Italiansinfuga TV – Episodio 2 – Università in Inghilterra

  • Sharebar

In questo episodio vi parlo della mia esperienza di università in Inghilterra.

Arrivai in Inghilterra nel 1990 per studiare all’università di Brighton.

Mi ero iscritto ad un corso al Politecnico di Torino chiamato ‘Diploma di esperto della produzione industriale’ organizzato in collaborazione con l’Università di Brighton.

Al tempo non esistevano ancora le lauree brevi in Italia quindi si trattava di un corso abbastanza all’avanguardia che durava quattro anni e prevedeva che si studiasse per sei mesi all’anno in Italia e sei mesi all’anno in Inghilterra.

Inoltre durante il terzo anno erano previsti ‘industrial placements’ (stage) sia in Italia che in Inghilterra. Quello inglese era pagato e quindi mi consentiva di mantenermi, pagando l’affitto, cibo e divertimento.

Le mie impressioni per quello che riguarda la difficoltà dal punto di vista accademico (quanto si studiava duramente) è che l’università in Inghilterra sia più facile, almeno facendo il paragone tra l’Università di Brighton e di Politecnico di Torino.

Ovviamente ci sono tantissime università in Inghilterra dove magari si studia di più e meglio ed è per questo che ce ne sono tantissime tra le più prestigiose del pianeta, a differenza delle università italiane

Il vantaggio maggiore dell’Università in Inghilterra secondo me è quello di fornire un’esperienza di vita. Si va via di casa, si diventa indipendenti iniziando cucinare per se stessi e gestendo le proprie finanze per la prima volta.

Esiste anche una differenza fondamentale nell’approccio allo studio nel senso che è molto più improntato verso l’iniziativa dello studente. Se vuoi studiare hai le risorse a disposizione per raggiungere risultati ottimi; se vuoi divertirti, accomodati però magari poi i risultati non saranno granché.

I professori sono anche molto più alla mano rispetto all’Italia. Ci si chiama per nome proprio (non esistono i Dottori o Ingegneri di fantozziana memoria) facilitando così, secondo me, il dialogo tra studente e professore e quindi anche le possibilità di comprendere meglio le materie studiate.

Lo studiare in Inghilterra poi fornisce un’esperienza che accomuna tutti i giovani che poi si ritroveranno in un ufficio pochi anni più tardi, ricordando con nostalgia quegli anni spensierati dove si fanno amicizie che dureranno per sempre.

Consiglio vivamente a tutti di andare studiare all’Università in Inghilterra!

Università in Inghilterra

Università in Inghilterra


Se ti è piaciuto l'articolo, condividilo! GRAZIE!


Su Facebook

Su Twitter

Su Linkedin

Su Google+
  • orsa

    Ciao Aldo grazie per li video.
    Credo che l’università all’estero sia “migliore” di quella italiana perchè offre agli studenti tutto quello di cui hanno bisogno. Sta poi a loro accettare l’offerta formativa o meno. Credo anche che la loro formazione universitaria sia eccessivamente specialistica per cui si trovano a produrre massimi esperti sull’interpretazione dei geroglifici del II sec..ma poi se chiedi qual’è la capitale dell’Egitto non sanno quale sia. Questa invece è una cosa che il sistema scolastico italiano, che FINO A QUALCHE HANNO FA ERA FRA I MIGLIORI DEL MONDO, cominciando dal liceo non fa. La formazione liceale italiana ERA fra le più complete del mondo sopratutto perchè insegnava un metodo di ragionamento, insegnava ai ragazzi a pensare.Cosi come FACEVA l’università. Il sistema italiano si perdeva alla fine quando fatta l’università, insegnato a pensare ti diceva ok ora arrangiati, non permettendo a quelli , che poi saranno in cervelli i fuga, di poter mettere in pratica tutto quello che avevano imparato. Come se noi una volta andati in Egitto, scoprta la piramide ..davanti ai geroglifici non sappiamo più come andare avanti.Le università di stampo anglosassone ( anche USA e Canada)offrono invece un altissima specilizzazione sopratutto perchè danno i mezzi per ottenerla, niente risse davanti alle aule per sedersi, niente biblioteche con libri mancanti, laboratori etc.. Non è un caso che i migliori ricercatori ( in ogni campo ) siano persone di formazione mista e quasi mai hanno un back ground scolastico omogeneo. Spesso sono persone che vengono da high school o università considerate minori proprio perchè non sanno tenersi le loro menti migliori ai quali hanno dato una formazione invidiabile che per fruttare deve essere applicata fuori. Il 3+2 e l’attuale riforma delle superiori stanno dando il colpo di grazia ad un sistema scolastico che era fra i migliori del mondo, si sta mettendo in piedi un sistema che si basa sulla generalità e sulla superficiliatà convinti che il problema principale dell’Italia sia che gli studenti stanno a scuola un anno di più. Per cui accorciamo i tempi, dimezziamo i programmi cosi chi non vuole andare avanti farà i suoi 3 anni , uscirà ignorante ma potrà dire di avere la laurea, chi invece vuole fare qualcosa sarà costretto ad emigrare in paese con standard di preparazione inferiori ma che almeno consentono a chi vuole andare avanti di poterlo fare con tutti i mezzi.Come dice Aldo l’università Anglosassone ti fa provae un ‘esperienza di vita ed io sono convinta, che coloro che hanno fatto la scuola superiore in Italia e hanno cominciato l’uinversità sempre in Italia, se decideranno di andare fuori ( e lo raccomando davvero ) saranno fra i migliori del campo che decidono di seguire perchè hanno imparato da un sistema che ti mette a dura prova su tutto e se vogliono andare avanti una volta che i mezzi gli verrano offerti, saranno i primi ad esserne felici e non potranno che avere grandi risultati. Il mio consiglio è fate bene la scuola superiore finchè è ancora decente ( magari provate gli ultimi due anni allo UWC ) iscrivetevi ad una triennale in Italia, fate subito un ‘erasmus e poi andate via come fulmini. Se anche deciderete di tornare avrete molte più carte da giocare a livello professionale e umano.

  • ZiglioNZ

    ma perché dici Orsa che il sistema anglosassone (bachelor + masters) è migliore e poi dici che quello italiano del 3+2 è inferiore ai 5 anni?
    mi pare che il 3+2 stia avendo successo.
    Il sistema monolitico dei 5 anni appartiene a un’altra era, la nostra forse.

  • Ludo92

    Complimenti Per il sito. Mi chiamo Ludovico e ho 17 anni e condivido pienamente quello che hai detto in questo video, fatto per cui a ottobre manderò la mia “Application” in UK, poichè voglio intrapendere anche io questo percorso universitario laggiù. Cosa mi puoi dire degli Ex-Polys? perchè visti i miei voti non eccelsi andrò quasi sicuramente in uno di essi. Penso di fare ” International business With Placement Year Abroad”, Meglio Di così? :) .Quando hai trovato lavoro in Inghilterra, era cosi determinante il nome dell’uni da cui venivi o consideravano soprattutto quello che sapevi fare in pratica? Anche Secondo Me è Un Esperienza Che Va Fatta, Soprattutto a livello di crescita umana e interiore:D Ciao e continuo a seguirti:D

  • Stefano

    Secondo me il 3 + 2 rappresentava un’opportunità per modernizzare il sistema universitario italiano che però è stata vanificata. E questo perchè si è affidata la riforma ai baroni delle università (perdonate l’espressione super-inflazionata ma è così) che hanno soltato pensato alla Magistrale come ad un’opportunità per aumentare a dismisura le cattedre da distribuire a parenti ed amici. A questo bisogna aggiungere il fatto che un mercato del lavoro come quello italiano è sostanzialmente impreparato ad accogliere i laureati triennali (motivo per cui la maggioranza dei laureati trieannali prosegue con la Specialistica, ora Magistrale). Infatti nei paesi anglosassoni un Bachelor è considerato una laurea vera e propria e a 21 anni si è già pronti per entrare nel mondo del lavoro (i miei amici australiani ironizzano sul fatto che solo i geeks continuano con i Master). In Italia, al contrario, è come se si dovesse per forza invecchiare sui libri forse proprio perchè è attribuito un peso spropositato al ‘pezzo di carta’ (basti pensare all’enfasi data in Italia ai vari prefissi Dott/Ing etc di cui si parlava nell’articolo).

  • orsa

    Ciao ZiglioNZ, scusa forse mi sono espressa male.
    Non è migliore il sistema anglosassone in quanto sistema modulare, è migliore la qualità del supporto che ti da l’università e il conseguente sbocco lavorativo. Come dice anche Stefano, il sistema 3+2 poteva funzionare se il mercato del lavoro italiano fosse stato pronto per i laureti triennali ma cosi non è stato.Quasi ogni mansione richiese sempre anche la specialistica, quindi ora si accede ad un lavoro , per cui prima bastavano 4 anni, con una laurea che ne richiede 5. Non vedo il guadagno. Inoltre i programmi della triennale, che io ho fatto al primo anno di sperimentazione e sono stata fortunata perchè ancora non avevano capito neanche loro cosa volevano fare per cui mi sono trovata con una triennale ottenuta seguendo i programmi della quadriennale, sono assolutamente inadeguati, superficiali e spesso anche inutili. Sono proliferate materie che servono solo a dare la cattedra a qualche amico di “barone” ma che ai fini del corso sono incocludenti. La famosa specialistica non ha il valore del master anglosassone perchè, purtroppo, non ti speciliazza per niente ma spesso di trova a ripetere le materie della triennale aggiungendo al titolo “corso avanzato”. Il 3+2 per come la vedo io è stato un fiasco totale, non ha aumentato il numero dei laureati, e non ha favorito l’accesso all’università, ha solo ottenuto di tenere gli studenti sui libri anni in più e di farli uscire con una preparazione spesso inferiore a chi ha la laurea vecchio ordinamento.

  • http://www.iojack.net Jack

    Ciao, parlo da studente al primo anno di ingegneria, il 3+2 mi sembra una grandissima cavolata.
    Fare solo 3 anni vuol dire studiare a vuoto, già, non si impara niente di utile, ci vogliono 2 anni in più per poter solo COMINCIARE a fare qualcosa. Peccato però che i miei colleghi anglosassoni dopo 4 anni di studi sapranno già fare quello che io imparerò in 3+2+x anni. Potete dire che il sistema italiano dà basi più solide, conoscenze più ampie di un po’ di tutto, ma sinceramente io vorrei fare bene il mio lavoro, poi di studiare tutte le “seghe mentali” (scusate il termine) avute da persone vissute decine di anni fa non mi interessa poi così tanto. Quando mi sono iscritto pensavo che stavo andando a studiare cose attuali, utili per il essere competitivi sul lavoro che si pensava di andare a fare, invece sembra che lo studente universitario sia un lavoro a sé stante e che ha poco a che vedere col vero mercato del lavoro.
    Infine ci si mette anche la ristrettissima possibilità, in Italia, di scelta di corsi che trattano il campo tecnologico che ti obbliga a studiare materie innovative con metodi medievali in ambienti anch’essi obsoleti, ma questa è un’altra storia che non c’entra con il sistema 3+2.

  • Enoc

    Tristezza, estrema tristezza, per chi come me è rimasto inchiodato nel caos della Sapienza di Roma, negli stessi anni in cui Aldo passò da Torino a Brighton…

  • kekko

    Io penso di avere uno sguardo molto obiettivo di tutta la faccenda inquanto mi sono laureato in italia, ho fatto il PhD in inghilterra ed ora sono tornato per un breve periodo in patria, nell’universita’, come ricercatore. Ho il “piacere” di poter confrontare i due mondi senza distorsioni e imparazialita’ dovute a nostalgie varie. Adesso sto seguendo dei corsi all’universita’ presso ingegneria per puro diletto e ogni volta rido a paragonare i due modi di fare lezione. Qui da noi, il divario tra lo studente e il professore e’ abissale…sono due mondi che non si toccano…anche nei corsi di dottorato a cui assisto il prof cala un sipario impenetrabile con gli studenti…una barriera senza dialogo inquadrata da tutti quei modi ossequiosi che nel nostro paese sembrano essere dovuti. Ad assistere a lui che sbrodola gesso sulla lavagna ripenso ai corsi in inghilterra in cui il prof VERAMENTE era al servizio degli studenti…e sembrava fossero loro a fare un piacere a lui nell’assistere alla lezione piuttosto che il contrario. Il nostro, perquanto additato (solo da noi italiani) come uno dei migliori sistemi scolastici, rimane veramente antiquato, rigido e autarchico…impreparato a rispondere alle necessita’ dell’innovazione in atto a livello globale.
    Di tutto questo, la cosa piu’ triste e’ la seguente: mentre noi siamo li’ a studiare per la sessione di esami di Luglio, il nostro coetaneo inglese di solito e’ in giro per il mondo con due lire e lo zaino in spalla. E quando noi cominciamo a vedere la fine della laurea, lo stesso coetaneo inglese di solito si sta prendendo il gap year e fa esperienze che noi, per recuperare il tempo perso, non vivremo mai. Quando noi siamo li’ a lavorare sulla tesi, il nostro coetaneo inizia (o ha gia’ iniziato) il suo PhD…e quando noi ci poniamo per la prima volta la domanda di come compilare un CV accademico decente, il nostro coetaneo sta scrivendo l’abstract per una conferenza dall’altra parte del mondo. Essere nati in italia, purtroppo, per alcune cose e’ un vero handicap e ci vogliono anni per colmare il divario con quel nostro coetaneo anglosassone.

  • http://www.iojack.net Jack

    quoto in tutto e per tutto kekko! ottime osservazioni

  • alaska29

    Leggendo il post di Jack non posso che essere totalmente d’accordo!

  • Gabriele Cannizzaro

    Ricordo ancora con amarezza quello che ci dissero gli insegnanti durante le prime lezioni a Ingegneria Informatica.

    Prof. di Fisica Sperimentale: “Ragazzi, questo corso si compone di lezioni in aula, verifiche scritte, esperimenti in aula ed esperimenti in laboratorio. Gli esperimenti in aula non li possiamo fare perchè manca il tempo, e quelli in laboratorio non li possiamo fare perchè mancano le attrezzature. Per cui, anche se il corso si chiama Fisica Sperimentale, faremo solo lezioni ed esami.”

    Prof.ssa di Analisi Matematica 1: “Ragazzi, mi raccomando, non fate domande perchè siete troppi e non abbiamo il tempo.”

    Prof.ssa di Algebra Lineare: “Purtroppo non posso lasciarvi fare domande, nè ripetere le spiegazioni, perchè con la riforma hanno dimezzato le ore di ogni materia lasciando praticamente inalterati i programmi, per cui dobbiamo andare al doppio della velocità.”

    Ditemi voi…

  • Renzo

    Oltre alle differenze su citate, vorrei aggiungere che l’universita` italiana, per quanto disastrata, e` frequentabile anche da persone di estrazione piu` modesta (come me). In Inghilterra, dove ho fatto il dottorato di ricerca, le tasse partono da £3000 euro all’anno escludendo vitto ed alloggio per gli studenti (ad occhio e croce £700 al mese), ragione per la quale molti studenti alla fine di un bachelor degree sono gia` indebitati.
    Che ne dite?

  • admin

    Verissimo. Mia moglie, Inglese, finanzio’ gli studi universitari utilizzando i prestiti statali a tassi bassi. Una volta iniziato a lavorare ha iniziato a ripagare i debiti. Questo modo di frequentare l’universita’ e’ diffusissimo in Inghilterra. Il lato positivo e’ che in genere si trova un lavoro a 23 anni che consente, piano piano, di pagare il debito dopodiche’ il titolo universitario ritorna l’investimento negli anni successivi.

    Ciao

    Aldo

  • kekko

    esatto! la mia coinquilina faceva la stessa cosa. Il bello e’ che se prosegui la carriera con un PhD ci sono delle attenuanti per cui non devi restituire il prestito. Io lo trovo grandioso. Ritengo anche che prendere un prestito per pagarsi gli studi sia un modo per responsabilizzare lo studente e fargli capire il valore dei propri sforzi, nonche’ dei soldi che sta spendendo. Secondo me e’ un sistema, tutto sommato, molto buono.
    Comunque, a farsi due conti…studiare fuori sede in italia non verrebbe a costarti cosi tanto meno che in inghilterra (questo se sei europeo). Studiare in una citta’ come Pisa o Firenze e’ una vera tassa.

  • LILA90

    Cari Ragazzi e caro Aldo sono una ragazza di 20 anni e l’anno scorso mi sono diplomata al liceo classico, ho preso un gap year e se dio vuole a settembre molto prob fuggiro’ anche io a studiare all’università di Nottingham o Sheffield Storia, spero proprio di potercela fare economicamente c
    anche la dura crisi ha portato qualcosa di buono, la sterlina vale praticamente quasi come l’euro!
    PS: Aldo ma il finanziamento del gov per le tasse universitarie è solo a carico dello studente vero?i genitore non devono firmare come garanti?Sul sito directgov non sono riuscita a capireperchè non è chiaramente indicato.
    Sofia

  • Renzo

    Ciao kekko,

    vorrei solo puntualizzare che lo student loan va restituito sempre e comunque una volta trovato un lavoro (cioe` alla fine del Ph.D., che non e` ritenuto un impiego).
    Questo vale anche se si e` inglesi e si prosegue con un Ph.D., come testimoniato dai miei colleghi.

  • Enzo

    Ciao Aldo,
    forse è il destino che mi ha guidato fino a questa pagina. Allora ti spiego la mia storia. Nel 2006 ho conseguito il Diploma di Laurea in Informatica ( credo che sia equivalente al “BSc in Computer Science”, correggimi se sbaglio ) dopo circa 4,5 anni di consulenza nel settore dell’IT in Italia, considerando la poca crescita professionale e lo stagnante mercato del lavoro, a 35 anni ( spero non sia tardi ) sto valutando l’idea di riprendere il miei studi ( ma non qui ) diciamo che l’UK è il posto più “papabile” insieme ad Irlanda e qualche paese del nord Europa.
    La domanda che ti volevo fare? Quali difficoltà hai travato con la lingua?
    Il tuo titolo accademico ( credo che sia simile al mio ) come è stato riconosciuto?
    Per Accedere a un Phd è necessario un ulteriore grado di studio come in Italia?
    Avrei altre mille domande perché sono molto combattuto. Non è semplice alla mie età lasciare tutto e andar via ma, allo stesso tempo c’è un forte desiderio di mettersi in gioco e rischiare.
    Grazie
    Enzo

  • antonella

    ciao Aldo, seguo sempre le tue notizie. dai sempre notizie per i giovani studenti o appena laureati. io ho un curriculum molto buono, anche perchè lavoro da molti anni. vorrei sapere se il mercato del lavoro e della cultura internazionale, accoglie persone già formate e non più tanto giovani. complimenti per il tuo impegno, grazie.
    antonella

  • Cristina

    Grazie per il video, mi ha fatto proprio decidere di andare in Inghilterra a studiare. Ho appena preso la maturità odontotecnica e ho trovato un corso proprio di odontotecnica a Cardiff visto che in Italia non esiste laurea in questo campo (lo sarà tra un po’ di anni!). Se c’è qualcuno che ha esperienza in merito ne sarei grata!

  • http://iwishyouwerehere.splinder.com Saya

    Una domanda che mi sta veramente preoccupando. Capisco che la tua esperienza di studi in UK è diciamo “diversa” in quanto non totalmente fatta in terra inglese ma, a tuo parere, quali sono le possibilità che uno studente riesca a studiare ottenendo buoni voti e allo stesso tempo lavori per mantenersi (quantomeno vitto e alloggio)? Dato che in Inghilterra non esiste il fuori-corso né sicuramente ci si può permettere di ripetere un anno, sembra che lavorare mentre si studia sia veramente impossibile, l’unica è farsi mantenere dai propri genitori. E’ proprio così? Già chiedere di pagare le tasse mi sembra un sacrificio enorme, speravo che almeno vitto e alloggio, per quanto alti, potessi essere in grado di guardagnarmeli da soli con un lavoretto part-time. Che tutti mi sconsigliano proprio per l’incopatibilità studio-lavoro che c’è in UK. Tu cosa dici? E’ possibile, impossibile, difficile poter affrontare entrambi?

  • Aldo

    Ciao Saya

    da quello che mi ricordo sarebbe stato facile combinare il lavoro-studio. Lo studio non era molto difficile e le ore di lezione erano poche. Non ricordo bene ma l’ultimo semestre avevamo il venerdi libero e pochissime ore di lezione (ora che lavoro mi rendo conto di quanto tempo libero avessimo).

    Potessi tornare indietro cercherei senz’altro di lavorare/imparare qualcos’altro invece di ‘socializzare’ cosi tanto (utile di per se pero’…..)

    Aldo

  • Nicholas

    Ciao Saya, personalmente ritengo che se cerci un piccolo lavoro (per esempio in un pub o ristorante, oppure in un supermercato) puoi abbinare studio e lavoro. In alternativa puoi fare il tuo degree part time. In molte università è prevista questa opzione però da 3 diventa 6 anni per il degree, e due anni per il Master. Poi dipende molto da quale corso di laurea stai cercando.

  • http://www.language360.co.uk/ Federica

    Hey, ciao a tutti,
    ancora una volta grazie ad Aldo per i suoi video ed articoli interessantissimi.
    Anch’io ho fatto un’esperienza simile alla sua, e posso dire che, anche a mio parere, l’universita’ inglese e’ piu’ semplice di quella italiana, ma questo non perche’ non ci sia da studiare, ma perche’ molti degli esami sono scritti (anzi, quasi tutti quelli ho fatto io, direi) e si ha quindi piu’ tempo per riflettere e cercare di tirare fuori qualche frasetta carina che piaccia all’insegnante…;)
    E’ vero che per gli studenti britannici e’ piu’ semplice andare via di casa, grazie al famoso Student Loan, ovvero al prestito che si fa agli studenti e che si deve restituire in comode rate mensili una volta che si ha trovato un lavoro. Ma anche senza ce la si puo’ fare: moltissimi dei miei amici andavano a lezione al mattino, studiavano nel pomeriggio, e qualche sera a settimana facevano dei turni in pub o ristoranti per guadagnare qualcosina…non e’ impossibile. Sicuramente duro, ma si puo’ fare. Qui niente fuori corso, e’ vero, e se si viene bocciati ad un esame allora si e’ davvero nei guai (e’ una cosa rarissima). Comunque una volta approdati nel mondo del lavoro non ci sono discriminazioni ne’ di sesso ne’ di eta’. Ho due esempi da darvi: un’amica irlandese ha appena cambiato lavoro ed al colloquio era incinta di 5 mesi; quando iniziai a lavorare per l’Hilton venne assunta assieme a me una signora di 59 anni. Qui non volgiono sapere quanti anni hai o se sei single o meno (se ve lo chiedono si possono denunciare, e’ illegale), basta che parli inglese bene, che ci sia nel tuo CV qualche esperienza interessante e che dimostri di volercela mettere tutta.
    Scusate se mi sono dilungata ma spero troviate questo commento utile :)
    ciaoooo

  • Simone

    Ciao Saya,
    anche se non hai specificato il tipo di corso che vorresti fare (undergraduate o postgraduate), mi pare di capire che comunque i tuoi ti garantirebbero almeno la retta.

    Ebbene, risolto il problema retta, coniugare lo studio e il lavoro è fattibile, anche se non è la cosa più facile del mondo. I corsi full time variano quasi sempre dalle 15 alle 23 ore settimanali (anche quelli fast-track) e di norma sono concentrati in due/tre giorni alla settimana.
    Questo ti permette di avere abbastanza tempo libero per trovarti un lavoro e mantenerti come cameriera in uno dei millemila ristoranti o catene tipo Pret a Manger o Starbucks (lavorare in un ristorante ti permette di aggiustare i turni lavorativi in base ai tuoi giorni liberi).

    Inoltre, molte Università londinesi hanno anche un ufficio dedicato a trovare collocazione lavorativa ai propri studenti (segnalo per conoscenza il *Careers & Student Employment* della University of Westminster), per cui sono loro a trovarti una sistemazione, anche in base a dove abiti e quale campus frequenti.

    Piccolo consiglio non richiesto: dato che, soprattutto all’inizio, sarà un po’ dura, prova a trovarti un lavoro part-time di massimo 15 ore settimanali. Portare avanti gli studi lavorando full time è possibile ma è molto dura, soprattutto se devi studiare per un foundation degree della durata di tre anni.
    In bocca al lupo! ^_^

    s

  • http://iwishyouwerehere.splinder.com Saya

    Uhm, ho sempre visto il “lavorare” come un “socializzare” molto più proficuo ;) Grazie mille per le risposte, è incoraggiante :)

  • Valentina

    Ciao Aldo, io sono una ragazza di 18 anni e a settembre incomincerò l’ultimo anno di liceo linguistico. Da circa un anno sto pensando al mio futuro universitario e l’idea di andare in Inghilterra a studiare è una delle possibilità che mi gira nella testa da molto tempo. In questi mesi di vacanza ho iniziato ad informarmi riguardo il sistema universitario in UK,il percorso che dovrei fare quest’anno per poter essere ammessa in un’università,sul costo della vita,se,come ha chiesto Saya, è possibile studiare e lavorare. Io non voglio farmi mantenere dai miei genitori perchè hanno già fatto fin troppi sacrifici e voglio responsabilizzarmi perciò sono disposta a indebitarmi per quanto riguarda la retta universitaria e a lavorare per mantenermi,anche se i miei genitori non ne sono molto convinti,temono sia impossibile. In più ci sono persone che mi ripetono che sono troppo giovane per cambiare totalmente vita,che ci saranno troppo difficoltà e ostacoli da superare e di consequenza dovrei frequentare l’università quì in Italia.Pensi che abbiano ragione e sia troppo giovane per farlo? dovrei aspettare? io dubbi non ne ho, sono fin troppo determinata,ma ovviamente devo pur ascoltare i consigli degli altri e un consiglio tuo sarebbe di grande aiuto.
    Grazie
    Valentina

  • http://iwishyouwerehere.splinder.com Saya

    Purtroppo per il problema “soldi” non posso aiutarti, sono nella tua stessa situazione e in cerca di consigli :P
    Per il fatto “essere troppo giovani” tsé! Non si è mai troppo giovani, anzi :) prima si comincia ad aprirsi al mondo, meglio è. Capisco che i tuoi ne siano un po’ spaventati, è lecito preoccuparsi per la propria figlia, ma fagli capire che non hanno nulla da temere. Che sei pronta ad affrontare tutto, qualsiasi difficoltà, e che se anche difficile è un modo per crescere, di provare esperienze che pochi potranno dire di aver fatto. Ma fagli capire che avere il loro sostegno morale è una cosa molto importante, falli sentire partecipi; gli farà capire che tu sei in grado di agire da sola, ma non sarà un distacco troppo netto in quanto agiranno come sostegno “morale”.
    Io almeno feci così prima di partire per il mio anno :) Penso non gli avrei convinti agendo in modo diverso.

  • Andrea

    Ciao Aldo,
    sono Andrea di 25 anni, devo dire che hai confermato quello che in molti mi avevano già detto, e di questo sono molto contento.
    Io mi sono laureato in Italia ma ho un Bachelor Inglese (Middlesex Univ.) preso tramite una “specie” di succursale..
    Non sono soddisfatto per un semplice motivo, gli insegnanti erano italiani, e non preparati. Adesso sono tre anni che lavoro in televisione e in radio come tecnico post produzione audio..ma onestamente vorrei fare carriera e per questo mi sono messo in mente di prendere un master in produzione televisiva. Ovviamente in Italia non esiste una roba del genere..e anche se esistesse il mio BA (Hons.) in Recording Arts non è riconosciuto qui..quindi mi sto guardando in giro. A parte i soldi che dovrò mettere da parte tra lavoro e prestiti, la mia preoccupazione è l’età e, ovviamente lasciare un lavoro che seppur da libero professonista mi rende abbastanza.
    Spero di trovare qualcuno che mi dia la forza e le motivazioni per fare questo passo, e soprattutto dirlo ai miei!eheh ;)
    Un saluto a tutti!

  • http://universitaininghilterra.blogspot.com Emanuele Degortes

    Caro Aldo,

    Sono daccordissimo con te. Anch’io sono andato all’universita’ in Inghilterra, prima Oxford e poi la London School of Economics e credo che sia stata un’esperienza di vita fenomenale.

    Per questo ho iniziato da poco a scrivere un blog che da consigli agli studenti italiani interessati ad andare all’universita’ in Inghilterra. Il sito e’: universitaininghilterra.blogspot.com

    Spero che i miei consigli possano essere utili alle persone interessate.

    Emanuele

  • Alessandra

    Ciao Aldo! Il tuo video è stato molto utile…ho quasi 20 anni e tra un mesetto parto per Londra. Ci rimarrò per X mesi. Ho bisogno di nuovi stimoli, di nuove persone; l’Italia è un paese per vecchi e che non offre niente di buono ai giovani.
    A Londra ho già trovato l’appartamento, per le prime due settimane conto di fare una full immersion di inglese e poi cercherò lavoro in qualche bar e ristorante. Lo faccio principalmente per imparare l’inglese che al giorno d’oggi è davvero importante. Soprattutto in Italia sono poche le persone che lo parlano e se dovessi impararlo avrei un sacco di punti in + rispetto a una persona che non lo sa…sai dirmi come funziona l’iscrizione all’università? Sono ancora in tempo per iniziarla a Settembre?

  • anto

    grazie Aldo e a tutti coloro che apportano un prezioso contributo,
    vorrei informarvi che i corsi universitari 3+2 sono stati reputati inadeguati e si sta ritornando a ripristinare i “cinque” anni!
    vi seguo sempre, anche se non posso più annoverarmi tra la categoria dei “giovani”.
    un caloroso in bocca al lupo a tutti voi.