Come trovare un lavoro in Svezia

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Renato Golia ci racconta come trovare lavoro in Svezia.

Lui ci è riuscito, si è trasferito da Napoli a Stoccolma e racconta la sua vita su Krallo’s.

Ci descrivi il tuo background universitario e lavorativo in Italia?

Quando sono emigrato in Svezia, fine luglio 2008, avevo appena conseguito la Laurea Triennale in Ingegneria Informatica presso l’Università di Napoli. Non avevo esperienze lavorative se non qualche sito web fatto per raggranellare qualche soldo qua e là. Ad ogni modo, la mia passione per la programmazione mi ha permesso di fondere ciò che ho imparato da autodidatta nel corso degli anni con la metodologia che mi ha fornito l’Università.

Poco prima di partire avevo fatto un paio di colloqui a Napoli. Colloqui ottenuti tramite l’aiuto della Facoltà e che mi hanno permesso di sapere quanto valessi per il mercato del lavoro. Le società per cui ho fatto i colloqui, visto il mio background, erano disposte a mettermi direttamente su progetti operativi perché riconoscevano la qualità della mia competenza. Purtroppo questa competenza non permetteva loro di offrire niente di meglio che uno stage di formazione annuale a “400€ mensili più buoni pasto”. In pratica mi volevano pagare come persona da formare ma poi mettermi direttamente sul prodotto che avrebbero dovuto consegnare da lì ad un mese. No grazie.

Lavoro Svezia
Foto: Spring Sweden

Perché la Svezia?

Prima di tutto occorre specificare “Perché Stoccolma?”. La Svezia non era un’opzione. Io volevo vivere a Stoccolma, del resto non mi interessava.

Ci sono diversi motivi che mi hanno portato a Stoccolma. Checché se ne dica non ho inseguito le chiome bionde delle stoccolmesi. Diciamo che quelle sono una piacevole incidentale. 😉

Prima di tutto volevo fare un’esperienza lavorativa all’estero un po’ perché il mondo IT in Italia non se la sta passando bene, un po’ perché amo viaggiare e conoscere nuove cose e culture. Certo, soprattutto prima della crisi, IT + estero voleva dire Irlanda o, al più, Londra. Purtroppo non reputavo il mio Inglese tale da permettermi di trovare lavoro lì e c’è da dire che mi ero già innamorato di Stoccolma quando sono arrivato qui in Interrail nel lontano 2003 ed in vacanza con mia sorella nel 2006.

Cosa mi ha fatto innamorare di Stoccolma? Il suo essere esattamente a metà tra una Capitale europea ed una megalopoli stile Londra e Parigi. Certo, con il passare del tempo anche Stoccolma inizia a diventare “piccolina”, ma c’è ancora tanto che non conosco, soprattutto al di fuori del centro, quindi ce ne vuole prima che mi stanchi.

Che passi hai fatto per trovare lavoro in Svezia?

Prima di tutto mi sono aiutato con il motore di ricerca Monster già dall’Italia. Gli annunci erano in svedese e Google Translator non era buono quanto oggi. Per fortuna mi interessavano solo certe parole chiave, ed infatti ignoravo di cosa si occupava l’azienda per cui lavoro fino al momento del colloquio.

Volendo mettere tutto in ordine cronologico, il tutto è iniziato nell’Ottobre 2007 quando sono stato invitato per un colloquio da un’azienda che poi sarà quella per cui lavoro tuttora. Il colloquio si tenne a cavallo tra Natale e Capodanno e, per fortuna, con il senno di poi, non andò bene. Oddio, il capo rimase impressionato da un punto di vista tecnico ma all’epoca lavoravano solo in svedese e, soprattutto, il capo non si voleva assumere la responsabilità di farmi abbandonare l’Università (ad un esame e tesi dalla fine) per un contratto di prova.

Nell’agosto 2008, con il pezzo di carta in tasca, mi sono trasferito definitivamente a Stoccolma dove ho seguito un corso intensivo di svedese (2 ore al giorno per 5 giorni la settimana per 4 settimane) presso la Folkuniversitetet. Al termine del corso ho iniziato a guardarmi attorno per trovare un lavoro. Mentre mandavo in giro CV come programmatore, iniziavo a cercare un lavoro anche come lavapiatti nei ristoranti italiani della città. Destino ha voluto che sul sito del collocamento svedese ci fosse un altro annuncio della compagnia per cui avevo fatto il colloquio a Dicembre.

Di lì in poi ci si può immaginare come sia andata: colloquio andato bene e suggellato da un’offerta di un contratto a ore (fine settembre 2008), tramutato poi in contratto a tempo indeterminato (fine dicembre 2008); contratto che è stato confermato nel giugno di quest’anno.

Quanto tempo ti ci è voluto dal momento di inizio ricerca lavoro al primo giorno in ufficio?

Se contiamo le ricerche blande fatte in Italia, un annetto (ma non effettivo perché ottenuto il primo colloquio, mi ero fermato fino a quando non sono tornato definitivamente in Svezia). Se contiamo solo il periodo svedese, direi un mesetto. Ma ritengo di essere stato fortunato ed, al contempo, di essermi giocato bene le mie carte.

Sapevi lo svedese prima di trovare lavoro?

Come ho scritto, avevo seguito un corso intensivo di base. Diciamo che ero in grado di fare discussioni di livello molto basso.

Come sei stato accolto dai colleghi svedesi?

Credo che i miei colleghi siano dei ragazzi fantastici: certo ognuno di loro ha il suo lato oscuro, però chi non ne ha? Sta di fatto che il primo giorno trovai lo sfondo del desktop della mia squadra del cuore (cosa appena menzionata durante il secondo colloquio) e sono pronti a suggerirmi cose che vanno oltre la vita lavorativa. Soprattutto quando ho comprato casa mi hanno aiutato con consigli per muovermi in un mondo ostico anche in Patria, figuriamoci all’estero e soprattutto in Svezia dove il mercato immobiliare è così particolare.

Il capo poi è sempre molto disponibile è credo che mi tratti con i guanti, soprattutto per quanto riguarda le ferie visto che, nell’ambito dei 25 giorni annuali, mi permette di posizionare i giorni di ferie come più mi aggrada per massimizzarne l’efficacia e permettermi un ritorno in Italia.

Come descriveresti il mondo del lavoro in Svezia?

È strano. Per certi versi i miei colleghi sono molto professionali, dall’altro si vede che non tutti hanno la mia stessa formazione e la qualità del loro lavoro ne risente. Ma è solo una questione di competenze. Certo il capo ha il viziaccio di fare riunioni spesso ripetitive su aspetti ormai dati per assodati del progetto, però niente di impossibile da sopportare, a patto di avere una buona tazza di caffè con sé.

Inoltre in azienda si conta molto sul gruppo. Ad esempio ogni mese si organizza una specie di festa cui partecipano bene o male tutti i colleghi.

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Consigli a chi volesse seguire le tue orme?

Prima di tutto bisogna essere coscienti che non è facile e che il fallimento è un’opzione che va tenuta in considerazione. Io ho avuto tanta fortuna. Ad ogni modo, l’importante è avere quel quid che ti permetta di far dire alla persona che hai davanti durante il colloquio che tu sei meglio del biondino che ha fatto il colloquio prima di te.

Non voglio essere crudele, ma sui forum come MondoSvezia si legge di tante persone che vogliono venire, spesso gente che non ha una formazione specifica e con una conoscenza marginale della lingua inglese. Purtroppo la Svezia non è la terra promessa. O meglio, lo è, ma non è alla portata di tutti.

Grazie Renato e buona fortuna!

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