo che le varie Alessandre/i non si trovano in Italia…se sei uno di loro è difficile restare.

  • Enoc

    Mi viene però un dubbio, sul livello dei “Master” britannici… non so se è stato già trattato in altri post, comunque: da informazioni trovate su altri siti, leggo che nel sistema inglese il Master corrisponde alla nostra laurea, s’intende quella specialistica o vecchio ordinamento… o no?
    Oppure vale come una specializzazione a prescindere dal livello? Insomma, una persona con laurea specialistica o vecchio ordinamento, volendo studiare ad un livello superiore in Inghilterra, è normale che si rivolga ai “Master” oppure (se può accedervi) ai dottorati?

  • Elisa

    Sono completamente d’accordo con Silvia e come lei estremamente stufa di sentire: “signora mia, i giovani d’oggi..”. Credo che una soluzione i giovani italiani ce l’abbiano anche (e non si tratta solo di emigrare come si legge tante volte qui) ma il problema l’ha spiegato molto bene la Silvia che commenta nel link che hai citato (e magari sei sempre tu).

  • http://parlacoimuri.splinder.com Valentina

    @Enoc
    L’attuale sistema universitario post-riforma (Laurea + Laurea Magistrale) è completamente equiparato al BA + MA inglese, sul cui modello è stato infatti costruito. Una triennale italiana permette di accedere ai Master, e una specialistica permette l’accesso al MPhil/PhD o altro titolo Post-Graduate equivalente. Questo vale per le scienze sociali e le discipline umanistiche; purtroppo non so come funzionino le specializzazioni mediche.
    Le lauree vecchio ordinamento, almeno le quadriennali, penso siano invece equiparate a dei BA e quindi vadano integrate da un Master. Credo che comunque per l’equiparazione dei titoli a livello europeo il sito di riferimento sia questo: http://www.enic-naric.net/
    Credo che anche al consolato possano dare informazioni utili.
    Inoltre, in caso di dubbi, conviene sempre rivolgersi alle singole università a cui si vuol far domanda: a volte si può ottenere una conditional offer, che permette di recuperare “in corsa” gli eventuali esami, anni accademici o altri requisiti mancanti.

  • Silvia

    @elisa, sì sono sempre io e Anna è una mai cara amica. Mi scuso per lo sfogo, per gli errori di battitura (stavo per uscire dall’ufficio e non ho avuto tempo di rileggere) però sono sempre io. La decisione di ripartire e correre a cercare qualcosa di indefinito non è facile, è un po’ come abbandonare la battaglia ma francamente sono stanca di svuotare l’oceano con un cucchiaio da caffé e sentirmi dare bella bambocciona perché con 800 euro al mese 3 lavori e 5 ore di sonno a notte non riesco a pagarmi un affitto…
    sono arrivata alla sfinimento e ho deciso di investire la poca forza che mi resta all’estero. Mi fa male anche perché ho 26 anni e non 20, come la prima volta che sono fuggita, le cose cambiano è sempre più difficile… ammiro veramente chi resta, io non ce la faccio più, a costo di sentirmi chiamare codardo. A presto

  • Enoc

    @Valentina: grazie mille delle informazioni (ho visitato anche il tuo blog, da quanto mi pare di capire siamo quasi-colleghi, o colleghi mancati, per così dire ^__^).

  • dariazzo

    Anche io sto andando in Inghilterra per studiare (Msc Computer Game engineering Newcastle University). Quello che dice Alessandra è tutto esatto, ma diciamo che non è l’unica opzione oltremanica. Ad esempio il costo, io pago un terzo di lei, e le credenziali, visto che non ho nemmeno un portfolio e sono stato accettato in tutte le università a cui ho chiesto (London City e UEA oltre a NU). Insomma ho avuto l’imbarazzo della scelta. Ci sono molti campi, come nel mio esempio, la videoludica, meno pretenziosi della dentistica (si dice così?).

    Se veniamo al mio caso particolare e all’Italia, io sono giunto ad una conclusione. In questo Paese per fare i soldi bisogna mettere da parte i sogni. Io lavoravo in uno studio multimediale. Fighissimo, stavo bene, facevo un lavoro che si avvicinava molto al mio ideale. 8 euro al giorno netti.
    Appena mi sono laureato, sono entrato in contatto con una ditta che fa prodotti software per compagnie petrolifere. Frustrante, non classificante, non creativo, senza possibilità di crescita. Però contratto indeterminato, 13esima, 14esima, ferie, straordinari. Una cosa umana. E perchè? Perchè in quel campo si sprecano letteralmente i soldi per commissionare lavori di IT.

    Cosa potevo fare se non accettare, mettendo per un attimo da parte i miei sogni e la mia realizzazione personale? Adesso, dopo due anni e qualche redditizia trasferta all’estero (mica Andalusia o isole greche eh, ma Nigeria, campagna egiziana, petroliere, sti postacci) ho i soldi per fare il master, per mantenermi là, e magari mi avanza qualcosina per quando dovrò cercare lavoro.

    Mettete da parte la vostre vere aspirazioni per un pochino, puntate al ricavo. C’è tempo dopo per realizzarvi.
    Il mio è un discorso disumano, me ne rendo conto, ma l’unico possibile.

    Ok, d’accordo hai qualche soldino Dario, mettilo da parte e stai qui. Per fare un lavoro che mi fa maledire ogni istante della mia vita, per pagare un monolocale 200000 euro, per vedermi prolungare l’età pensionabile dopo una vita di lavoro? Il problema dell’Italia è prima, è dopo, è durante qualsiasi nostra esperienza. Spero di riuscire a non tornare, a meno che le condizioni siano vantaggiose. Davvero.

  • Simone

    Ciao Alessandra,
    senza entrare nella polemica e sperando di essere ancora in tempo per ottenere una risposta, volevo chiedere ad Alessandra, dariazzo, Valentina e più in generale a chi ha esperienza di corsi postgraduate in Inghilterra:

    1) quando, nell’application, chiedono il transcript in lingua inglese, è necessario farlo tradurre alla propria Università (o altro ente “accreditato”) oppure si può farlo tradurre in proprio e poi farlo validare dall’Università?

    2) ma voi, il fantomatico Diploma Supplement l’avete fatto oppure no???

    Grazie mille in anticipo e un saluto a tutti!
    s

  • Silvy

    Salve,e complimenti ad Alessandra e gli altri che hanno avuto il coraggio di spostarsi!
    Una domanda molto “pragmatica”: ma con un master all’estero si perde un anno? mi spiego,la laurea si prende per bene che vada a luglio,le applications son chiuse (nella maggior parte dei casi) e riaprono a Ottobre..
    Grazie per la risposta,e scusate se ne avevate già discusso e non l’ho visto!

  • http://www.finanzaediritto.it/master.php master

    bravi frequentare un master è un’ottima opportunità per affermarsi nel mondo lavorativo..e in più all’estero è ancora meglio.

  • Antonella

    Salve a tutti, e complimenti per la grinta di Alessandra…io di lavoretti extrauniversitari ne ho fatti ben pochi..i miei si opponevano strenuamente alla cosa, ma non so biasimarli, sono figli del proprio “tempo” e della propria esperienza..volevano insegnare, si sono laureati negli anni ’70 e l’hanno fatto. Ora è tutto diverso, e il valore, in termini di crescita umana, di piccoli lavoretti part time prima del conseguimento della laurea, è inestimabile, perchè ti prepara ad affrontare il mondo del lavoro. Detto ciò, ho 29 anni e sono laureata in architettura. L’ho frequentata nella mia città (sud italia) per non gravare eccessivamente sui miei, e ora desidero fortemente fare un master nel regno unito, ma sono terrorizzata. Terrorizzata perchè temo di essere fuori età, terrorizzata perchè non credo di averne i fondi. Unica chance? delle borse di studio erogate dalla mia regione, il cui bando, tuttavia, verrà emanato chissà quando durante il 2011. E il tempo passa. Posso chiedere ad Alessandra di quali “borse di studio” lei parli quando parla di come sostiene le spese di affitto? sono erogate dalla stessa università londinese? In quest’ottica si potrebbe pensare sul serio di farcela….Grazie e scusate la lungaggine!

  • David

    Ciao una domanda tecnica per favore se qualcuno può rispondermi:
    Io sto per fare l’application per un MA a Londra in Product Design e il College mi ha richiesto oltre al certificato di laurea anche la lista degli esami con i corrispettivi voti. Io questa lista l’ho richiesta alla mia Università “La Sapienza” e fino qui tt ok. Ovviamente adesso devo farla tradurre in inglese (UFFICIALMENTE) perche la mia Uni la rilasciava solo in italiano.
    Sono andato all’ambasciata inglese in Italia, e non mi hanno saputo dire come fare, ho chiesto all’università in Italia e non mi han no saputo dire niente. Ho chiesto a un milione di persone ma nessuno sa nulla.
    Per favore se qualcuno ha fatto questo stesso procedimento può spiegarmi a chi mi devo rivolgere. PLEASE!
    Ps: io vivo già a Londra e forse nei prossimi giorni andrò a chiedere al Consolato Italiano non so più a chi rivolgermi :)

  • Simone

    @david: puoi far tradurre il transcript da un traduttore giurato, basta questo. Io ho tradotto il mio certificato di laurea al CIMEA, che ha una sua traduttrice giurata (peraltro gentilissima – e con due occhi meravigliosi) che traduce e certifica in tribunale il transcript. Costo: 40 € circa, marca da bollo compresa.

    In realtà, si può risparmiare qualche giorno e qualche soldo chiedendo che il transcript venga certificato non dal tribunale ma direttamente dal Cimea (che è il ramo italiano della rete NARIC). A livello europeo la certificazione Naric può bastare: nel mio caso non ho avuto problemi con nessuna delle quattro università inglesi a cui ho mandato l’application.

    In bocca al lupo per tutto. ^_^

    s

  • David

    @SIMONE
    Grazie mille era proprio quello che mi serviva!!! Gentilissimo! Crepi il lupo!

  • ymer

    per Alessandra: ciao ale io studio fisioterapia a milano e dopo la laurea vorrei lavorare in inghilterra.
    mi potresti dire come è organizata il sitema riabilitativo inglese.combacia con quello italiano o cè bisogno di fare ancora altre cose.poi un ultima cosa,ci si puo trasferire con gli studi li’ e praticabile?

  • Fab

    Salve a tutti,

    a me risulta che il successo sia frutto di una combinazione di tre elementi:

    Successo = Ambiente + Impegno + Opportunità.

    Ergo:

    se uno si pone delle mete professionali e/o di vita deve essere consapevole già in partenza da quale ambiente proviene e se in termini di impegno potrà centrare le opportunità!!

    Esempio:

    un mio conoscente si era laureato col massimo dei voti in biologia (ordinamento 5 anni ) in 6 anni e tesi sperimentale in ingegneria genetica.

    Gli avevano offerto 2 anni di borsa di studio in Italia e poi discrete probabilità di andare in USA!!

    Il padre, una capra fascistoide, gli ha fatto enormi pressioni per prendere da subito un lavoro come rappresentante di prodotti farmaceutici e lui visto la sonata ha rinunciato ai suoi sogni!!

    Si ok, guadagna bene ma non c’è paragone con quello che avrebbe potuto realizzare in USA!

    Altro caso: una mia conoscente laureata in scienza delle tecnologie alimentari col massimo dei voti e in tempo perfetto (ordinamento 5 anni e c’è stata 5 anni), aveva l’occasione di una borsa di studio di 1 anno in USA subito dopo la laurea.

    I genitori,ignoranti e caproni, le hanno fatto pressioni enormi per aprirsi immediatamente un franchsing di prodotti dietici perchè la strada in USA era secondo loro incerta e invece col franchising si guadagnava subito!!

    Si ok, fattura bene, ma bastava un diploma per fare una minchiata del genere!!!

    Ergo:

    “Il talento fiorisce con l’incoraggiamento, il talento appassisce con le critiche” by Dale Carnagie.

    “Sapere pianificare, significa pianificare il proprio successo” by Vince Lombardi.

    Ovviamente sono a conoscenza anche di casi con lieto fine!!

    Uno su tutti: una mia conoscente si laureò circa 8 anni fà col massimo dei voti in economia a Catania.

    Consapevole del fatto che era solo un numero e che soprattutto professionalmente non sapeva fare un tubo e nessuno gli avrebbe steso i tappeti per farle fare pratica in qualche campo attinente ai suoi studi, si è da subito specializzata in marketing con un ottimo master ( in Italia ), buona internship e da subito ha fatto un lavoro soddisfacente da tutti i punti di vista!!

    A parte tutto, secondo me ognuno di noi dovrebbe fare propria al 100% questa massima:

    “O Grande Spirito, fa sì che io non giudichi mai nessuno, se prima non ho indossato i suoi mocassini per almeno due settimane”, antico detto Sioux.

    Ciao!

    Fab

    PS Aldo ho già ordinato il tuo libro su Amazon, ma già l’hanno finito!!

    Comunque, sei stato un Signore, prezzo davvero abbordabile!! Congratulations!!

  • E_W

    Ho 22 anni, secondo anno di giurisprudenza. Lavoro in un ufficio, dove guadagno 800 euro al mese; il lavoro mi piace, l’ ambiente è familiare e in più, stando quasi sempre da sola per un pò di ore, porto libri e tutto il resto. Voglio mettere qualche soldo da parte, prendere un attestato in lingua inglese, spagnola e tedesca; fatto ciò, dopo la laurea, vorrei trasferirmi in Inghilterra, per intraprendere lì la carriera forense o fare domanda per qualche azienda. Ciò premesso, chiedo ad Alessandra e a chiunque possa darmi risposta, per l’ equiparazione della laurea magistrale di giurisprudenza, c’ è possibilità? Molti mi stanno scoraggiando, dicendo che è impossibile (mia seconda scelta sarebbe Francia o Germania, ma voglio provare prima in UK), che per giurisprudenza non c’ è molta speranza, ecc. ecc. Qualcuno che possa rispondere ai miei quesiti, per favore? Sì può? E’ tanto difficile come dicono? C’ è poi speranza, (ovviamente con una perfetta conoscenza dell’ inglese, grinta, determinazione) di trovare un buon lavoro lì e viverci? Grazie anticipatamente e buona domenica

  • Fab

    Ciao E W,

    di seguito link che riporta l’esperienza di una donna italiana che 11 anni fà, è andata a fare l’avvocato in UK:

    http://www.corriere.it/italians/10_settembre_24/La-mia-esperienza-di-avvocato-all-estero_b648b5a6-c742-11df-ad8a-00144f02aabe.shtml

    Chiedi a lei direttamente e ovviamente falle domande ben specifiche e soprattutto fai un’attenta analisi delle potenzialità nel breve e medio termine del mercato forense in UK!!

    All the best!

    Fab

  • Marco

    voleveo chiedere a qualcuno di voi se avete l’indirizzo email per contattare Alessandra, la ragazza dell’articolo. Vorrei chiederLe delle info! Sono in partenza anch’io!
    Thank you

  • Alesssandro

    Io ragazzi davvero non posso che provare altro che invidia per tutti coloro, che mi pare di capire che molti si trovano in questa discussione, sono tutti riusciti a completare l’università in tempo e pure con il massimo dei voti.

    Io non ho il massimo dei voti perché ho preso alla triennale 106 e alla specialistica 102, e l’ universitá l ho finita in 7 anni, insomma non mi reputo un asino penso di essere anche abbastanza bravo. Sto facendo domanda per 5 università inglesi tra cui UCL Edimburgo e Nottingham, ma chiedo se qualcuno lo sa, un comune mortale con voti non massimi ma decenti come i miei, con un anno di esperienza lavorativa in ambito inerente al master, tutti i requisiti di lingua a posto ce la può fare almeno a ricevere una conditional offerte da un universitá britannica almeno nelle prima 30 delle solite classifiche?

    No perché leggendo storie di gente solo con background accademici molto alti mi sto un po scoraggiando

  • Fab

    Ciao Alessandro,

    in teoria dovresti farcela perchè soprattutto hai un anno di esperienza lavorativa attinente al Master, dando per scontato che sia un’esperienza in cui hai imparato qualcosa di utile e non sia fumo!!

    Questo fattore dovrebbe essere il tuo vantaggio competitivo principale su cui puntare!!

    Poi ovviamente se già sei iscritto a magazine e/o associazioni del tuo campo di studio e ti tieni aggiornato sulle varie tematiche e allora questo è un altro vantaggio competitivo, minore rispetto al primo ma comunque sempre un quid in più che tengono in considerazione!!

    Ovviamente poi tutto dipende in che settore ti stai specializzando e all’interno del settore che tipo di specializzazione prenderai!!

    Insomma fare analisi della concorrenza sia in entrata ( analisi selezione per i vari Master rientranti nel tuo campo di specializzazione) e sia in uscita ossia che tipo di posizioni poi in realtà si vanno a ricoprire!!

    A parte questo, visto che avrai un’età abbastanza decente, in alternativa se non ti va bene in UK, potresti provare in Australia e/o Canada!!

    Io al posto tuo avrei provato direttamente in Australia: sono solo 30 milioni, ricchi di materie prime, politica immigrazione moolto seria e selettiva, clima fantastico, natuta fantastica, carattere popolazione locale abbastanza accettabile, insomma hanno da tutti i punti doi vista parametri più vincenti rispetto a UK che oramai è una nazione sovrappopolata dove le migliori posizioni lavorative si trovano nel terziario avanzato all’interno del quale c’è sproporzione fra domanda e offerta di lavoro!!

    Ovviamente, de gustibus…!!

    In bocca al lupo!!

    Ciao!

    Fab

  • Ferdinandoarc

    Ciao, mi intrometto cordialmente ma mi trovo nelle tue stesse condizioni ymer! Sono passati 10 mesi, alla fine ci sei riuscito? Aspetto tue notizie..

  • Alex

    Perché, se avesse ricevuto un regalo dai genitori o dal ragazzo sarebbe stato diverso? Cosa c’é di male nel farsi aiutare se si dimostra di essere in gamba?

  • francesco

    Ciao Alessandra! Ho letto ora la tua storia e vorrei chiederti dei consigli. Puoi gentilmente contattarmi in privato? La mia mail è. f.giri1986@gmail.com

  • Valentina Zaira Chendi

    ciao alessandra! potresti spiegarmi come funzionano i prestiti in inghilterra?


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