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Stranieri in Italia che vogliono emigrare all’estero

  • Sharebar

Aiutatemi a capire. Io manco in pianta stabile dall’Italia da circa vent’anni.

Spesso mi scrivono non-Italiani residenti in Italia che mi chiedono consigli su come emigrare dall’Italia.

Albanesi, Rumeni, Bulgari, Russi, Ucraini, Africani, un pò da tutti i Paesi.

Mi ricordo ancora le immagini delle navi agli inizi degli anni 90 traboccanti di Albanesi disperati e alla ricerca di una vita migliore in Italia.

Nonostante quella disperazione, adesso gli stessi o i loro figli stanno cercando di lasciare in Italia ma non per tornare nel Paese di origine ma bensì verso Paesi che pensano siano migliori dell’Italia.

Perché?

Come mai non hanno trovato una vita soddisfacente in Italia?

Aiutatemi a capire!

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commenti



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VOLI ECONOMICI




  • Francesca

    Beh, manchi da 20 anni in Italia. Ecco trovata la spiegazione.
    In Italia non c’è nè per nessuno, lavorativamente parlando. A meno che tu non sia disposto a lavorare per 12 ore al giorno (se ti va bene), ad essere sottopagato, a lavorare a nero e a non ricevere nessun tipo di soddisfazione da quello che stai facendo. Compromesso impossibile.

  • http://www.casesalento.eu g

    ciao,
    te la spiego dal mio punto di vista, brevemente.
    Purtroppo l’italia è ogni giorno meno forte, la politica non sta facendo molto per far crescere il paese, nè tantomeno guarda all’immigrazione come fonte di sostentamento del futuro. Anzi, alimentano odio verso gli stranieri (anche i francesi sono palesemente e irragionevolmente odiati). I giovani hanno poche possibilità di portare avanti idee nuove, anche facendo grossi sacrifici. Tra la gente, soprattutto lo vedo da Roma in su, c’è molta ignoranza e poca volgia di cambiare, forse c’è paura di cambiare rotta. La cosa non promette bene e se ne sono accorti anche quelli che, più disperati di noi italiani, erano arrivati negli anni ’90 quando ancora la situazione non era così grigia.
    Siamo un paese chiuso verso le diversità, e con la globalizzazione galoppante questo è un grosso impedimento verso un futuro migliore.
    ciao
    g

  • Conte Zero

    La realtà è banale: perchè in Italia non c’è lavoro.
    Fino a qualche anno fa l’immigrazione per l’Italia non era molto selettiva: il grosso di chi lavorava (in regola) faceva l’operaio non qualificato. Con la crisi (che ormai va avanti da un paio d’anni e non finirà presto) il mercato del lavoro si è contratto e sono proprio gli immigrati (meno qualificati) a farne le spese. Aggiungi che, da un punto di vista politico, tira una brutta aria (il razzismo porta voti e gli immigrati tanto non votano) e abbiamo avuto qualche caso di manifestazioni violente di immigrati (in Calabria di recente e a Milano, qualche anno fa). Hai il quadro completo che, immagino, possa portare un immigrato a fare un pensioero sul lasicare l’Italia.

  • fisherman

    Non so proprio come aiutarti.
    Noi abbiamo la famiglia, spesso un lavoro, la casa, la pizza, il mandolino etc. che un minimo ci trattengono.
    Ma quando vedo come sono trattati gli stranieri qua, mi chiedo, pure devono andare via dal loro paese, estero per estero, perchè non cercare di sistemarsi in posti dove obiettivamente sarebbero trattati un po’ meglio?

  • Nirnaeth

    Prova a immaginare: nasci in Italia, o l’Italia è tutto quello che conosci. Però non ti permettono di sentirti a casa. Vuoi lavorare, farti casa e famiglia, ma per te è ancora più difficile perché non importa il tuo grado di conoscenza (ingegneri, professori senegalesi, congolesi e quant’altro che fanno i venditori ambulanti di accendini e cinte false) ma sei straniero.
    Gli italiani giovani hanno voglia di andarsene e hanno tutto gli aiuti possibili dalla famiglia, figurati chi non ha questa possibilità. Fatto una volta, perché non rifarlo?

  • skyrider

    Io sono arrivato in Italia dal Marocco a sette anni, adesso ne ho 18 e ho intenzione di lasciare l’Italia appena finirò le superiori (fra 1 anno).
    Perché osservando dove sta andando l’Italia non vedo un futuro conforme alle mie aspettative

  • Janlu

    Una mia amica lavorava fino al mese scorso in una griffe di alta moda italiana (di cui non posso dire il nome) … per farla breve … si è sentita dire da una sua ex collega di origine albanese “che ha nostalgia dell’Albania” … beh non direi che siamo messi proprio bene in questo momento :-S

  • Andrea

    Le cose in Italia non vanno molto bene. Io, lo ammetto, sono fra i pessimisti, non sto neppure a spiegarti quante e quali cose qui non vanno….Credo che sia una questione di prospettiva futura: gli stranieri venuti in Italia non vogliano mettere radici in questo paese: il tenore di vita dei nostri “bamboccioni” è sostenuto dal semplicefatto che stanno con i genitori fino a trentacinque anni Ma questa possibilita a loro è ovviamente preclusa cosi quello che guadagnano lavorando da noi se lo portano via (a casa loro costa tutto di meno). Mentre noi siamo molto lagati a questa vita(casa, amici, lavoro , famiglia ecc..) per loro e’ molto piu facile rinunciarvi in quanto non hanno legami. In oltre L’Italia è stupenda se confrontata con l’Albania o la Libia ma è in lenta e costante decadenza….da parecchi, troppi anni. Fossi in loro non vorrei trovarmici ancora fra 15 o 20 anni.

  • http://www.controsensi.it halnovemila

    Aldo, sono ormai venti anni che l’Italia ha iniziato la sua curva decadente… proprio quando tu l’hai lasciata.
    Dagli anni ’70 ai ’90 l’Italia si è sviluppata economicamente sulla base di cinque fattori: sviluppo tecnologico, spesa pubblica, scolarizzazione, zero costi ambientali a carico delle attività produttive, bassi costi di sicurezza sul lavoro.
    A partire dagli anni novanta, con l’ingresso dell’Italia nella moneta unica, dopo vent’anni di “spendi e spandi” dello Stato Italiano di cui hanno beneficiato milioni di lavoratori Italiani e pure di non lavoratori (pensionati baby, finti invalidi, cassa integrati di lusso etc…) è stato necessario mettere mano ai conti pubblici… la cosa si è tradotta in una progressiva esplosione della pressione fiscale e una contrazione della spesa pubblica.
    Contemporaneamente, l’aumento di produttività dovuto allo sviluppo tecnologico è divenuto sempre meno efficace (ovviamente perchè ci si è avvicinati all’ottimo superiore), la scolarizzazione diffusa è pero diventata di assai scadente qualità, sono aumentati i costi delle materie prime (petrolio in primis, con le tasse sui carburanti in continuo aumento) il costo dei trasporti, sono stati introdotti in misura sempre crescente oneri di sicurezza e oneri ambientali.
    Ovviamente, in tutto questo, il collasso della giustizia civile e quella penale, non ha certo favorito l’equilibrio sociale fondamentale per una sana economia nazionale, la popolazione è progressimente invecchiata facendo aumentare in modo esponenziale i costi sanitari… l’immigrazione straniera incontrollata, che rappresenta un costo netto da punto di vista sanitario (dato che l’assistenza sanitaria è gratuita per chiunque) e scolastico, ha portato con sè anche un aumento della “popolazione” dedita al crimine (ormai nelle carceri Italiane ci sono quasi più stranieri che non Italiani)… a causa di mancanza di risorse il controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine è sempre meno efficace e il costo della criminalità ricade direttamente sulle famiglie e sulle imprese. Appena 3 anni fà per “liberare” spazio nelle carceri lo stato italiano (governo Prodi) ha pensato bene di approvare un “indulto” che ha portato alla scarcerazione di migliaia di piccoli e grandi criminali, di cui quasi la metà, dopo aver compiuto nuovamente crimini (sulla pelle della popolazione Italiana, famiglie e imprese) sono stati riacciuffati e rimessi in carcere.
    In tutto questo la xenofobia non c’entra un fico secco e chi lo crede è più ignorante di quelli abitanti del Nord Italia che da lui vengono definiti ignoranti.
    Putroppo la situazione in Italia è quella che ti ho descritto, la “tensione sociale” è altissima perchè i giovani, tutti, pure quelli Italiani, a causa dell’asfissia del mercato del lavoro, non riescono a costruirsi nè ad immaginarsi un futuro.
    Te lo dico io come andranno le cose qui Aldo… nel giro di al massimo 10 anni l’Italia sarà un paese completamente deindustrializzato, con tassi di disoccupazione da spavento, con i servizi sociali, compresi la sanità, al collasso, un paese in cui regneranno criminalità, disordine e che vivrà un’altissima conflittualità sociale (tra poveri; e quindi anche tra Italiani e stranieri).
    Dal punto di vista economico qualcosa tipo la Polonia o la Romania, dal punto di vista sociale anche peggio.

  • StefanoM

    Aiutarti a capire? Scusa Aldo che c’è da capire? Tu lo sai già il motivo!

    O forse lo stai chiedendo a noi di capire?

  • Spazzan1

    Io sono in Germania da un paio di mesi, ho deciso di lasciare l’italia, perchè… non so, per la speranza, la speranza di un futuro migliore.

    La mia ragazza è polacca, in italia da tre anni, già stufa anche lei ha deciso di scappare via con me…

    Persona false, costo della vita alto, nessun amore per la patria, stato visto come ladro, egoismo latitante in ogni persona, sfruttamento del lavoro…

    E aggiungerei tutte quelle elencate da halnovemila prima di me…

    Io sono partito, in italia ci lascerò il cuore, gli amici e la famiglia, ci tornerò a fare le vacanze, ma a vivere… spero di non tornarci mai più…

    dovrebbero scrivere un messaggio al confine per chi arriva in italia…
    LASCIATE OGNI SPERANZA, O VOI CHE ENTRATE….

  • Fabbryzz

    Secondo me tra tutti i commenti che ho letto l’unico che ha colto davvero nel segno è halnovemila. Leggete e rileggete attentamente quello che ha scritto e avrete un’idea più chiara di come e perchè in Italia tutti si lamentano. Gli altri commenti che ho letto hanno secondo me evidenziato quella che è un’idea piuttosto superficiale sul nostro paese (cosa diffusa e che riguarda anche me), motivata da diverse cause che possono essere 1-Giovane età e quindi offuscata consapevolezza del recente passato. 2-Faziosità politica. 3-..fate voi.
    Ad ogni modo io parlerei di “ignoranza” (che non vuole essere un offesa per nessuno). Il problema grosso sul quale si dovrebbe riflettere, ora che ormai la frittata è fatta, è proprio la diffusa ignoranza che soffoca dialogo e collaborazione tra le parti. Peggio di una malattia c’è una malattia che non si riesce a curare, e peggio di una malattia che non si riesce a curare c’è una malattia che non si vuole trovare il modo di curare. La gente si può scordare che il governo (qualsiasi esso sia) possa risolvere ogni problema. Quando una coperta è corta puoi solo tirarla da una parte o dall’altra scegliendo cosa lasciare scoperto, e la coperta si sta rimpicciolendo sempre di più.
    Come è chiaro dal commento lasciato da halnovemila bisognava pensarci prima. Quello che possiamo fare ora è difendere, ponderare, centellinare e tenerci stretto ciò che ci rimane, nella speranza di risollevarci prima di toccare il fondo che potrebbe essere molto simile al prossimo futuro descritto nel suo commento.
    In quanto al presunto razzismo direi che secondo me gli italiani non sono razzisti, non so neanche quanto lo siano mai stati, al massimo possiamo dire che nutrono una legittima diffidenza nei confronti delle PERSONE che non conoscono, il che si tramuta in odio quando certe PERSONE si giocano ripetutamente le proprie chance di integrarsi nel rispetto della cultura del paese che li OSPITA. Se non viene fatta una più che accurata selezione al confine come avviene in tanti paesi civilizzati lontano da qui è ovvio che possiamo trovarci in casa migliaia di plotoni di delinquenti. Dall’Occidente si arriva generalmente con una cultura e con delle motivazioni di un certo tipo (principalmente turismo) dall’Oriente con una cultura MOLTO lontana dalla nostra e con altre prerogative (speranza, rifugio). Se qui cominciamo ad avere già poco di tutto per noi, a chi dovremmo sentirci in dovere di darne, me lo spiegate? L’italiano medio non è razzista, l’italiano medio è STUFO.
    L’Italia è stata un paese meraviglioso e lo è diventato grazie alla nostra storia, alla nostra cultura e alla nostra natura.
    Io proverei a ripartire da qui. Ciao a tutti.

  • stefina

    Ciao Aldo,
    prima di tutto ti esprimo i miei complimenti per il sito. Molto bello!!!
    Provo poi a rispondere alla tua domanda facendo una premessa.
    Mi chiamo Stefania ed ho insegnato a un gruppo di donne straniere che volevano imparare l’italiano per poter lavorare.
    Genericamente gli stranieri non sono ben accetti quando si presentano per poporsi come lavoratori; questo è dovuto, credo ad una certa diffidenza di base, che difficilmente gli italiani riescono a nascondere. Spesso poi viene richiesto almeno il diploma corripondente alla nostra scuola media e toglinedo i paesi riconosciuti dal nostro ordinamento scolastico, per ad esempio una persona arabofona riuscire a studiare l’italiano non è così semplice e soprattutto essere in grado di affrontare le prove d’esame. Vi è inoltre il problema dello sfruttamento a cui si sottopongono le persone stranieire pur di lavorare infatti accettano orari impossibili per una paga non soddisfacente.
    Questa è la mia idea…
    Saluti
    Stefania

  • riccardo

    La risposta e’ molto semplice ed ha un solo nome: Euro

    L’economia italiana e’ basata su turismo e industria di prodotti a basso valore aggiunto.

    Finche’ si svalutava la lira, il sistema teneva e creava occupazione, ora non e’ piu’ possibile perche’ una valuta ipervalutata come l’euro rende impossibile qualsiasi investimento.

    Sinceramente, com’e’ possibile che Paesi come la Grecia la Spagna, l’Italia abbiano una valuta sopravvalutata rispetto al dollaro ?

    Per fortuna l’Euro sta scendendo. Se continuera’ questpo trend e raggiungeremo la parita’ con il dollaro, l’industria e il mitico nord est potranno riesportare i loro prodotti.I turisti ritorneranno, cosi’ come gli extracomunitari a cercare lavoro e forse ricecerai meno domande su come andare in Australia a cercare lavoro

  • Debs

    “Dal punto di vista economico qualcosa tipo la Polonia o la Romania, dal punto di vista sociale anche peggio.”

    Io dall’Italia me ne sono venuta proprio in Polonia a cercare un lavoro dignitoso – -e l’ho trovato. Fate voi…
    Qui non si va alla stragrande, ma almeno la speranza, e gli investimenti, ci sono…
    -dopo anni di regime, qui si puo’ solo risalire.

  • akubra

    Caro Aldo, aggiungo a tutto quello che è stato detto una cosa fondamentale: un paese è fatto di cittadini e se i cittadini per primi non rispettano le norme, quelle del comune senso, quelle di tutti i giorni, quelle del buon vicinato, non possono attendersi governi migliori, leggi migliori, economie migliori, istruzione migliore, lavoro migliore, futuro migliore. Il timone è in mano a italiani come tutti noi e proprio per questo uguale a noi, specchio delle nostre abitudini, anche quelle peggiori. Poi vorrei ricordare quello che giustamente hai detto in un post precedente: la mancanza di fame. A noi italiani manca la fame, fame di crescere, migliorarsi, capire, e quindi di dare un futuro migliore a questo paese. Io e la mia famiglia decidemmo di emigrare in Australia 10 anni fa, ma per per vari problemi non ci riuscimmo ed ora, affamati più che mai di equità, giustizia, morale, serietà, e anche di programmazione stiamo faticosamente all’età di 50 anni, riprendendo i libri di scuola in mano, risoluti nell’approdare in paese dove queste cose le hanno capite da un pezzo. Spero, in un futuro non lontano, di poter partecipare a questo forum dall’isola della lunga nuvola, la Nuova Zelanda. Un saluto a tutti.
    Vanni

  • Andrea C.

    Aldo, hai lasciato un’Italia che oggi non esiste più. Un paese, nonostante tutto, meraviglioso. L’Italia attuale è un’altra cosa è come andare in un altro paese.

    E, mi dispiace dirlo, ma va detto, a costruire “questa Italia”, quella di oggi, hanno contribuito anche gli immigrati.

  • Disperato

    Mio fratello è emigrato anni fa a Dublino poi si è spostato a Lussemburgo ora si trova a Dubai (calcola che ad ogni cambio di lavoro, c’è un miglioramento o di tipo economico o di tipo abitativo)!
    UNA VOLTA EMIGRATO SI CERCA LA CONDIZIONE MIGLIORE, ormai che il grande passo è fatto, perchè fermarsi?! Lo stesso vale per chi viene in Italia e si rende conto della reale situazione italiana, cerchi di trovare di meglio… e credimi non ci vuole molto!

  • Silvio

    Ve la spiego io che ho qualche anno: quelli che hanno già lasciato il loro paese non hanno paura di lasciare (anche) l’Italia. Sono delusi ma non rassegnati. Noi italiani non siamo (ancora) disperati, non al punto da lasciare l’Italia ad ogni costo, ma non credo che mancherà tanto. Per conto mio sono pessimista perché (a 55 anni) ho visto le cose andare sempre peggio, almeno da 25 anni a questa parte (ma sicuramente anche prima), senza soluzione di continuità. Da parte mia lascerò l’Italia, mi sto già preparando: ho la “fortuna” di avere una pensione discreta (che mi è costata la salute, ma molto probabilmente mi sarebbe costato di più continuare a lavorare) e, se non sono responsabile di essere nato in questo paese, non potrei perdonarmi di continuarci a vivere, e magari morirci, senza avere tentato di respirare… respirare aria diversa ma anche respirare di nuovo e finalmente perché mi sembra di soffocare sempre più: ho vissuto altri tempi, sembrano altre ere, quando si poteva “vivere”, adesso vedo giovani senza più nemmeno la speranza. Ho un figlio, unica cosa che mi potrebbe tenere in questo paese, ma mi sentirei di ingannarlo ancora se gli nascondessi la realtà: non l’ho mai trattato come un bambino, nemmeno come un adulto, come una persona, o almeno ho tentato, adesso non è che posso cambiare. D’altronde anche lui, laureato in filosofia (anche 110 e lode), è orientato a stare nell’università ma sa (vede) che non c’è speranza… e si sta orientando verso università straniere: può darsi che io faccia da apripista.
    P. S.: siamo due famiglie a tutti gli effetti: io e sua madre siamo divorziati quindi siamo entrambi virtualmente indipendenti… io spirito libero DOCGP (Patentato)

  • http://www.controsensi.it halnovemila

    “Io sono partito, in italia ci lascerò il cuore, gli amici e la famiglia, ci tornerò a fare le vacanze, ma a vivere… spero di non tornarci mai più…”

    Spazzan1, io devo ancora partire (probabilmente a fine anno faccio il primo viaggio esplorativo in Malesia) ma per il resto le tue parole sono anche le mie.

    Fabbryzz, grazie per l’apprezzamento al mio precedente post :-)
    e… io ho apprezzato il tuo ;-)

    Debs, hai colto una differenza molto significativa.
    C’è infatti una bella differenza tra vivere partendo con poco se non pochissimo, immaginandosi un futuro migliore (come in Polonia ora, che oggettivamente ha delle prospettive di aumento delle attività industriali e quindi di occupazione e tutto quel che ne segue) e vivere partendo da una condizione di “ottimo” sociale (Italia anni 70-90) e, dopo aver assistito per vent’anni ad un lento ma continuo declino, non potersi immaginare altro che un futuro ancora peggiore.

    Vanni… Nuova Zelanda? Eh… sapessi quanto c’ho pensato anch’io!… è da almeno 3 anni che ho cominciato ad immaginarmi un futuro migliore in Nuova Zelanda… poi ho scoperto che è un paese molto freddo (e io, che abito nel Nord Italia, non ne posso più degli inverni che mi mangiano un intero mese di stipendio per il consumo di Gas di cui metà del costo sono tasse), ma soprattutto l’Occasione mi sta portando altrove.

    Silvio, a parte il fatto che io ho 40 anni e non ho figli (e non per caso ma piuttosto perchè, visto l’andamento delle cose in Italia, in sette anni di matrimonio non mi sono mai sentito “sicuro” al punto di volerne avere) per il resto le tue parole potrebbero essere anche le mie.
    Tu dici:”ho vissuto altri tempi, sembrano altre ere, quando si poteva “vivere””
    Già, mi ricordo quando, a 14 anni, si poteva usare il “motorino” senza obbligo di patentino, senza obbligo di targa, senza obbligo di casco, senza obbligo di assicurazione, e chi prendeva la pantente B (per le auto) era abilitato anche per la guida delle moto, e non c’erano bollini blu (per le auto), nè bollini arancioni (per le caldaie), e la spazzatura me la venivano a prendere a casa tutti i giorni (non come oggi che me la vengono a prendere una volta ogni 15gg e se mi dimentico di metterla fuori me la devo tenere per altre due settimane… parlo del secco) e il bollo auto si pagava solo se l’auto la si usava, e costava un decimo di quello di oggi, e si poteva circolare liberamente e c’erano parcheggi gratuiti dovunque salvo quelli custoditi…
    E poi e poi… vabbè… come hai detto tu… altri tempi… quando si poteva “vivere”.

    Saluti e auguri a tutti.
    Alessio

  • ludwig

    Che tristezza il messaggio di halnovemila. Pensa che l’Italia sia peggiorata per colpa delle (poche) norme di civiltà che ha adottato: perché c’è la raccolta differenziata, perché forse si inquina un po’ meno, perché non si può andare in motorino senza casco. Pensa forse halnovemila che i paesi più civili, dove vuole andare chi scappa dall’Italia, non abbiano norme per la sicurezza sul lavoro (magari più rispettate che in Italia) o contro l’inquinamento? Pensa che in Svezia si vada in motorino senza casco e che in Olanda si parcheggi gratis dove si vuole? A me pare che halnovemila, più che avere la soluzione, sia parte del problema.

  • anonimo

    io sono in italia da 10 anni, ho fatto due anni di italiano, ho fatto la terza italiana avendo un diploma di chimica del mio paese, poi ho presso la cittadinanza, poi ho comprato casa, penso che sono piu che integrata, ho sempre lavorato di operaia, perche è quello che mi danno,mai lamentata, adesso mi sono stufata e voglio andarmene, amo queste paese, pero no mi sento amata, ancora oggi sono precaria, non cè securità economica, non cè può avere una familia perchè costa, cè tanto razismo , il governo italiano non garatice al cittadino in general, e ci troviamo italiani e extracomunitari a litigare per poco. spero tanto andarmene, sono molto delusa della italia.

  • sophief

    penso che se ne vogliano andare perchè c’è tanta crisi, di idee più ancora che economica. il paese è in stallo da anni e la politica pensa solo a risolvere i propri problemi senza fare niente per dare opportunità a chi non ha le spalle coperte dalla famiglia e dalle conoscenze.
    quindi, chi viene in italia per cercare una vita migliore, da povero, fa bene ad andare in un altro paese per vedere riconosciute le sue capacità e avere delle opportunità.
    il problema di questo paese è anche che invece di vedere gli immigrati come una risorsa li trattiamo come nemici e questi, giustamente, se ne vanno. portano la loro voglia di riscatto, i loro talenti altrove e noi restiamo qui, vecchi e spaventati a guardare al passato.

  • Stealthy

    Ciao.
    Io sono albanese e vivo qi in italia da quasi 11 anni.
    All’epoca mi iscrissi all’università di controvoglia perché erano i miei genitori che volevano che io studiassi qui in italia. Il motivo principale era per il mio bene poi essendo vicini sarei potuto tornare a trovarli più spesso. Io non ero d’accordo di venire in italia perché negli anni ’90 si parlava male degli albanesi e io non essendo un “morto di fame” non volevo venire qui e farmi mettere i piedi in faccia!
    Devo dire di essere stato fortunato, conoscevo la lingua con delle solide basi grammaticali e non mi è stato difficile comunicare. L’università mi ha aiutato ad integrarmi ed io frequentavo solo italiani perché volevo, com’è giusto che sia, apprendere bene la lingua e conoscere la cultura e le tradizioni. L’integrazione è stata ottimale oserei dire.
    Con me stesso sono stato rigido e mi ero imposto di imparare la lingua in modo perfetto sia quella scritta che quella parlata… e devo dire che ci sono riuscito. Oggi nessuno capisce che non sono straniero però quando mi chiedono il nome allora mi domandano e magari qualcuno storce il naso oppure si meraviglia.
    Ho sempre lavorato, all’inizio facevo il cameriere ed il lavapiatti e poi mi sono trasferito a milano ed ho cercato un lavoro d’ufficio perché non mi mancavano le possibilità e quant’altro. Ecco, dopo 10 anni di permanenza sento l’esigenza di cambiare, perché noto che l’italia sta cambiando, non in meglio purtroppo e il razzismo in qualche modo dilaga. La meritocrazia non esiste, esistono solo le simpatie e nient’altro. Da un mese a questa parte sto meditando di lasciare l’italia e optare per la svezia. Mi dispiace moltissimo dover abandonare l’italia e gli amici, però ad un certo punto si arriva a pensare un po’ sul proprio futuro e cercare di dare una svolta alla propria vita. Vedremo come andrà a finire. ;)

    Saluti,
    Stealthy

  • http://hotmail Anita G.

    Io sono tornata al mio paese El Salvador circa 9 mesi fa. Sono arrivata in Italia dal 2002 con un lavoro (domestico) che mi aspettava per merito della mia famiglia residente nel bel paese da quasi 20 anni. Ho lavorato 24 ore su 24, senza giorno di riposo, in nero i primi mesi poi con i libri per la minima assunzione. Porte avanti i mie figlie che estudiavano nel mio paese, non ho potuto in 9 anni di essere in Italia mettere nessun soldo da parte, ho pagato le tasse ogni anno e mai ho ricevuto dallo stato un centesimo per mancanza di lavoro o per altro. Ora sono quà nel mio paesino senza lavoro, senza pensione, ma con la famiglia. E` vero che ci mancano i soldini, ma io ero stufa di pagare e pagare, di dare tanto alla Italia, di sacrificare per necessità la mia vita per pochi soldi, per sopportare umigliazioni, etc., etc. Un giorno con lo stipendio in nero di un mese ho preso l`aereo e son tornata. Brava! no? Ciao.

  • Albi

    Ciao a tutti.

    Sono albanese a ho 6 anni in Italia per motivi di studi universitari , anche se a dire la verità personalmente non volevo lasciare tutto a 18 anni. Ma siccome la passione per studiare a quel eta era di prima importanza : eccomi qui a roma.

    Ho finito la triennale e dopo una settima ho trovato lavoro. E qui che vedo diversamente, le idee cominciano a prendere altra direzione , lontano da l’italia , il paese dove sono cresciuto e ho studiato. Italia : Ti sarò sempre gratto per tutto ciò.

    I motivi che mi danno la forza di fare un secondo salto
    sono quasi certo di qualsiasi ingegnere o laureato :
    stage(1) + stage(2) + stage(3) + …..
    Nessuna certezza del futuro , ma neanche quella emotiva. Lavoro sottopagato e la cosa più demoralizzante è l’assenza di certezza che se lavori benissimo/arduo il bel traguardo sara davanti a te.

    Le idee che ho scritto sono in piene condivise anche da molti ragazzi italiani e miei amici che ho conosciuto.

    Dopo un anno di lavoro , ho deciso di ritornare fare la specialistica che finisco tra un po.
    Dopo di che penso di emigrare di nuovo. E si.

    Buona fortuna a tutti.

  • xhemajli

    ITALIA E UN PAESE BELISIMO MI HA DATO TANTO FINE DUE ANNI FA FINCHE HO INCONTRATO LEI LA PERSOANA QUE MI SONO IANMORATO DI LEI MAI HO PENSATO LASCIARE ITALIA MA NO VEDO ALTRE SULOCIONI E UNA SITUACIOEN DIFICILE A SPIEGARE E A CAPIRE.

    HO UN LAVORO E UN ACTIVITA MIA QUI IN ITALIA PERO PERCHE LA VITA ES ASI TAN IGIUSTA PERO UNO NON PO ANDARE DOVE VOLE.

    HO PROVATO A QIEDERE IL VISTO TURISTICO PER CANADA VOLEVO ANDARE DA LEI MA NO MI HANO RIFUTATO.

    LA SITUACIONE E UN PO COPLICATA PERCE QUALCUNO CHE VEDE CUASO DICE.. E SEPLICE VIENE LEI QUI PERO PER QUESTO DIGO QUE UAN SITUACIONE UN POPARTICULARE.

    PER VEDERMI CON LEI HO DEVUTO A ANDARE A CUBA PERCE ERA LA UNICA SOLUCIONE DOVE PODEVA VEDERMI CON LEI.

    E ADESO SONO COTRETO DE PRENDERE UN ALTRA STRADA PER ANDARE A CANADA LA VIA PIU DIFICILE.

    LO SO CHE MOLTI DI VOI DIGONO CHE SONO PAZO MA NON E COSI SOLAMENTE STO CERCANDO LA MIA FELICITA E LA FELICITA DI LEI.

    BUONA FORTUNA A TUTTI…

  • rafaga

    guarda, hai fatto bene a nominare i rumeni, io sono rumena, abito da 8 anni in Italia, a Milano…non ne posso più!!!! Stavo navigando per trovare un sito che mi dicesse dove posso sostenere degli esami per utlizzare la lingua italiana all’estero perchè voglio trasferirmi prima possibile. Non credo sia solo l’Italia a decadere, nell’Europa di oggi, ma è siccuramente il paese che sta perdendo più colpi al secondo, rispetto a tutti gli altri. Non abbiamo speranza…scappiamo! :) )

  • Mar

    Che dire… avete detto tuto. Posso aggiungere soltanto mia storia. Sono Italo-Brasiliano e sono partito dal Brasile in una condizione sociale molto superiore a quella in cui mi trovo in Italia. Masochismo? NO. Voglia di ‘italianità’ e ovvio perchè conobbe in Canada una ragazza italiana. Purtroppo a causa del mio lungo precariato in questo paese a breve tornerò in Brasile per un stipendio superiore… ma non sono felice.

  • Ruslana

    io cittadina extracomunitaria (UKRAINA) residante in Italia posso andare in marrocco in vacanza ? Vorrei sapere che tipo di documentazione mi serve ….
    Grazie mille ….

  • alex

    ciao a tutti!
    visto che si parla di difficoltà a vivere in Italia vi faccio una domanda.
    sono romeno con carta d’identità italiana da 5 anni.
    per emigrare in Australia che visto posso richiedere?
    ho visto che il mio paese non ha convenzioni con lo stato australiano…potete aiutarmi?la mia ragazza, italiana, partirà tra non molto!
    grazie!

  • hay

    Ciao, sono una ragazza di 26 anni e sn cittadina marocchina, risiedo in Italia dal 1995 con regolare permesso di soggiorno,ultimamente sto valutando l’idea di andare in Australia con il mio compagno, il problema è ke non so come fare.
    Da quanto ho capito per i cittadini non europei la procedura per ottenere un visto per lavoro è complessa.
    Se ne sapete di più vi sarei grata per una delucidazione
    Grazie :)


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