Consigli dopo 15 anni in Germania

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SimonaB è emigrata in Germania 15 anni fa, ci racconta la sua storia e fornisce consigli a chi sta pensando di emigrare in Germania.

Cosa ti ha portata in Germania?

Cosa mi ha portata in Germania? Un vero caso della vita. Devo premettere che sin dalla tenera delle elementari sono sempre stata una “patita” delle lingue straniere e dell´estero forse perché Rimini, la mia cittá natale, diventava in estate una vera e propria Babilonia linguistica.

A 17 anni ho fatto uno scambio classi con una scuola di Darmstadt, nella regione dell´Assia, e sono rimasta sempre in ottimi contatti con il mio “scambio-partner” di allora. Dopo aver fatto la maturitá di perito turistico, a vent´anni avevo voglia di cambiare un pó d´aria e di fare esperienza all´estero. Veramente il mio piano era quello di trascorrere 6 mesi in Germania per migliorare il mio tedesco e 6 in Inghilterra per l´inglese ma il destino mi ha giocato un bello scherzetto (aaah l´amore, l´amore..) e 6 mesi sono diventati 15 anni. L´amore se n´è andato dopo 5 anni ma io sono rimasta perché il lavoro che facevo mi dava molte soddisfazioni, guadagnavo bene, avevo una bella cerchia di amici, non mi mancava nulla e sinceramente l´Italia (a parte la mia famiglia) con tutto il suo casino non mi mancava assolutamente.

Quale era la tua conoscenza del Tedesco agli inizi?

La mia conoscenza del tedesco era veramente scolastica. Avevo delle ottime basi grammaticali ma quando sei sul posto e i tedeschi aprono la bocca e iniziano a parlare a mitraglia allora è veramente la fine..Devo dire che io imparato la lingua come si deve seguendo per un paio di mesi un corso per stranieri, leggendo in tedesco, guardando la televisione tedesca e….EVITANDO gli Italiani e tutto quello che sembrasse essere italiano.

È inutile, quando si vuole imparare una lingua per integrarsi al 100% in un paese bisogna evitare per un lungo periodo i connazionali altrimenti la lingua non si impara. Io avevo ed ho tutt’ora una cerchia di amici composta da tedeschi e stranieri, gli unici amici Italiani con cui ho contatto sono le mie ex-commilitone dell´universitá di Heidelberg.

Comunque, dopo un anno passato in “full immersion tedesca” parlavo, capivo e mi sapevo far valere linguisticamente. La conoscenza del tedesco è basilare, non perché i tedeschi non sappiano l´inglese (non ne conosco uno che non sappia parlare almeno una lingua straniera) ma perché quassú il mondo parla tedesco. Punto e basta. I documenti in inglese non interessano a nessuno, il datore di lavoro tedesco o le istituzioni vogliono i documenti nella lingua madre.

Ci sono stati momenti difficili? Come li hai superati?

Momenti difficili a parte la nostalgia dei miei non ne ho avuti. Forse l´unico momento veramente difficile, buio e spacca nervi è stato quando la mia ditta mi ha mandata “abroad” un anno a lavorare a Milano: l´anno piú brutto della mia vita!! Cittá orripilante, ignoranza dilagante, dei superiori che mi hanno “mobbato” un anno intero e delle tante angherie e “psycho-stress” è meglio non parlarne. Dopo un anno, ho lasciato Milano in macchina e sono partita alla volta della Germania piangendo. Si piangendo ma dalla gioia di non dover piú lavorare e vivere in questo posto assurdo. Da questa esperienza ho capito che l´Italia non fa piú per me.

Come sei stata e sei accolta dai Tedeschi?

Sono stata accolta a 20 anni a braccia aperte ed in maniera ottima (io di razzismo non ne ho mai vista neanche l’ombra) e anche ora sono ottimamente integrata sia nella societá che nel mondo del lavoro. Mai avuto problemi.

Come è cambiata la Germania negli ultimi quindici anni?

La Germania é cambiata in male sinceramente… Da quando nel 2002 è stato introdotto l´euro il paese è in grandi difficoltá. Non credete ai telegiornali italiani che vi raccontano quanto sia ricca la Germania, di quanto benessere ci sia ancora quassú perché sono informazioni moooolto marginali e superficiali, la realtá è un’altra. Molte famiglie vivono al limite della povertá, ci sono stati tagli enormi al sociale che spaziano dai sussidi per la disoccupazione, alla sanitá, alle infrastrutture pubbliche.

Un esempio lampante: io guadagnavo 1200 marchi al mese quando avevo 20 anni, pagavo con questi soldi l´affitto, le varie spese, avevo 20 paia di scarpe, uscivo tutte le sere…Adesso 1200 marchi sono 600 euro: mi dite dove si va al giorno d´oggi con 600 euro?…..a voi la non tanto l´ardua risposta..

No, per caritá capiamoci bene! il paese non è sull’orlo della rovina, perché tutto continua a funzionare sempre molto ma molto meglio che in Italia, ma non è piú come una volta. Non è piú l’eldorado che poteva ancora essere fino agli anni 90′. Io sinceramente ho visto il paese cambiare in maniera non tanto positiva in questi anni e purtroppo non è solo un parere personale ma una situazione tangibile.

Come ti hanno cambiata 15 anni in Germania?

Diciamo che andare via da casa a 20 anni, vivere e mantenersi da sola in un paese straniero mi hanno fatto crescere molto in fretta. E sono felice di essere cresciuta in questa maniera, indipendente e autonoma, prendendo da subito la responsabilitá sulla mia vita.

Sono sempre stata molto insofferente all´influenza del Vaticano in Italia, ai pregiudizi degli italiani nei confronti della “diversitá” (da gay, lesbiche, stranieri, anche persone con tatuaggi o capelli lunghi, ecc.. tutto quello che puó essere definito “diverso”), ai “mammoni” italiani (io infatti ho l’uomo tedesco). Quá non interessa a nessuno se sei il figlio di Pinco Pallino: o sai fare un lavoro o non vieni assunto, non esistono i raccomandati, che gran cosa!!!! Quassú non interessa a nessuno se hai i jeans firmati o no: l’abito non fa il monaco! È vero, i tedeschi non eccellono in fatto di moda, ma bisogna essere sempre in ghingeri anche per andare al supermercato??

Summa Summarum: sono libera di essere come voglio e di esprimere la mia personalitá come veramente è, cosa che in Italia non mi è mai stato possibile.

Cosa consiglieresti a chi vuole emigrare in Germania?

Sinceramente e molto spassionatamente? Di non emigrare… A patto che non siate laureati e che la vostra laurea non sia in ingegneria, in campo medico, IT oppure se siete dei ricercatori (fisici, biologi, chimici,ecc.) Ecco in questo caso vi posso dire, venite perché il paese ha dei buchi enormi in questi settori altamente specializzati e molte volte (a parte il campo medico, dove dovete parlare come dei madrelingua) viene richiesto un buon inglese. Io ho una amica ingegnere spagnola che il tedesco non lo parla ed una amica italiana ricercatrice laureata in fisica che pure di tedesco non ne sá una parola ma lavorano in ambienti talmente internazionali ed in campi talmente specifici, che questo manco linguistico non è un handicap.

A tutti quelli che pensano di venire anche solo per fare il lavapiatti “perché tanto un lavoro in un ristorante italiano si trova sempre” posso solo dire: state a casa. Al ristorante italiano in cucina lavorano all´80% altri stranieri , che prendono poco stipendio e si fanno un numero di ore di lavoro assurde.

E allo stesso modo dico state a casa se non sapete il tedesco: la conoscenza di questa lingua è basilare perché, come ho detto in precedenza, il mondo quassú parla in tedesco e per ottenere un lavoro che sia conforme alle vostre capacitá dovete saper tener testa ai madrelingua.

Grazie Simona!

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commenti





  • Elisa

    Considerando che questo post lo hai scritto due anni fa non so se ricevero’ una risposta ma ci provo….mi e’ piaciuta molto la positivita’ con cui lo hai scritto e mi ha davvero ridato fiducia e carica.
    Son giusto ora in partenza per la Germania, ho 32 anni e parlo inglese, spagnolo bene e tedesco lo mastico ma onestamente non a buon livello per tanto sto andando su a fare un cors ointensivo e a cercare lavoro visto che qui non ce l’ho piu’.
    Se avessi qualche consiglio in merito sarei contenta di prenderlo in considerazione.
    intanto grazie
    Elisa


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