Come trasferirsi a Londra

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Elvis Ciotti si è trasferito a Londra un anno fa e dopo pochi mesi ha trovato lavoro nel suo campo, l’IT.

Imparate dalla sua esperienza e dai passi pratici da fare durante i primi tempi per porre le basi per un’emigrazione di successo.

Dove vivere durante i primi giorni, come imparare l’Inglese in fretta, come trovare lavoro, è tutto qui….

Perché sono partito

Beh, per vari motivi. Il principale é che in Italia non si ha (salvo pochi settori ed eccezioni varie) un sistema meritocratico, il che é doppiamente un problema: molta gente in gamba non ottiene quello che merita e si trovano spesso incompetenti in posti importanti, compresi molti di quelli che governano e contribuiscono a peggiorare ulteriormente la situazione.

Secondo, ho una laurea e qualche anno di esperienza in IT, settore molto ben generalmente pagato nei paesi anglosassoni e per cui basta in genere un livello di lingua non altissimo, specialmente per i ruoli da programmatore o simili.

Terzo, moltissimi mi hanno raccontato di aver avuto interessanti esperienze all’estero, quindi perché non provare ? non avevo nulla da perdere.

Devo precisare che in Italia ho lavorato come libero professionista durante l’universitá e avrei potuto continuare a farlo. Non sono quindi partito a causa di assenza di alternative, ma poiché sapevo che qua avrei avuto possibilitá di ambire a molto di piú. In Italia ho dato un’occhiata agli annunci e come mi aspettavo non c’era neanche l’ombra di qualcosa decente (neanche adesso, anzi mi sembra peggiori sempre piú).

Come trasferirsi a Londra

Come trasferirsi a Londra

Perché Londra

Ho deciso di partire all’inizio del 2009. La crisi si stava facendo sentire ovunque ma ormai avevo deciso e comunque per l’IT la crisi sembrava che si facesse sentire di meno. La mia scelta era un paese anglofono europeo, l’inglese é importantissimo nel settore tecnico. L’Irlanda e altri paesi europei li ho scartati a priori poiché in essi la crisi si era fatta sentire di piú. Alla fine ho scelto Londra, avvantaggiato anche dal conveniente cambio euro sterlina.
Prima di partire mi sono informato su tutto (costi, trasporti, lavoro, ecc…). Ci sono forum e siti con tantissimi consigli e link, ovviamente bisogna imparare a valutare e dare il giusto peso a cosa si legge.

Una volta arrivato?

Un mio amico mi ha ospitato per qualche giorno in attesa che trovassi una stanza in affitto. Ho frequentato per tre mesi un corso di inglese per arrivare a un livello che mi consentisse di parlare al telefono con i recruiter (agenzie di reclutamento) e sostenere un colloquio di lavoro.

Poi ho iniziato a fare domanda per alcuni lavori online. Ci vuole un po’ per capire a cosa si puó aspirare e come bisogna comportarsi con i recruiters al telefono. Per farla breve, dopo circa due settimane avevo fatto qualche colloquio ed al terzo, dopo molte domande tecniche, sono stato assunto. Le aziende sono in genere molto piú interessate alle competenze che ai titoli di studio, ma dopo 8 mesi che lavoro direi che servono entrambe per avanzare di carriera e ambire a posti meglio pagati.

La cosa bella a cui in Italia non siamo abituati é che le offerte di lavoro (sui vari siti tipo monster.co.uk) riportano chiaramente quanto sará lo stipendio offerto, e non esiste un’etá massima per poter fare un lavoro. L’impressione che ho avuto é che nell’IT ci sono buone offerte (cosí come in altri settori), e in queste situazioni sono ovviamente i lavoratori ad avere il coltello dalla parte del manico; i manager faranno probabilmente il possibile per trattenerti, trattandoti bene e dandoti uno stipendio adeguato alle competenze per evitare che tu cerchi qualcosa di meglio.

La vita a Londra

Londra é una grande metropoli e ha di tutto, dal quartiere sporco e pericoloso a quello tranquillo e vivibile. Gli affitti e i trasporti costano, ma non molto di piú di quelli di Milano o Roma se si sta un po’ attenti. Le opportunitá sono tante, se si é intraprendenti e in gamba sicuramente é la cittá ideale. Londra é una cittá piena di gente giovane da tutto il mondo, piena di eventi e molto varia. Di negativo direi che il clima é alquanto deprimente, quasi sempre nuvoloso tutto l’anno. Forse é questa una delle cause per cui gli inglesi tendono a essere un po’ asociali :). Inutile che dia altre opinioni in quanto sarebbero troppo soggettive e inutili. A parte i primi mesi per lo shock culturale, dopo periodi prolungati c’é chi continua ad amarla ma anche chi la odia.

A chi consigli di trasferirsi qua ?

In generale lo consiglierei a chiunque fosse interessato a un’esperienza di qualche mese con lo scopo principale di migliorare la lingua.

Per periodi maggiori, direi oggettivamente che ne vale veramente la pena per chi ha competenze tecniche o in alcuni specifici settori, altrimenti si rischia di perdere anni a lavorare sottopagati senza ottenere nulla. Naturalmente c’é una forte componente soggettiva, e il tutto dipende altamente anche dai propri gusti, prioritá e dalla situazione precedente in Italia.

Ovviamente valgono tutte le altre cose giá scritte da altri in italiansinfuga, ovvero che all’estero non sono tutte rose e fiori. All’inizio si parte svantaggiati per via della lingua ed é abbastanza difficile socializzare con la gente del posto. Inoltre la crisi globale pare che abbia lasciato il segno e non é facile trovare un buon lavoro se non si hanno le competenze specifiche richieste o non si é particolarmente intraprendenti.

Grazie Elvis ed in bocca al lupo!

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