Vivere in un villaggio giapponese di 19 case, età media 65 anni

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Mi chiamo Elena e vivo in Giappone dal 2006 perché mio marito è giapponese.

Qual’è stato il percorso che ti ha portato in Giappone?

Ho conosciuto quello che sarebbe diventato mio marito più di 11 anni fa in Italia, ma non avrei mai pensato di trovarmi in Giappone oggi! Dopo una prima visita nel 2003 e una seconda nell’estate 2005 ho deciso di provare a vivere in Giappone, visto che mio marito aveva già iniziato ad avviare un laboratorio di mosaico. Tra l’altro abbiamo dovuto sposarci subito civilmente, altrimenti non avrei potuto ottenere il visto per rimanere qui!

Qual’era la tua conoscenza del giapponese prima di partire?

A parte qualche conoscenza superficiale da prima, avevo dato gli esami del primo anno di giapponese alla Ca’ Foscari di Venezia. Sebbene posso dire di essere stata una buona studentessa, una volta qui ho dovuto praticamente ricominciare da zero: non capivo niente!!! Adesso dopo più di quattro anni me la cavo con il parlato, non ad altissimo livello però e riesco a leggere e scrivere come un bambino della seconda elementare…

Cosa fai adesso in Giappone?

Adesso lavoro con mio marito nel nostro laboratorio di mosaico, o almeno dovrei, perché faccio la mamma quasi a tempo pieno. Comunque da quando sono arrivata qua ho fatto di tutto: lezioni di italiano, inglese e tedesco, pizze per i vicini, lavoro stagionale in ristorante, raccolta di mandarini e chi più ne ha più ne metta!

Ci descrivi il Giappone in cui vivi, lontano dalla metropoli?

Dovrei parlarne ore. Vivo in un paese di 19 case con età media 65 anni: io e la mia famiglia siamo la più grossa concentrazione di giovani al di sotto dei 40 anni della zona! Sicuramente non ha niente a che fare con il Giappone che siamo abituati a vedere nei film o nelle notizie al telegiornale. Sembra che la vita si sia fermata 50 o più anni fa: niente grattacieli, niente tecnologia nè strane mode e soprattutto niente vita frenetica. Sono stata al cinema la prima e l’ultima volta quattro anni fa e per andarci ho dovuto dormire da una zia in città! Recentemente ho sentito che a Tokyo è possibile mangiare specialità di 130 paesi diversi. Noi per comprare il burro dobbiamo fare 40 km tra andata e ritorno…

Comunque vi invito a leggere il mio blog se volete farvi qualche risata!

Quali sono gli stereotipi da dimenticare?

Principalmente due: “i giapponesi sono tutti ricchi” e “i giapponesi sono tutti molto gentili”.
Ripeto che la mia esperienza del Giappone è alquanto limitata, ma per quello che ho potuto vedere, a parte un grande numero di ricchissimi (milionari? miliardari?), molti più che in Italia per capirci, la gran parte dei giapponesi devono lavorare da morire per mantenere un livello di vita decente e moltissimi muoiono di fame o quasi. In generale posso dire che il Giappone è un paese di poveri, ma che i troppo ricchi rovinano le medie.

Per quanto riguarda la gentilezza, posso dire che i giapponesi sono persone del tutto “normali” con alti e bassi. Immagino che chi si è trovato in Giappone per affari o in vacanza abbia trovato sui suoi passi solo gente affabile e carina, ma questo anche perché c’è una fortissima dose di “educazione alla subordinazione”: il mondo infatti si divide tra quelli a cui devi qualcosa (superiori, clienti, ospiti, persone più anziane..) e quelli che ti devono qualcosa (subordinati, commessi dei negozi, persone più giovani…). Per i primi devi spaccarti in quattro mentre con i secondi è normale avere un atteggiamento che noi riterremmo addirittura offensivo.

In generale il Giappone non è niente di ciò che sembra e pochissimo di ciò che si immagina (o è solo la mia esperienza personale?)

Che consigli daresti a chi vuole andare a vivere in Giappone?

Studiate il giapponese! Non pensate di cavarvela solo perché il vostro inglese è perfetto: vi servirà solo se incontrate qualche altro straniero! I giapponesi imparano la grammatica inglese a menadito, ma per quanto riguarda la conversazione sono un disastro. La loro pronuncia è incomprensibile a noi e comunque la maggior parte delle persone non spiaccica parola.

Entrare in Giappone per lavorare è piuttosto difficile, a menochè non siate tra le professioni vacanti, tra cui spiccano quelle in campo sanitario. Quindi se siete medici, ostetriche o infermieri avete ottime chance di ottenere un visto, ma dovete prima curare la lingua o di nuovo non servirà a niente. Se avete dei risparmi vi consiglio di iscrivervi ad una delle numerosissime scuole private (quelle al di fuori di Tokyo sembrano avere dei prezzi meno indecenti, oltre al costo della vita inferiore) che in due anni vi rendono praticamente un madrelingua e potete fare esperienza in loco.
Da alcuni anni poi il Giappone sta vedendo una grossa crisi economica, oltre che politica, e personalmente non vedo grossi miglioramenti in vista a breve termine. Questo significa un altissimo costo della vita paragonato ai bassi salari e un mercato del lavoro limitato a campi molto specializzati. Pensateci bene prima di prendere decisioni che potrebbero costarvi anche troppi soldi!

Grazie Elena!

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