Dall’internship (stage) in Italia al lavoro ed alla carriera in Inghilterra

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Michele Picchioni si è laureato in chimica a Roma e dopo l’esperienza della disoccupazione e del lavoro non retribuito ha deciso di cambiare strada. Adesso vive e lavora in Inghilterra ed è diventato di recente cittadino britannico. Ecco la sua storia.

Per quanto riguarda la ricerca di lavoro in Inghilterra io sono stato fortunato visto che ho fatto un’internship presso la Procter & Gamble in Italia (dando la mia disponibilità a lavorare all’estero fin dal primo giorno) e poi finita l’internship mi è stato offerto un contratto presso la filiale inglese.

Un particolare interessante: originariamente io ero il secondo classificato per l’internship ma il primo classificato non diede la disponibilitè a trasferirsi……. Ancora accendo un cero a san Precario ogni anno! ;->

Una volta in Procter mi sono trovato davvero bene, pagato, rispettato e coccolato a livelli impensabili in Italia. Questo è stato un bene da un punto di vista (a tutti piace essere trattati bene) ma ha anche significato perdere la “fame” e la carica che avevo in Italia.

Per farla breve tra mentalità italiana da posto fisso e un po’ di pigrizia sono rimasto in Procter per quasi 5 anni.

Per fortuna un litigio col mio capo e la necessità economica mi hanno spinto a cercare un posto migliore. Ho messo il CV online (Monster, Reed) e qualche settimana dopo ho firmato un contratto con una società di consulenze (10 mila sterline all’anno in più).

Da li ho capito che in Inghilterra la mobilità c’è davvero e che anzi rimanere troppo a lungo nella stessa compagnia nuoce gravemente alla salute del CV e del portafoglio. Forte di questa conoscenza dopo due anni da consulente ho firmato un contratto con Johnson & Johnson (con un aumento di salario ancora più cospicuo).

Dal punto di vista pratico consiglierei a chi cerca lavoro anche all’estero di accettare internship (anche non pagate) con compagnie straniere e di dare la disponibilità a trasferirsi oppure di cercare internship all’estero direttamente.

Ovviamente è molto più facile cercare lavoro se si è sul posto per cui se possible consiglio di trasferirsi per un breve periodo e di cercare lavoro tramite le tante agenzie di recruitment.

Nel frattempo è facile trovare lavori part time o lavorare come cameriere nei ristoranti italiani (e non) o come barista nei vari coffee shops.

Se non è possible consiglio quanto meno di usare motori di ricerca specifici per il Regno Unito (finiscono tutti per .co.uk) e non solo di tradurre il CV in Inglese (requisito minimo) ma di cercare di allinearlo agli standards inglesi il più possibile.

In Inghilterra se si ha voglia di lavorare e grinta non è difficile trovare lavoro o cambiarlo una volta trovato per cui spesso il primo lavoro serve semplicemente a “mettere il piede nella porta”, poi si può cambiare.

A chi poi trova lavoro part time o non è soddisfatto del lavoro trovato consiglio vivamente di prendersi una qualche qualifica qui, visto che i corsi abbondano e di solito non sono troppo onerosi in termini di studio.

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  • StefanoM

    Una domanda!
    Londra vive ancora un forte periodo di crisi?

  • grace82

    Ciao,

    dal tuo racconto sembra molto easy….
    non è che posso inviarti il mio cv per mettere un piede in terra londinese????
    :) ))))