Consigli dopo 15 anni in Germania

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SimonaB è emigrata in Germania 15 anni fa, ci racconta la sua storia e fornisce consigli a chi sta pensando di emigrare in Germania.

Cosa ti ha portata in Germania?

Cosa mi ha portata in Germania? Un vero caso della vita. Devo premettere che sin dalla tenera delle elementari sono sempre stata una “patita” delle lingue straniere e dell´estero forse perché Rimini, la mia cittá natale, diventava in estate una vera e propria Babilonia linguistica.

A 17 anni ho fatto uno scambio classi con una scuola di Darmstadt, nella regione dell´Assia, e sono rimasta sempre in ottimi contatti con il mio “scambio-partner” di allora. Dopo aver fatto la maturitá di perito turistico, a vent´anni avevo voglia di cambiare un pó d´aria e di fare esperienza all´estero. Veramente il mio piano era quello di trascorrere 6 mesi in Germania per migliorare il mio tedesco e 6 in Inghilterra per l´inglese ma il destino mi ha giocato un bello scherzetto (aaah l´amore, l´amore..) e 6 mesi sono diventati 15 anni. L´amore se n´è andato dopo 5 anni ma io sono rimasta perché il lavoro che facevo mi dava molte soddisfazioni, guadagnavo bene, avevo una bella cerchia di amici, non mi mancava nulla e sinceramente l´Italia (a parte la mia famiglia) con tutto il suo casino non mi mancava assolutamente.

Quale era la tua conoscenza del Tedesco agli inizi?

La mia conoscenza del tedesco era veramente scolastica. Avevo delle ottime basi grammaticali ma quando sei sul posto e i tedeschi aprono la bocca e iniziano a parlare a mitraglia allora è veramente la fine..Devo dire che io imparato la lingua come si deve seguendo per un paio di mesi un corso per stranieri, leggendo in tedesco, guardando la televisione tedesca e….EVITANDO gli Italiani e tutto quello che sembrasse essere italiano.

È inutile, quando si vuole imparare una lingua per integrarsi al 100% in un paese bisogna evitare per un lungo periodo i connazionali altrimenti la lingua non si impara. Io avevo ed ho tutt’ora una cerchia di amici composta da tedeschi e stranieri, gli unici amici Italiani con cui ho contatto sono le mie ex-commilitone dell´universitá di Heidelberg.

Comunque, dopo un anno passato in “full immersion tedesca” parlavo, capivo e mi sapevo far valere linguisticamente. La conoscenza del tedesco è basilare, non perché i tedeschi non sappiano l´inglese (non ne conosco uno che non sappia parlare almeno una lingua straniera) ma perché quassú il mondo parla tedesco. Punto e basta. I documenti in inglese non interessano a nessuno, il datore di lavoro tedesco o le istituzioni vogliono i documenti nella lingua madre.

Ci sono stati momenti difficili? Come li hai superati?

Momenti difficili a parte la nostalgia dei miei non ne ho avuti. Forse l´unico momento veramente difficile, buio e spacca nervi è stato quando la mia ditta mi ha mandata “abroad” un anno a lavorare a Milano: l´anno piú brutto della mia vita!! Cittá orripilante, ignoranza dilagante, dei superiori che mi hanno “mobbato” un anno intero e delle tante angherie e “psycho-stress” è meglio non parlarne. Dopo un anno, ho lasciato Milano in macchina e sono partita alla volta della Germania piangendo. Si piangendo ma dalla gioia di non dover piú lavorare e vivere in questo posto assurdo. Da questa esperienza ho capito che l´Italia non fa piú per me.

Come sei stata e sei accolta dai Tedeschi?

Sono stata accolta a 20 anni a braccia aperte ed in maniera ottima (io di razzismo non ne ho mai vista neanche l’ombra) e anche ora sono ottimamente integrata sia nella societá che nel mondo del lavoro. Mai avuto problemi.

Come è cambiata la Germania negli ultimi quindici anni?

La Germania é cambiata in male sinceramente… Da quando nel 2002 è stato introdotto l´euro il paese è in grandi difficoltá. Non credete ai telegiornali italiani che vi raccontano quanto sia ricca la Germania, di quanto benessere ci sia ancora quassú perché sono informazioni moooolto marginali e superficiali, la realtá è un’altra. Molte famiglie vivono al limite della povertá, ci sono stati tagli enormi al sociale che spaziano dai sussidi per la disoccupazione, alla sanitá, alle infrastrutture pubbliche.

Un esempio lampante: io guadagnavo 1200 marchi al mese quando avevo 20 anni, pagavo con questi soldi l´affitto, le varie spese, avevo 20 paia di scarpe, uscivo tutte le sere…Adesso 1200 marchi sono 600 euro: mi dite dove si va al giorno d´oggi con 600 euro?…..a voi la non tanto l´ardua risposta..

No, per caritá capiamoci bene! il paese non è sull’orlo della rovina, perché tutto continua a funzionare sempre molto ma molto meglio che in Italia, ma non è piú come una volta. Non è piú l’eldorado che poteva ancora essere fino agli anni 90′. Io sinceramente ho visto il paese cambiare in maniera non tanto positiva in questi anni e purtroppo non è solo un parere personale ma una situazione tangibile.

Come ti hanno cambiata 15 anni in Germania?

Diciamo che andare via da casa a 20 anni, vivere e mantenersi da sola in un paese straniero mi hanno fatto crescere molto in fretta. E sono felice di essere cresciuta in questa maniera, indipendente e autonoma, prendendo da subito la responsabilitá sulla mia vita.

Sono sempre stata molto insofferente all´influenza del Vaticano in Italia, ai pregiudizi degli italiani nei confronti della “diversitá” (da gay, lesbiche, stranieri, anche persone con tatuaggi o capelli lunghi, ecc.. tutto quello che puó essere definito “diverso”), ai “mammoni” italiani (io infatti ho l’uomo tedesco). Quá non interessa a nessuno se sei il figlio di Pinco Pallino: o sai fare un lavoro o non vieni assunto, non esistono i raccomandati, che gran cosa!!!! Quassú non interessa a nessuno se hai i jeans firmati o no: l’abito non fa il monaco! È vero, i tedeschi non eccellono in fatto di moda, ma bisogna essere sempre in ghingeri anche per andare al supermercato??

Summa Summarum: sono libera di essere come voglio e di esprimere la mia personalitá come veramente è, cosa che in Italia non mi è mai stato possibile.

Cosa consiglieresti a chi vuole emigrare in Germania?

Sinceramente e molto spassionatamente? Di non emigrare… A patto che non siate laureati e che la vostra laurea non sia in ingegneria, in campo medico, IT oppure se siete dei ricercatori (fisici, biologi, chimici,ecc.) Ecco in questo caso vi posso dire, venite perché il paese ha dei buchi enormi in questi settori altamente specializzati e molte volte (a parte il campo medico, dove dovete parlare come dei madrelingua) viene richiesto un buon inglese. Io ho una amica ingegnere spagnola che il tedesco non lo parla ed una amica italiana ricercatrice laureata in fisica che pure di tedesco non ne sá una parola ma lavorano in ambienti talmente internazionali ed in campi talmente specifici, che questo manco linguistico non è un handicap.

A tutti quelli che pensano di venire anche solo per fare il lavapiatti “perché tanto un lavoro in un ristorante italiano si trova sempre” posso solo dire: state a casa. Al ristorante italiano in cucina lavorano all´80% altri stranieri , che prendono poco stipendio e si fanno un numero di ore di lavoro assurde.

E allo stesso modo dico state a casa se non sapete il tedesco: la conoscenza di questa lingua è basilare perché, come ho detto in precedenza, il mondo quassú parla in tedesco e per ottenere un lavoro che sia conforme alle vostre capacitá dovete saper tener testa ai madrelingua.

Grazie Simona!


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  • Seagrey

    E’ cosi putroppo…

    Leggendo questo tuo nuovo post Aldo ho già i brividi al solo pensiero di tornare in Italia…
    Vorrei aggiungere che ho avuto occasione di conoscere laureati,diplomati,figli di immigrati nati in Germania con tanto di ausbildung(scuola e pratica) che svolgono un lavoro che “non c’entra niente”.

    Sarà sfortuna? Non sono “bravi”?

    Saluti.

  • ZiglioNZ

    Che cattiva con Milano.
    Soprattutto con la gente, ignoranza? ma dove!!

  • Italia – Germania 0-0

    Un post davvero utile e che descrive la realtà dei fatti! La Germania non è in rovina…ma QUASI! 5 milioni di disoccupati, un’immigrazione troppo facile che ha ormai portato via gli unici lavori che c’erano, il lavoro nero diffuso ormai come in Italia, la Germania est che continua ad essere povera ormai quasi come la Polonia (Berlino è in bancarotta con disoccupazione al 15 per cento, tanto che i polacchi stanno tornando a casa perchè almeno lì la vita costa meno e c’è disoccupazione più bassa…); il tutto senza contare la difficoltà estrema della lingua (ci vogliono almeno 10 anni per impararla in maniera DECENTE, e finchè non si sa la lingua in maniera perfetta, nessuno ti darà mai nelle mani un lavoro decente – sempre per il discorso “ci sono tanti tedeschi disoccupati che possono fare quel lavoro”). La popolazione tedesca sta invecchiando, i giovani emigrano, gli stipendi sono alti ma non troppo rispetto al costo della vita di alcune città (specie quelle dell’ovest) e alle tasse, che sono molto più alte di quelle italiane; il debito pubblico tedesco non lascia molto sorridere, e nemmeno quello privato: in caso di fallimento di Spagna,Grecia,Portogallo e Irlanda, la Germania seguirebbe a ruota, a causa delle ingenti somme di denaro investite in questi Paesi. Il governo non investe più nell’istruzione (a cui viene destinato solo il 4,4% del PIL, cioè meno dell’Italia – noi diamo il 4,8%), con la conseguenza che le università tedesche ormai costano quasi come le nostre, con una qualità dell’insegnamento spesso inferiore; gli islamici rappresentano ormai il 5% della popolazione, e l’uso di internet, per quanto più diffuso che in Italia, resta ampiamente meno diffuso rispetto a Paesi Bassi, Svizzera, Finlandia e tutta la Scandinavia. Se ci mettiamo che il tempo fa anche schifo, che i tedeschi non sono il massimo della simpatia, e che ogni due metri si incontra un italiano (emigrato 30 anni fa e ancora incavolato con il mondo per il fatto di vivere in un Paese cupo), ecco spiegato perchè non solo è sconsigliato emigrare in Germania, ma è addirittura una follia al momento, anche per i più qualificati…

  • SimonaB.

    Ciao Seagrey!

    Guarda, io ho una Ausbildung ed ho pure una laurea tedesca e, dato che mi sono laureata da poco, sto facendo anche io qualcosa “che non c´entra niente” con la mia laurea. Perché? Perché purtroppo grazie alla crisi i posti fissi come traduttore sono diminuiti e bisogna prendere quello che si puó. Io non só che cosa facciano o che cosa abbiano studiato le persone che hai conosciuto tu, se hanno studiato filosofia oppure hanno un´Ausbildung come webdesigner (tanto per fare degli esempi) allora non mi meraviglio che stiano facendo cose totalmente differenti. Peró se sono ingegneri e sono a spasso, beh allora “sind sie selber Schuld”, é colpa loro.
    Bisogna essere flessibili al tempo d´oggi e sapersi anche “reinventare” se il mondo del lavoro lo impone.

    Mi dispiace che la tua esperienza tedesca non sia andata come lo desideravi tu e che tu stia per ritornare in Italia. Credimi, non ti invidio..

    Cari saluti,
    Simona

  • seppia20

    Per SimonaB:

    Come hai fatto i primi tempi per imparare il tedesco? Ti sei iscritta a qualche associazione di volontari? Che lavori hai svolto quando sei arrivata in Germania sapendo solo un tedesco di base?

  • SimonaB.

    @Ziglio, non voglio entrare nei dettagli, ma purtroppo la mia avventura milanese non é stata delle migliori e rappresenta per me un “buco nero”. Non ti staró a scrivere né tanti perché né per come, ho le mie ragioni per non amare questa cittá. Amen.

    @Italia-Germania 0-0 concordo con il 99% del tuo post. Su quello che hai scritto nella parte iniziale non ci piove, é la realtá. Non so peró come fai a dire che l´uso di internet non sia diffuso, non conosco nessuno che non abbia internet a casa o nessuna ditta che non lo usi..
    Ci sono un paio di cose che vedo diversamente da te (come ad esempio la simpatia nei riguardi dei tedeschi) peró ognuno ha fatto le sue esperienze e mi dispiace che tu ne abbia fatte di negative…

    @Seppia
    Mai stata iscritta a nessuna associazione. Io avevo giá basi grammaticali molto buone del tedesco quindi giá dopo un anno me la cavavo parecchio bene. E poi a 20 si é come una “spugna”: si assorbe tutto l´imput che si riceve ed é molto piú facile imparare. Ho fatto i primi mesi un corso di lingua sul posto ma dopodiché é stato un vero learning by doing, ossia leggere, ascoltare la radio, guardare la televisione, consultare il vocabolario se non sapevo una parola e parlare, parlare e poi ancora parlare solo in tedesco.
    Se non ci arrivavo subito in tedesco allora ogni tanto mi salvava l´inglese:-)

    Mi sembra che tu ti sei interessato per visti studio all´estero, vero? Ottimo posto di lavoro per guadagnare un paio di soldi, per parlare forzatamente la lingua del posto e dove gli studenti (anche stranieri) sono sempre ben accetti, sono McDonald´s, Burger King, KFC e tutte le ditte che offrono il fast food.
    Ti diverti, guadagni un pó di soldi e ti crei un pó di agganci locali. Io te li posso solo consigliare ;-)

  • ZiglioNZ

    Condivido vari punti che si applicano anche qui (6.5 anni a Wellington in Nuova Zelanda).
    Per esempio che fare il cameriere non serva a niente!!

  • Dario

    Post interessante.
    Con Milano potevi essere piu’ tenera, forse hai solo trovato le persone sbagliate e venendo da un posto piu’ “avanzato” ti sei resa conto di quanto siamo indietro (non solo Milano, ma tutta l’Italia).
    Da settembre mi trasferisco a Francoforte:ho una laurea scientifica, ma faro’ l’insegnante di Italiano alla VHS.Il mio tedesco non e’ nemmeno grache’.Quindi secondo i tuoi consigli dovrei rimanere a casa…
    Vi faro’ sapere come e’ andata:)!!!!

  • Emiliano

    Dario,
    non farti scoraggiare, ricorda che ogni esperienza é sempre personale e dipende sopratutto dalle aspettative che uno ha e da come si pone nei confronti della cultura/societá in cui si immergerá per un pó…
    certo che se hai una laurea scientifica non perderei molto tempo dietro la VHS e cercherei qualcosa di piú “sostanzioso” che arricchisca il curriculum (poi per caritá dipende quello che vuoi fare)…
    in ogni caso Francoforte,per mia esperienza personale, non é per niente male…é una cittá molto internazionale (certo non lo stesso melting pot di Berlino)e abbastanza viva culturalmente…

  • cecilia

    Ciao,
    sono di Roma ma nelle mie vene scorre sangue bavarese (in verità, risale a qualche generazione fa), e sento il forte impulso di ritornare “alle origini”.
    Il mio sogno è di aprire un B&B in qualche cittadina non troppo distante da Monaco, fra 3 o al massimo 5 anni.
    E’ possibile? O è vero come mi ha detto qualcuno, che gli “stranieri” sono ostacolati se tentano di entrare nel mondo dell’imprenditoria?
    Qualcuno mi può dare qualche consiglio o suggerimento?
    Grazie

  • http://www.storiesandcolours.com storiesandcolours.com

    L’apertura di un B&B è un’attività relativamente facile da fare. Persino qui a Roma dove vivo anch’io rilasciano l’autorizzazione in due settimane (se i locali sono a norma). Anche se in Germania non acquisti subito la casa dove vai a fare il B&B, credo che puoi farlo stando in affitto: basta che il proprietario ti dia il nulla osta. Ma conosci già la Baviera? L’inverno dura dal 15 ottobre al 30 aprile. Può anche esserci neve per terra per due mesi di seguito (esperienza personale).
    Antonio

  • wulwife

    Io mi sono trasferito in Germania da 6 mesi per un dottorato di ricerca, ho un contratto con l’università per 6 anni… devo dire che io mi trovo benissimo… abbiamo un sacco di fondi per i nostri progetti di ricerca e il costo della vita non è molto alto… con 250 ti trovi un monolocale con luce e riscaldamento inclusi…. i trasporti costano di più rispetto a quelli italiani ma di contro sono molto più efficienti…
    Sicuramente venire qui con una laurea in campo scientifico è la cosa migliore… io non parlo tedesco ma parlo inglese senza problemi e questo, per vivere qui ti basta (almeno per il primo periodo), ovviamente la conoscenza del tedesco aiuta a tessere delle relazioni sociali… io questa crisi nera sinceramene non la vedo… e anche se ci fosse è molti ordini di grandezza inferiore a quella che c’è in Italia….
    @Italia – Germania 0-0
    La germania investe il 4.4% del PIL l’italia il 4.8% ( del PIl peccato che il pil della germania sia molto più alto di quello dell’italia… inoltre si ritrovano una con situazione strutturale nettamente migliore della nostra… (Per la ricerca l’italia investe l’1.14% del PIl la germania 2.5%)
    Quello che hai detto sulle università tedesche non rispecchia assolutamente la realtà. In Germania le tasse di iscrizione all’università sono molto basse e gli studenti hanno tanti di quei vantaggi che gli studenti italiani se li sognano… per ciò che concerne la ricerca ancora meglio il ministero finanzia un sacco di progetti di ricerca e le borse di studio sono nettamente superiori a quelle italiane… fra qualche anno l’italia, con tutti questi tagli, non solo non farà più ricerca…ma non avrà più neanche le università pubbliche…. Se poi ci si vuole considerare la qualità delle università tedesche basta guardare le classifiche internazionali e quanti premi nobel e brevetti sforna la Germania… basta questo per capire che l’italia, in confronto è una nazione del terzo mondo….

  • claire

    Ciao :) ho vissuto brevi periodi in Germania, (quest’estate un mese circa, l’anno scorso ho fatto anche uno scambio) ho trovato un lavoretto e ho frequentato una scuola pubblica tedesca, mi sono davvero trovata bene, infatti mi ci ritrovo completamente in ciò che hai scritto. comprendo e parlo tedesco abbastanza discretamente, non ho però un’eccellente forma grammaticale (a morte le declinazioni..) Una volta finita la scuola vorrei prendermi un anno sabbatico in germania e poter frequentare l’università a berlino, io sarei orientata verso studi come scienze politiche, lingue o giornalismo, solo che ho paura di non poter avere un tedesco corretto per poter affrontare questi studi. Che livello mi serve il c1? sai per caso come si diventa giornalisti in germania? grazie mille

  • Paola

    Ciao.
    Ho scoperto questo sito per caso, perchè sto cercando di capire cosa fare della mia vita. Ho 36 anni,un titolo di avvocato che forse sarà destinato a rimanere nel cassetto. Perchè l’ho preso allora? Perchè volevo diventare direttrice di un carcere e nell’attesa del concorso, ho iniziato e poi concluso la pratica legale. Ho cercato di sfruttare la mia laurea in giurisprudenza lavorando in studi di consulenza del lavoro, ma alla fine mi sono stancata perchè in realtà questo lavoro si è ridotto semplicemente all’elaborazione di buste paga con tutti quei conteggi che mi fanno venire l’orticaria (non sono una grande matematica). In Germania ci sono stata, ma a fare lavoretti leggeri durante le vacanze estive quando ero all’Università. Non voglio adesso scrivere papiri sulla mia vita che a ben pochi interesserà, ma se qualcuno in questo sito ha studiato giurisprudenza e ora si trova in Germania a lavorare, potrebbe dirmi come ha fatto, che percorsi seguire…come muovermi. Grazie. Ciao

  • Lou

    Sono in Germania da 2 anni ormai, Colonia, arrivato come lavapiatti nel 2008. Dopo circa tre mesi ho avuto il mio posto di ricercatore, senza ovviamente parlare mezza parola di tedesco. Mi hanno pagato i corsi, trovato un appartamento e persino messo a dosposizione i mezzi per trasportare i mobili comprati, in un appartamento dove mi pagano loro anche internet e bollette. Sono un punto di riferimento all´ interno del mio team di ricerca, anche perche´ lavoro persino piu´ degli altri ed ho una mentalita´ molto elastica (idee, connessioni, proggetti). Diciamo che i miei colleghi me li mangio a colazione (volendo essere umile), il mio livello effettivo (ma non quanto mi viene retribuito) si avvicina piu´ a quello dei capi. C ´e´ da dirlo, la preparazione, l´ambizione, l´eslasticita´ mentale di un italiano puo´ spesso essere in tali ambiti il non plus ultra. Col tedesco me la cavo, ho assimilato tutte le nozioni di grammatica di base e lo parlicchio (tanto che ora studio il russo), ma sarebbe molto meglio se potessi avere la possibilita´ di praticare il mio tedesco non solo al lavoro ma anche nella vita sociale. LA VITA SOCIALE: a parte il lavoro non ho molto, Colonia e´ si (forse) la citta´ “piu´ divertente” in Germania ma non posso dire che io qui mi diverta. Ci sono si dei parties, ma e´ tutto cosi´ chiuso… i doormen spesso non ti fanno entrare “perche´ non ti conoscono”. Ma come fai a conoscere tutti in una citta´di un milione?? Questo e´ il punto: sono dei provinciali. C é da dire che da quando ho 20 anni sono in giro, ho vissuto in varie citta´ italaine ed altre capitali EU (DK 2,5 anni). Ebbene, in Sandinavia sono molto -non dico aperti- ma molto meno provinciali, piu´ internazionali. Il tedesco qui, una volta dichiaratomi italiano, pensa che io sia venuto direttamete ieri dall Italia con un pacco di spaghetti, ignorando minimamente la trafila precedente (parlo anche polacco, cio ´ non e´ un caso). Inoltre (non al lavoro) i pregiudizi nei confronti degli italiani nella vita sociale sono molti, a volte veniamo visti come albanesi per via della storia di 50 anni fa che ben conosciamo. Scusate…50 anni fa?? allora io dovrei chiamali nazisti i tedeschi, secondo questa logica??
    Inolte la qualita´ della bellezza femminile e´ medio-bassa, che non posso paragonare a quella di posti come PL, DK, UA, NO, SE, RU, ecc.. le donne sono principalemte frigide, non esisite qui l´ attrazioen fisica ma scelgono spesso il compagno delle medie di 15 anni fa solo perche´ lo conoscono meglio. Non conta quanto sia brutto o nioso. Al momento stesso uno come me (che ha fatto stragi ad est e Scandinavia) viene totalmente ignorato. E mi reputo -per cultura, apertura mentale, livello di istruzione e capacita´ sul lavoro- superiore alla media tedesca ed europea. Morale della favola, qui esiste solo il lavoro. Per altro mi tocca uscire due volte al mese per visitare qualche volta i miei in Italia o farmi qualche bella serata da libertino ad est. Non sono un fan della Germania, ma del lavoro.

  • Lou

    ..considerando anche il fatto che la disoccupazione esiste e si vede..ma non e´ lontanamente paragonabile a quella dell´Italia, cosi´ come la qualita´ della vita..vabbe´ quella e´ tutto un altro pianeta. Ma qual e´ il valore di una bella giornata di sole ed un pranzo ottimo, quando fai una vita di cavolo e non arrivi a fine mese??

  • Elisa

    Caro Lui!

    mi fa piacere tu abbia una buona vita a Colonia.
    Io vivo a Frankfurt, ho un anno di contratto a Darmstadt in Orchestra.Questa e’ un’orchestra A, lavoro al 50% (part time) per uno stipendio di 950 euro… non molto.
    Ho difficolta’ con la lingua e non riesco a stringere amicizia, non riesco ad integrarmi, am e’ anche una mia colpa.

    Grazie dei vostri messaggil, speriamo di riuscire a trovare il modo di creare una vita qui…

  • cecilia

    @Antonio
    Ciao, si, conosco un po’ la Baviera perchè ci vado spesso in vacanza, ma non ci ho mai vissuto.
    Non intendo fare mosse azzardate: prima di trasferirmi devo perfezionare la lingua, sapere esattamente dove mi conviene fermarmi, cosa serve per intraprendere questa attività, ecc ecc.
    Per questo sto iniziando a fare domande qua e là.

    E per questo ripropongo ora il mio quesito:
    Il mio sogno è di aprire un B&B in qualche cittadina non troppo distante da Monaco, fra 3 o al massimo 5 anni.
    E’ possibile? O è vero come mi ha detto qualcuno, che gli “stranieri” sono ostacolati se tentano di entrare nel mondo dell’imprenditoria?
    Qualcuno mi può dare qualche consiglio o suggerimento, a chi rivolgermi e anche sul luogo più adatto?
    Grazie

    Cecilia

  • http://www.storiesandcolours.com storiesandcolours.com

    x Cecilia
    Non so come ‘funziona’ adesso la Germania, perchè manco dal 1992. A suo tempo la Baviera era uno un pò un Land a parte; addirittura non riconoscevano molti titoli di studio presi in altri Laender tedeschi!
    Ad ogni modo sono stato dal 2 al 10 novembre scorso a Berlino e per combinazione l’ostello dove ho pernottato era gestito da due italiani. Mi hanno detto che hanno intenzione di aprire per conto loro un B&B, e stavano già cercando l’immobile adatto. Li vedevo molto ottimisti. Certo Berlino è intanto più economica di Monaco (che come qualcuno ha detto in un post qui nella sezione Germania, è anche troppo provinciale).
    Comunque secondo me aprire un B&B di due stanze non significa esattamente diventare imprenditore. Considera che anche con i B&B la concorrenza ormai è tanta (anche a Roma ormai li cedono, anche se allo stesso tempo cercano di trovare il pollo che paghi cifre inique) e i guadagni potrebbero essere modesti.
    Ad ogni modo vedi un pò tu…
    Antonio

  • Re

    @Lou

    Ciao, sono italiano anch’io (da molto tempo in Germania), se ti va ci possiamo bere una birra (tedesca, naturalmente) a Colonia e scambiarci un paio di riflessioni sulla Germania.

    Ciao

    nove77@hallo.ms

  • Lou

    @ Re

    certo, volentieri.. sto per partire per una serie di viaggi pero´, saro´ in Lettonia e breve e poi Mosca e quindi Polonia. Ti faro´ sapere

  • alessandra caretti

    wow! hai fornito veramente degli OTTIMI CONSIGLI a chi vorrebbe espatriare, sei stata edificante!!
    ma x favore va…

  • Francesco (Trab)

    Hey, post interessante. Trovo condivisibili molte delle cose che ho letto soprattutto nei messaggi di SimonaB, wulwife e Lou. Io vivo da appena 1 anno a Colonia, ma avevo giá trascorso alcuni anni fa dei periodi medio-brevi (massimo 4 mesi per anno) per dei lavoretti stagionali nelle cittá di Magdeburg, Ochsenhausen (troppo piccola per essere riconosciuta, ma a 50km da Ulm) e Zwickau (zona Chemnitz, Dresda). Come qualcuno ha giá detto, le esperienze personali tradotte in storie e aneddoti poi risultano lunghe e non di interesse comune. Comunque il mio contributo a questo argomento arriva per lo più perchè ho visto nominare la città di Colonia almeno da 2 persone ed eventualmente mi farebbe piacere incontrare qualcuno che si trovi nei paraggi. Sono iscritto anche a Toytown Germany (che è molto esaustivo se si ha dimestichezza con l`inglese) e in termini di esperienze “tedesche” vissute da stranieri quel forum è molto ricco e lo consiglio davvero a tutti.
    Ribadisco, se siete nella zona di Colonia e vi fa piacere uscire per un drink… lasciate magari scritto come fare a contattarvi. Saluti.

  • Alex

    Bel post, molto veritiero. Brava

  • http://Addiopostofisso,vadoavivereaNewYork Lucia

    Ciao SimonaB… romagnola doc di Rimini come Me!
    Complimenti per l’intervista e per la verita’ e la trasparenza di ogni situazione descritta. Hai fatto capire che anche se la Germania, viene vista come “la Locomotiva” d’Europa, anche li’ esiste crisi e difficolta’ lavorative sia per i tedeschi sia per gli emigrati. Hai fatto capire che occorre impegno e lavoro e le “COSE NON SUCCEDONO PER CASO”, come ho letto altrove. Grazie per non aver dato ai lettori fumo negli occhi gratuito. Un abbraccio e FA LA BREEEVA ! :)

  • Shirley

    Salve, è stato interessante leggere il suo articolo, ho bisogno un’informazione: nell’articolo riguardo i laureati diceva che vi sono buone prospettive per i laureati in medicina,biologia, ingegneria…quindi è evidente nel campo tecnico-scientifico; e per i laureati in giurisprudenza? Che opportunità di lavoro ci sono? Ho bisogno seriamente di farmi un’idea, sono stanca dell’Italia voglio trasferirmi in Germania, sto già studiando tedesco e parlo bene l’inglese. Ma al di là delle conoscenze nelle scienze giuridiche,politiche e umanistiche non ne ho altre. Attendo fiduciosa una risposta