Vivere e lavorare a Belfast, per i più giovani

Michele Fasanella ci descrive la sua esperienza di vita e lavoro a Belfast, lettura consigliata ai più giovani.

Mi chiamo Michele e ho studiato all’università di Parma dopo aver fatto l’ultimo anno delle superiori negli USA a Boston diplomandomi prima in America e poi in Italia. Ho lasciato l’Italia nel 2004 per andare a vivere a Belfast e lavorare in un call center per Kodak. Dopo vari progetti con diversi clienti (talk talk, carphone wharehouse, TNT, ecc.) ho lasciato Belfast per andare a vivere a Madrid.

In Spagna ho insegnato inglese per i primi 6 mesi nella più grossa azienda costruttrice del mondo (Dragados Construciones e Iridium Concessiones), dopo questi primi 6 mesi mi hanno assunto in IBM nel dipartimento di credit check.

Nonostante la Spagna fosse molto simile all’Italia mi mancava l’Irlanda e quindi decisi di cercare di nuovo lavoro su questa splendida isola, così all’inizio del 2008 sono stato assunto come account manager in Coca Cola dove mi occupo del mercato dell’Italia, Messico, Grecia, Malta, Australia e Sud Africa.

Belfast è una città molto particolare… ha una night life da paragonare a NYC or Madrid, una delle più importanti università del Regno Unito (Queens University) e soprattutto dato il bassissimo tasso di tassazione per le imprese che investono in questa “area particolare” ci sono tantissimi call center. Questi call center cercano continuamente personale Italiano, Spagnolo, Francese, Ecc.

Di solito su siti come nijobs o gumtree è facile trovare lavori, a me è capitato di essere stato assunto dall’Italia (era il mio primo lavoro con zero esperienza), mi hanno pagato una settimana di albergo e sponsorizzato riguardo l’apertura del conto in banca. La cosa migliore per stabilirsi è sempre chiedendo al dipartimento di HR (Risorse Umane) della azienda dove andrai a lavorare.

Full training è sempre offerto prima del lavoro! Non spaventatevi se il training è in Inglese e non capite nulla dell’accento nordirlandese! Succede anche agli americani e canadesi!! Lanciatevi in questa avventura tanto il lavoro sarà sempre in Italiano quindi imparerete strada facendo!! Per essere pagato nel Regno Unito vi serve il National Insurance Number (codice fiscale) ed ogni città dello UK ha un ufficio dove con un documento rilasciatovi dal vostro datore andrete e dopo una breve intervista (chi siete, da dove venite, che intenzioni avete…) vi manderanno a casa questo documento.

Tenete bene presente che più rimandate di andare a questo ufficio e più vi toglieranno tasse dalla busta paga quindi… sbrigatevi!!!

La vita notturna è la cosa migliore a Belfast…. La zona di Queens University ha solo bar per studenti, economici e gratuiti come entrata… Il centro ha posti più da adulti e discoteche più serie. (Stiff Kitten, Thompsons Garage, Mono, Skye, Mint, ecc)

Evitate le zone non centrali!! Se capitate in un quartiere protestante (lo notate dalle bandiere inglesi ovunque!!) di sera potreste prendervi qualche schiaffo in faccia o qualche insulto…. Evitate Belfast la prima settimana di Luglio, l’ordine degli Orange Man marcia attraverso la città e ci sono sempre rivolte dei cattolici che lanciano pietre a loro quando passano dai loro quartieri.

Falls Road è una delle zone cattoliche più belle e tranquille per noi Italiani anche se come consiglio è sempre meglio vivere nel centro.

Commenti (6)

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  1. andrea scrive:

    Una curiosità: vivi in affitto oppure hai comprato una casa? E in che rapporto sono affitto/mutuo rispetto al guadagno medio? Grazie.

  2. airly82 scrive:

    Ciao,ho letto la tua testimonianza e ti faccio i miei più sinceri complimenti per la tua esperienza a Belfast.
    Io mi sento troppo “vecchia” per abbandonare l’Italia anche se, pur avendo una laurea specialistica in Editoria e un anno di servizio civile alle spalle e piccoli lavoretti stagionali e corsi vari post-diploma…non ho nulla che- aldilà degli affetti- mi trattenga in Italia.
    Scrivere rimarrà purtroppo una passione perchè ahimè si scontra con una realtà che giustamente dà le priorità ad altri settori- sono io la prima ad ammetterlo ma…quel che è fatto è fatto, non voglio abbattermi perchè altrimenti sarebbe la fine!!!
    Concorsi, selezioni…sappiamo bene come funzionano…quando hai l’età mancano i requisiti professionali, quando hai requisiti manca l’età e se possiedi entrambi manca comunque…la “botta di fortuna”.
    Che mi consigli?Se io volessi lasciare l’Italia, almeno per “tentare” un’esperienza all’estero (per non vivere di rimpianti) quali sarebbero le tappe da seguire per cercare un lavoro (anche annullando il fatto che possiedo una laurea di cui, al di là delle passioni personali, mi sono amaramente pentita)?
    Ti ringrazio in anticipo,
    Ciao :)

  3. Danilo scrive:

    Ma se uno è stufo dell’Italia ma ha 47 anni e adora l’Irlanda… Che deve fare? Sono un esperto nella domotica, avendo creato il cuore di un sistema … niente male (come softwarista).
    L’età è, purtroppo, un limite… Al contrario del reply precedente non mi sento “troppo vecchio” per lasciare questo paese! Anzi, pur essendo soddisfatto del mio lavoro e dei colleghi, partirei al volo! Almeno per provare.

  4. admin scrive:

    Ciao Danilo

    scusa l’ingnoranza, cos’è la domotica?

    Perché ritieni che l’età sia un limite?

    Il titolo dell’articolo è dovuto al tipo di descrizione fatta da Michele che è più giovane del sottoscritto (ne ho quasi 40) e parla di vita notturna ormai da me sconosciuta con due figli piccoli!!

    Aldo

  5. Danilo scrive:

    La domotica è una parola piuttosto abusata… Qualcuno parla, in modo non corretto, di “casa intelligente”. Capita anche che chi produce apri cancelli si spacci per domotico… Al di là delle definizioni, per quanto mi riguarda, il sistema che abbiamo prodotto integra luci varie (da normali a Led che cambiano colore secondo quanto desidera l’utente), accensione/spegnimento di tutto ciò che può essere collegato all’impiento elettrico, condizionamento e riscaldamento/raffrescamento, musica, allarmi e videosorveglianza, profumi, rilevazioni biometriche ed altro. Il tutto combinabile in “ambientazioni” dove il tempo e gli eventi giocano un ruolo fondamentale. Gli esempi sono praticamente infiniti, dipende dall’impianto e dalla fantasia… Dimenticavo che il tutto lo si può fare da internet (bè … quasi tutto…).

    Per l’età la soglia è 45 anni. Se compili un questionario questa cosa ti taglia subito indipendentemente dal fatto che uno, appunto per l’età e le competenze, potrebbe dire la sua.
    PEr qualto mi riguarda ho due figli che non vedo molto, da separato. Per i nuovi affetti, sì … ma….

  6. Andrea Moro scrive:

    Bel pezzo, magari correggi carphone wharehouse con carphone warehouse.

    Ciao dagli UK.

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