Emigrare in Francia come ingegnere

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Francesco Polidoro è un giovane ingegnere recentemente emigrato in Francia ed ha gentilmente risposto ad alcune domande di Italiansinfuga.

Ci descrivi il tuo background accademico?

Sono laureato in ingegneria aeronautica con specializzazione aerodinamica presso il Politecnico di Milano. Ho completato il mio corso di studi a 25 anni ed ho trascorso gli ultimi 9 mesi di studio a preparare la tesi presso l’École Polytechnique Fédérale di Losanna in Svizzera.

In parallelo al corso di laurea magistrale a Milano ho seguito i corsi dell’Alta Scuola Politecnica che mi ha permesso di conseguire una seconda Laurea Magistrale presso il Politecnico di Torino.

Perché hai deciso di andare a lavorare all’estero?

La scelta di andare a lavorare all’estero è maturata durante gli anni di studio. Ci sono diverse ragioni: un aspetto economico dato dal fatto di poter lavorare e guadagnare sufficientemente per un tenore di vita dignitoso, senza dover dipendere dai genitori o dover scendere a compromessi. Un aspetto lavorativo visto he la mia formaziona associata alla mia età è più valutata all’estero di quanto lo sia in Italia. In fine sul piano personale trovo sia giusto approfittare fino a che si è giovani per allargare i propri orizzonti.

Perché la Francia?

La scelta è stata orientata più dalla proposta di lavoro che dalla destinazione. Ho cercato lavoro in diversi paesi in Asia, Europa e Nord America; ho ricevuto diverse proposte, ma quella francese era quella più interessante dal punto di vista lavorativo.

Dove lavori?

Lavoro a Parigi in uno studio di ingegneria che si occupa di studi numerici di aerodinamica e aeroacustica per case automobilistiche e società ferroviarie. Questo studio è filiale di una società basata a Boston e che in parallelo sviluppa il software che viene utizzato per le simulazioni di fluidodinamica numerica.

Conoscevi già il Francese?

Quando sono partito per Losanna per la tesi ero completamente a digiuno di francese, in quei nove mesi ho potuto apprendere le basi anche se il gruppo di lavoro in cui mi trovavo era abbastanza internazionale e quindi si prediligeva l’inglese. Arrivato a Parigi le basi che avevo associate ai colleghi hanno fatto il resto. Posso dire che la lingua non è stata una barriera.

Ci descrivi le opportunità di lavoro per un Ingegnere in Francia?

La Francia è un paese molto fiero delle sue università, ogni ingegnere viene classificato per tutta la sua carriera in base all’école frequentata. La difficoltà venendo dall’Italia è poter rientrare in questo meccanismo senza avere nel CV nessuna menzione di una università francese.

A parte questa difficoltà le opportunità per i giovano ingegneri sono abbastanza numerose e si concentrano principalmente a Parigi.

Il mercato dell’automobile, dell’energia e dei materiali offono possibilità di lavoro e sono aperti ad assumere anche stranieri.

Consigli pratici per gli Ingegneri che vogliono andare a lavorare in Francia?

Nel redigere il CV siate concisi, i curricula francesi superano di rado la pagina e mezzo. Date grande rilevanza alla vostra formazione e se scrivete in francese verrete considerati sicuramente di più.

Informatevi dei salari presso le università. Mandate una mail ad una università omologa a quella che avete frequentato e chiedete il livello di salario medio degli ex-studenti anche dopo 5-6 anni di lavoro, di norma otterrete una risposta ed anche abbastanza precisa. Ricordate che i salari di Parigi sono di gran lunga superiori a quelli del resto della Francia e di norma anche rispetto a quei italiani.

Il livello di tassazione è molto simile a quello italiano. La prima cosa da fare una volta deciso di trasferirvi è aprire un conto corrente in una banca francese; vi verrà chiesto per tutto, dall’affitto di un appartamento al abbonamento per il cellulare.

Se cercate casa a Parigi è molto difficile farlo dall’estero, prendetevi una settimana e cercate sul posto.

Tornerai in Italia?

Tornerò in Italia sicuramente tra qualche anno, una volta consolidata una certa esperienza lavorativa. La qualità della vita in Italia non si trova facilmente all’estero.

Grazie Francesco ed in bocca al lupo!


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