I datori di lavoro all’estero vi ‘spiano’ su Facebook

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Ho trovato per voi un sondaggio non recente ma sempre valido che fa luce sull’utilizzo dei ‘social networks’ da parte dei datori di lavoro all’estero per fare indagini sui candidati alle posizioni di lavoro disponibili.

I datori di lavoro all’estero stanno utilizzando sempre di più le informazioni disponibili su siti tipo Facebook per filtrare potenziali impiegati.

Come rivelato dal sito CareerBuilder, il 45% dei datori di lavoro ha affermato che utilizza i siti di social network per fare indagini sui candidati a posti di lavoro, un grosso incremento rispetto al 22% registrato l’anno prima. Un altro 11% ha risposto di voler iniziare ad utilizzare questi siti per il filtraggio dei candidati. Questo sondaggio è stato completato nel giugno 2009, vi hanno partecipato 2600 manager responsabili per le assunzioni ed è probabile che le cifre siano aumentate ulteriormente.

Coloro che hanno ammesso di usare questi siti si dividono secondo le seguenti percentuali: il 29% usa Facebook, il 26% usa Linkedin ed il 21% usa Myspace. Inoltre l’11% fa ricerca su blogs mentre il 7% segue i potenziali candidati su Twitter.

Perché i datori di lavoro rifiutano i candidati dopo la ricerca on-line?

Il 35% dei datori di lavoro ha rivelato di aver trovato contenuti su siti di social networking che ha fatto cambiare loro idea sull’idoneità del candidato.

I motivi principali includono:

  • il candidato ha pubblicato materiale, informazioni o fotografie compromettenti (53%)
  • il candidato ha pubblicato materiale che rivelava l’uso di droghe o di alcol (44%)
  • il candidato insultava il datore di lavoro precedente, i colleghi di lavoro o clienti (35%)
  • il candidato dimostra capacità di comunicazione scarse (29%)
  • il candidato ha pubblicato parole discriminatorie (26%)
  • il candidato ha mentito sulle sue qualifiche e titoli di studio (24%)
  • il candidato ha rivelato informazioni confidenziali riguardanti il datore di lavoro precedente (20%)

Il 14% di datori di lavoro ha cambiato idea su di un candidato perché ha spedito un messaggio usando un’emoticon tipo :-) mentre il 16% ha cambiato idea su di un candidato per aver usato linguaggio tipo “anke, perké” (equivalente inglese) in una e-mail o domanda di lavoro.

Perché datori di lavoro assumono dopo aver fatto ricerca sui siti di ‘social network’?

D’altro canto i candidati devono sforzarsi di utilizzare i social media per dimostrare le loro abilità, capacità ed esperienza. Il 18% dei datori di lavoro ha risposto che ha trovato contenuti su questi siti che li hanno motivati ad assumere il candidato in questione.

Gli esempi principali includono:

  • il profilo su questi siti ha fornito buone indicazioni sulla personalità del candidato e sulla capacità di adattamento alla ditta (50%)
  • il profilo sosteneva coerentemente le qualificazioni professionali del candidato (39%)
  • il candidato ha dimostrato di essere creativo (38%)
  • il candidato ha dimostrato buonissime capacità di comunicazione (35%)
  • il candidato ha dimostrato di avere una personalità ed una vita molto bilanciate (33%)

Rosemary Haefner, Vice President di risorse umane presso CareerBuilder, sostiene “i siti di social networking forniscono un ottimo mezzo per creare collegamenti con potenziali opportunità di lavoro e promuovere il proprio marchio personale su Internet. Fate in modo di utilizzare questa risorsa per proiettare un’immagine professionale e sottolineare le vostre qualifiche”.

Haefner suggerisce cosa fare e cosa non fare per mantenere un’immagine positiva on-line:

  • “pulite” la vostra immagine su Internet PRIMA di cercare lavoro. Togliete qualsiasi foto, contenuto o links che possono essere controproducenti dal punto di vista del datore di lavoro
  • create un vostro gruppo professionale su siti tipo Facebook per instaurare rapporti con leader nel vostro campo, potenziali datori di lavoro e chi vi può fornire contatti all’interno di aziende.
  • Evitate di litigare online. Cercate di pubblicare contenuti “positivi” sia nella sfera professionale che nella sfera privata.
  • Non dimenticatevi che gli altri possono vedere chi avete come amico. Siate quindi selettive nell’accettare le amicizie.
  • Non fate menzione della vostra ricerca di lavoro se siete ancora impiegati.

Riassumendo, la ricerca di lavoro all’estero si sta trasformando rapidamente grazie ad Internet.

Siatene coscienti, adattatevi e sfruttate al meglio le potenzialità.

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commenti





  • http://www.ilariola.com ilariola

    Leggendo queste informazioni mi sono venuti dei dubbi atroci su quello che ultimamente sto postando su Facebook, e, vuoi l’età media molto eterogenea dei miei amici, vuoi il mio mood del giorno, sono in grado di spaziare su qualsiasi argomento. Dalla politica in Italia, ai fumetti, alla musica, ecc…

    Il datore di lavoro “medio”, per cui, si baserebbe sulla “first image” che vede? E’ riduttivo e frustrante direi, ma se il mondo gira così non posso fare altro che adeguarmici. :)

  • Riccardo

    Io per esempio, ho settato Facebook in modo che gli amici fossero visibili solo dagli amici. Un esterno non potrebbe entrare pero’ pagando…. Non si sa mai, a pensare male…. spesso ci si azzecca.

    In ogni caso la traccia informatica e’ deleteria per la privacy. Se si e’ coinvolti in qualche vicenda di cronaca si e’ marchiati a vita in ogni parte del mondo . Chiunque semplicemente digitando il tuo nome e cognome su Google puo’ venire a conoscenza del tuo passato e magari non si ottiene un posto di lavoro in Australia perche’ 20 anni prima si e’ stati coinvolti in una rissa o in un incidente in Italia. Altro che big brother !!!

  • Bruno

    Cercare di difendersi da personaggi pericolosi lo trovo giusto, molto meno mettere il naso nelle scelte e nei gusti personali, politici o di altro tipo degli altri….
    Non penso che sia neanche legale….


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