Cinque caratteristiche dei neo-laureati che trovano lavoro all’estero

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I neo laureati che cercano lavoro all’estero si trovano davanti ad un ostacolo in più rispetto a tutti gli altri. Non avendo esperienza di lavoro è difficile per chi assume vagliare i curriculum di un candidato appena laureato.

Su che cosa si basano quindi i datori di lavoro all’estero nel selezionare i candidati ai quali proporre un colloquio di lavoro?

In base alle mie esperienze di assunzione durante gli anni e parlando con esperti del settore, elenco di seguito le cinque caratteristiche che vengano apprezzate nei neo laureati.

Capacità di comunicazione

Questo è forse l’aspetto più importante che distingue il candidato di successo da quello che deve continuare a cercare lavoro. Il saper comunicare con tutti, indipendentemente dall’estrazione sociale, è fondamentale per ambientarsi in una azienda. Per la prima volta dopo tanti anni i neolaureati si ritroveranno in un ambiente dove sono presenti persone di tutte le età, di tutte le estrazioni sociali e con caratteristiche molto diverse da quelle di un gruppo omogeneo di studenti come quello frequentato negli ultimi cinque anni.

Non saper comunicare vuol dire non saper tradurre il proprio potenziale, accumulato durante gli anni dell’università, in valore aggiunto per l’azienda. Non importa che voti abbiate preso all’università, se non sapete comunicare non siete utili nel mondo del lavoro.

Questo vuol dire, lo ripeto ancora una volta, che dovete imparare benissimo la lingua della nazione di destinazione!

Motivazione

I candidati che hanno intrapreso attività al di fuori di quelle studentesche durante il periodo universitario vengono considerati in modo migliore rispetto a quelli più pigri. Il dimostrare iniziativa e la volontà di fare di più rispetto a quello che viene chiesto allo studente aiuta a scremare i candidati che sono indipendentemente motivati. Chi non riesce motivarsi da solo rappresenta un potenziale rischio per l’azienda in quanto il manager dovrà passare più tempo a motivare il lavoratore.

Il saper lavorare sotto pressione

Simile al punto sopra, i datori di lavoro favoriscono quelli che, ad esempio, uniscono lo studio con un lavoretto part-time. Il saper gestire lo studio ed un lavoro dimostra la capacità di saper lavorare a lungo, di gestire la fatica, di essere puntuali ed affidabili. Anche quando si è sotto pressione. Credetemi, la pressione che si prova durante gli esami non è nulla rispetto alla pressione che vi aspetta nel mondo del lavoro.

Lavoro di gruppo

Soprattutto nel mondo anglosassone il lavoro di gruppo è considerato molto importante. Aver partecipato durante gli studi ad attività tipo giocare in sport di squadra, partecipare ad attività teatrali e qualsiasi altra attività che richieda collaborazione con altri vi avvicinerà all’agognato primo lavoro.

Voti accademici

Ovviamente più è alto il vostro voto all’università, più il datore di lavoro vi terrà in considerazione per quello che riguarda un colloquio. Tantissime organizzazioni possono permettersi il lusso di filtrare subito tutti i candidati che non hanno raggiunto un livello minimo di votazione per quello che riguarda la laurea. Fate attenzione però, questo non vuol dire che dobbiate per forza ottenere 110 e lode per avere un minimo di speranza. Tantissime ditte, meno blasonate forse ma validissime, sono contentissime di assumere anche quelli che, come il sottoscritto, il 110 e lode non lo hanno ottenuto. Siamo la maggioranza, non siamo tutti geni, quindi non perdetevi d’animo!

Riassumendo, quando fate domanda per un lavoro all’estero cercate di mettere in risalto queste caratteristiche. Attraverso il vostro curriculum, la vostra lettera di presentazione e dei vostri contatti telefonici ponetevi l’obiettivo di comunicare il vostro potenziale.

Nessuno si aspetta dai neo-laureati esperienza lavorativa significativa quindi il puntare su queste caratteristiche vi consentirà di distinguervi dalla massa dei “concorrenti” che stanno lottando per lo stesso posto di lavoro.

In bocca al lupo!

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