Cosa ho imparato dopo sette mesi di vita in Austria

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Roberto (non il suo vero nome) si è trasferito di recente in Austria ed ha gentilmente dedicato un po’ del suo tempo libero a farci conoscere l’Austria attraverso la sua esperienza.

Nel Ottobre 2009 ho sostenuto un colloquio di lavoro per una posizione da Tecnico di laboratorio chimico in una industria Chimica a Villach, in Austria. Da Novembre 2009 lavoro in Austria e dopo quasi 7 mesi qui ho deciso di scrivere un mini-articolo sulla vita oltralpe, in particolare sulle cose che colpiscono più un Italiano che arriva in Austria. In particolare le differenze culturali con l’Italia.

Attenzione però: mi riferisco alla regione Carinzia… questo significa una realtà regionale, che NON rispecchia di sicuro la vita delle grandi città quali Graz e Vienna!!!

Austria

Foto: FrAntunes

LA LINGUA

Scordatevi di venire in Austria e imparare il tedesco “standard” che sentivate a scuola, qui TUTTI parlano in dialetto, dal capo per cui lavorate alle persone che incontrate per strada! Nessuno (o quasi) parla la lingua tedesca come viene studiata a scuola e anche i tedeschi di Germania hanno a volte problemi a capire il dialetto. Persino in incontri formali si continua ad usare il dialetto e questo è strano per me, in quanto in Italia il dialetto si evita negli incontri formali. Il dialetto è cosi diffuso che a volte perché persino le parole che sentite in trasmissioni semplici, come ad esempio nei cartoni animati in Tv (dove si parla tedesco e non dialetto) posso suonare altisonanti o strane per le persone qui.

Il problema è che in Tv si parla un tedesco “puro” con termini standard (che son più del Nord della Germania che del sud e privo di influssi dialettali) e quindi imparare il tedesco dalla Tv non vi aiuta molto nel sud della Germania, anzi.

Senza contare che certe traduzioni dei film sono spesso corrette grammaticalmente ma difficilmente sentirete persone esprimersi allo stesso modo qui… si preferisce semplificare le frasi. Mi direte che lo stesso si può dire di film italiani. D’accordo, ma qui mi pare che il fenomeno sia molto più accentuato.

ll dialetto certo non aiuta chi ha studiato il tedesco standard a scuola. Le persone non vi diranno mai ad esempio “Gehen wir nach Hause, denn ich bin muede”, ma “Gemma Ham, wal I miat bin”, anche se siete straniero. Per loro è difficile limitare l’uso del dialetto e continueranno involontariamente ad usarlo anche con voi (non è cattiveria). Siccome da anni io studio il tedesco da libri e film ho preso un po’ l’accento standard e ho perso quasi del tutto l’accento carinziano (mia madre e nonni sono carinziani). Questo è fonte di critica perché questo da l’impressione che voglia differenziarmi dalle persone qui … spesso devo spiegare che non lo faccio apposta.

Ad esempio, durante i primi 15 minuti di conversazione con carinziani vengo scambiato in genere (se non faccio troppi errori prima) per una persona che viene dalla Germania visto il mio accento. Quando spiego che non vengo dalla Germania, mi dicono sempre che sarebbe ora di imparare meglio il dialetto carinziano e non il tedesco. QUINDI: Non criticate il dialetto!

Trovare degli amici può essere quindi difficile se non conoscete il dialetto perché non riuscite a capire di cosa si parla e a volte può essere all’inizio frustrante. I miei migliori amici infatti al momento sono tedeschi di Germania, ma oramai sto conoscendo meglio austriaci e la situazione sta migliorando. Non nego però che all’inizio mi sentivo molto depresso.

Per imparare la lingua NON imparate a memoria le singole parole che non conoscete, ma imparate un’intera frase con la parola che non conoscete. Perché? Mi spiego facendo un esempio. Mangiare è un verbo che in italiano si usa per animali e uomini. In tedesco si usano due verbi diversi a seconda di chi mangia: per gli animali il verbo è fressen, per gli uomini il verbo è essen. Altro esempio la parola “Kleister” viene tradotta da vocabolari italiani come “colla” ma si tratta da colla da falegnami in genere e non la colla da ufficio.

QUINDI: Il tedesco è pieno di eccezioni e differenze che in Italiano non ci sono. E se non avete frasi a cui fare riferimento, non vi accorgerete facilmente di queste differenze. Quindi cercate sempre spiegazioni su vocabolari tedeschi, on-line ci sono ottimi vocabolari come de.thefreedictionary.com o www.wiktionary.de.

IL MODO DI FARE E LA MENTALITÀ IN AUSTRIA

Lavorare qui ha molti aspetti positivi, ma preferisco descrivere SOLO gli aspetti “negativi” di cui quasi nessuno parla. Aspetti positivi del lavoro in Austria ne trovate a volontà su Internet.

Gli austriaci come i tedeschi sono molto più competitivi di quanto non vi appaia. Chi viene qui in vacanza spesso non lo capisce e sembra tutto tranquillo e easy, ma non è così. La competività si estende a tutti i campi: dal lavoro allo sport. Aspettatevi di tanto in tanto commenti non piacevoli se fate un errore che era evitabile. Parlando del vostro errore, le persone dimostrano di essere più efficenti di voi.

Non a caso la parola Schadenfreude (ovvero il rallegrarsi dei guai o dell’ insuccesso altrui) è una parola che esiste in Tedesco e non è traducibile con una parola in italiano. Di nuovo, non si tratta di cattiveria (fanno la stessa cosa tra di loro, non vi preoccupate), ma mi pare che qui bisogna sempre dimostrare di valere e che si è in gamba, le prestazioni medie/mediocri non sono viste bene.

Ad esempio, ho partecipato ad una corsa aziendale, semplicemente per conoscere più persone e fare qualcosa in compagnia dei colleghi. Dal momento che ho corso piano, tutti senza eccezioni mi hanno criticato per 1 mese intero dicendo che correre più di 23 minuti per 5 Km è troppo e che non è normale e che chiunque fa meglio. Se fosse stato detto con aria scherzosa, non avrei avuto problemi ma qui tutti erano seri e non riuscivano a capacitarsi di ciò. Dove lavoro io siamo un po’ all’estremo: i risultati di qualunque competizione vanno appesi in bacheca e alcuni colleghi prendono l’evidenziatore e sottolineano gli ultimi 5 in classifica (per me una cosa ridicola)!

Al lavoro idem, deve essere tutto efficiente e sotto controllo. Prestate molto attenzione a certe convenzioni e formalità che qui sono molto importanti. Delle cose assolutamente da evitare sono tenere le braccia incrociate o una mano in tasca o appoggiare la testa su una mano… non importa se se avete freddo perché uscite da una stanza climatizzata a 10 C, le braccia non vanno incrociate punto perché sembra un segno di noia e disinteresse. Questi aspetti formali e l’ordine sulla scrivania sono (a volte più) importanti della velocità con cui finite il lavoro. Attenzione, in Italia a volte questi aspetti formali sono meno importanti, qui non è così, e mi pare di capire che un discorso simile si applichi in Inghilterra e nei paesi anglosassoni.

Non fate troppo i modesti, qui è un segno di debolezza. Essere sicuri di sé e molto importante qui e vi aiuterà a stringere amicizia e a guadagnare rispetto da parte dei colleghi. Più sicuri siete di voi più le persone vi stimeranno e rispetteranno. Forse perché gli austriaci sono un po’ più sicuri di sé, ma credetemi gli Italiani hanno una buona preparazione teorica e pratica, che non credo inferiore a quella austriaca! Questo è un discorso generale, ma qui in Austria la situazione è un po’ più estrema: le persone cercano di dimostravi di sapere molto (a volte di più di quanto sanno in realtà) anche se in realtà non conoscono la risposta ad un problema. Risposte come “Non so” o “Non conosco bene la questione“, “Devo rivedere i miei appunti e ristudiare il problema” sono rare e rimpiazzate da altre risposte, che mostrino che loro sanno qualcosa.

VITA DI TUTTI I GIORNI

Prendere un aperitivo con amici è una cosa strana qui: si esce di norma solo il fine settimana e per divertirsi fino a tardi e punto (la mentalità è: si “festeggia” tanto o niente, non ci sono compromessi). Non esistono quasi aperitivi o piccole feste durante la settimana. Se volete fare qualcosa durante la settimana è difficile convincere le persone ad uscire, al massimo si sta a casa di un amico a vedere un film o parlare un po’, ma uscire da casa anche solo per andare 1 ora al bar è quasi escluso. La Birra è la bevanda nazionale e se ne beve di più che in Italia. Portate delle birre (meglio austriache) quando andate a trovare gli amici: è sempre bene accetto e quasi una piccola regola non scritta tra amici o persone che vi invitano. Per le ragazze magari due cioccolatini sono bene accetti. Per me è un po’ strano, forse perché fino a 7 mesi fa ero uno studente all’ università e aperitivi che duravano anche solo 1-2 orette ne facevo senza problemi!

Io in Italia ero abituato a gruppi di persone grandi (20 o più persone) a feste di compleanno o per uscire la sera a certe feste …qui non è esattamente così. Grandi gruppi di persone a festeggiare i compleanni sono molto molto più rari, di solito la cerchia di amici è più ristretta. Io di solito invitavo diverse persone, anche se non si conoscevano tra di loro, qui una cosa del genere è strana e non la farei. Abituatevi all’ idea di cerchie di amici strette e piccole.

Abituatevi all’idea che all’inizio voi siete una persona che (a meno che non parlate perfettamente il tedesco) non riesce ad esprimersi correttamente e che gli altri hanno già i loro amici/ famiglia/ fidanzato(a) da anni, non è sempre facile riuscire per gli altri ritagliare degli spazi per voi. E credetemi che all’ inizio, quando siete soli in un paese straniero, vi sembrerà strano che la gente non abbia tempo per fare qualcosa o uscire la sera con voi. Inoltre le cerchie ristrette di amici non aiutano all’inizio conoscere molte persone. Il mio consiglio è iscrivetevi a società sportive (Sport di Squadra!!!) e questo vi aiuterà in parte. Io non sono bravo nello sport, però una piccola squadra hobbistica di pallavolo l’ho trovata (fare dello sport qui è inoltre più comune che in Italia). Cercate degli Hobbies che vi portino a conoscere le persone.

Non criticate la musica popolare austriaca (Austro-Pop) a meno che altri non lo facciano prima di voi…io in Italia non avevo problemi a criticare il Pop-italiano. Qui meglio di no. Altro tema che è meglio evitare è criticare certi politici (non faccio nomi: Haider) o il suo partito o decisioni connesse a uno o entrambi: in molte case si parla con profonda dedizione e rispetto di Haider e del suo partito. Qui è una specie di mito per l’80% delle persone, non a caso è 20 anni che tale partito è al potere in Carinzia.

Una cosa un po’ strana (almeno per me) è il numero di ragazze che a 20 hanno figli, sono MOLTO di più che in Italia, qui in Austria le coppie sposate giovani sono più frequenti che in Italia…e anche le ragazze che a 16 anni hanno figli se vogliamo dirla tutta. La mentalità è più libera qui….

GLI STEREOTIPI SUGLI ITALIANI

E si, ci sono degli stereotipi sugli Italiani.. e sebbene sembri razzista è cosi. Ma d’altronde noi non abbiamo lo stereotipo dei Tedeschi molto bene organizzati e ultra-precisi, ma un po’ freddi nei rapporti personali? Commento riguardo alla precisione: Mah, in realtà secondo me i tedeschi curano più gli aspetti formali dei problemi e questo dà un impressione più organizzata e precisa del lavoro.

Uno stereotipo sull’Italiano è: ‘vorlaut‘ (rumoroso e agitato nei modi di fare, gesticoliamo troppo), simpatico e amichevole ma anche molto orgoglioso (cosa che a volte sfocia nell’arroganza italiana) e lento nel lavoro, con una passione per le pause lunghe. E’uno stereotipo ovvio che non trova corrispondenza nella realtà. Se dimostrate di riderci un po’ sopra questi stereotipi (soprattutto sull’essere rumoroso nel parlare e di gesticolare molto nel parlare) sarete accolti bene e se dimostrate di lavorare bene e ordinati non avete nessun problema. Preparatevi a sentire qualche commento tipo: lento come è tipico per italiani o co.Ignoratelo e fate il vostro lavoro anche se a volte può risultare spiacevole.

Grazie Roberto e buon proseguimento in Austria!

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commenti





  • http://unmezzosangueadublino.blogspot.com/ Alf da Dublino

    Che articolo eccezionale. Complimenti! Ricchissimo di informazioni e ben scritto. Da questo articolo credo tutti possano apprendere quello che da soli richiederebbe tanto tempo ed energie. Grazie Aldo e grazie Stefano.

  • riccardo

    Complimenti. Articolo interessantissimo, lho letto d’un fiato

  • Enoc

    Grazie… Mi è servito per capire che sicuramente NON riuscirei ad inserirmi in una cultura così rigida, benché disapprovi altrettanto le “licenze” della cultura italiana ;-)

  • http://www.elvisciotti.it elvis

    bell’articolo, grazie per averlo scritto dettagliatamente e complimenti per essere riuscito ad ambientarti nell’ambiente che descrivi.

    Purtroppo crearsi amicizie non é facile, specialmente in paesi con cultura diversa dalla nostra.

    L’ambiente lavorativo che descrivi un po’ mi piace perché da un parte é meritocratico, ma dall’altra mi scade poiché esagerato (sfottere gli ultimi 5 arrivati in un gara é semplicemente stupido). In inghilterra dove lavoro non si permettono assolutamente di criticare nessuno durante le ore lavorative, ci si sfoga dopo una birra al pub :)

  • roberta

    grazie per l’articolo dettagliato

    da alcuni anni sto pensando pure io di andare a lavorare in austria, nello specifico a vienna (sono di trieste, parlo già tedesco). la conosco discretamente come città e la trovo semplicemente fantastica.

    purtroppo anche nella capitale spesso privilegiano il dialetto, che risulta a dir poco incomprensibile. mi è accaduto addirittura quando mi recai a chiedere informazioni relative ad un impiego in un ufficio in pieno centro. non è bastato il mio tedesco standard. l’impiegata continuava a rispondermi in dialetto.

    e anche in merito alla competizione lavorativa che descrivi conferma la mia impressione…

    tuttavia in una capitale è molto più facile crearsi un giro di amicizie rispetto che in posto come villaco (almeno spero!)

    un salutone e in bocca al lupo!

  • http://fraintesa.blogspot.com Fraintesa

    Servus Stefano! come avrai capito dal saluto, conosco bene la situazione..ho vissuto pe un anno a pochissimi km da Villach (vivevo a Klagenfurt), e mi rivedo in molte delle tue descrizioni. io studiavo lì, e dopo 8 anni di studio del tedesco sono arrivata in Carinzia e quando sono entrata in banca per aprire il conto…sono uscita piangendo perchè non avevo capito nulla della risposta del bancario!:(
    all’inizio è dura, ma nel lungo termine l’Austria è un posto che ti sa rimanere nel cuore. In bocca al lupo per la tua esperienza e complimenti per aver usato un punto di vista originale per l’articolo. Bussal!

  • Arhy

    Ciao Stefano, complimenti per la tua sensibilità e la tua acuzie! Sicuramente hai avuto modo di osservarli “attentamente”.
    Il problema della lingua purtroppo sussite: sebbene sia di madre lingua tedesca, in realtà sono di madre lingua svizzera. Non sono dialetti ma vere proprie lingue che, quando ero piccola e si parla di molti decenni fa, studiavo a scuola. In Italia accade lo stesso per il trentino (e anche il tedesco parlato non è standard)o in altre regioni italiane dove esiste la doppia lingua. Mi toccava studiare il tedesco standard ma anche il mio tedesco. Da alcuni decenni, la cosa ha subito un’evoluzione e almeno nel mio paese, ora si studia solo il tedesco.
    Il vantaggio di saperlo mi permette, in vacanza, di capire il tedesco del sud e mio marito, che ha pur studiato tedesco, di parlare con quelli del nord con cui non vado molto d’accordo.
    In bocca al lupo per la tua avventura.

  • Alex

    Ho lavorato presso ristoranti a Salisburgo e a Vienna. Nella prima città ho avuto non pochi problemi col loro accento dialettale, nella capitale invece parlavano molto di più il tedesco standard, essendoci anche molti più immigrati (marocchini, croati, slovacchi, tedeschi della Germania Est, ecc.). Posso dare alcuni consigli per capire grossomodo il tedesco della parte ovest dell’Austria e della Baviera:
    1) Mettere la “o” al posto della “a”:
    mochen, frogen, Wosser, orbeiten der gonze Tog, ecc. al posto dei corretti machen, fragen, Wasser, arbeiten der ganze Tag,ecc.
    2) “oa” al posto di “ei”:
    kloan, oans, Stoan, ecc. al posto dei corretti klein, eins, Stein, ecc.
    3) “st” e “sp” pronunciati “scht” e “schp” anche all’interno della parola:
    du bischt, er ischt, beschte, Terrorischt, ecc. al posto dei corretti du bist, er ist, beste, Terrorist, ecc.
    4) “ü” pronunciato “i”, “ö” pronunciato “iè”:
    Mitze al posto di Mütze, scièn anziché schön, ecc.
    Abituatevi a queste storpiature (ce ne sono altre, ma queste sono le più frequenti. La vostra comprensione dell’austriaco e del bavarese aumenterà di molto.

  • avestefano

    Errore mio: vorlaut non significa rumoroso e agitato nei modi di fare..ma tutto altro,mi sono sbagliato.

  • Maurizio

    Ciao Stefano. é stato bello leggere il tuo articolo. Ho potuto rileggere tutti i motivi che mi hanno portato ad abbandonare l’Austria. Lasciare l’Italia provinciale per cadere nel provincialismo austriaco non era stata una buona scelta per me. E cosi’ con mia moglie ce ne siamo andati via dopo 8 anni e due figli.
    Vivevo nel Vorarlberg, dalle caratteristiche simili alla Carinzia. E dopo 8 anni venivo ancora chiamato lo straniero dagli altri paesani. Tutto cio’ che é diverso, non veniva accettato. Per questo motivo, dopo aver lasciato Berlino, ho lasciato anche l’Austria;
    Dal punto di vista della precisione e dell’ordine avevo un vantaggio. Venendo dalla Germania del Nord, l’austriaco risulta poco efficiente, poco organizzato e poco preciso. Quindi il mio lavoro ha sempre creato invidie. Ed il mio tedesco anche, tant’é vero che ero io a curare i rapporti con tutti i clienti tedeschi dell’impresa, che non capivano i miei colleghi!

  • Bruno

    Ciao Stefano,
    bell’articolo il tuo, anch’esso ha il sapore della verità (che nel nostro caso, cioè di chi vorrebbe emigrare all’estero) è la cosa più importante…
    Sapresti cortesemente dirmi se sai come vanno le gelaterie artigianali italiane nella tua zona?
    Hai almeno una impressione al riguardo?
    Pensi sia possibile per un italiano non più giovane aprirne una per esempio nella zona dove vivi tu?
    Te lo chiedo perchè mi sembri persona attenta e d’altra parte….non so a chi altro chiederlo!….
    Grazie fin d’ora per una tua risposta, che mi sarà comunque utile!
    Buona fortuna!

  • Stefano

    Ciao qui a villach ci sono 3-4 gelaterie in centro e ovviamente gestite da italiani o con logo italiano (abbiamo buona fama per la cucina e torte, tranne per cucinare la carne..per i gusti tedeschi la facciamo troppo asciutta). Le gelaterie vanno abbastanza bene ma spazio per altre gelaterie..bella domanda penso piu´ no che si a villach ma ci sono parecchie citta´ in austria quindi no problem. Io in linea di principio direi: si, aprire una gelateria (con logo italiano o qlc che richiami l´italia) mi pare una buona idea in austria. Di recente ho scoperto che a molti piacciono le torte con la crema al limone/arancia (focaccia o quelle del supermercato)..bisogna insistere un po´ ma dopo le mangiano volentieri! Fammi sapere se servono altre info!

  • Bruno

    Grazie Stefano per i consigli e la descrizione del mercato e dell’ambiente della zona di Villach.
    Ne terrò senz’altro conto per le mie future decisioni!
    Un saluto!

  • Vincenzo

    Ciao Stefano, sarò a Villach il 28 ed il 29 per un colloqui di lavoro, sapresti indicarmi cosa vedere/fare in città in questi giorni?

  • http://www.facebook.com/sergio.schiattino Sergio Leggen Dario Schiattino

    Ciao cugino!bellissimo ariticolo complimenti.

  • roberto vencato

    sono un artigiano saldatore ed carrozziere stò cercando di andarmene dall,italia xkè quà nn si fà più niente…..sarei grato essere contattato….mail…roberto.vencato@gmail com

  • Paolo

    Ciao Roberto sono Paolo di Treviso. Ma come faccio ad avere contatti per trovare un lavoro in carinzia? È importante grazie

  • gaetano lombardo

    Sono stato in Germania tanti anni fa, e i miei ricordi sono tutti positivi;
    PRECISIONE, ONESTA’, LABORIOSITA’, ORDINE, DISCIPLINA, GIUSTIZIA,

    nell’Italiuccia di oggi, queste cose sono concetti non astratti, ma
    completamente sconosciuti. Così penso sia lAustria, tanto ne sono convinto, che
    in famiglia stiamo vendendo la nostra villetta bifamiliare, (frutto di tanti
    sacrifici),per cercare di trasferirci per sempre in Austria, (se ci vorranno).
    Scrivo per chiunque ha la possibilità di aiutarci, ed indirizzarci in
    Carinzia.

    Io sono un ex statale in pensione, perciò autosufficiente, mia moglie
    casalinga, mio figlio diploma di perito elettronica e telecomunicazioni, che
    attualmente lavora 1/2 giornata in una assicurazione, e 1/2 giornata quale
    responsabile in un autorevisione, (attestato università di enna), un
    bimbo di 4 mesi, e la moglie, ex impiegata disbrigo pratiche auto.

    Se la Carinzia ci vuole adottare, sarebbe un grande onore, (in Italia non
    ce ne più tanto). Venduti tutti i miei averi, in Italia, saremmo onorati, di
    diventare cittadini Austriaci, in modo da non vedere più tutti i DELINQUENTI
    politicanti e non, che stanno dando il colpo di grazia al “bel
    Paese”,..da destra a sinistra, e non sentir più parlare sempre delle
    stesse persone, affette da” parassitismo acuto demenziale”, specialmente TUTTI i politucoli, che si stanno MANGIANDO vivi gli Italiani.
    Sperando in qualcuno che ci indirizzi, sentitamente ringrazio.

  • Alessandro

    Ciao Roberto sono un cinquantenne in crisi di lavoro,perchè ho paura che lo
    perdo da un momento all’altro.
    Mi vengono in mente tanti pensieri anche di fuggire dall’Italia,mi affascina molto
    la carinzia,come posso fare trovare lavoro senza conoscere la lingua.
    Pur di lavorare farei qualsiasi cosa.
    Aspetto una tua risposta positiva


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