SCRIVERE IL CV IN INGLESE

Cosa ho imparato dopo sette anni in Canada

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Franco Bignone ci descrive la sue esperienza di sette anni in Canada per tutti coloro che sognano il ‘maple syrup’ per colazione.

Ci descrivi cosa ti portò in Canada?

Personalmente sono stato un “emigrante” privilegiato, ho vissuto in Canada per un totale di quasi sette anni in diverse occasioni come “Visiting Professor” all’Università di Toronto, ho lavorato in tre Dipartimenti differenti.

Le ragioni sono le solite, collaborazioni e lavoro con colleghi in diversi ambiti collegati alla ricerca scientifica. In particolare uno dei Dipartimenti dove ho lavorato, il Dipartimento di Chimica, ha svariati gruppi che sono al top a livello mondiale. Da notare per inciso che questi argomenti non erano nemmeno considerati allora come argomenti significativi o importanti da parte delle Università italiane, e tuttora non ci sono da noi gruppi di eccellenza in merito.

Quanto tempo rimasi e dove abitasti?

Ho vissuto in due posti in Nord America, due anni ulteriori negli Stati Uniti, a Baltimora, città che ha vissuto periodi di forte tensione razziale, ed a Toronto, in Ontario. Una definizione dell’attore Peter Ustinov che è diventata famosa è quella di “una New York amministrata dagli Svizzeri”. Conosco bene le differenze tra gli USA ed il Canada.

Ci fai un confronto della qualità della vita in Italia con quella del Canada?

La definizione di Ustinov dovrebbe già dare un po’ l’idea generale di Toronto e del Canada. Come in tutte le cose dipende molto da che cosa voi volete o cercate, da quelle che sono le vostre preferenze. Non esiste niente di perfetto al mondo, ma nella mia opinione è il paese meglio amministrato che io conosca.

Il sistema sanitario funziona, fornisce inclusi, ad esempio, un paio di lenti e di occhiali all’anno, lo psicanalista e per le cure dentali ci sono le assicurazioni. I farmaci si pagano, onde evitare gli abusi, ed anche qui ci sono le assicurazioni. Molte categorie hanno assicurazioni specifiche. Le regole in genere sono molto più giuste che da noi e, malgrado ci sia un welfare state organizzato, le tasse sui redditi sono molto più basse. Potete detrarre moltissime spese, incluso tutto quello che ha a che fare con il lavoro.

Molto più alte invece, come secondo me è giusto che sia, le tasse sulla casa, quasi un affitto mensile se la casa ha un certo valore. Il risultato è che se uno possiede più di una casa è costretto ad affittarla. Negli anni ho notato che le regole di tassazione portano i rendimenti degli investimenti soliti, per una persona media, tutti più o meno allo stesso livello sul lungo periodo.

Il totale delle tasse è un po’ più basso che da noi ma distribuito diversamente tra redditi da lavoro e redditi fondiari, siano case o siano titoli, caricando meno sui primi e più sui secondi rispetto all’Italia che carica terribilmente sul lavoro dipendente. Potete fare soldi alla grande ma allora dovete correre rischi finanziari o diventare imprenditori, la legislazione spinge a questo, non esistono o perlomeno sono minoritarie, le rendite di posizione che abbondano da noi.

Esistono poi i fondi pensione, lo stato garantisce una minima a tutti, in più potete fare quello che volete, sta a voi, sarete considerati persone mature e con senno. Esistono dei fondi di categoria ma i genere amministrate voi la vostra pensione tramite le Banche. In base alla dichiarazione dei redditi potete mettere da parte una percentuale del reddito, a scendere, tutto o in parte. Questi sono soldi tassati pochissimo, se avete dei guadagni, e che sono bloccati sino ai 65 anni.

Potete fare quello che volete, operazioni rischiosissime in Borsa o investimenti tranquilli in titoli, tutto rimane lì e si somma sino alla pensione. Una quota sono assicurati, in caso di fallimento bancario, ma se rischiate e perdete, fatti vostri. Arrivati alla pensione potete decidere se avere i soldi o la rendita.

Le scuole funzionano, le Università funzionano benissimo, Biblioteche organizzate benissimo, persino Biblioteche di CD di musica e di spartiti, se vi piace suonare. I libri li possono avere gli studenti ed i professori, per default, ma anche qualsiasi privato previo il pagamento di una quota. Le Università non sono come media aggressive nelle loro politiche come quelle USA ma costano poco o niente a confronto e sono buone.

Il sistema di trasporto funziona egregiamente, non ho mai posseduto un’auto, ho sempre girato in bicicletta ed
affittato l’auto se mi serviva. Personalmente ho sempre trovato un poco noiosa la vita culturale. Ci sono cose interessanti ma il Canada secondo me è molto provinciale. La mentalità di fondo è quella Wasp in Ontario e non ci sono molti punti di eccellenza, una vita tranquilla e bene organizzata.

C’è molta varietà culturale, con moltissimi gruppi etnici, ma anche molto diluiti in fondo, più sottocultura etnica che cultura vera e propria.

Come vengono accolti gli stranieri in Canada?

Gli stranieri sono bene accettati, non ho mai avuto problemi di sorta, ma se volete fare gli avvocati è meglio se siete Irlandesi o Britannici, se volete mettere su una ditta edile è meglio essere Italiani, se volete
guidare un taxì è meglio se venite dall’India, … Scherzi a parte esistono piccoli ghetti ma la tensione è minima o inesistente.

Consigli per chi vuole emigrare in Canada?

Culturalmente rispetto all’Italia ed all’Europa non c’è paragone, e questo vale spesso anche per gli Stati Uniti. La cultura media di un liceale italiano è quella che in USA ed in Canada è insegnata già a livello universitario. Il Latino è la lingua degli avvocati, anche nei paesi anglosassoni, sapere l’Italiano vi fornisce un’arma in più.

La nostra cultura media classica è molto migliore, la nostra cultura tecnica Universitaria no. Culturalmente escluse le aree attorno a New York e Boston e l’area Californiana il Nord America è un po’ un mortorio secondo me. D’altra parte può essere un trampolino di lancio se avete delle idee che non troverete certamente in Europa, meno il Canada, molto di più gli USA. Una città come Toronto è un po’ una specie di ghetto in cui vivete chiusi, non è come essere a Milano dove in tre ore di auto, code a parte, potete andare dai monti al mare ed attraversare tre o quattro confini.

In Canada per sciare prendete l’aereo, per il mare prendete l’aereo, si finisce per essere sempre lì.

Quindi sta a voi, se vi piace il baseball e l’hockey, pattinare, pagaiare nei laghi, pescare, scalare ed altre attività all’aria aperta è il posto ideale. Se cercate un lavoro e volete tirare su una famiglia, se vi piace la vita tranquilla e con una certa sicurezza è il posto ideale.

Dovrete sopportare l’inverno con un viaggio in Florida o a Cancun.

Se invece volete più rischio, ambienti fortemente competitivi, la possibilità di diventare miliardari, insomma vi piace una situazione con più adrenalina in circolo, gli USA sono molto migliori. Se volete un ambiente culturale vivo dove parlare di arte, letteratura, poesia e visitare monumenti storici il Nord America non è il posto per voi, a parte pochissimi circoli.

Come è stato lo ‘choc culturale’ da rientro in Italia?

Mi è in parte successo quello che succede a tutti quelli che emigrano. Come ho detto non c’è niente di perfetto al mondo. Emigrando si finiscono per apprezzare cose del paese di origine che si davano per scontate e cose del paese dove si emigra che mancheranno. E’ uno degli scherzi che fa la vita, si finisce per essere sempre un po’ fuori posto. Vedendo l’Italia come è ridotta, rendendosi conto di quello che abbiamo in mano, è molto frustrante, viste le cose che ho appena raccontato. D’altra parte si è molto più consci rispetto a chi viaggia soltanto di come è fatto il mondo e si hanno dei vantaggi che altri non possono avere.

Grazie Franco!

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commenti



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  • http://iwishyouwerehere.splinder.com Saya

    Beh, che dire? Grazie millissime, mi hai aiutato a farmi un’idea un po’ più precisa del Canada. Fin’ora (purtroppo) ero ferma a Wolverine che fa il boscaiolo. Scherzi a parte, mi è stato davvero utile. Come nazione il Canada mi ha sempre ispirato, anche se ha la pecca di tutte le nazioni vaste: per andare fuori ci metti una vita. Beh, a meno che tu non sia sul confine :D

  • riccardo

    Grandissima relazione sul nord America complimenti

    Sito veramente interessante. Purtroppo m’e’ mancato il coraggo di emigrare a vent’anni, ma adesso ad un passo dalla pensione, sto considerando come emigrare in un paese low cost.

    Grazie mille per le informazioni

  • riccardo

    Davvero una reportage multifocale interessante!
    Tanto più che mi trovo a pochi giorni dalla partenza per il Canada, nella sede di Montréal.
    Fra qualche tempo spero anche io di poter arricchire la news letter attraverso la mia personale esperieza!

  • alexes

    ottimo, spiegazioni molto chiare..e una gran voglia di canada.
    ma nel campo dei giornali in lingua italiana ci sono possibilità di lavoro?
    in realtà parlo molto bene il francese ed abbastanza bene l’inglese, ma so che in Canada ci sono iniziative editoriali specifiche per italiani..

    grazie mille

  • Pingback: Il problema più grande del Canada è trovare lavoratori | italiansinfuga

  • Franco

    Citando a memoria, credo che a Toronto ci siano oltre un milione di italiani. Non fate commenti “intimi” in pubblico, c’è di sicuro un Italiano nelle vicinanze. Esiste una televisione italiana ed alcuni giornali che hanno però diffusione molto limitata. In Quebec molte persone sono bilingui ci sono anche moltissimi però che non parlano Inglese, fuori dal Quebec nessuno o quasi parla il Francese però. In Nord America pochissimi parlano altre lingue oltre all’Inglese, che è tutto tranne l’Inglese di Oxford con accenti di tutte le provenienze. Per pensionati non è un paese low cost, specie l’area di Toronto. “Up in the sticks, in the middle of nowhere” … nelle foreste, nel mezzo del nulla, ossia fuori città, la storia è diversa, se vi piacciono la campagna, il gelo, pattinare e le motoslitte. In certe aree, come ad esempio a North Bay, potete andare in macchina per chilometri senza sentire nemmeno la radio e trovarvi con i fiocchi di neve alla fine di Agosto. Per certi versi è molto simile ai paesi Scandinavi, inclusa l’Architettura. Attenzione alle assicurazioni mediche, se non siete Canadesi costano abbastanza, non ci sono accordi con l’Italia come per i paesi europei.

  • saladino

    Ciao Franco,

    io vivo a montreal, e rispetto a toronto devo dire che forse è meno svizzera ma molto più viva culturalmente!

    E’ una specie di new york in miniatura, e da quello che ho visto delle due città, forse è anche più multiculturale perché come hai detto tu non ci sono ghetti.
    Io non guadagno molto, sono poco sopra la soglia della povertà (o almeno quella che qui considerano tale, che credo sia 25000 cad, però vivo bene. Montreal è molto abbordabile (non so toronto ma da quello che dici pare di no), e i salari sono alti (si non il mio, ma in generale). La prima impressione che si può avere è che non sia cosi ricca, ma non è cosi… solo spendono diversamente da noi. Non vedrete botique di lusso, cellulari a go go o queste cose qui, ma parecchie case “da sogno” gente vestita con un pezzo preso al negozio e uno al mercatino etc.

    Concordo con te quando parli di cose che trovi e che mancano, ma la bilancia purtroppo pende decisamente dalla parte canadese, a meno che non siate abbastanza benestanti in italia, diciamo pure ricchi, tutte le belle cose che abbiamo da noi non ve le potete permettere se non a piccole dosi.., qui tutto è per tutti. Dal golf alle piscine coperte, ai campi di calcio in erba gratis , alle spa (chi ci è mai andato da noi?)

  • carmelo

    dopo aver essermi laureato nel 2007 a roma in scienze della comunicazione ho cercato di lavorare e costruirmi un futuro a roma. ma dopo 1 anno (considerando ke percepivo uno stipendio di 1200 e pagavo per un posto letto 900e) ho deciso di provare a trovare un lavoro nel mio paese natale, agrigento. Adesso dopo quasi tre anni di lavori saltuari (grazie a raccomandazioni senza le quali nn si può nemmeno fare il cameriere)ho maturato la decisione di andare via dall’italia deluso….

  • Antonio

    Ciao,grazie per la tua descrizione vorrei sapere però se un laureato in legge presso l’Università di Malta(paese del commonwealth e di common law)ha possibilità di trasferirsi in Canada…..o è come in USA dove per diventare avvocato c’è bisogno della cittadinanza?
    grazie

  • Luca

    Ciao Franco, ciao Saladino

    Mi chiamo Luca Guzzardi: fra l’altro collaboro con Aldo scrivendo alcune delle interviste che sono sul blog. Ho ottenuto un WHV per il Canada qualche giorno fa: intendo usarlo come trampolino per cercare lavoro e dunque un visto più stabile. Sono un matematico: categoria mal vista qui in Italia, ma richiesta in Canada sotto vari ruoli, almeno stando a quello che ho scoperto dai dati sull’immigrazione del governo canadese.

    Sono alla ricerca di contatti ed amicizie, aperto a suggerimenti su come meglio sfruttare i sei mesi del visto. Quello che so per certo è che partirò dopo la metà di agosto per essere già operativo a settembre, quando immagino il lavoro riparta dopo le ferie; intanto miglioro il mio inglese, che sia realmente fluente per quando arriverò.

    Spero di avere presto vostre notizie,
    Luca

  • claudia

    @Luca
    Ciao!io frequento un corso di laurea in matematica..leggendo i commenti ho notato quest’affermazione:

    “matematico: categoria mal vista qui in Italia, ma richiesta in Canada sotto vari ruoli”

    e ti sarei grata se potessi darmi più informazioni riguardo gli sbocchi lavorativi o i percorsi di studio successivi alla laurea (magari anche triennale) offerti in Canada, oppure indicarmi dei link da cui potrei comprendere meglio la situazione. Grazie in anticipo!


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