Come Simone Brunozzi è stato assunto da Amazon

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Ho avuto il piacere recentemente di andare a cena qui a Melbourne con Simone Brunozzi, un italiano che lavora come Technologist Evangelist per Amazon Web Services a Singapore.

Simone Brunozzi e Italiansinfuga

Simone Brunozzi e Italiansinfuga

La storia di Simone è particolarmente interessante per il modo in cui ha trovato il suo lavoro dei sogni. Verso la fine del 2007, Simone, stanco di un lavoro senza prospettive di carriera all’università per stranieri di Perugia (che però era il famoso e tanto agognato posto fisso), va su Second Life per visitare la Luxembourg Virtual Job Fair.

Una volta arrivato nota che c’è anche Amazon.com, una delle aziende per le quali Simone sogna di lavorare dopo aver fatto una esperienza di studio in California nel 2003.

Presentatosi allo stand, conosce Jennifer, rappresentante del dipartimento di risorse umane di Amazon a Seattle, e viene a conoscenza della posizione lavorativa di Evangelista Tecnologico per gli Amazon Web Services in Lussemburgo.

Ricordiamoci che fino a questo punto tutto viene svolto in modo totalmente virtuale!

Cosa è un Technology Evangelist? In pratica è un esperto della tecnologia dei Web Services che viaggia moltissimo per andare a fare presentazioni alla conferenze e dialogare con clienti e potenziali tali in modo da rispondere alle esigenze del mercato.

Cosa ha fatto di particolare Simone per ottenere questo lavoro dei sogni?

Innanzitutto si è dimostrato intraprendente. Dopo aver ricevuto un messaggio che un certo “Jeff” lo avrebbe contattato, non ha aspettato passivamente la risposta. Dopo un po’ di ricerca ha scoperto chi era questo Jeff, trovando  il suo blog attraverso la quale ha carpito preziose informazioni soprattutto verso l’interesse per Second Life.

Una settimana dopo Simone gli ha mandato una e-mail menzionando la sua esperienza e conoscenza di Second Life. Jeff trovò il tempo per rispondere tramite lunga e-mail con informazioni sul lavoro e ponendo anche domande piuttosto toste.

Battendo il ferro quand’era caldo, Simone scrisse una lunghissima e-mail con le risposte, impegnandosi fino alle 3.30 di un giovedì mattino, per dimostrare la propria competenza, passione e disponibilità.

La filosofia di Simone è quella di focalizzarsi su poche opportunità ma dare il massimo verso di esse. Inoltre era conscio degli altissimi standard che un lavoro del genere per un’azienda del genere avrebbe richiesto.

Il weekend seguente Simone dedicò altre 30 ore a lavorare ad una dimostrazione delle proprie competenze. Jeff rimase favorevolmente impressionato e proseguì verso un colloquio telefonico.

A quello seguirono altri due colloqui telefonici, tre colloqui faccia a faccia in Lussemburgo e otto colloqui di fila, per un totale di sei ore e mezzo, a Seattle.

A metà marzo del 2008 arrivò la fatidica proposta di assunzione!

Si trattava quindi di decidere se emigrare dall’Italia. Nonostante i dubbi e le incertezze riguardanti il lasciare famiglia e amici, un’opportunità con Amazon non poteva essere rifiutata in quanto offriva un posto di lavoro senza limiti verso l’alto e dove le capacità e l’impegno sarebbero stati premiati.

Decisione non facile ma necessaria per spiccare il volo!

Un ultimo consiglio da parte di Simone riguarda l’essere aggiornati sulle ultime tecnologie. Al giorno d’oggi il conoscere mondi come quello di Second Life può fornire un vantaggio competitivo notevole.

Seguite Simone su Twitter, Linkedin e sul suo blog!


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  • StefanoM

    WOW!

    :O

  • http://www.diegor.it Diego Russo

    Ottimo post. Bravo a te, Aldo, ed a Simone.

  • http://sharejob.it nim

    bhe grande! soprattutto per la tenacia nel superare tutti quei colloqui, io sono praticamente morto alla mia prima interview telefoni in inglese….ma Second life….uhm….forse nel 2007…ma ora è del tutto morto!

  • riccardo

    Impressionante davvero.

    Sarebbe interessante sapere se ne e’ valsa la pena a distanza di anni.

    Economicamente penso non ci siano discussioni.

    Sovente pero’, vedo miei colleghi che fanno carriera e sono praticamente obbligati a trasferirsi e vivere lontano dalla famiglia. Non vedono i loro figli crescere , non partecipano alla loro vita. Dormono tutto l’anno in albergo e spesso finiscono sovrappeso ( le cene in ristorante si pagano 2 volte ) e in reparto cardiologia.

    Il web e’ pieno di blog di anglosassoni che darebbero un braccio per una vita a Perugia.

    Complimenti comunque per la tua scelta Simone e auguroni per la tua carriera

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