La Galizia vista da Italiani in Galizia
Erminio Capone è l’ideatore di Italiani in Galizia, un blog che ha l’obiettivo di fare conoscere la regione spagnola della Galizia agli Italiani che abbiano intenzione di emigrare dall’Italia.
Ci descrivi la Galizia?
La Galizia si trova a nord-ovest della Spagna, quella lingua di terra che molti associano al prolungamento del Portogallo e che, per il fatto di trovarsi geograficamente ai confini estremi dell’Europa Occidentale, fu chiamata dagli Antichi Romani Finisterrae (la fine della terra del Mondo Antico, l’ultimo lembo di terra oltre il quale c’era l’ignoto rappresentato dall’Oceano Atlantico).
Conserva dentro di se una storia antica fatta di miti e leggende che si radicano in un mondo ancestrale che ricorda il suo passato celtico ma anche cristiano-cattolico legato al “Camino de Santiago” che ancora si rivive in tanti simboli, visitando i suoi villaggi e percorrendo le strade di questa terra che molti considerano Magica.
La Galizia, come si può intuire da questa mia premessa, non è semplicemente la descrizione politico/geografica di una delle comunità autonome della Spagna dove si parla e si studia il “Gallego” (lingua regionale ufficiale diversa rispetto al castellano), che ha in Santiago de Compostela il suo capoluogo di regione, una popolazione di circa 3 milioni di abitanti e una superficie paragonabile a quella del Piemonte e della Valle d’Aosta messe insieme, ma è qualcosa di più…è una esperienza che ti segna e che non può lasciarti indifferente…è un viaggio nel nostro passato, quello più intimo, quello che credevamo ormai dimenticato nell’oblio della vita frenetica e dei rumori delle grandi città e che, rivivendolo di nuovo in questa realtà, suscita in noi emozioni ed percezioni sensoriali intense e inaspettate…
Si, la percezione visiva nell’ammirare il fascino e la bellezza di una natura incontaminata, le cui verdi colline, i suoi fitti boschi, i suoi promontori marini e le strette e lunghe insenature che si addentrano nella costa grazie all’opera del mare così come accade per i fiordi norvegesi (qui si chiamano Rias), non sono altro che uno dei suoi piú rappresentativi esempi;
Ma anche, la percezione olfattiva nel farsi coinvolgere dagli intensi odori e gli austeri profumi di una terra e di un mare cosí lontano da quello dolce e mite di cui sono abituati a respirare sulle coste del Mediterraneo;
Ed ancora, la percezione acustica nel restare rapiti dall’ascolto della sua musica tradizionale, realizzata con strumenti musicali medioevali come la Gaita (la cornamusa galiziana) e la Zanfoña che richiamano sonorita lontane nel tempo.
Per non dimenticare, della percezione gustativa nell’assaporare la cucina genuina di un terra prodiga di prodotti di alta qualità e di un mare pescoso di frutti di Mare e di incredibili crostacei (el Marisco gallego).
Ed Infine, la percezione tattile del sentire ed accettare sulla propria pelle le conseguenze di un clima umido e piovoso che tocca nostalgicamente più gli animi (qui la chiamano Morriña) di quanto lo possa fare sui corpi.
Questa per me è la Galizia…
Come è diversa la Galizia dal resto della Spagna?
Quando si parla della Spagna in generale vengono in mente stereotipi che non sempre rispecchiano una realtá territoriale tanto diversa a livello regionale e variegata, tanto dal punto di vista culturale che sociale.
Se nell’immaginario collettivo la Spagna é rappresentata dai tori e dalle corride di Madrid, dalla chitarra e dal flamenco andaluso, dalla paella e sangria valenziana o dalle coste assolate di Malaga e Formantera e dalle discoteche e dal divertimento sfrenato di Ibiza e di Lloret del Mar, quando si parla della “Verde” Galizia si va oltre questa classica visione, alla scoperta di un mondo affascinate e suggestivo che si fonda su tradizioni altrettanto forti e radicate nel tempo.
Tra le differenze più nette che riscontro in questa terra rispetto al resto della Spagna a parte i colori, i paesaggi e la musicalità di una cultura molto più vicina a quella nord europea (Irlandese in primis), come descritto in precedenza, valuterei la forte propensione ad una autonomia regionalistica che nella lingua galiziana, ufficialmente parlata insieme al castigliano, trova la sua massima espressione.
Sto parlando di una lingua antichissima proveniente dalla radice linguistica del latino che può esser considerata come un intreccio tra la lingua portoghese e la lingua spagnola (castellano).
Quali opportunita’ di lavoro offre la Galizia?
Individuerei due fattori positivi che porterebbero a considerare la Galizia come un luogo dove incontrare opportunità lavorative interessanti, ma nello stesso tempo, valuterei anche altri due fattori negativi, per non prenderla in considerazione.
1- Fattore positivo di carattere generale:
Da sempre questa regione è stata considerata terra di emigrazione in quanto la sua posizione geografica, periferica rispetto all’Europa industriale e commerciale, e la sua morfologia territoriale, costiutita da aree boschive/montuose e coste frastagliate, ha indotto la popolazione ad emigrare all’estero (la più grande e importante comunità di spagnoli nel
mondo è rappresentata proprio da “los gallegos”).
Ma le cose cose stanno cambiando: negli ultimi decenni, infatti, spinta dalla generale crescita economica spagnola, dagli investimenti dell’UE nel settore energetico, dal boom edilizio e dalla maggior comunicazione nei trasporti, la Galizia si è convertita sempre più in un luogo dove poter dirigere i propri interessi per realizzare investimenti economici e sviluppare attività imprenditoriali.
2 – Fattore positivo di carattere specifico:
Con l’arrivo del 2010 si è dato inizio in Galizia all’Anno Santo Compostellano (Lo Xacobeo)che si celebra ogni volta che il 25 luglio (giorno della festività di San Giacomo Apostolo) cade di dome nica come appunto si verificherà quest’anno. Durante questo periodo la Galizia diventerà la capitale culturale e spirituale d’Europa per milioni di pellegrini e turisti che daranno lavoro a tutta l’economia galiziana con una crescita della offerta lavorativa nel settore turistico e
commerciale.
Veniamo agli aspetti negativi:
1- Fattore Negativo di carattere generale: La congiuntura economica mondiale e l’attuale tasso di disoccupazione della Spagna, tra i più alti d’Europa, sta incidendo fortemente sull’inserimento lavorativo per tanti giovani soprattutto nel settore dei servizi.
2- Fattore Negativo di carattere specifico: Come detto in Galizia, parlandosi due lingue ufficiali ci si scontra, nell’inserimento nel mondo lavorativo, di fronte alla difficolà di dover imparare (questo però solo inizialmente) non solo la lingua spagnola (castellano) ma anche quella galiziana.
In definitiva, consiglerei questa regione a tutti gli italiani che vogliano investire le proprie risorse economiche per la realizzazione di progetti imprenditoriali autonomi (qui troveranno un terreno fertile) e a tutti gli studenti o laureati che vengano qui già con progetti di studio e di ricerca finanziati…avranno in entrambi i casi la possibilità, in seguito, di gettare le basi per poter creare a loro volta ricchezza ed economia per tutta la comunità.
Ci descrivi la presenza italiana in Galizia?
La realtà italiana in Galizia è abbastanza variengata: dalle stime dell’autorità consolare gli italiani residenti sono circa 5000 (dati 2008).
Una parte è rappresentata da persone di mezza età che, si può dire, hanno vissuto una doppia emigrazione. In realtà stiamo parlando di una popolazione (originaria tendenzialmente del sud Italia) che un tempo emigrò all’estero (sopratutto in Svizzera e in Germania) e lì costituì famiglia con persone provenienti dalla Galizia. Negli ultimi anni molte di queste famiglie con prole (italo-galiziane) hanno deciso di rientrare nel proprio paese d’origine scegliendo nell’opzione tra Italia e Galizia quest’ultima.
Poi ci sono italiani oriundi che, nati all’estero (sud America in prevalenza), hanno ottenuto il passaporto italiano per avere avuto antenati italiani.
A parte i circa 5000 residenti ci sono poi altri circa 700 italiani che periodicamente e ciclicamente vivono nella regione, come studenti partecipanti ai progetti Europei (Erasmus, Leonardo, Comenius, Volontariato europeo, etc.).
In questa analisi non possiamo non prendere considerazione anche una categoria particolare di persone che si trova qui solo di passaggio ed è costituita dai pellegrini italiani che percorrono il famoso Camino de Santiago e rimangono qui per brevissimi periodi rigenerandosi dal lungo viaggio visitando le bellezze della regione.
Infine, ci sono persone, come il sottoscritto (iniziamo ad esserne tanti), che spinte da altre motivazioni (diciamo non più con quell’idea di emigrare con la famosa valigia di cartone), hanno deciso di vivere in una nuova realtà, lontana (ma se vogliono anche vicina!) dai clamori e dalle inutili e improduttive dispute di casa nostra, scegliendo loro stessi
quale qualità dare alla propria vita e quale cammino percorrere…
Grazie Ermino! Visitate Italiani in Galizia

