SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Vivere in 3 nazioni estere in 3 anni!

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Cinzia Borello è una laureata a pieni voti con un Master in ‘Comunicazione nella società dell’informazione’ all’Università di Torino.

Si trova da poco meno di un anno in Finlandia dopo avere fatto esperienza in Canada con il visto vacanza lavoro e l’Erasmus in Belgio!

Il tutto nello spazio di 3 anni!

Cosa ti spinge ad andare all’estero ed in nazioni così diverse?

La prima volta che decisi di andare all’estero da sola era il 2004, passai 5 settimane all’Isola di Wight, cercai d’imparare un po’ di inglese, con risultati pessimi, e lavorai come sandwiches maker in una bakery dell’isola, sono state 5 settimane per niente facili, ma costruttive.

A dicembre del 2005 decisi poi di fare domanda per l’erasmus, sentivo la necessità di aria nuova e d’imparare almeno una lingua straniera. Scelsi il Belgio un po’ per esclusione, la mia facoltà non aveva alcuna destinazione britannica, così valutai che conoscendo un po’ il francese avrei potuto semplificarmi la vita optando per una destinazione francofona, avevo la possibilità di dare una sola preferenza e fino all’ultimo fui indecisa tra Liège e Lyon, il Belgio vinse per via della collocazione geografica, più lontana dall’Italia e dalla tentazione di tornare a casa alla prima difficoltà e la maggiore possibilità di viaggiare.

Ho studiato a Liège per 5 mesi, i corsi di comunicazione della mia facoltà belga erano principalmente orientati a radio, tv e cinema, mentre io ero al secondo e ultimo anno della laurea specialistica con indirizzo informatico, inutile dire che l’erasmus non è stato accademicamente molto fruttuoso, tuttavia sono contenta di aver avuto quell’opportunità, mi ha aperto la mente e fatto capire che il mondo è molto più vasto e complesso del nostro personale italico giardino.

A marzo 2008 ero in piena crisi da tesi di laurea, un incubo, allora per distrami iniziai a pensare al dopo. Panico. E poi un giorno casualmente trovai in rete un blog che parlava del Canada, e il Working Holiday Visa Program mi tornò in mente, avevo sempre sognato di andare a Toronto, era un sogno da adolescente che poteva finalmente concretizzarsi, il caso volle che uno dei miei migliori amici dell’erasmus fosse residente proprio lì. Gli scrissi una lunga email e lui mi rispose: “quando arrivi?”

Chiesi il visto e lo ottenni in 3 settimane, tuttavia dovetti aspettare di laurearmi, partii così ad agosto 2008 e restai in Canada per 6 mesi, ottenere un nuovo visto era molto difficile e sentivo di dover tornare in Italia e almeno provare a vedere com’era la situazione per noi neolaureati. Un disastro.

Ma ho avuto fortuna, a febbraio di ogni anno esce il bando del Master dei Talenti della Fondazione CRT, il nome è pomposo e fuorviante, ma in pratica è un programma di tirocini pagati per i laureati dell’anno precedente degli atenei piemontesi e valdostani. Inviai la mia candidatura e fui scelta per un progetto in Finlandia, dove ancora resterò per due mesi.

Perché non l’Italia?

Perché l’Italia non è una Paese per giovani. Perché anche se ho iniziato a lavorare nel 2002, quando avevo 19 anni, l’esperienza che si ha non è mai sufficiente a garantirti un salario definibile tale. Perché se la tua famiglia non risiede in città non vieni nemmeno chiamato per un colloquio, o se ti viene dato quest’onore devi dimostrare di volerti trasferire immediatamente, anche se non hanno intenzione di pagarti abbastanza da pagare l’affitto.

Perché l’obiettivo è sfruttare e non insegnare e tu ti ritrovi a elemosinare stage, a sperare che non ti mandino via, perché è meglio di niente. In Italia i giovani professionisti perdono facilmente la dignità, non hanno risorse per mettere fondamenta senza l’aiuto parentale. Alcuni più coraggiosi tentano di mettersi in proprio, ma alla fine la partita IVA si mangia quel poco che si guadagna. Ovviamente vi sono le dovute eccezioni, ma è questa in generale l’aria che si respira.

Che differenze hai trovato tra Belgio, Canada e Finlandia?

Tre Paesi molto diversi.

Il Belgio è un Paese profondamente fratturato, sebbene sia molto piccolo, le differenze tra la qualità della vita tra la parte fiamminga e quella francofona è abissale, si odiano tra loro ed è percepibile. Un Paese che sopravvive solo grazie all’entourage dell’Unione Europea. Non ho particolarmente amato Liège, una città grigia, soffocante, dove i teenagers dopo scuola vanno nei pub a sbronzarsi. Ma quella è la cultura belga della birra, dicono.

Il Canada è stato meta dei sogni per quasi un decennio, la prima sensazione che ho avuto camminando per le vie di Toronto è stata “potrei abitare qui per sempre”, ed è ancora così, ma i costi e i percorsi lunghi e tortuosi della burocrazia ancora non mi hanno fatto decidere a fare domanda per la residenza permanente. In compenso trovare un lavoretto, nonostante avessi il social number, non è stato affatto facile, alla fine approdai a una crêperie francese dove fui assunta in quanto trilingue – più o meno, il mio inglese era ancora stentato.

La Finlandia è un Paese freddo, in tutti i sensi, le persone parlano poco, ma mai a sproposito, se entri nel loro cuore sarai loro amico per sempre, ma le relazioni non sono facili, in compenso vi sono molti stranieri, per via della Nokia, ed è veramente avanzato a livello tecnologico, è un Paese per ingegneri insomma. E anche se oggi – 30 marzo – nevica di nuovo, abbiamo vissuto per tre mesi sotto la soglia del meno 20′C, la lingua finlandese continua a essere un grosso ostacolo (anche se il lavoro è in inglese), un po’ mi dispiace lasciare la Finlandia, dove i giovani vengono considerati persone adulte, per esempio il mio supervisor ha 25 anni, un posto manageriale e due bambine.

Ci racconti il percorso pratico con il quale hai trovato la via della Finlandia?

Essendo il Master dei Talenti un bando di concorso a tutti gli effetti, ho semplicemente partecipato.
Ci terrei a precisare che si tratta della Fondazione CRT, un ente privato no profit la cui attività trova radici nell’opera svolta precedentemente dalla Cassa di Risparmio di Torino. E quindi non di una banca.

Consigli per chi vuole seguire le tue orme?

Chi vuole lavorare all’estero deve innanzitutto prepararsi bene, cercare di conoscere la lingua del Paese di destinazione, sapere come orientarsi.

Avere una sorta di piano.

Deve sapere che una volta giunti sul luogo si vive una fase di adattamento che può essere colma di euforia o delusione, che nessun Paese è il paradiso e che nulla è mai facile, che vi sono molti modi per affrontare le difficoltà, ma che poi, a conti fatti, sarà una ricchezza inestimabile, una crescita personale importante e un’esperienza che vi aprirà gli occhi al punto da non voler più tornare a chiuderli.

Dal punto di vista pratico, cercare aiuto locale per affittare una casa o orientarsi tra le offerte di lavoro, diventare parte di un team sportivo o un’associazione culturale aiuta molto, alla fine quello che può fare davvero la differenza sono le persone che incontreremo durante il percorso all’estero.

Hai idea di quale sarà la tua prossima destinazione?

Dove andrò poi? Ancora non ho deciso, c’è anche Melbourne sulla mia lista, ecco perché ho trovato questo sito in primo luogo, cercavo informazioni sull’Australia. Tuttavia, la distanza geografica mi spaventa, mi sento un po’ egoista a voler andare così lontano, altre mete europee che mi frullano in testa da un po’ sono Irlanda, UK, Francia. Let’s see.

Grazie Cinzia ed in bocca al lupo!


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commenti



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  • http://cultbits.blogspot.com Endorphins

    eheh grande cinzia! pure io da tre annni faccio la spola. per lo più tra danimarca e francia con tappe estive a londra. Sei mesi o un anno e poi via.
    Ricominciare da capo dopo un po’ è sfiancante, ogni volta in un posto nuovo, senza radici. Ma le soddisfazioni e le possibilità sono tante. La mia spinta avventuriera non si è ancora spenta e finchè ce n’è…

    ciao e buona fortuna a tutti i nomadi!

  • Explobot

    Hai l’Australia nei tuoi piani? Vacci subito con una working holiday visa!

    (non pensare di stare un anno nella stessa città ma prevedi di muoverti e visitare tutta quella nazione).

  • Riccardo

    Non per vantarmi io la batto ;) negli ultimi 24 mesi ho vissuto (non da turista) in 5 nazioni e 7 città diverse (non scherzo..)
    Articolo interessantissimo! Continua così!

    Saluti,
    Riccardo

  • Elisa

    Cinzia sembri me! Pensa che anche io ho iniziato tutto a Liege (che pero’ ho adorato) e adesso sto lasciando Melbourne (anzi se ti serve qualcosa chiedi pure!).. torno in Italia poco convinta, ma come dici tu ci voglio provare.

    Purtroppo, nonostante sia piemontese anche io ho studiato altrove, perche’ credo che il Master dei talenti sia una gran bella cosa, goditelo e complimenti!

  • http://www.elvisciotti.it elvis

    ho letto con piacere l’articolo !
    -20C in finlandia ??? wow.. dovró ricordarmi di andare a visitarla d’estate. Per me é troppo freddo anche in Italia :)

    con gli stipendi Italiani sono completamente d’accordo (anche con partita IVA si fa generalmente la fame). Non é una questione di soldi ma di dignitá, anche professionale.

    Siccome l’Italia sta peggiorando tantissimo, io un’emigrazione o esperienza adesso la vedo adesso come un’esperienza fondamentale (erasmus e/o post-laurea). Io penso seriamente di essere cresciuto (anche professionalmente) di piú 9 mesi all’estero che in 5 anni di universitá e lavoretti vari.

    s.c.a.p.p.a.t.e. !!

  • cinzia

    Così, tanto per la cronaca, sono nella quarta nazione in 4 anni :) e non è l’Australia o l’Italia. Ancora una volta mi trovo a lavorare all’estero e questa volta ho un lavoro vero con contratto vero!!

    Grazie a tutti per i commenti,
    Cinzia

  • admin

    e dove di bello??

    Ciao

    Aldo

  • cinzia

    Dublino!

  • eleonora

    ciao, io e il mio ragazzo abbiamo vinto la borsa erasmus per tampere, partiamo a gennaio!! putroppo non riusciamo a trovare un appartamento in affitto per 5 mesi…non è che tu hai qualche dritta?? grazie

  • Lidia

    Ciao Italians in fuga! :)
    Anche io sono fuggita per un anno dall’Italia e sono stata a Seattle negli Stati Uniti per fare la tesi. A malincuore sono dovuta rientrare per finire l’universita’ (manca poco per fortuna :) )

    E quindi ben presto iniziero’ a cercare lavoro all’estero. Consigli? :) Il mio inglese e’ fluente ed ho iniziato a studiare spagnolo ed a breve anche francese.

    Mi trovate su Facebook (Lidia Valentino), mi farebbe piacere scambiare opinioni con chi come me e come voi ha tanta voglia di VIVERE e di dimostrare di VALERE.

    Complimenti vivissimi a Cinzia ed a chiunque abbia la voglia e la forza di mettersi in gioco!E’ una bella sfida.

    Abroad, perche’ io valgo! cit. :)


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