Critica (costruttiva) ad una lettera di accompagnamento per ricerca lavoro all’estero

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Una lettrice di Italiansinfuga mi ha scritto recentemente una e-mail chiedendo consigli per quello che riguarda il suo approccio verso la ricerca di lavoro all’estero.

Dopo un po’ di tempo passato a rispondere ad annunci e spedire lettere per fare domanda lavoro, i risultati sono stati un po’ esigui.

Proverò qui a fare una critica costruttiva alla lettera di accompagnamento che la lettrice mi ha mandato dopo di che mi occuperò del curriculum in un altro articolo.

Ringrazio Orsola Savarese per aver fornito preziosi consigli al riguardo.

Quella che segue è la lettera che la lettrice spedisce al datore di lavoro insieme al curriculum. La propongo pari pari.

Dear Sirs,
I’m Italian and I arrived recently in Cork.
I took the opportunity to take some time out to examine my career goals and where I was going
with my life. I have just begun my search in the last few weeks.
I have much experience, but I know my several shortcomings in the English language and for this
study day every day, at home at Language English Course. But I think that better solution is to entry
in a big company like yours to improve my experience and to show at the same that I’m a hard
worker.
My essentials skills are ability to work in a team, with minimal direction, ability to learn new tools
and skills quickly, patience and strong sense of responsibility.
I remain at your disposal for any other information or proposal.

Innanzitutto c’è da dire che non esiste una formula vera propria per comunicare con datori di lavoro. I miei consigli possono essere non validi per alcuni recipienti ma penso che lo siano per la maggior parte dei datori di lavoro.

Il messaggio principale che vorrei dare è che questa lettera è focalizzata su quello che la lettrice vuole ottenere dal lavoro. Si deve invece presentare mettendosi nei panni del datore di lavoro e cercare di spiegare cosa offre alla ditta.

In parole povere, perché devono assumere voi piuttosto che assumere chi si presenta delineando i vantaggi che offre alla ditta?

In secondo luogo, la qualità dell’inglese non è molto alta. Questo di per sé non è un problema se si sta facendo domanda per un tipo di lavoro che non richiede un grande livello di conoscenza della lingua. Fate attenzione però a non farvi scrivere una lettera da un madrelingua e dare la falsa impressione che sappiate l’Inglese benissimo quando poi al colloquio dimostrerete di non essere così bravi.

Il mio consiglio è quello di scrivere una lettera, farvi aiutare da un madrelingua ad evitare gli errori più grossolani senza però snaturare la natura della lettera stessa. Eerrori che fanno capire subito che siete stranieri non sono terribili se congruenti con la descrizione della conoscenza della lingua nel curriculum.

Gli errori poi non sono gravissimi se ad esempio uno dei requisiti del posto di lavoro è la conoscenza della lingua italiana dove ovviamente siete avvantaggiati.

Nel paragrafo in cui la lettrice ammette la propria carenza per quello che riguarda l’inglese, lo spiegare che si sta andando a scuola è un ottimo modo di dimostrare la volontà di migliorare. Ciò nonostante subito dopo la lettrice suggerisce che andando a lavorare per la ditta in questione viene visto come un surrogato della scuola. Al datore di lavoro probabilmente non farà piacere venir visto come un campo di allenamento per chi deve imparare meglio l’inglese.

Riassumendo, io aprirei con il paragrafo “classico” delle lettere di accompagnamento nel mondo del lavoro anglosassone. Questo inizia la lettera spiegando il motivo della stessa facendo riferimento ad uno specifico annuncio di lavoro o ad una richiesta “speculativa” per capire se ci sono posizioni disponibili all’interno dell’azienda.

Dopo di che scriverei un paragrafo presentandomi. Ricordatevi che questa lettera ha lo scopo unico di creare abbastanza interesse da parte del datore di lavoro e farla proseguire verso la lettura del vostro curriculum.

Quando parlate di voi stessi collegate quello che scrivete alla descrizione del lavoro per il quale state facendo domanda. Fate in modo di unire una vostra qualità o esperienza di lavoro ad un requisito elencato sull’annuncio di lavoro.

Inoltre cercate dove possibile di ottenere il nome della persona alla quale scrivete e di personalizzare la lettera iniziando con “Dear Mrs ——”. Questo vi differenzierà da tutti quelli che non hanno fatto lo sforzo di capire a chi stanno “parlando”.

Di seguito vi propongo la mia versione della lettera, ribadendo che è solo una mia opinione…

Dear Mrs Smith

I am writing to express my interest in the Italian Customer Service position recently advertised on (nome ditta)’s website.

Having recently graduated from (nome Università), I have moved to Cork and enrolled in daily classes to improve my knowledge of the English language.

Based on your description of ideal candidate, I can offer:

  • native knowledge of the Italian language
  • university degree level of education
  • a proven ability to communicate with people gained during part-time employment as shop assistant in Via Condotti, Rome while studying full-time.

I would welcome the opportunity to meet in person to better understand the needs of your Company and further explain why I believe I am the right candidate for the role.

Thank you for your time and review of the enclosed resume.

Your sincerely

Italiansinfuga

Questa lettera, secondo me, è più efficace nel presentare le proprie qualità del contesto dell’annuncio di lavoro.

Cosa ne pensate?

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commenti


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  • buoni consigli

    Complimenti, ho apprezzato particolarmente le osservazioni riguardo alla “ditta surrogato-scuola d’inglese”. Preziosi comunque anche i consigli sull’ordine da dare alle informazioni, dal Dear Mrs_….al “riferimento ad uno specifico annuncio di lavoro”: regole classiche, ma che restano comunque regole d’oro.

    Grazie Aldo

  • akubra

    D’accordo con Aldo, impariamo a metterci nei panni degli altri e facciamoci le classiche domande che si fanno tutti appena si ha un contatto. Personalmente penso che la lettera della nostra amica sia molto vaga, non focalizza le caratteristiche che ha da offrire e pare un tantino commiserevole, ovvero sembra quasi richieda al suo potenziale datore di lavoro una mano per potersi adattare meglio al nuovo ambiente. Cerchiamo invece di:
    - avere informazioni dettaglaite sull’azienda contattata, core business, obiettivi, strategie, filosofie, ect.
    - mettere a fuoco le nostre capacità specifiche e vedere concretamente cosa possiamo offrire senza strafare (la valutazione spetta sempre a chi avete davanti, non rubiamogli il mestiere)
    - avere le idee chiare ed esprimere una scaletta sintetica andando al sodo ed esponendo le vostre caratteristiche e cosa concretamente potete fare ed essere per l’azienda, evitando inutili ghirigori (il nostro interlocutore stà vagliando le qualità che proponete e che gli possono servire, non vuole perdere tempo)
    Valgono ovviamente tutti i suggerimenti dati da Aldo sempre preziosi.

    Una cosa importante: essere sinceri. Assumereste una persona che per avere un colloquio, ha raccontato delle frottole?

    Un saluto a tutti
    Vanni

  • http://www.controsensi.it halnovemila

    Caro Aldo,
    pure io ho subito avvertito che l’intenzione, espressa dalla scrivente, di migliorare il proprio “stato” (bagaglio di esperienza e conoscenza della lingua) lavorando per l’azienda potrebbe non essere molto gradita, proprio perchè focalizzata sul beneficio che ne potrebbe trarre Lei; il messaggio che ne esce è che l’azienda viene considerata una specie di “palestra”.

    Potrebbe anche essere che la scrivente non volesse dire esattamente quello…
    ma faccio notare che da decenni nella cultura Italiana si è radicato il concetto di “funzione sociale” delle imprese private.
    In quest’ottica le imprese vengono “viste” più per quello che possono offrire all’individuo che non come soggetti che hanno esse bisogno di specifiche risorse per funzionare e svilupparsi.
    La “Funzione sociale” parte dal presupposto che le aziende abbiano un “obbligo etico/morale” (che poggia sul principio comunemente accettato che tutte le imprese sono sfruttatrici dei lavoratori e tutti i lavoratori sono sottopagati e sfruttati) di fornire un utile “servizio” alla società, e quindi a singoli individui che lavorano per l’azienda.
    Quest’obbligo è considerato “dovuto”, in quanto a parziale compenso dello “sfruttamento” che le imprese si suppone effettuino sui lavoratori e sul territorio.

    Non c’è da stupirsi quindi che il primo pensiero di un Italiano in cerca di lavoro sia quello di domandarsi e immaginarsi che cosa “lui” si aspetta di ricevere dalla ditta presso la quale si offre come lavoratore.

    Credo sia veramente difficile capire la cultura Italiana in materia di lavoro e impresa per chi vive in paesi con forti radici culturali anglosassoni dove non si è manifestata l’influenza combinata di comunismo e cattolicesimo.

    Ad oggi, nonostante la storia abbia ampiamente dimostrato quanto sia errato, più della metà degli Italiani (soprattutto i giovani) sono pronti a giurare che un modello sociale “comunistico” (dove il “lavoro” è “generato” e “garantito” a tutti dall’apparato burocratico/amministrativo dello Stato) è quello della società ideale.

    Saluti.

  • Elisa

    Post molto interessante. Io ho imparato a fare le lettere di presentazione proprio in Australia, perché in Italia non è così comune scriverle (bene). Devo dire che ci perdo moltissimo tempo per cercare le informazioni adatte sull’azienda, scrivere in inglese corretto, dare il maggior numero di informazioni utili su di me…

    Ti faccio una domanda un pò provocatoria visto che a quanto ho capito ti sei anche occupato di selezionare risorse. Le leggi davvero tutte? O perlomeno, se ti dovessero arrivare 80/100 cv con lettera le leggeresti? Se no cosa ti farebbe scegliere una piuttosto che un’altra? Meglio concisa? Originale? Standard? A volte mi verrebbe da tagliare tutte quelle formule di cortesia che si ripetono sempre uguali per concentrare in poche righe l’essenziale, ma non è facile…. :(

    Spero mi vorrai dare una mano, sarebbe estremamente gradita!

  • StefanoM

    Copio e incollo! Grazie Aldo :D


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