Cosa frena l’emigrazione all’estero?

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Oggi mi scrive Laura Caporelli che ci racconta del desiderio di emigrare ma delle difficoltà che si incontrano nel mettere in pratica un sogno. Questi ostacoli sono sicuramente comuni a tanti aspiranti emigranti.

Lascio la parola a Laura.

Siamo una coppia della provincia di Roma, 34 e 37 anni con un bimbo di 15 mesi ed una gattina di 5 anni.
Io disoccupata con esperienza come impiegata/segretaria, mio marito receptionist in hotel.

Perche’ vuoi emigrare?

L’idea in realtà è partita da mio marito, qualche anno fa. Principalmente io pensavo di emigrare se lui avesse trovato un’occasione imperdibile, o comunque migliorare notevolmente la situazione lavorativa.

Cercavo insomma un motivo per cui valesse davvero la pena emigrare, mio marito invece sostiene che nella vita certe scelte si fanno perchè si vogliono fare e basta! E che “se ci pensi su, tra 30 anni sei ancora qui a pensare chissà come staremmo all’estero…”

Oggi sto considerando anche l’esperienza di vita che rappresenterebbe, l’ arricchimento interiore, il confronto con una realtà diversa, non credo di dire nulla di nuovo affermando che è riduttivo valutare solo il lato economico e che possa generare delusioni più facilmente.

Anche se preferirei, dovendo ricominciare una vita, un posto in cui i salari siano adeguati al costo della vita più che in Italia.

Al momento stiamo pensando di emigrare per avere certo più occasioni di crescita professionale, opportunità di carriera ed altre cose riguardanti la quotidianità che migliorerebbero la qualità della vita e che qui non troviamo, principalmente: rispetto sul lavoro, gratificazione professionale nel senso di essere apprezzati per l’impegno, serietà da parte dei datori di lavoro o che almeno mantengano i loro impegni e rispettino le leggi; vita più semplice e meno stressante nel senso di snellimento di burocrazia, senso civico e rispetto del prossimo anche nei piccoli gesti in strada.

Da quanto tempo hai questo desiderio?

Io e mio marito ne parlammo qualche anno fa, poi ci sono state molte situazioni che ci hanno occupato mentalmente, cambi di lavoro ed il discorso è finito lì. Anche perchè mio marito spesso va riportato con i piedi per terra. Adesso ci sta tornando quest’idea, che è diventata un desiderio, diciamo da pochi mesi.

Hai una destinazione preferita?

Entrambi parliamo inglese quindi U.K. o Irlanda, per ora restiamo in Europa.

L’Irlanda ci ha colpito al cuore 8 anni fa, l’Inghilterra la visitiamo quasi ogni anno perchè mia cognata vive vicino Londra.

Come rispondono familiari ed amici alla notizia che vuoi emigrare?

Anni fa ne parlammo, i miei genitori ed i miei suoceri sembravano contenti, pensando all’emigrazione come qualche anno fuori per poi tornare, credo sarebero contenti per ora tranne per il fatto di avere lontano il nipotino per il quale stravedono.

Gli amici che hanno vissuto all’estero erano favorevoli, altri pensano che non ne valga la pena, che la vita non sarebbe comunque più di tanto migliore.

Forse oggi questo secondo gruppo direbbe che è un azzardo partire con un bimbo piccolo!

Quali sono gli ostacoli che hai incontrato fino ad ora?

Principalmente mentali: l’idea di lasciare la casa, gli affetti, poi fino a poco tempo fa avevamo entrambi 2 contratti a tempo indeterminato, ci sembrava una fortuna da non lasciare con leggerezza. Per me l’idea del “salto nel buio”, dopo le disavventure vissute finora, insomma mi chiedo se ci è capitato di tutto qui cos’altro può succedere all’estero in un paese in cui non sai come muoverti… E poi da quando c’è il bimbo mi frena l’idea di non aver nessuno, i genitori e i suoceri sono molto d’aiuto, a volte anche economicamente. All’estero saremmo davvero “soli”.

Finora ho sempre frenato lo slancio di mio marito rispondendo che da fuori tutto sembra sempre migliore, che lasci dei problemi che conosci per altri che non conosci e non è detto che saprai come muoverti.

Oggi ho capito che i problemi nella vita ci sono sempre, non sempre sai o puoi affrontarli come si dovrebbe, e non è sempre possibile pianificare le nostre vite come ero abituata a pensare. Bisogna andare avanti e il momento brutto passerà…

Quando pensi che tu e famiglia riuscirete ad emigrare?

Quest’anno o il prossimo; come spiegato prima malgrado si fanno progetti accade sempre l’imprevisto, a questo punto non mi sbilancio più!

Quali sono i passi concreti che state facendo per emigrare?

Stiamo facendo ricerche su internet, per vedere cosa offre il mercato del lavoro, quanto costano in proporzione alla vita gli immobili in affitto, stiamo progettando di affittare la nostra casa, e leggiamo inserzioni di lavoro per capire com’è la richiesta di personale, ma per quelle pensiamo occorra un periodo di ferie per poter andare a fare direttamente colloqui di selezione e magari un periodo di prova prima di dare le dimissioni dal lavoro in Italia.

Ci dobbiamo fare un po’ di conti per partire tranquilli.

Grazie Laura ed in bocca al lupo!

Avete consigli o suggerimenti per Laura e famiglia? Lasciate un commento!


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  • simosiam

    Io ho un amico in UK che si e’ trasferito con la moglie e il figlio una decina di anni fa’, so’ che hanno affrontato qualche piccola difficolta’ all’ inizio perche’ la moglie non parlava affatto inglese ma non hanno mai avuto problemi per trovare lavoro e alloggio, adesso che sono al terzo figlio si sono decisi a comprare casa e per quanto mi riporta e’ soddisfatto del fatto che dallo stato ottiene sempre assistenza per ogni minima necessita’, che sappia io non ha mai avuto problemi a trovare un posto all’ asilo o a scuola ai figli e rigorosamente a carico dello stato. Ma queste cose sicuramente le avrai gia’ sentite

  • LauraC

    Intanto ringrazio Aldo per l’opportunità datami, in realtà caro Simosim non le ho sentite queste cose, mi hanno detto che le scuole migliori sono le private o le cattoliche, che gli asili nido costano molto (anche se ci sono molti “Micronidi familiari” tenuti da mamme). Mio marito in UK guadagnerebbe tra i 18,500 ed i 20,000 £ annui, non so se ci basterebbe in 3. Calcolo solo il suo stipendio perchè non so quanto tempo ci vorrà prima che anch’io trovi un lavoro, anche se parlo inglese la crisi c’è anche lì.

  • Max

    Hai ragione LauraC, ho alcuni miei amici che lavorano da qualche anno in UK, ed è davvero difficile in questo periodo di crisi trovare un lavoro che soddisfa.
    Per una famiglia di 3 persone sono davvero poche 20.000 sterline all’anno, pensa che per l’affitto a Londra si spendono circa 600 pounds al mese (dipende dalla zona) per una sola stanza da condividere. Le case sono troppo costose per non parlare dei trasporti, quindi pondera bene perchè all’inizio ci vorrà qualche aiuto, se lavorassi da subito anche tu sarebbe meglio.
    Dovresti informarti se lo Stato dà aiuti per le giovani famiglie con un solo reddito.
    Auguri,
    Ciao
    MAX

  • Max Tango

    Condivido appieno le preoccupazioni di Laura, ma i problemi si affrontano sia in Italia sia all’Estero. Ottimi i consigli di Max,personalmente inizierei con una settimana di vacanza nel luogo dove intendete stabilirvi. L’intento principale e’ vedere il posto con gli occhi di chi ci vive percui vedere dove si trova la scuola per i bambini, i mezzi di trasporto, Crodialita’ della gente, livello di criminalita’, etc.Non sottovaluterei il parametro crminalita’, per esperienza in svizzera si sente poco la micrcriminalita (per contro ci sono altri problemi) ma in Uk dipende dalla citta’. A rubgy ci sono aggressioni in pieno giorno nei centri commerciali affollati ed ogni palo o muro della cittadina e’ tappezzato con decalogo contro microcriminalita’ (scippi e furti in casa- NB per lavoro devo andare in questa cittadina percui posso riferire solo di cio). Anche vedere dove si trova il consolato italiano piu’ vicino non dimenticatevi che all’estero siamo sempre stranieri percui ci sono aspetti amministrativi che si devono fare tramite consolato.Uno di questi e’ isciversi allAire (albo italiani residenti estero) per avere il diritto di voto. Oppure il consolato e’ utlie per rinnovo passaporti senza dover necessariamente rientrare in Italia. Altri aspetti da vedere possono essere le scuole di lingua (italiano all’estero e’ lingua straniera) e non sempre c’e’ una scuola dove poter insegnare ai propri figli italiano. Se non c’e’ una scuola e’ un attivita’ in piu’ in famglia.
    Uno dei vantaggi rispetto all’italia che se si inviano CV quasi sempre si ha la risposta(positiva o meno) percui non si hanno false speranze su domande fatte mesi addietro.

    Saluti
    Massimiliano