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	<title>Commenti a: Come avere successo nell&#8217;età del lavoratore solitario</title>
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	<description>Aiuto per chi vuole emigrare all'estero</description>
	<lastBuildDate>Sat, 11 Feb 2012 20:18:00 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Enoc</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/03/06/come-avere-successo-nelleta-del-lavoratore-solitario/comment-page-1/#comment-15038</link>
		<dc:creator>Enoc</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 07:22:08 +0000</pubDate>
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		<description>Io sono un lavoratore solitario, però non indipendente, bensì un impiegato che opera in condizioni assimilabili al telelavoro… quindi la mia esperienza è in parte estranea al tema dell&#039;articolo, ma credo di poter affermare che l&#039;Italia ha una cultura e stili di vita ancora fortemente incompatibili con questo tipo realtà. 
La mia azienda ad esempio, pur operando con dati disponibili online e con strumenti trasferibili su supporti telematici, ne limita al massimo l’accesso, anche ai suoi impiegati assunti; tende sempre più ad accentrare il lavoro in ufficio, mantiene i suoi processi decisionali legati a catene gerarchiche ben precise, insomma fa tutto fuorché favorire l&#039;autonomia e la responsabilizzazione del personale. 
Il networking che s’instaura tra gli impiegati è fatiscente, sia perché il contatto a distanza è ancora percepito come un surrogato della conoscenza, sia perché la solitudine alimentata dai turni di lavoro anche festivi entra in conflitto con le abitudini sociali che continuano ad improntarsi sui tradizionali stili di vita: tutti ambiscono sempre ad avere i riposi nei giorni del sabato e della domenica, e la contesa unita alle esigenze individuali tende a produrre tensioni e inimicizie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io sono un lavoratore solitario, però non indipendente, bensì un impiegato che opera in condizioni assimilabili al telelavoro… quindi la mia esperienza è in parte estranea al tema dell&#8217;articolo, ma credo di poter affermare che l&#8217;Italia ha una cultura e stili di vita ancora fortemente incompatibili con questo tipo realtà.<br />
La mia azienda ad esempio, pur operando con dati disponibili online e con strumenti trasferibili su supporti telematici, ne limita al massimo l’accesso, anche ai suoi impiegati assunti; tende sempre più ad accentrare il lavoro in ufficio, mantiene i suoi processi decisionali legati a catene gerarchiche ben precise, insomma fa tutto fuorché favorire l&#8217;autonomia e la responsabilizzazione del personale.<br />
Il networking che s’instaura tra gli impiegati è fatiscente, sia perché il contatto a distanza è ancora percepito come un surrogato della conoscenza, sia perché la solitudine alimentata dai turni di lavoro anche festivi entra in conflitto con le abitudini sociali che continuano ad improntarsi sui tradizionali stili di vita: tutti ambiscono sempre ad avere i riposi nei giorni del sabato e della domenica, e la contesa unita alle esigenze individuali tende a produrre tensioni e inimicizie.</p>
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		<title>Di: halnovemila</title>
		<link>http://www.italiansinfuga.com/2010/03/06/come-avere-successo-nelleta-del-lavoratore-solitario/comment-page-1/#comment-13865</link>
		<dc:creator>halnovemila</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 10:39:14 +0000</pubDate>
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		<description>Andrea, sembrerebbe strano a dirsi che le banche non diano credito ai possessori di partita IVA... dato che in Italia il fatto stesso di avere una partita IVA ti qualifica come &quot;libero professionista&quot; (ben diversa definizione da &quot;lavoratore solitario&quot;) e pertano &quot;evasore&quot; e &quot;ricco&quot; (ovviamente ricco per la ricchezza che &quot;nascerebbe&quot; dall&#039;evasione fiscale su di un reddito che il fisco Italiano presume certo e abbondante)... da questa ideologica definizione, tutta Italiana, del lavoratore &quot;solitario&quot;/autonomo, ne conseguono tutta una serie di norme fiscali che sarebbero senz&#039;altro incostituzionali, dato che infrangono quanto mento l&#039;art. 3, se non fosse che per motivi &quot;di cassa&quot; la corte costituzionale non si pronuncia mai su materie fiscali ritenendole &quot;non di sua competenza&quot;.
E così, quando da una ventina d&#039;anni a questa parte, causa l&#039;asfissia di un mercato del lavoro dipendente ingessato dalle troppe pretese a carico dei potenziali datori di lavoro (pensa che non si può nemmeno far venire un potenziale lavoratore a visitare gli uffici senza fargli un contratto... perchè se viene un&#039;ispezione e il &quot;potenziale&quot; lavoratore è seduto su di una qualche sedia dell&#039;ufficio senza regolare contratto di assuzione scatta la denuncia a carico del titolare della ditta, per l&#039;uso di lavoratori irregolari) e dalle troppe garanzie a carico di certi lavoratori a tempo indeterminato assunti nelle medie e grandi aziende, a causa di tale asfittico mercato del lavoro, il cosidetto popolo delle partite IVA è aumentato enormemente (anche gli operatori dei servizi di pulizia degli uffici, spesso sono costretti a lavorare con P. IVA per non stare solo sul nero) ma, mentre le banche, che ovviamente verificano la realtà fattuale, non riscontrando tutta questa presunta abbondanza di &quot;reddito&quot; certo e costante conseguente al fatto stesso di avere una partita IVA aperta, fanno fatica a far credito a chi non dispone di un fidejussore o di garanzie patrimoniali, lo Stato Italiano invece, il fisco Italiano, continua imperterrito a pretendere versamenti anticipati di imposte sui guadagni ottenuti dalle &quot;future&quot; commissioni che il &quot;lavoratore solitario&quot; avrà.
Ovviamente le imposte sono dovute anche quando il lavoratore solitario, dopo aver effettuato il servizio, ed emessa la fattura, non viene pagato o viene pagato solo in parte.
Le imposte, poi, sono calcolate in misura sempre maggiore rispetto alle dichiarazione dei redditi dell&#039;anno prima... il fisco non prevede la recessione... ogni anno un lavoratore autonomo/libero professionista/lavoratore solitario DEVE guadagnare sempre di più... perchè lo dice l&#039;ISTAT (l&#039;istituto di statistiche nazionale).
Se poi succede che uno ha problemi di salute, o che deve fare i conti con la concorrenza (magari sleale) o con la crisi del suo particolare settore dove opera... questo non conta... per il Fisco Italiano ogni anno le imposte da pagare devono sempre essere maggiori di quelle precedenti (salvo il caso di collasso totale dell&#039;economia che, venendo statisticamente recepito anche dall&#039;ISTAT, allora consentirebbe un versamento anche inferiore all&#039;anno precedente... sempre che il lavoratore non sia &quot;fallito&quot; prima).
Siamo arrivati al punto che alcune banche fanno &quot;finanziamenti&quot; specifici per consentire ad lavoratori autonomi artigiani e commercianti (ovviamente dietro garanzie patrimoniali) di pagare l&#039;anticipo delle imposte!
Ma dico io può funzionare così l&#039;economia di un paese?
Io ho fatto il lavoratore dipendente in vari modi fino al 1999, poi il 9/9/99 ho iniziato la mia esperienza da lavoratore autonomo aprendomi la mia P. IVA... un&#039;esperienza chiusa con molto amaro in bocca solo sei anni dopo stufo di un sistema fiscale, lasciatemi passare il termine, schifosamente iniquo e fondamentalmente ideologico .
Purtroppo la maggior parte degli Italiani, non avendone esperienza diretta, non è affatto cosciente dell&#039;assurdo sistema fiscale Italiano (sistema che ovviamente favorisce la moria di aziende in difficoltà, la delocalizzazione in paesi diversi, e disincentiva gli investitori esteri nella creazione di aziende in Italia), così come la maggior parte delle persone intervistate su questo blog, non &quot;essendo lavoratori &quot;solitari&quot;, ma piuttosto studenti o insegnanti o ricercatori in qualche modo non direttamente a contatto con le questioni burocratico/amministrative/fiscali del paese che li ospita, sanno dire poco o nulla approposito delle sistema fiscale e tanto meno sono in grado di fare paragoni che sarebbero invero grandemente utili e interessanti.

Sarebbero utili ed interessanti soprattutto per coloro che, magari artigiani, intendono emigrare dall&#039;Italia, oggi, senza una laurea molto qualificante in tasca, con magari più di 35anni di età, e senza alcun tipo di  &quot;aggancio&quot; con il mondo universitario, degli studi o della ricerca.
In quelle condizioni l&#039;unica prospettiva di lavoro è appunto quella del &quot;lavoratore autonomo&quot; ( o &quot;solitario) dato che trovare un&#039;occupazione come dipendente rischia di rappresentare una inarrivabile chimera.

Saluti.
Alessio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Andrea, sembrerebbe strano a dirsi che le banche non diano credito ai possessori di partita IVA&#8230; dato che in Italia il fatto stesso di avere una partita IVA ti qualifica come &#8220;libero professionista&#8221; (ben diversa definizione da &#8220;lavoratore solitario&#8221;) e pertano &#8220;evasore&#8221; e &#8220;ricco&#8221; (ovviamente ricco per la ricchezza che &#8220;nascerebbe&#8221; dall&#8217;evasione fiscale su di un reddito che il fisco Italiano presume certo e abbondante)&#8230; da questa ideologica definizione, tutta Italiana, del lavoratore &#8220;solitario&#8221;/autonomo, ne conseguono tutta una serie di norme fiscali che sarebbero senz&#8217;altro incostituzionali, dato che infrangono quanto mento l&#8217;art. 3, se non fosse che per motivi &#8220;di cassa&#8221; la corte costituzionale non si pronuncia mai su materie fiscali ritenendole &#8220;non di sua competenza&#8221;.<br />
E così, quando da una ventina d&#8217;anni a questa parte, causa l&#8217;asfissia di un mercato del lavoro dipendente ingessato dalle troppe pretese a carico dei potenziali datori di lavoro (pensa che non si può nemmeno far venire un potenziale lavoratore a visitare gli uffici senza fargli un contratto&#8230; perchè se viene un&#8217;ispezione e il &#8220;potenziale&#8221; lavoratore è seduto su di una qualche sedia dell&#8217;ufficio senza regolare contratto di assuzione scatta la denuncia a carico del titolare della ditta, per l&#8217;uso di lavoratori irregolari) e dalle troppe garanzie a carico di certi lavoratori a tempo indeterminato assunti nelle medie e grandi aziende, a causa di tale asfittico mercato del lavoro, il cosidetto popolo delle partite IVA è aumentato enormemente (anche gli operatori dei servizi di pulizia degli uffici, spesso sono costretti a lavorare con P. IVA per non stare solo sul nero) ma, mentre le banche, che ovviamente verificano la realtà fattuale, non riscontrando tutta questa presunta abbondanza di &#8220;reddito&#8221; certo e costante conseguente al fatto stesso di avere una partita IVA aperta, fanno fatica a far credito a chi non dispone di un fidejussore o di garanzie patrimoniali, lo Stato Italiano invece, il fisco Italiano, continua imperterrito a pretendere versamenti anticipati di imposte sui guadagni ottenuti dalle &#8220;future&#8221; commissioni che il &#8220;lavoratore solitario&#8221; avrà.<br />
Ovviamente le imposte sono dovute anche quando il lavoratore solitario, dopo aver effettuato il servizio, ed emessa la fattura, non viene pagato o viene pagato solo in parte.<br />
Le imposte, poi, sono calcolate in misura sempre maggiore rispetto alle dichiarazione dei redditi dell&#8217;anno prima&#8230; il fisco non prevede la recessione&#8230; ogni anno un lavoratore autonomo/libero professionista/lavoratore solitario DEVE guadagnare sempre di più&#8230; perchè lo dice l&#8217;ISTAT (l&#8217;istituto di statistiche nazionale).<br />
Se poi succede che uno ha problemi di salute, o che deve fare i conti con la concorrenza (magari sleale) o con la crisi del suo particolare settore dove opera&#8230; questo non conta&#8230; per il Fisco Italiano ogni anno le imposte da pagare devono sempre essere maggiori di quelle precedenti (salvo il caso di collasso totale dell&#8217;economia che, venendo statisticamente recepito anche dall&#8217;ISTAT, allora consentirebbe un versamento anche inferiore all&#8217;anno precedente&#8230; sempre che il lavoratore non sia &#8220;fallito&#8221; prima).<br />
Siamo arrivati al punto che alcune banche fanno &#8220;finanziamenti&#8221; specifici per consentire ad lavoratori autonomi artigiani e commercianti (ovviamente dietro garanzie patrimoniali) di pagare l&#8217;anticipo delle imposte!<br />
Ma dico io può funzionare così l&#8217;economia di un paese?<br />
Io ho fatto il lavoratore dipendente in vari modi fino al 1999, poi il 9/9/99 ho iniziato la mia esperienza da lavoratore autonomo aprendomi la mia P. IVA&#8230; un&#8217;esperienza chiusa con molto amaro in bocca solo sei anni dopo stufo di un sistema fiscale, lasciatemi passare il termine, schifosamente iniquo e fondamentalmente ideologico .<br />
Purtroppo la maggior parte degli Italiani, non avendone esperienza diretta, non è affatto cosciente dell&#8217;assurdo sistema fiscale Italiano (sistema che ovviamente favorisce la moria di aziende in difficoltà, la delocalizzazione in paesi diversi, e disincentiva gli investitori esteri nella creazione di aziende in Italia), così come la maggior parte delle persone intervistate su questo blog, non &#8220;essendo lavoratori &#8220;solitari&#8221;, ma piuttosto studenti o insegnanti o ricercatori in qualche modo non direttamente a contatto con le questioni burocratico/amministrative/fiscali del paese che li ospita, sanno dire poco o nulla approposito delle sistema fiscale e tanto meno sono in grado di fare paragoni che sarebbero invero grandemente utili e interessanti.</p>
<p>Sarebbero utili ed interessanti soprattutto per coloro che, magari artigiani, intendono emigrare dall&#8217;Italia, oggi, senza una laurea molto qualificante in tasca, con magari più di 35anni di età, e senza alcun tipo di  &#8220;aggancio&#8221; con il mondo universitario, degli studi o della ricerca.<br />
In quelle condizioni l&#8217;unica prospettiva di lavoro è appunto quella del &#8220;lavoratore autonomo&#8221; ( o &#8220;solitario) dato che trovare un&#8217;occupazione come dipendente rischia di rappresentare una inarrivabile chimera.</p>
<p>Saluti.<br />
Alessio</p>
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		<title>Di: Andrea</title>
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		<dc:creator>Andrea</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 06:22:55 +0000</pubDate>
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		<description>Ma hai mai provato a chiedere un mutuo dicendo che sei un consulente free-lancers con una carriera che va di progetto in progetto? Se ti va bene ti ridono dietro (almeno in Italia)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma hai mai provato a chiedere un mutuo dicendo che sei un consulente free-lancers con una carriera che va di progetto in progetto? Se ti va bene ti ridono dietro (almeno in Italia)</p>
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