Come sopravvivere senza il supporto familiare all’estero

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Uno degli ostacoli principali per chi sta pensando di emigrare con figli piccoli è l’assenza del supporto familiare che in genere si ha vivendo in Italia.

Come fare senza poter contare su genitori e parenti per l’aiuto nell’accudimento dei pargoli mentre si cerca di costruire una carriera ed una vita in un nuovo Paese?

Ovviamente ci sono tantissime soluzioni ma vi racconto l’esperienza mia e di mia moglie quì in Australia. Essendo i nostri figli nati in Australia, non ho conoscenza diretta della situazione in altri Paesi ma in linea di massima la situazione nel Regno Unito mi sembra sia relativamente simile. Per quello che riguarda altre nazioni invito chi ha esperienza a lasciare un commento o a scrivere  nel forum.

La cosa più importante da ricordare è che per quello che riguarda un tema del genere non esiste una soluzione che valga per tutti. Ognuno la pensa diversamente e quindi non sto a pontificare, sto semplicemente condividendo la nostra esperienza.

Fortunatamente, emigrando in Australia, facciamo parte del 25% di residenti in Australia che sono nati all’estero. Ciò è importante perché significa che esiste una fetta enorme della popolazione che, emigrata in età di creazione famiglia e senza appoggi familiari, si trova a barcamenarsi con questo tipo di situazione.

Una delle scoperte migliori per le nuove mamme in Australia è quella del ‘mother and baby group’. L’assistenza medica post-parto mette in contatto tra loro mamme ‘esordienti’ in modo che si possano incontrare, fare amicizia, condividere le loro esperienze, aiutarsi a vicenda quando sorgono problemi con i primogeniti.

Noi siamo stati fortunatissimi nel senso che le amicizie fatte nel contesto del ‘mother and baby group’ stanno ancora prosperando oggi, a distanza di 6 anni dal primo incontro. Le mamme si vedono ogni settimana, vanno fuori a cena (senza figli) almeno una volta al mese, si va in campeggio insieme, si va a cena gli uni dagli altri.

Per quello che riguarda il gestire il lavoro con l’accudimento dei bambini, moltissimi genitori emigrati da poco utilizzano i ‘childcare’, gli asili nido. Questi possono essere sia statali che privati ed offrono orari molto lunghi tipo dalle 7 del mattino alle sei e mezza di sera.

Noi ci affidammo ad un asilo nido privato consigliato da amici e ci trovammo benissimo all’inizio. Nostro figlio si trovava benissimo con le ragazze che lo accudivano ma dopo alcuni mesi il centro cambiò gestione ed il personale iniziò a licenziarsi quindi pensammo di cambiare. Non esistevano più i legami ai quali nostro figlio faceva affidamento.

Ci spostammo di qualche chilometro presso un altro centro privato dove altri amici del ‘mother and baby group’ andavano e rimanemmo lì fino all’inizio dell’asilo vero e proprio.

Fummo molto soddisfatti del servizio offerto da parte di questa struttura e della qualità del personale che accudiva i bambini, in genere signore emigrate anche loro dal Cile, dall’India e da moltissime altre nazioni.

Il costo è notevole, circa 75 dollari al giorno, quindi bisogna avere un lavoro che paghi decentemente per poter utilizzare gli asili nidi privati ma noi volevamo costruirci delle basi solide in termini lavorativi essendo arrivati in Australia da meno di due anni.

Un’altra cosa da precisare è il fatto che l’utilizzo di asili nido, privati e non, è molto alto soprattutto da parte di immigrati a causa della mancanza di supporto familiare unita al desiderio ed alla necessità di lavorare tanto per costruire basi economiche solide.

In pratica in tanti capiranno le vostre scelte e vi forniranno supporto soprattutto morale. Alcuni magari vi criticheranno ma quelli ci sono sempre qualsiasi cosa facciate. Noi per fortuna non ne abbiamo incontrati.

L’asilo vero e proprio si chiama kindergarten (‘kindy’) anche se il significato cambia leggermente a seconda dello Stato. In pratica si tratta di un programma pre-scolastico volontario che coinvolge i bambini dai tre ai cinque anni. Noi lo trovammo ottimo anche se le ore settimanali erano limitate (un mattino e due pomeriggi) quindi non adatto a genitori che lavorano a tempo pieno. Il costo era minimo,non mi ricordo quanto, ma in pratica nulla rispetto ai ‘childcare’ privati di cui sopra.

C’è anche da sottolineare che i genitori in Australia ricevono supporto finanziario da parte del governo federale nelle diverse fasi di crescita dei figli. In genere l’ammontare dipende dal salario dei genitori e anche se non diventerete ricchi, i soldi aiutano comunque.

Una pecca dell’Australia è l’assenza di maternità pagata. Attualmente una madre che lascia il lavoro per partorire ed accudire i figli riceve zero. L’unica garanzia è che i datori di lavoro sono obbligati a tenervi il posto di lavoro per un anno. Per i padri c’è solo una settimana di assenza non pagata.

Esistono alcune proposte di legge per dare alle madri 18 settimane al minimo sindacale per le mamme ma sapete come sono i politici….

Riassumendo, facile creare famiglia all’estero senza supporto familiare? No ma dubito che sia una passeggiata anche in Italia….  Non dimenticatevi che non sarete gli unici, milioni di altre famiglie ce l’hanno già fatta, ce la farete anche voi.


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  • Max

    Ciao Aldo,
    ho letto il tuo interessante post, certo c’è poca garanzia per le madri che hanno figli in Australia, in Italia siamo messi un po’ meglio, si hanno cinque mesi di astensione dal lavoro obbligatoria remunerata compresi i contributi previdenziali, questi mesi solitamente comprendono il periodo del puerperio e il dopo parto, ma so che in altri Stati in Europa si sta benissimo, dove le leggi permettono alle madri di avere sino a due anni di astensione dal lavoro con la conservazione del posto, stabilendo una retribuzione minima nel lungo periodo, mentre nel breve o medio è quasi totale.
    Forse perchè in Europa le nascite sono diminuite e la popolazione sta invecchiando, si è pensato di dare più possibilità alle giovani famiglie di avere tempo per crescere i figli.
    Come dici tu, da voi tanti ce l’hanno fatta, ok va bene sempre se i figli sono sani e non hanno grossi problemi di salute, a questo punto che dire: un supporto familiare, quale i nonni, sarebbe davvero utile!
    Grazie sempre per le tue notizie,
    MAX

    P.S.: a proposito come funziona la sanità in AU per i propri cittadini o residenti?

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  • Andrea

    Ma se uno vorrebbe “adottare i suoceri” per un periodo oltre il visto turistico?

    Oppure magari farli stabilire in OZ nel mentre che badano ai pargoli? E’ possibile?

  • Mary

    Ciao, innanzitutto complimenti per la guida “Vivere e lavorare in Australia” che ho trovato molto interessante.
    Arrivo subito al dunque: siamo due ingegneri ambientali e stiamo pensando al trasferimento; prima però dobbiamo valutare con attenzione alcuni costi che dovremo sostenere una volta giunti in Australia. Abbiamo infatti ben 3 figli molto piccoli (rispettivamente 3 anni, 1 anno e il + piccolo appena 2 mesi. Noto con dispiacere che gli asili nido costano un patrimonio, e che la scuola materna deve essere “integrata” con strutture private. Questo se la mamma (cioè io) decidesse di lavorare. Abbiamo calcolato un costo medio di circa 2600 Euro al mese in asili (calcolo effettuato in base ai prezzi da te menzionati e reperibili anche su Internet), il che mi sembra improponibile… Vedi qualche alternativa? Quanto può costare per esempio una tata/colf che copra le normali ore lavorative dal lun al ven?
    Ti ringrazio anticipatamente
    Un saluto