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Come trasferirsi a Londra

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Elvis Ciotti si è trasferito a Londra un anno fa e dopo pochi mesi ha trovato lavoro nel suo campo, l’IT.

Imparate dalla sua esperienza e dai passi pratici da fare durante i primi tempi per porre le basi per un’emigrazione di successo.

Dove vivere durante i primi giorni, come imparare l’Inglese in fretta, come trovare lavoro, è tutto qui….

Perché sono partito

Beh, per vari motivi. Il principale é che in Italia non si ha (salvo pochi settori ed eccezioni varie) un sistema meritocratico, il che é doppiamente un problema: molta gente in gamba non ottiene quello che merita e si trovano spesso incompetenti in posti importanti, compresi molti di quelli che governano e contribuiscono a peggiorare ulteriormente la situazione.

Secondo, ho una laurea e qualche anno di esperienza in IT, settore molto ben generalmente pagato nei paesi anglosassoni e per cui basta in genere un livello di lingua non altissimo, specialmente per i ruoli da programmatore o simili.

Terzo, moltissimi mi hanno raccontato di aver avuto interessanti esperienze all’estero, quindi perché non provare ? non avevo nulla da perdere.

Devo precisare che in Italia ho lavorato come libero professionista durante l’universitá e avrei potuto continuare a farlo. Non sono quindi partito a causa di assenza di alternative, ma poiché sapevo che qua avrei avuto possibilitá di ambire a molto di piú. In Italia ho dato un’occhiata agli annunci e come mi aspettavo non c’era neanche l’ombra di qualcosa decente (neanche adesso, anzi mi sembra peggiori sempre piú).

Come trasferirsi a Londra

Come trasferirsi a Londra

Perché Londra

Ho deciso di partire all’inizio del 2009. La crisi si stava facendo sentire ovunque ma ormai avevo deciso e comunque per l’IT la crisi sembrava che si facesse sentire di meno. La mia scelta era un paese anglofono europeo, l’inglese é importantissimo nel settore tecnico. L’Irlanda e altri paesi europei li ho scartati a priori poiché in essi la crisi si era fatta sentire di piú. Alla fine ho scelto Londra, avvantaggiato anche dal conveniente cambio euro sterlina.
Prima di partire mi sono informato su tutto (costi, trasporti, lavoro, ecc…). Ci sono forum e siti con tantissimi consigli e link, ovviamente bisogna imparare a valutare e dare il giusto peso a cosa si legge.

Una volta arrivato?

Un mio amico mi ha ospitato per qualche giorno in attesa che trovassi una stanza in affitto. Ho frequentato per tre mesi un corso di inglese per arrivare a un livello che mi consentisse di parlare al telefono con i recruiter (agenzie di reclutamento) e sostenere un colloquio di lavoro.

Poi ho iniziato a fare domanda per alcuni lavori online. Ci vuole un po’ per capire a cosa si puó aspirare e come bisogna comportarsi con i recruiters al telefono. Per farla breve, dopo circa due settimane avevo fatto qualche colloquio ed al terzo, dopo molte domande tecniche, sono stato assunto. Le aziende sono in genere molto piú interessate alle competenze che ai titoli di studio, ma dopo 8 mesi che lavoro direi che servono entrambe per avanzare di carriera e ambire a posti meglio pagati.

La cosa bella a cui in Italia non siamo abituati é che le offerte di lavoro (sui vari siti tipo monster.co.uk) riportano chiaramente quanto sará lo stipendio offerto, e non esiste un’etá massima per poter fare un lavoro. L’impressione che ho avuto é che nell’IT ci sono buone offerte (cosí come in altri settori), e in queste situazioni sono ovviamente i lavoratori ad avere il coltello dalla parte del manico; i manager faranno probabilmente il possibile per trattenerti, trattandoti bene e dandoti uno stipendio adeguato alle competenze per evitare che tu cerchi qualcosa di meglio.

La vita a Londra

Londra é una grande metropoli e ha di tutto, dal quartiere sporco e pericoloso a quello tranquillo e vivibile. Gli affitti e i trasporti costano, ma non molto di piú di quelli di Milano o Roma se si sta un po’ attenti. Le opportunitá sono tante, se si é intraprendenti e in gamba sicuramente é la cittá ideale. Londra é una cittá piena di gente giovane da tutto il mondo, piena di eventi e molto varia. Di negativo direi che il clima é alquanto deprimente, quasi sempre nuvoloso tutto l’anno. Forse é questa una delle cause per cui gli inglesi tendono a essere un po’ asociali :) . Inutile che dia altre opinioni in quanto sarebbero troppo soggettive e inutili. A parte i primi mesi per lo shock culturale, dopo periodi prolungati c’é chi continua ad amarla ma anche chi la odia.

A chi consigli di trasferirsi qua ?

In generale lo consiglierei a chiunque fosse interessato a un’esperienza di qualche mese con lo scopo principale di migliorare la lingua.

Per periodi maggiori, direi oggettivamente che ne vale veramente la pena per chi ha competenze tecniche o in alcuni specifici settori, altrimenti si rischia di perdere anni a lavorare sottopagati senza ottenere nulla. Naturalmente c’é una forte componente soggettiva, e il tutto dipende altamente anche dai propri gusti, prioritá e dalla situazione precedente in Italia.

Ovviamente valgono tutte le altre cose giá scritte da altri in italiansinfuga, ovvero che all’estero non sono tutte rose e fiori. All’inizio si parte svantaggiati per via della lingua ed é abbastanza difficile socializzare con la gente del posto. Inoltre la crisi globale pare che abbia lasciato il segno e non é facile trovare un buon lavoro se non si hanno le competenze specifiche richieste o non si é particolarmente intraprendenti.

Grazie Elvis ed in bocca al lupo!

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commenti


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  • luckygio

    Ciao…guarda mai articolo fu più a proposito…

    premesso che concordo in tutto per quanto riguarda i motivi che possono spingere una persona che lavora nell’it a trasferirsi a londra, meritocrazia, stipendi più alti, possibilità di miglioramento..sono perfettamente in linea con quanto detto.

    sono 7 mesi che cerco di trasferirmi a Londra, e sono nel tuo stesso settore, con la differenza che non ho la laurea ma 9 anni di esperienza mainframe.
    Le offerte di lavoro sembrano molto allettanti e perfettamenti calzanti con il mio skill..ma sono ancora alla rcerca.

    Tu sei partito per cercare lavoro a Londra..io non posso andare così all’arrembaggio..devo trasferirmi solo dopo aver ricevuto una proposta.
    Per questo una volta ogni due mesi sto andando a Londra per interviste…telefone e presa di contatti.
    Ho aperto un conto bancario per aumentare le mie garanzie..ho mandato un numero spropositato di Cv in rete e contattato solo nell’ultima settimana un centinaio di recruitment.

    Ora sono proprio a Londra e non sto raccogliendo molto a dirti il vero dai tre giorni di chiamate che sto facendo.

    Quello che scrivo forse sembrerà un pò sconnesso..ma lo sto scrivendo di getto, proprio perchè sono qui in albergo ad innervosirmi perchè non riesco a concludere questa ‘missione’.

    Ho chiesto il più delle volte un incontro in modo che si facciano un’idea più precisa di me, delle mie intenzioni, di quello che posso fare e di quale lavoro possono trovarmi..ma la risposta più frequente è ‘Se c’è qualche opportunità la chiamiamo noi’…oppure altre contraddicendo a questo mi dicono ‘se trova un annuncio preciso pubblicato da noi ci contatti’…

    Bah..sarà…ma forse è solo la fortuna che non gira..

  • Luca

    Grazie mille Elvis per il tuo intervento, spero anche io, un giorno, di fare come te : )

  • Fabrizio74

    Complimenti Elvis, volevo chiederti la burocrazia che hai dovuto affrontare per poter lavorare (ad es. apertura conto bancario, ecc.) e se hai avuto qualche difficoltà da questo punto di vista. Grazie.
    Ciao
    Fabrizio74

  • syncro

    Grazie per l’articolo, molto interessante!

    A riguardo ho una domanda: da quello che leggo, il recruitment è prettamente telefonico (almeno i primi contatti); a questo punto, secondo voi, sarebbe possibile provare a cercare lavoro dall’Italia per evitare periodi morti?

    Ciao,
    syncro.

  • StefanoM

    Stessa tua situazione!!! Solo che io ho iniziato lunedì! Ora ho trovato casa con la mia ragazza! Apparte alcuni momenti di sconforto( ho avuto mia la prima job interview senza neanche candidarmi, ti dico solo che mi ha attaccato il tel in faccia perchè non capivo quello che mi chiedeva :P ! ), ci facciamo molta forza, e cominciamo sempre dippiù ad apprezzare questa città (oggi c’è molto vento ma a tratti è luminoso)! Difatti anche io vorrei fare come te, ho visto che ci sono molte scuole, TU QUALE CONSIGLI? Io pensavo alla Edgware College! Ma in quei tre mesi, cosa facevi per sostentarti? Io probabilmente cercherò part-time in qualche catena (non che mi alletti l’idea)! Comunque io e la mia ragazza abbiamo subito fatto amicizia (con italiani, ma almeno è un inizio)! Vorrei farti tante di quelle domande, non tanto per il lavoro, ma per la strategia da te utilizzata per arrivare a fare la tua prima job interview!

    Il mio indirizzo è: stefanomagistri@gmail.com.

    Contattami ti prego! Ciao Elvis ed in bocca al lupo!

    X ALDO: Ottima intervista, proprio quella che mi serviva, per svegliarmi bene stamattina, grazie! :D

  • Londra bella per le vacanze…

    Ma quale sfortuna! E’normale che sia difficile trovare lavoro a Londra anche per i più qualificati…perchè Londra è la città che nel mondo è stata colpita più duramente dalla crisi! Ma di questo i nostri mass-media (e soprattutto molti siti internet italiani, che cercano di rifilare costose e lucrose vacanze studio ai giovani di 15 anni facendogli credere che Londra sia l’Eden) non parlano mai. Basta leggere in rete, su siti che parlano di italiani all’estero, per capire quanti italiani siano tornati a casa da Londra nell’ultimo anno: non si contano per quanti sono. E molti di lavoro avevano lavori qualificati, mica cameriere o lavapiatti… Ciò non significa che sia impossibile trovare lavoro a Londra, ma semplicemente che – a meno di ingenti qualifiche professionali ed esperienza in un settore specifico, con conoscenza dell’inglese a livello madrelingua – potrebbe essere molto ma molto difficile. D’altronde basta girare per Londra per capire qual’è la realtà che si ha davanti: migliaia di immigrati provenienti da ogni angolo del mondo (perchè noi non siamo gli unici ad amare Londra ed avere il “London dream” nella mente, ci sono almeno 2 miliardi e mezzo di persone che vorrebbero viverci…), e molto spesso questi immigrati sono più qualificati di noi, con un inglese madrelingua (vedi indiani) o comunque appreso nelle maniere più efficaci (vedi cinesi), cosa che noi italiani non facciamo. A Londra poi non si va per il sottile: sai fare una cosa? ti possono assumere. Non hai tutte le qualifiche necessarie? Non vieni assunto, punto. Non è come in Italia, dove c’è gente che viene assunta grazie ad altri parametri, e che viene presa lo stesso anche se gli manca una certificazione particolare…a Londra non si sgarra, ci sono migliaia di persone in lotta per lo stesso lavoro, e lavorano solo i migliori. E’ proprio questo che i mass-media non fanno emergere: Londra è una città elitaria, per i pochi (ricchi) eletti, per i pochi che possono avere un lavoro di alto livello (nel 90% dei casi nel settore business) in grado di dargli uno stipendio adeguato all’eccessivo costo della vita Londinese. Ho sentito di ingegneri costretti a vivere nella periferia estrema di Londra, in quanto il loro stipendio – sebbene doppio rispetto a quello italiano – non gli permetteva di fare diversamente. E anche per i lavori non qualificati, c’è poco da stare allegri: la tanto adorata “multiculturalità” della città si trasforma in una schiavizzazione moderna del lavoro: gli stessi iraniani, filippini, ghanesi, rumeni che tanto dolcemente vedete per strada ogni giorno, sono gli stessi che lavorano la sera nei ristoranti come lavapiatti per 2 sterline l’ora, solo che non li vedete perchè stanno dietro, in cucina. E questo ovviamente abbassa l’offerta di lavoro, e ne diminuisce i salari (poi capite perchè un italiano che si presenta a Londra per cercare un lavoro come lavapiatti e “reclamando” uno stipendio da 10 sterline l’ora, spesso rimanga e piedi e torni a casa…). Putroppo le cose belle hanno un prezzo, e in tutte le grandi città d’Europa (Parigi, Berlino, Madrid) funziona ormai così: o stai alle loro condizioni, o te ne vai, perchè di ricambio ce n’è a bizzeffe, per tutti i tipi di lavoro…e se non ci stai, torni a casa.

  • Max

    Ciao a tutti,
    ho letto i commenti, purtroppo in questo periodo, e la cosa dura ormai da quasi due anni, praticamente a Londra è difficilissimo trovare lavoro di un certo tipo, se invii CV on line non ti rispondono e nemmeno ti contattano per un colloquio.
    Vista la crisi mondiale, per quel poco che c’è, vengono favoriti i propri concittadini, secondo me bisogna andare fuori Londra o le altre città più piccole.
    Sembra proprio che i recruiters non conoscano internet, non rispondono mai, quindi non sai cosa non è andato, capisco che ne riceveranno a migliaia ogni giorno, ma credetemi non è questione di come fare un CV e come proporlo, è proprio perchè c’è davvero poco. Chissà se questa situazione si sbloccherà! Alcuni amici miei prima di questa crisi hanno trovato un buon lavoro, anche senza avere grandi titoli di studio ma ora è proprio impossibile.
    Da recente ho letto qualcosa sull’economia inglese, e il quadro non è per niente buono.
    La situazione è davvero molto critica, quindi andare all’estero per cosa? Fare la fame???
    Affidiamoci alla fortuna ma credo proprio da sola non basta!
    Saluti a tutti voi,
    MAX

  • kekko

    ciao a tutti,
    ritorno su italiansinfuga.com dopo un po’ di assenza. Io ormai sono tornato in italia, ma continuo a bazzicare qui in UK (dove mi trovo mentre scrivo).

    Mi congratulo con quelli di voi che hanno avuto le palle di prendere e partire piu’ o meno allo sbaraglio…se resti in italia ad aspettare il momento giusto e’ molto probabile che la partenza venga rimandata in eterno. Una volta fuori dal confine italico si e’ in gioco, quindi la spinta a ottenere cio’ che si cerca e’ maggiore.

    Devo anche dire che concordo con chi ha detto che il lavoro va cercato anche fuori di Londra. La capitale dell’inghilterra non e’ l’unico posto. Personalmente consiglierei, a chi non ha avuto successo, di provare citta’ anche piu’provinciali che pullulano di piccole imprese e che spesso cercano specialisti IT. Date uno sguardo su Manchester, Birmingham, Bristol, Leeds, York, Southampton…magari non saranno affascinanti come Londra, ma avrete anche meno concorrenza.

    Non fossilizzatevi su compagnie che fanno IT, l’inghilterra e’ piena di imprese di ingegneria civile, ambientale (tipo ARUP) e cosi via che cercano sempre specialisti nel settore informatico. A Darby (posto orribile) c’e’ la Rolls Royce che assume quasi costantemente. Altre enormi compagnie sono la Boeing, che ha uffici ovunque, la BP (british petroleum) e BG (british gas). Le compagnie petrolifere come Total, Norsk Hydro, Shell assumono sempre…fatevi un giro sui loro siti. Questi sono i settori in cui i soldi girano, e’ possibile che vi mandino a vivere in qualche postaccio all’inizio, ma almeno vi fate un po’ di soldi. Consiglio anche di gaurdare i siti delle universita’ che cercano sempre persone con padronanza nell’informatica per tenergli ordinati i cluster. Se avete esperienza in HPC siete a cavallo.

    in bocca al lupo a tutti.

  • elvis

    @luckygio: purtroppo ogni sotto settore dell’IT o tecnologia ha un sua situazione. Quando c’é poca offerta agli annunci si candidano centinaia di persone e avrai poche possibilitá se non zero. Esempio pratico per ruoli da programmatore: la primavera scorsa c’erano poche offerte JAVA con una media di centinaia di candidati ad annuncio. Invece per le molte offerte PHP c’erano poche decine di candidati ad annuncio. Sul sito reed.co.uk puoi vedere il numero delle persone che si applicano ad un lavoro, quindi hai un idea di cosa potrai trovare.
    Purtroppo il fatto che non sei madrelingua e non hai lavorato qua significa molti punti in meno. Io avevo laurea specialistica in informatica con massimo dei voti + premio di laurea, qualche anno di esperienza freelancing e sono stato assunto allo stesso stipendio iniziale (poi aumentato dopo poco) di un inglese con una triennale e qualche mese di discutibile esperienza in UK.

    Se i recruiter ti trovano interessante, ti chiedono se possono inviare il tuo curriculum alla azienda. Se ti dicono solo che ti richiameranno, probabilmente non lo faranno. Almeno questo é quello che é capitato a me.

    @Fabrizio74: diversamente dall’Italia, le burocrazie si sbrigano in un attimo ! Le due cose per lavorare sono: banca (basta una mattinata, io l’avevo aperto alla barclays prima di avere il lavoro e con la sola carta d’identitá) e National insurance ( = l’INPS inglese, serve per lavorare. basta chiamare un numero per fissare un appuntamento, poi andarci e portare documenti + prova dell’indirizzo e una qualsiasi dimostrazione che hai o stai cercando un lavoro, un’altra mattinata. poi ti arriva dopo 1 settimana il numero e puoi lavorare regolarmente). Le burocrazie sono ridotte al minimo.

    @syncro: potresti comprarti una scheda sim inglese su ebay. poi quando ti chiamano e ti chiedono dove abiti, gli puoi dire benissimo che vivi in UK da qualche mese ma al momento sei in vacanza in italia. Se puoi ti fissassero un’intervista con la company (che ti avrebbe trovato interessante => ottimo !), ti chiederanno quando sei disponibile per un’intervista(tieniti aggiornato sul primo volo disponibile ogni giorno e pronto a partire). Se ti chiedessero del conto in banca o NI, digli che li hai richiesti e arriveranno in poche settimane.

    @StefanoM: fregatene delle figuracce ! tu chiedi di ripetere, poi se trovi uno maleducato con poca pazienza mandalo a fanc… purtroppo i bastards parlano come delle scheggie e all’inizio non é facile capire tutto :D
    scuole? ce ne sono tantissime, consiglio un da 3h al giorno vicino dove abiti. Ad esempio alla callan school in oxford street puoi fare una settimana gratis, poi decidi (io l’ho mollata dopo 3gg e continuato alla scuola tradizionale, il sistema di apprendimento che usano non mi piaceva). La cosa importante é metterti in una situazione (amici e lavoro) dove devi parlare inglese tutto il giorno per imparare alla svelta. Se hai altre domande specifiche scrivimi pure a elvisciotti chiocciola gmail punto com.

    @Max: come dicevo prima putroppo in alcuni settori c’é poca offerta e partiamo svantaggiati per il non essere madrelingua. Purtroppo l’economia inglese o irlandese non é come anni fa e forse non ci tornerá mai, ma anche negli altri paesi europei non é meglio (vedi post sulla germania in questo blog).
    In alcuni settori é piú facile dato che ci sono carenze e la lingua non é un grosso svantaggio, ma normalmente é folle venire qua con una laurea umanistica e sperare di ottenere un lavoro qualificato quando gli stessi inglesi con la stessa laurea non trovano nulla. Certo che se in Italia c’é poco o niente, meglio lavorare in un ristorante o in pub all’estero e nel frattempo impararsi la lingua e farsi una esperienza, probabilmente molto piú stimolante sapendo che almeno il sistema é meritocratico.

    @kekko: hai perfettamente ragione. Ci sono moltissime altre alternative in UK, ma anche fuori. In molti paesi del nord europa chiedono solo l’inglese per lavori tecnici.

    Buona fortuna a tutti !!

  • StefanoM

    GRAZIE

  • luckygio

    Grazie mille Elvis per aver risposto a tutti noi.

    Diciamo che leggendo quanto scrivi mi rendo conto che almeno sono riuscita senza l’aiuto di nessuno ad acquisire qualche punticino in più.

    - ho la sim inglese
    (consiglio più che valido per tutti coloro i quali vogliono essere contattati)

    - ho aperto il conto in banca Uk

    - ho indicato come indirizzo inglese quello del B&b dove alloggio sempre (e l’hanno accetto anche in banca senza problemi)

    Sono convinta che se dovessero assumermi regredirei di livello, ma sono ben disposta a farlo anche perchè è più facile scalare la vetta della carriera, mentre è sin troppo rischioso cadere dalla cima se ti collocano più in alto di quello che si è pronti a fare.

    Io continuo con l’invio dei Cv e con la richiesta di interviste..al momento sono a quota due ma non bastano.

    Ti ringrazio per la disponibilità, se capitiamo a Londra prossimamente sarai invitato a prendere un caffe..!!!!mi metto la spilletta ITALIANSVERAMENTEEINTENSAMENTEINFUGA!!!!!!!

    Grazie mille :)

  • Fabrizio74

    Grazie mille Elvis della tua disponibilità.
    Ciao!

  • Sara

    Ciao a tutti, è da un poco che ho conosciuto questo sito e lo trovo molto interessante. Sono laureata in lingue e l’anno scorso ho trascorso 6 mesi a Londra. Il mio proposito era quello di migliorare la lingua per questo ho vissuto come au pair presso una famiglia inglese. Duurante la mia permanenza li, ho fatto mente locale per cercare qualcosa di diverso ma mi sono resa conto che la crisi si era fatta sentire abbastanza dato che neanche nei ristoranti i nei negozi cercavano personale. Così sono tornata in Italia. Qui la situazione credo sia ancora peggiore a livello lavorativo così ogni giorno penso di ripartire ma dovrei farlo allo sbaraglio…e credo che l’unica cosa che potrei fare li è lavorare come cameriera dato che per una posizione migliore non creedo che con la mia laurea avrei qualche speranza ed è per questo che sono molto confusa…è necessario avere competenze diverse, in ambiti diversi ed una conoscenza linguistica eccellente…
    credo proprio che dovrei accettare un posto da cameriera per sopravvivere ma dopo?Londra è bellissima ma ci vuole anche fortuna per stabilirsi con un lavoro che renda…poi per quanto mi riguarda con la mia laurea credo di non poter far molto, al massimo qualche lezione di italiano agli stranieri anche se mi accontenterei di fare la semplice segretaria ma cnhe li (vedendo gli annunci anche come receptionist e negli alberghi)non ho le carte in regola…
    ma ammiro chi parte per l’appunto allo sbaragli probabilmente dovrei fare lo stesso…comunque grazie per i post sono interessantissimi per una come me che già crede di non avere speranze!

    un saluto

  • pittyxp

    Ciao a tutti!!!

    E’ magnifico leggere semore esperienze di connazionali effettuate all’estero e migliorarsi in base a tali parole.
    Bando alle ciance e ai ringraziamenti sono un ragazzo di 27 anni che come unico sogno ha quello di trasferirsi definitavemente a Londra, o meglio, in UK dove la burocrazia è ridotta al minimo e dove vige un sistema meritocratico a differenza dell’Italia dove vige il sistema delle “bustarelle” che odio alla grande, dove si dice sente: “tranquillo, non preoccuparti”; “si, poi se ne parla”; ecc. Odio queste frasi, perkè se una cosa di vede fare si deve fare, perkè se una cosa è A non potrà mai essere B come in Italia.

    Leggendo le esperienze in rete ormai da un paio di anni ho imparato che tutto dipende dal sapersi muovere là sul posto. Io sono stato 3 volte a Londra l’anno scorso, una aa gennaio ed una ad aprile solo per una settimana, poi sonostato la bellezza di 2 mesi a fine anno è ho potuto constatare la mentalità inglese nel vero senso della parola. Sono rimasto a dir poco impressionato, talmente tanto che non tutt’ora a distanza di ormai quasi 3 mesi devo ancora abituarmi a certe cose ridicole italiane che non starò qui ad elencare.

    In questi due mesi ho cercato di perfezionare la lingua, al fine di poter coronare il mio sogno, trasferirmi in UK. Dai comment che si leggono in rete e che ho sentito là tutto dipende dal coraggio di una persona, dal saperti muovere, dal tuo livello di lingua e dal lavoro che cerchi. E’ vero, che la crisi si è fatta sentire anche nella grande Metropoli dove si muovono circa 12 milioni di persone al giorno, dove tutto sembra non fermarsi mai e dove sembra ci siamo migliaia di offerte di lavoro. Io in 2 mesi ne ho trovati 2:

    il primo in un ristorante italiano dove non mi sono mai presentato, dicendo che ero dovuto tornare in Italia poichè mi volevano come cameriere, ma l’inglese che parlavano era peggio del mio e quindi ho abbandonato l’idea dei ristoranti italiani, il mio scopo era migliorare la lingua;

    il secondo, contemporaneamente insieme ad un mio amico, l’ho trovato al Cafè de Paris a Piccadilly. Certo era come aiuto barman, ma venivo pagato non male. Parlo al passato causa la mia posizione in Italia che spiegherò dopo, ma ci tengo a sottolineare che il mio amico tutt’oggi lavora là e vive là e di certo sta perfezionando la lingua in funzione di poter proseguire il suo iter universitario là. Penso che una specialistica in UK dipende l’università scelta valga molto di più.
    Io purtroppo ho dovuto mollare il lavoro, poichè dovevo rientrare in Italia necessariamente dato che mi erano finite le ferie, ebbene si, le ferie.

    Chi vi parla è un ragazzo che ormai da 6 anni lavora nelle forze armate, in una posizione con lavoro fisso (maresciallo) e di una certa sicurezza. Penserete che sono solo pazzo, ma voglio mollare tutto e trasferirmi a Londra o in un’altra zona dell’Inghilterra dove è il mio sogno andare a vivere e dove vedo maggior oopportunità per il mio futuro, ma soprattutto per i miei futuri figli che se cresceranno in Italia finiranno come a provare solo ed esclusivamente concorsi per posti statali che ti chiudono mentalmente e ti stanziano in un bolla di sapone dalla quale non puoi più uscire poichè non riesci a migliorarti professionalemente ed economicamente. E’ vero, hai il lavoro sicuro per tutta la vita, ma non è tutto ora quel che luccica.

    La mia idea sarebbe quella di provare durante un anno sabatico di aprire un’attività là nel settore della ristorazione, ho visto che va alla grande a Londra causa il turismo e se riesci ad individuare il punto strategico nonostente l’eventuale affitto del locale. Io ho l’idea di aprire inizialmente un take-away che potrebbe evolversi in qualcosa di più se andrebbe bene per poi lasciare il settore della ristorazione e passare in altri settori dopo aver migliorato la lingua.

    Capisco che con le parole è tutto facile, ma voglio poter dire fra 30 anni che almeno c’ho provato e non ci sono riuscito (se dovesse andare male!) quando mi ritroverò dopo una giornata di lavoro a casa mia che in effetti sarà ancora della banca dato che non avrò finito di pagare il mutuo ancora.

    Sto ancora cercando un socio che abbia il coraggio di fare questa esperienza ed il capitale da investire in questa idea. Ho trovato tantissimi amici disposti a partire parlando, ma di fronte a fatti concreti poi si ritiravano indietro, spero di poter fare questa esperienza al max fra un anno, un anno e mezza max!

    Ciao a tutti. spero di non avervi annoiato con le mia parole!!!!

    Continuate così ragazzi!!!!

  • pittyxp

    P.S.

    Dimenticavo di scusarmi per gli errori, ma sto scrivendo di fretta e non ho tempo di rileggere tutto se ce ne dovessero essere (penso proprio di si!!!!)

    Scusate ancora!

  • Chi ha il pane non ha i denti

    Ma come, gli immigrati stanno tornando a casa perchè a Londra non c’è più uno straccio di lavoro, e tu lasci un lavoro fisso in Italia per andare a Londra? Non capisco le motivazioni di questa scelta.

  • claudia82

    ciao a tutti… io sto pensando di partire ad aprile subito dopo pasqua, visto che la situazione lavorativa per quanto mi riguarda (faccio la giornalista) in Italia è tragica. Conto sul fatto che so bene l’inglese… ovvio non è che quanto arrivo pretendo di imparare l’inglese, ma fare tipo l’impiegata, che ne so l’interprete o magari lavorare nel turismo…
    insomma sono confusa acnhe io.. voi avete qualche dritta da darmi?
    budget iniziale?

  • elvis

    @claudia82: le possibilitá che hai dipendono dalle tue esperienze e CV, oltre alla situazione attuale del settore in cui cerchi e la tua persistenza a cercare. L’Inglese é ovviamente dato per scontato e conoscerlo perfettamente non ti aiuterá molto dato che qua é la lingua ufficiale.
    Hai piú possibilitá se cerchi lavori dove devi parlare italiano e inglese (centralinista o marketing). Se leggi gli altri commenti ci sono altre cose che ti possono servire (es: come cercare lavoro dall’Italia).
    budget: stando un po’ attenti, te la puoi cavare con 6/700 euro al mese a Londra (stanza in affitto in zona 2/3). se conosci bene la lingua un lavoretto non qualificato lo trovi senza troppe difficoltá, poi cerchi qualcosa di meglio. Se in italia non trovi nulla, male che ti va migliori la lingua e ti fai un’esperienza. cerca su internet, ci sono molti forum scritti da italiani con consigli. in ogni caso, non partire allo sbaraglio, informati bene prima

  • claudia82

    @elvis
    grazie della risposta. In effetti è quello che sto facendo solo che, appunto, sento e leggo pareri contrastanti. Pensavo anche io di fare prima qualcosa giusto per mantenermi (visto che in italia non mi fanno fare nemmeno quello)e poi cercare di meglio contando anche sulla mia esperienza (10 anni di lavoro tra testate varie)…cmq alla partenza prevista manca un mese, in queste settimane avrò tempo di organizzarmi bene e magari (incrociando le dita)
    fissare dei colloqui per quando arrivo..

  • Elisa

    @Aldo
    E’ la prima volta che capito qua e devo dire, come ti hanno già detto in molti, che è proprio un bel sito!! Complimenti!

    @Elvis
    Grazie per la tua testimonianza!!! Volevo chiederti una cosa…che scuola di lingue hai frequentato? Grazie.

  • http://www.elvisciotti.it elvis

    @Elisa

    Io ho fatto una scuola da 3 ore al giorno, 5 giorni alla settimana. Pagavo molto poco, circa 80 sterline al mese. Purtroppo ha chiuso, ma so che c’é n’era un’altro nello stesso palazzo poco piú costoso di cui molti me ne hanno parlato bene: meridiancollege.co.uk (a Finsbury Park e Oxford St). Ci sono scuola ovunque se rimani vicino al centro, quindi ti conviene andare in quella piú vicino a te. Se ne scegli un altra, attenzione: Spesso li fanno a prezzi molto bassi in modo che ci siano molti studenti non europei che si iscrivono solo per ottenere il VISA annuale.
    Il british council fa un servizio di certificazione delle scuole per garantire una certa qualitá, vedi se la scuola che hai scelto é certificata.

    Quando i prezzi sono bassi, va da sé che é probabile trovarsi in una classe con molte persone. Se poi l’insegnante non é in gamba si imparerá poco. I corsi servono cmq a molto poiché si conosce un sacco di gente con cui poi si esce e parlando si acquisisce fluenza. Se ci unisci impegno personale e stai il piú possibile lontana da connazionali migliorerai presto.

    Ho molti altri consigli da dare su come imparare l’inglese a Londra e sulle scuole (ne ho viste anche altre i primi mesi). Sul mio blog trovi i miei contatti (skype e mail), scrivimi quando vuoi se vuoi altre info.
    ciao !

  • gioglia

    Salve a tutti,

    salve vorrei andare a lavorare in Inghilterra e magari viverci… e vorrei portare con me anche la mia ragazza… Io sono laureato in turismo e la mia ragazza in economia e marketing… la cosa che vorrei sapere è: siccome la mia ragazza è ecuatoriana, e per lei è più difficile entrare in inghilterra, vorrei sapere se ha dei vantaggi visto che sta con me che sono italiano… o ad esempio se fossi sposato lei avrebbe dei vantaggi??? spero che avete capito il mio problema…
    Distiniti saluti.

  • Michele

    Io sono tornato da Londra dopo 14 anni…
    Stipendi bassi rispetto al costo della vita, società deprimente e allo sbando (hanno ammazzato il mio vicino di casa per rubargli una bottiglia di vino da £ 6)
    Lavoro nell’informatica da vari anni, ho 10 anni e + di esperienza come ingegnere a Londra ma sono scappato…
    Non ci tornerei nemmeno in vacanza, sinceramente in Europa ci sono posti molto migliori, vedi Olanda e Germania, oppure andrei in USA direttamente dove prendi 10 volte i soldi dell’ UK…
    Stateci un po’ a Londra, non 2 mesi o un anno, ma una decina di anni poi mi direte…lascio a voi scoprire cosa intendo…
    In più gli Italiani sono odiati…

  • Op

    Ciao Michele,

    ci dici un po di piu riguardo alla tua esperienza (che sembra veramente deprimente)
    A che tipo di RAL eri arrivato dopo 10 anni di esperienza in IT?
    In quale zona di Londra vivevi?
    Quanto pensi che bisogna guadagnare per vivere in una zona che non ti faccia fuggire?

    Da quel che conosco Londra direi che conta molta la zona (adirittura la via) dove vivi.

    Grazie del tuo contributo!

  • Paolo

    Complimenti ad Elvis per esserci riuscito, ma dissento fortemente quando dice: “Per periodi maggiori, direi oggettivamente che ne vale veramente la pena per chi ha competenze tecniche o in alcuni specifici settori, altrimenti si rischia di perdere anni a lavorare sottopagati senza ottenere nulla. Naturalmente c’é una forte componente soggettiva, e il tutto dipende altamente anche dai propri gusti, prioritá e dalla situazione precedente in Italia.”

    Per andare a vivere a londra non bisogna essere per forza dei nuovi Bill Gates o avere titoli e specializzazioni lunghe chilometri. Come hai detto la componente soggettiva è quella principale, tutti possono aspirare a costruirsi un futuro migliore. Anchi chi va a fare il manovale, comincerà piano piano ma in futuro potrebbe diventare un manager o comunque sfondare.
    Saluti

  • Elvis

    @Paolo: certo, assolutamente non bisogna essere geni o super-qualificati per emigrare, l’emigrazione e’ assolutamente per tutti se ci si sente di farlo.
    In questo caso pero’ io stavo parlando specificamente di Londra, e Londra dopo la crisi del 2009 e’ diventata difficile. E’ costosa, i lavori non qualificati pagano molto poco e non si impara nulla con quelli (‘perdere tempo’ ovvero lavare i piatti per pagarsi un corso serale di inglese, e dopo 2 anni arrivare a un livello decente forse? poi ?). Molte persone vengono da tutto il mondo vengono a Londra con un inglese quasi perfetto e creano concorrenza per il mercato del lavoro, le aziende assumono gente solo con esperienza. Chi non e’ qualificato viene pagato il minimo per sopravviveere.
    Piu’ che una opinione e’ un dato di fatto, ho conosciuto un sacco di gente qua, molta se ne e’ tornata a casa, pochi rimasti.
    Emigrare va bene per tutti, ma senza quello di cui parlavo nell’articolo, semplicemente non puntate a Londra, meglio in altre citta’ del regno unito o paesi del nord europa

  • Ovidio

    Ciao,

    mi sono imbattuto in questo sito che ho trovato subito interessantissimo. Descrivo brevemente la mia esperienza, nella speranza di ricevere consigli/impressioni/commenti, etc.

    Io sono di Napoli, sono un Ingegnere Elettronico e ho un lavoro fisso nella mia città. Il lavoro che svolgo non consente alcuna crescita, lo stipendio è basso e non mi consente di avere una vita completamente autonoma e sufficientemente dignitosa per la mia educazione e la mia esperienza.

    Da un po’ di tempo, un po’ incuriosito, un po’ spinto da esperienze positive di altri miei colleghi, mi sono messo a cercare lavoro in UK (tramite una SIM inglese e un indirizzo “faked”), e dopo appena due dispendiosissimi colloqui, mi è arrivata un’offerta di lavoro.

    Il lavoro si trova nell’Hampshire, è un posto permanent, e il salario è di 30K pds annui. In Rete mi è stato detto che si tratta di un’offerta buona per la zona, ma ora che ho questa offerta tra le mani sono allo stesso tempo eccitato e spaventato. Andrei in una vera fabbrica manufatturiera di elettronica (cosa introvabile in Italia, specie al sud), ma le cose non sembrano così rosee. L’ambiente in sé è un po’ deprimente: non c’è luce naturale ma solo grossi neon. La fabbrica consta di poco più di 20 dipendenti, e negli anni scorsi ha subìto forti ridimensionamenti di personale a causa della crisi economica. Insomma, niente rose e fiori qui, a quanto pare.

    Ora, purtroppo, sono agli sgoccioli per prendere una decisione. Quello che più mi interesserebbe è la possibilità di fare un’esperienza comunque importante per la mia carriera, e avere più opportunità una volta sul posto. Ciononostante, mi sento ancora atterrito e confuso. Ciò che mi spaventa più di tutto è il fatto che da quelle parti non ho né appoggi, né conoscenze. Sono single (almeno credo, perché ultimamente sto attraversando un periodo di crisi intensa a livello affettivo), e sarei lasciato completamente solo in questa mia scelta: potete immaginare cosa ne possano pensare i miei familiari di una scelta del genere (nel sud Italia spesso si tende a fare in modo che i figli restino in casa fino a oltre 40 anni se non sono sposati, tormentandoli con minacce psicologiche anche molto efficaci). Inoltre, qui da noi, di questi tempi, è praticamente un sacrilegio lasciare un posto a tempo indeterminato che occupi già da qualche anno.

    Insomma, quello che cerco con questo mio commento è più che altro un incoraggiamento e qualche testimonianza che possa essermi di conforto nella mia decisione. E, perché no, tentare di allacciare qualche conoscenza con qualcuno che viva da quelle parti (Hampshire, UK).

    Grazie e tutti e scusate per la prolissità.
    o

  • anna

    @Ovidio
    ciao Ovidio, capisco molto bene la tua perplessita’ riguardo all’offerta di lavoro. hai gia’ preso una decisione? ti trovi davanti ad una scelta molto importante, che necessita di mettere la carriera davanti a tutto. 30K non e’ male, un ingegnere puo’ ambire a uno stipendio piu’ alto col tempo, ma gia’ cosi al netto sono poco meno di £2000 al mese, e ci vivi bene, a Londra o fuori. In italia siamo molto abituati al posto fisso, dove ti assumono e ci rimani fino alla pensione, ma qui non e’ cosi’, la gente cambia lavoro dopo qualche anno per trovare cose diverse e fare altre esperienze, anche se si trova bene. non pensare di aver davanti 30 anni sotto a quei neon! se hai trovato questo lavoro con 2 colloqui e dall’italia, probabilmente ne puoi trovare un altro anche stando qui in UK nel giro di poco se questo non ti dovesse piacere. le cose cambiano molto quando hai all’attivo un’esperienza di lavoro in UK. motivi per non partire ce ne saranno sempre, la crisi e’ vero c’e’ e forte anche qui, ma l’italia e’ un’altra storia, e’ lo spirito che e’ diverso. avere una buon lavoro e buone possibilita’ di carriera non e’ tutto, ma ti da una grande scossa di entusiasmo che si estende poi anche al tuo modo di vedere le cose, di affrontare la vita e le relazioni interpersonali. i soldi non sono tutto, ma la soddisfazione personale e la sensazione di poter scegliere, hanno un impatto enorme.
    io sono partita senza lasciare un lavoro in italia, 3 anni fa, ma dopo aver trovato un lavoro inerente alla mia laurea che in italia non avrei trovato mai, non mi sono mai pentita della scelta.
    in bocca al lupo per la tua decisione!
    anna

  • Elvis

    @Ovidio
    Non siamo coetanei ma penso di capire la tua situazione.
    Avere gia’ un lavoro e’ buono. Essere single pure nel senso che non hai niente da pardere a livello affettivo se parti (amici e famiglia rimangono comunque, sia quando sei qua sia nel caso tornassi).
    Come da precedente commento, in UK il mercato e’ molto competitivo, quindi e’ relativamente facile cambiare lavoro e ottenere migliori condizioni. Soldi e lavoro non saranno un problema a lungo andare per te in UK.
    Lasciare l’Italia puo’ anche servirti in un certo senso per “ripartire da zero” in alcune cose o almeno capire cosa realmente ti interessa. Allontanarsi dalla ottusa mentalita’ Italiana (specialmente quella che descrivi) fa solo bene.
    ciao

  • Valentina

    Ciao a tutti! E’ una vita che sogno di andare a Londra e, ovviamente, non voglio rimanerci solo per una settimana in vacanza. Il mio inglese scritto è eccellente, quello parlato non proprio, anche se, essendo il mio ragazzo messicano (vive in Spagna e parliamo solo in inglese) ho avuto modo di migliorarlo moltissimo negli ultimi mesi.
    A febbraio mi laureo in Ingegneria per l’Ambiente ed il Territorio (triennale) e vorrei partire a marzo-aprile per Londra, ma ci sono tante cose che mi spaventano. Il costo della vita in primis, la ricerca di una stanza in un appartamento e ovviamente il lavoro. Per il momento il mio unico obiettivo è migliorare l’inglese, quindi, mi andrebbe bene qualsiasi tipo di lavoro che mi permetta di stare in mezzo alla gente.
    Tuttavia dopo aver letto delle vostre esperienze e di molti altri sul web, sto iniziando a riconsiderare la mia decisione. La situazione è così tragica?

  • valeria

    Sono una laueranda in economia aziendale, ho sempre vissuto in un paesino del sud italia senzza avere la possibilità di muovermi ma ora che mancano pochi mesi al mio traguardo vorrei cercare delle nuove opportunità in un paese come il Regno Unito. Chiunque abbia una laurea similare e un’esperienza a Londra nel settore bancario, assicurativo, aziendale e impiegatizio (ma va benissimi anche la ristorazione per i primi tempi) mi potrebbe raccontare la sua esperienza? Voglio precisare che ho intenzione di trasferirmi definitivamente, non perchè non mi piaccia l’Italia, ma perchè sono intenzionata a cambiare radicalmente vita

  • Z Jeck S.

    Elvis….ma per caso a gennaio 2010 hai preso l’aereo per Londra da Rimini?? l’aereo è partito con circa 4 ore di ritardo?

    Di Elvis che partono per Londra non ce ne saranno tanti :D

  • oscar

    ciao a tutti io sono appena tornato da 6gg a londra e parlando con persone che vivono li mi dicono che la situazione e’ un po’ migliorata.io non ambisco a grandi posti di lavoro .io qui facevo l’orafo ma chi compra l’oro al giorno d’oggi.quindi mi sono licenziato e ho deciso di andare a londra tra circa un mese.il mio problema per ora e’ l’alloggio quindi se avete suggerimenti utili li accolgo volentieri.

  • Alex

    Comunque non è vero che nei Paesi del Nord Europa basta l’inglese, bisogna imparare (e bene) la lingua locale. Non è facile. L’inglese lo dovete anche sapere benissimo perché qui tutto lo studiano praticamente dall’asilo.

  • alessandro

    ciao a tuttie mi chiamo Alessandro, io a settembre parto per londra per fare un’esperienza di vita se qualcuno avesse in mente la stessa cosa nn esiti a contattarm( in compagnia è tutto più semplice).
    skype alessandro999944

  • vale

    ciao Ale, mi chiamo Valentina ed io sto pensando si fare la stessa cosa ma a dicembre…posso chiederti come ti stai muovendo? Hai già trovato lavoro? :)

  • Monica

    89704967886/

  • Monica

    Ciao Alessandro, fai benissimo, ho vissuto a Londra 2 anni, ma un bel po’ di anni fa poi ero tornata in Italia ma non mi sono mai più riadattata :-) ) sto per ri-trasferirmi a Londra ma questa volta per sempre!

  • federica

    ho intenzione di partire anche io valentina se ti puo interessare, sono Federica, contattami pure a lonati.pplaymate@gmail.com

  • federica

    Ciao monica,sono federica vedo che se ferrata dal momento che ti sei trasferita… potrei chiederti in qualche modo qualche approfondimento?

  • sgriliano

    Ciao Elvis, io sono un Sistemista Linux e ormai è quasi un annetto che sto cercando lavoro a Londra. Ho iniziato con qualche colloquio via Skype per poi ahimè passare a quelli esclusivamente telefonici.
    Dico ahimè, perchè su skype mi trovo molto bene, mentre per telefono faccio un pò di fatica….la faccio in italiano figurati in inglese.

    Non ho un fluent english ma me la cavo, sono un B1…ma di fronte alla comprensione telefonica un pò mi innervosisco e un pò non capisco.So che se cercassi il lavoro direttamente a Londra sarei più avvantaggiato, ma è un passo che non posso fare almeno per il momento : ho un mutuo + un altro debito e mia moglie non guadagna abbastanza…quindi mi vedo costretto a cercare da qui.
    Sto continuando a studiare inglese quando posso, ascolto alcuni podcast in inglese, film, telefilm, cerco di arricchire il mio dizionario.
    Ho pensato comunque di iniziare anche con uno stipendio più basso rispetto al mio ideale e anche a contratti temporanei, i cosiddetti Contract, questo giusto perchè sapendo che il sistema in UK è meritocratico so che presto riuscirei a raggiungere i miei obiettivi, cosa che qui in Italia, come ben sai, è abbastanza difficile.

    Tu che sei già lì, conosci il mercato e sei anche nel mio stesso settore, come la vedi?

    Ciao e grazie

  • domenico

    salve mi chiamo domenico natale e sono di san vitaliano provincia di napoli, io e la mia fidanzata vorremmo trasferirci a londra ma non conoscendo la lingua inglese siamo disposti a lavorare presso ristoranti come mansione lavapiatti per poi andando a frequentare dei corsi con i guadagni. siamo ragazzi serie e con tanta voglia di lavorare spero di poter trovare al piu presto un lavoro per noi. cordiali saluti aspettiamo vostre risposte…..vi chiedo con gentilezza ti poterci aiutare siamo disperati per colpa di scarso lavoro


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