Tutta la verità sulle possibilità di lavoro all’estero

Una delle domande più comuni che ricevo è qualcosa tipo “sono laureata in ……. o sono diplomato in ….. e vorrei sapere se ci sono possibilità di lavoro in …….”

Siccome sto facendo fatica a rispondere individualmente alla montagna di quesiti simili che mi stanno arrivando, ho pensato di rispondere tramite questo articolo.

Non vi soddisferà, lo so già, perché mi terrò sul vago, sul generico e generalizzerò parecchio. Purtroppo, la natura delle domanda e soprattutto la genesi delle risposte non può soddisfare tutte le sfumature della vostra situazione particolare.

Le possibilità di lavoro all’estero sono sempre esistite, esistono sempre e sempre esisteranno. Come la maggior parte delle questioni economico-finanziarie rispondono alla legge della domanda ed offerta.

Quindi dipende da:

  • cosa voi offriate in termini di studi accademici, esperienza lavorativa e abilità linguistiche
  • quanto tutto ciò sia richiesto da datori di lavoro nella nazione che voi avete in mente come destinazione per l’emigrazione
  • quanta concorrenza ci sia per il numero limitato di posti di lavoro sia da parte di cittadini della nazione di destinazione sia di altri aspiranti emigranti da altre nazioni del mondo

Come interpretare tutto ciò?

Attenzione, offenderò qualcuno…. Se avete un titolo accademico che non è richiesto in Italia (laurea in Scienze Politiche, obiezioni?), sarà difficile che le prospettive siano migliori all’estero, visto che le università italiane non compaiono nelle classifiche delle migliori università al mondo. Non disperate però, si tratta di studiare e qualificarsi in professioni che sono richieste all’estero come fanno tanti Indiani e Cinesi ad esempio in Australia. Ricordatevi che potete sempre studiare in Italia per crearvi una figura professionale richiesta all’estero.

Al contrario, se avete un titolo di studio o lavorate in una professione richiesta nella destinazione di arrivo avrete molte più possibilità di ottenere un visto, se richiesto, e di trovare lavoro. Ad esempio, ingegneri, infermieri, professionisti dell’informatica, pasticceri sono tutti ruoli professionali  richiesti nella maggior parte delle nazioni occidentali

Per capire quale professioni siano richieste all’estero, usate la lista MODL dell’Australia. In linea di massima questa fornisce un’idea di cosa le nazioni occidentali richiedano in termini di professionalità. Se l’Australia richiede certi tipi di lavoro, in linea di massima nazioni come l’Inghilterra, la Francia e la Germania, dove gli Italiani non hanno bisogno di visti, avranno fabbisogni simili.

Non sottovalutate l’importanza della conoscenza della lingua del Paese di destinazione.

E’ la cosa più importante per un’emigrazione all’estero di successo.

Offendendo la maggior parte di voi, vi dirò che la conoscenza media delle lingue da parte degli Italiani non è sufficiente per essere competitivi nel mondo del lavoro all’estero. L’Inglese scolastico non basta.

Ricordatevi che all’estero vi faranno concorrenza Scandinavi che in genere parlano l’Inglese in modo ottimo ed Indiani che parlano Inglese molto bene come seconda lingua. In modo simile, per il Francese vi faranno concorrenza tantissimi Africani che parlano il Francese come prima lingua.

Rendetevi anche conto che il vostro ‘self-assessment’ (il non sapere cosa significa è un’indicazione del bisogno di ulteriori studi) della conoscenza della lingua sarà sempre generoso. L’opinione di stranieri al riguardo sarà educata e generosa ma non necessariamente corretta, non vogliono offendervi.

Tutto ciò che ho appena scritto sulla conoscenza della lingua è frutto di esperienza personale. Per vent’anni ho parlato in Inglese, sbagliando, imparando e migliorando. Ho conosciuto molte persone intelligenti e preparate ma limitate da una conoscenza della lingua approssimativa.

I vostri titoli di studio e l’esperienza lavorativa contano poco se non sapete esprimervi e farvi capire.

Per fortuna la soluzione è semplicissima. Studiate come dei matti la lingua che vi interessa. Iniziando oggi. Se non lo fate, ciò vi darà un’indicazione di quanto vogliate davvero emigrare.

Le possibilità di lavoro vanno poi valutate inizialmente facendo ricerca su internet per ruoli che richiedano la vostra professionalità. Iniziate con siti tipo Monster o altri particolari della nazione che vi interessa.

Dopodichè fate domanda, mandate curriculum, cercate contatti. Insomma muovetevi. L’importante è agire.

Non sarà facile e ci vorrà tempo. La ricerca lavoro, anche per un ‘nativo’, richiede spesso mesi.

Ciò non toglie che, con le giuste professionalità, una semplice e-mail può cambiarvi la vita e quindici minuti dopo stiate iniziando il percorso di emigrazione verso l’estero. Io stesso trovai lavoro in Australia prima di arrivare grazie ad internet. Mi aiutò il fatto che la mia figura professionale fosse molto specializzata e la mia esperienza lavorativa antecedente fosse per una multinazionale rinomata ma ciò dimostra che la distanza al giorno d’oggi non è più un limite alla ricerca del lavoro all’estero.

Preparatevi a mandare centinaia di e-mail; a contattare centinaia di persone; a fare domande che vi facciano capire meglio la realtà del mondo del lavoro nella nazione di destinazione; a crearvi un network di persone attraverso le quali avrete migliori possibilità di trovare lavoro all’estero.

Una nota particolare dedicata ai ventenni o neo-laureati in generale. Se non avete famiglia a carico, cosa rischiate a partire? Non dico all’avventura ma quasi. Ve lo chiede qualcuno che è di predisposizione molto cauta ma che, con il passare del tempo, ha imparato che il momento perfetto per le grandi decisioni non esiste mai. Chi non risica, non rosica. Al peggio, tornerete in Italia ma almeno ci avrete provato ed avrete comunque imparato molto, soprattutto su voi stessi.

Ricordatevi inoltre che la laurea, se di tipo generico, serve a mettere il ‘piede nella porta’ per trovare il primo lavoro. Dimostra ai datori di lavoro che avete un certo livello di cultura ed intelligenza, se richiesti. Dopodichè la vostra carriera progredirà in base a cosa raggiungerete attraverso il lavoro quotidiano. Dopo 5, 10, 20 anni non importerà ad alcuno che vi siate laureati in Scienze della Telecomunicazione nel lontano ……

Non preoccupatevi troppo del fatto che non abbiate esperienza lavorativa, bisogna iniziare da qualche parte. Preoccupatevi del fatto che i vostri concorrenti saranno in genere più giovani quindi finite l’università il più in fretta possibile.

Non mi scuso dei toni un pò ruvidi dell’articolo. Avrei potuto dirvi che le possibilità di lavoro all’estero sono ottime, per tutti, indipendentemente dalle caratteristiche personali, emigrate tutti perchè all’estero nei fiumi scorrono il latte ed il miele….

Ma non vi aiuterebbe.

Fate tesoro dell’esempio fornitoci dall’emigrazione italiana del passato. Pur non avendo, in generale, il livello odierno di istruzione, le risorse economiche, la tecnologia, gli emigranti riuscirono a crearsi una nuova vita in nazioni molto più ostiche di quelle odierne. Il segreto? Lavoro e sacrifici. Sacrifici e lavoro.

Invito tutti gli Italiani già all’estero a condividere il loro punto di vista al riguardo tramite un commento o scrivendo sul forum.

Commenti (7)

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  1. Daniele, Napoli scrive:

    vabbé già sapevo che difficilmente avrei potuto vivere all’estero. Codesto tuo articolo me lo conferma. Non mi deprimo più di quanto già non lo sia.
    Vorrà dire che cercherò di conoscere una donna straniera e la sposo. Così non dovrei avere problemi. Magari con un negozio o una propria attività per sopperire alla mia non speranza di trovare lavoro lì.

  2. mariano scrive:

    Volevo sapere indicativamente se un laureato triennale a 25-26 anni viene scartato per l’eta e qual è(sempre indicativamente) il voto minimo richiesto da università canadesi e australiane(guardano il voto finale o la media degli esami?)?grazie mille

  3. admin scrive:

    L’età non è un limite per uno studente straniero in Australia, basta che paghi (e tanto).

  4. StefanoM scrive:

    Forse il tutto si riduce in unica parola… Il coraggio! E poi secondo me la parte migliore arriva solo una volta che si è partiti! Sarò ottimista? Forse si! Ma in questi momenti è proprio quello che ci vuole!

  5. sasha scrive:

    Ciao Aldo,
    Mi sono sentita morire quando nel tuo articolo ai suggerito ai giovani senza famiglia di prendere al volo l’idea di partire senza tante remore, al massimo si torna in Italia.
    Noi siamo una famiglia, ma siamo giovani abbiamo anche due bambini, ho provato come dici tu ad inviare tanti cv ed ho ricevuto tante risposte positive sia per me, che per mio marito in quanto abbiamo delle professioni richieste nella lista MODL, l’unico ostacolo più grande è il lato economico, strano dirsi ma mi trovo così per una situazione andata male, spero che darai qualche buon consiglio anche per le famiglie, che hanno l’intenzione di emigrare in Australia. Aspetterò la tua prossima email per sapere le novità sull’immigrazione in Australia, sei un grande e ti ringrazio per i tuoi splenditi consiglii.

  6. samuele scrive:

    salve,sono un pizzaiolo italiano,ho 27 anni e molta esperienza nel mio lavoro,ho frequentato corsi ed ho maturato un esperienza di 13 anni,ho una discreta conoscenza non scolastica ma praticata all estero della lingua inglese e vorrei fare un esperienza in australia.ci sono possibilita di trovare lavoro nel mio settore?avrei intenzione di partire con un mio amico cuoco,vorremmo affittare un appartamento in australia e partire un po all avventura,male che vada sara stata comunque una splendida vacanza.quale zona/citta mi consigliereste?comeè il costo della vita?e a quanto ammonta uno stipendio medio?diciamo che sulla conoscenza dell australia siamo a zero,quindi qualsiasi consiglio è ben accetto.premetto che non siamo alla ricerca del classico sogno di “vado all estero per diventare ricco”,vogliamo solo fare un esperienza e poi come va va….ringrazio anticipatamente tutti,saluti,samuele

  7. Francesca scrive:

    Non è che il tuo articolo addolcisca la pillola, effettivamente…
    Però è abbastanza concreto e le cose che hai scritto sono assolutamente veritiere. Ho una discreta conoscenza dell’inglese, eppure viaggiando mi sono resa conto quanto sia insufficiente rispetto agli altri (misurarsi con una realtà più grande è sempre un modo per rendersi conto delle proprie carenze).
    In questo periodo ci sto riflettendo parecchio, visto che a Settembre inizierò l’università eppure sono ancora indecisa sul percorso da intraprendere.
    Una laurea in lingue mi permette conoscenze a livello linguistico e umanistico, ma bastano? Tanti di coloro che si sono laureati me la descrivono come una laurea ‘evanescente’, nel senso che risulta essere insufficiente; conosci la lingua, e poi?
    Così ho pensato a Scienze Politiche, che mi permetterebbe di affiancare più elementi di conoscenza; eppure anche in quel caso gli esami in lingua sono pochi, quindi dovrei preoccuparmi io, autonomamente, di imparare altre lingue. Eppure, prendendo una laurea in Scienze Politiche, il posto all’estero non è assicurato: la carriera di ambasciatore pretende figure preparatissime e conoscitrici di almeno due lingue. Può quindi una laurea del genere permettermi di lavorare all’estero anche senza entrare nella carriera diplomatica (se non ci riuscissi?)
    Insomma, ho riversato in questo commento buona parte delle mie perplessità ;)
    Magari mi aiuta, vederle scritte nero su bianco.

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