Archive for December, 2009

Volontariato internazionale, intervista con Sarah Van Auken

Oggi parliamo delle opportunità che il volontariato internazionale offre come pista per emigrare all’estero o semplicemente per fare esperienza di un altro Paese e di un’altra cultura per alcuni mesi.

Tutto ciò grazie ad un’altra intervista su JetSetCitizen che tradotto per voi.

Le opportunità di volontariato internazionale possono essere un modo fantastico di visitare il mondo e fare la differenza in comunità bisognose. Il problema è trovare la giusta causa di volontariato quindi chiedamo alcuni consigli a Sarah Van Auken, un’esperta del volontariato.

Parlaci del tuo sito web, Volunteering Global

Volunteering Global è un sito che educa le persone sulle opportunità di volontariato in tutto il mondo. Ci sono due sezioni principali - l’elenco dei programmi di volontariato ed il blog. Attualmente, ci sono 420 gruppi di volontariato elencati, con le informazioni sui costi, strutture ricettive, tipo di lavoro, e altre informazioni di base che la gente potrebbe voler conoscere. Il blog sui miei viaggi fornisce informazione generale sul volontariato, suggerimenti per la sicurezza personale, consigli per fare valigia, storie di volontari ritornati, eccetera.

Quali esperienze di volontariato hai fatto?

La maggior parte del mio volontariato è stato negli Stati Uniti, quindi voglio evidenziare il lavoro che i miei amici ed io abbiamo fatto come esempio dei tipi di progetti disponibili in tutto il mondo:

  • Monitoraggio e tagging tartarughe marine che nidificano in Costa Rica
  • Riparazione di sentieri danneggiati sui Monti Appalachi
  • Studio riguardante piccoli mammiferi in Mongolia
  • Aiuto famiglie colpite dal HIV in Kenya
  • Costruzione e riparazione di case a New Orleans
  • Educazione dei bambini in Perù

La maggior parte delle opportunità di volontariato internazionale in realtà costano denaro, perché?

La maggior parte delle organizzazioni di volontariato sono senza scopo di lucro, quindi il loro finanziamento deriva dai partecipanti e dalle donazioni. Le tasse coprono normalmente vitto e alloggio, il trasporto da e verso il sito del progetto, strumenti e materiali, addestramento e sostegno. I costi variano a seconda del tipo di esperienza desiderata. Alcuni gruppi organizzano uno viaggio di stile “lussuoso”, che comprende un soggiorno in albergo, escursioni culturali e di intrattenimento oltre a un progetto di volontariato. Altre opportunità sono disponibili per una persona disposta a “sporcarsi le mani” e a concentrarsi interamente sul progetto a portata di mano. I viaggi costano da 5 dollari statunitensi al giorno per i tipi più rustici e con esperienza pratica fino a più di 6 mila dollari a settimana per esperienze di “lusso”.

È possibile trovare opportunità di volontariato internazionale gratuito?

Purtroppo ci sono pochissime organizzazioni che coprono le spese di viaggio, anche se molte offrono consigli e risorse per la raccolta di fondi al fine di finanziare l’esperienza di volontariato internazionale.

Ci sono due tipi principali di viaggi senza costo: gratuito e sponsorizzato. Viaggi gratuiti di solito durano un minimo di sei mesi e il volontario deve pagare il proprio biglietto aereo e le spese personali. Questi spesso sono disponibili a chi ha un addestramento minimo ma può lavorare per un periodo a medio o lungo termine. Simile ad uno stage non pagato.

I viaggi sponsorizzati sono quelli dove il biglietto aereo e le spese di viaggio sono coperte dall’organizzazione ospitante. Queste durano da pochi giorni ad oltre un anno e di solito richiedono che i partecipanti abbiano conoscenze specifiche - come ad esempio l’odontoiatria - che sono necessarie nel paese ospitante.

È possibile trovare opportunità a breve termine che costano poco ma dovete fare una ricerca più ampia per trovarle. Se il costo e la tempistica sono un problema, iniziate a fare ricerca presto e non scoraggiatevi!

È possibile avere una lunga carriera di volontariato internazionale senza avere molti soldi all’inizio?

Assolutamente! I viaggi gratuiti e sponsorizzati di cui sopra offrono a volte un piccolo stipendio per coloro che si offrono volontari per sei o più mesi. In linea di massima, il più a lungo il volontariato si offre, il meno costoso il programma diventa.

Una pausa della carriera offre l’opportunità di fare beneficenza con le proprie capacità, di fare esperienza di una cultura estranea ma anche di aggiungere addestramento, educazione ed esperienza al proprio curriculum.

Molti programmi di volontariato sono offerti per professionisti in carriera che vorrebbero aiutare con il marketing e la raccolta di fondi, lo sviluppo delle piccole imprese, l’insegnamento, e altri progetti che fanno bella figura su un curriculum una volta tornati a casa.

Puoi consigliare alcune organizzazioni che offrono buone opportunità di volontariato internazionale?

Ecco alcuni programmi di lavoro in tutte le regioni del mondo:

Africa
IVHQ
Uganda Wildlife Education Centre

Asia
Pepy Ride
Volunteer for the Visayans

Europa
Sunseed Desert Technology
Naucrates

Nord America
Asociación ANAI
Bike & Build

Oceania
Earthwise Valley
Tolga Bat Hospital

Sud America
Voluntraveler
Teach Huaraz Perù

Puoi consigliare alcuni siti web che trattano di opportunità di volontariato internazionale?

Volunteer Global (il mio!)
Idealist
Volontari del Sud America
Voluntourism Gal

Dove andrai a fare volontariato in futuro?

Mi piacerebbe fare una visita in Perù - ma in realtà, io sono disposta ad andare da qualsiasi parte!

E voi, avete esperienza di volontariato internazionale? Lasciateci un commento!

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Natale in Australia

Un paio di giorni ed è Natale ma com’è il Natale in Australia?

A dire la verità parecchio diverso dal Natale in Europa ovviamente a causa delle stagioni invertite.

Quì è estate piena in un continente che freddo non lo è, soprattutto se si fa il confronto con l’Europa.

Giusto per darvi un’idea, oggi a Melbourne c’erano 39 gradi e considerate che Melbourne si trova all’estremo sud del continente quindi in linea di massima tutto ciò che si trova a nord di Melbourne è o più caldo o più umido.

D’altro canto le previsioni per il giorno di Natale danno 22 gradi, tempo tipico di Melbourne, una fornace seguita da tempo più fresco e poi si ricomincia.

Di seguito la mia spiaggia a Mordialloc, Melbourne, questa mattina. Come potete vedere semi-deserta visto il rapporto Australiani / chilometri di spiaggia a favore dei chilometri di spiaggia. Immaginatevi la stessa scena in tutte le città costiere australiane.

A parte il clima, in cosa è diverso il Natale in Australia?

Innanzitutto essendo estate, le giornate sono lunghe e quindi l’uso di illuminazioni natalizie è diffuso ma non rende granchè perchè bisogna aspettare fino alle dieci di sera per poter apprezzare le luminarie invece delle cinque in Italia.

Ciò nonostante ci sono addobbi natalizi e vi propongo una scena ripresa su Burke Street, la via principale dello shopping a Melbourne.

Myer, un grande magazzino, ogni Natale allestisce nelle sue vetrine una storia animata con pupazzi automatici che prende spunto da fiabe per bambini.

In pratica l’andare a vedere le vetrine di Myer è diventata una tradizione natalizia per centinaia di migliaia di famiglie con bambini in Australia.

Un’altra tradizione, particolare di Melbourne, è che ogni Santo Stefano (Boxing Day) si gioca sempre al MCG il Boxing Day Test di cricket. In pratica l’Australia affronta la nazione che sta visitando l’Australia come avversaria. Lunga da spiegare ma fate conto che migliaia di tifosi vanno allo stadio a vedere l’incontro (che dura cinque giorni) o,come il sottoscritto, lo guardano in televisione.

Importantissimo, cosa si mangia a Natale in Australia?

Il tacchino arrosto di stampo anglosassone sta perdendo sempre più colpi per vari motivi.

Innanzitutto, di nuovo, il caldo. Avere il forno acceso per ore quando la temperatura è già sopra i trenta non aiuta lo spirito natalizio. In secondo luogo, gli immigrati da nazioni non anglosassoni sono sempre più numerosi e festeggiano il Natale con i piatti tipici delle loro terre.

In pratica, il barbeque sta diventando sempre più popolare, non che ci voglia tanto a spingere un Australiano ad usare il barbeque, ed il tacchino viene spesso sostituito dai gamberoni.

Meglio il Natale in Australia o in Italia?

Premesso che io ho festeggiato anche una decina di Natali in Inghilterra, il Natale in Australia perde moltissimo in atmosfera. Non dico che sia un giorno come gli altri ma di sicuro non ha le qualità tipiche del Natale in Italia: freddo, buio, magari neve, caminetti, vestiti pesanti.

A me personalmente il freddo ed il buio non mancano per niente quindi il Natale australiano mi va benissimo ma se voi amate le tradizioni natalizie stile Italiano rimarrete delusi dal Natale in Australia.

Buon Natale a tutti!

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Consigli per emigrare a Washington, Stati Uniti

Abbiamo di nuovo la fortuna di fare tesoro dell’esperienza di un Italiano che all’estero è già emigrato, a Washington, Stati Uniti, per la precisione.

Ci descrivi il tuo background?

Mi chiamo Giordano Carlini, ho 38 anni. Sono originario di Falconara Marittima, nelle Marche.
Ho un diploma di Tecnico Elettronico. In Italia ho lavorato per diversi anni per una ditta di noleggio videogiochi.
Nel 2004 mi sono trasferito negli Stati Uniti, ad Alexandria, Virginia. Nel 2005 mi sono spostato in Maryland, a Montgomery Village dove risiedo tutt’ora.
Lavoro nel laboratorio elettronico della Metropolitana di Washington DC (WMATA).
Ho una grande passione per la fotografia a cui dedico gran parte del mio tempo libero.

Cosa ti ha portato negli Stati Uniti?

Il mio trasferimento negli Stati Uniti è stato quasi per caso.
Nel 1998/99, con un background di tecnico elettronico, avevo provato più per curiosità che altro a cercare lavoro negli Stati Uniti.

Il tentativo si è limitato nello spedire alcuni CV a compagnie americane.

Inutile dire che senza realmente sapere cosa stavo facendo ed una scarsa conoscenza dell’inglese, il tentativo non ha dato i risultati che speravo. Da li ho abbandonato l’idea.

Nel Marzo del 2001 ho conosciuto una ragazza Americana. I successivi 3 anni, sono stati caratterizzati da frequenti visite reciproche…da alcune settimane ad alcuni mesi.

Durante quel periodo ho avuto l’opportunita di migliorare il mio inglese.

Nel 2004, non senza un minimo di incoscenza, ho venduto auto e moto, lasciato il mio lavoro e senza ben sapere cosa sarei andato a fare, ho deciso di trasferirmi definitivamente.

Consiglieresti Washington come destinazione?

Washington DC è una gran bella città. Probabilmente non offre la stessa vita notturna ed i divertimenti di New York o la California, ci sono comunque tante cose da fare e da vedere: monumenti, musei (molti gratuiti) e luoghi storici.
L’area metroplitana di DC che comprende parte del Maryland, della Virginia e la citta stessa di Washington è stata luogo della Guerra d’indipendenza.

Con circa un’ora d’auto si può arrivare alla Chesapeake Bay (ad est), oppure alle montagne della West Virginia (ad ovest).

Dal punto di vista lavorativo DC offre molte possibilità, essendo sede di molte organizzazioni internazionali (Banca Mondiale, Fondo Monetario Interanzionale ecc…), organizzazioni non governative (NGO) ed istituti governativi americani.

Che consigli daresti a chi vuole seguire le tue orme?

Sicuramente una buona conoscenza della lingua inglese è fondamentale. Se si hanno alcuni mesi a disposizione il mio consiglio è di frequentare una scuola in America piuttosto che in Italia.

Il primo motivo è che uscito da scuola continui a parlare inglese, ascoltare radio in inglese, guardate tv in inglese ecc…, molto più produttivo.

Il secondo è che ci sono scuole che offrono corsi a prezzi molto buoni. Circa $300 per 12 settimane, 5 giorni alla settimana, 3 ore al giorno.

Grazie Giordano!

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Dove andrete in vacanza dopo essere emigrati in Australia

Una volta emigrati in Australia non pensiate di andare in vacanza sulla barriera corallina ogni anno.

Farete come la maggioranza degli Australiani e, viste le distanze, è probabilissimo che andrete in vacanza a due - tre ore di macchina dalla città in cui vivete, in pratica fuori porta per gli Australiani.

Oggi vi faccio vedere dove noi siamo andati per un fine settimana di campeggio ad Ottobre.

La destinazione è Lorne, cittadina turistica sulla Great Ocean Road, nel Victoria, ad un paio di ore da Melbourne.

Le cittadine sulla Great Ocean Road sono più che altro paesini visto che Lorne fa  meno di mille abitanti permanenti.

I panorami come potete vedere dal primo video sono mozzafiato. Questo è il panorama che si vedeva dal campeggio. Noi ci siamo svegliati al mattino ammirando l’oceano.

Dopodichè ci siamo fatti una passeggiata fino in ‘centro’, gustandoci la spiaggia che vedrete nei due video successivi.

Benchè non famosa quanto Torquay per il surf, la spiaggia è bellissima anche se come tutte le spiaggie australiane è da prendere con le molle perchè pericolose a causa delle forti onde e delle correnti. L’oceano si comporta diversamente dal Mediterraneo.

Come potete vedere di seguito, la spiaggia non è popolata. Questo è tipico delle spiaggie australiane essendo il rapporto tra popolazione e chilometri di costa favorevole alle spiaggie deserte. Alcune, specialmente a Sydney, magari fanno eccezione ma in linea di massima l’equivalente di Rimini non esiste in Australia.

Mentre tornavamo in campeggio abbiamo notato un gruppo di persone che stava ammirando un koala che camminava per strada. Fatto molto raro perchè i koala passano più tempo a dormire che a fare altro.

L’ho seguito per un pò fino a quando si è deciso a salire su di un albero.

Ed infine un altro video sulla fauna australiana. Due pappagallini che tranquilli si fanno filmare mentre mangiano.

Insomma anche se io non un patito del campeggio devo dire che l’Australia offre molto a chi ama la natura.

Spero che questo spaccato di vita australiana di tutti i giorni vi aiuti a capire se l’Australia faccia o meno il vostro caso.

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Costo della vita nel Sud Est asiatico

Vi propongo la sezione Meno Spendi Più Viaggi del blog PaoloTripMaiTrop.

Si tratta di articoli che riportano le spese affrontate da Paolo nei suoi viaggi nel Sud Est asiatico in Paesi come la Malesia, le Filippine, la Tailandia, la Cambogia, il Laos, la Birmania e l’Indonesia.

Ovviamente il costo della vita si riferisce ad un viaggiatore piuttosto che ad un emigrante permanente ma almeno vi dà l’idea di certi costi nei Paesi del Sud Est asiatico.

I costi sono espressi in Euro e vi dicono ad esempio quanto ci vuole per mangiare e bere; per viaggiare con taxi, barca, bus ed aerei; per alloggiare presso ostelli o per affittare una moto.

Potete quindi fare un confronto approssimativo con il costo della vita in Italia e pianificare un viaggio esplorativo per sondare le acque per quel che riguarda l’emigrazione.

Charisco subito che le cifre riportate sono quelle di un individuo che sceglie di viaggiare e spendere ciò che gli consente di viaggiare di più.

Alcuni di voi magari vivono già o hanno viaggiato in questi Paesi e possono trovarsi in disaccordo sulla possibilità di vivere spendendo così poco.

Dipende dal tenore di vita che si sceglie…..

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Vivere in Svezia e lavorare in Danimarca

Nel recente sondaggio mi avete chiesto, in tanti, di esplorare di più l’esperienza di altri Italiani che vivono all’estero.

Oggi abbiamo la fortuna di imparare da Linda Nesi che ci racconta di come si è trasferita in Svezia ed ha lavorato in Danimarca facendo la pendolare ogni giorno tra due nazioni europee.

Cosa ti ha portata a Malmo?

La voglia di mettermi in gioco e provare a realizzare il sogno di vivere in Svezia. Sin dall’adolescenza sognavo di venire ad abitare in questo paese e solo dopo la laurea mi sono decisa a fare “il grande passo”. Inizialmente ho vissuto a Stoccolma per 4 mesi dove ho provato a cercare lavoro (senza successo) poi causa fine dei fondi ho dovuto ripiegare a fare la “aupair” in una piccola cittadina nel Värmland (Karlstad) dove avrei speso inverno e primavera ed infine, per mia grandissima fortuna, mi si è presentata la possibilità di un lavoro vero nel “sud” della scandinavia.

Come hai trovato lavoro come postina in Danimarca?

Questa è la parte più avventurosa e assurda della mia avventura.

Durante il mio soggiorno a Karlstad ho intrecciato una amicizia di penna con un ragazzo di Malmö con il quale scambiavo email per migliorare il mio svedese. Per una breve vacanza in primavera decido di andare a fargli visita e, sapendo lui che non avevo mai visitato Copenhagen mi invita a seguirlo sul suo posto di lavoro. Conosco i suoi colleghi e vedo come è organizzato il lavoro. Voglio specificare che non si tratta delle normali poste statali ma di una azienda privata “concorrente”, Bring CityMail (che purtroppo chiuderà a fine anno).
Rimango in contatto con questo amico il quale, sapendo della mia situazione e vedendo che volevo trovare un lavoro “vero”, mi chiama dopo circa 3 settimane dalla mia visita dicendomi che il suo capo aveva bisogno di nuovo personale perché durante l’estate avrebbero perso 3 lavoratori. Lui aveva parlato di me e voleva sapere se ero interessata ad avere un colloquio con il boss.
Inizialmente non potevo credere a tanta fortuna ma considerando che la presente situazione proprio non mi andava giù e pensando che, comunque, avrei avuto sicuramente più possibilità di trovare qualcosa in un’area strategica come quella dell’Öresund, decido di andare. Così, congedatami dalla famiglia presso la quale alloggiavo parto per Malmö. Tutto questo accadeva in luglio.
Arrivata a Malmö prendo contatto con quella che sarebbe stata la mia futura capa, tengo un colloquio (della durata totale di circa 20 minuti) ed alla fine ottengo il lavoro.

Suona assurdo ma è veramente andata così. Non so se sono stata più fortunata o sconsiderata nel rischiare tutto e fidarmi, andare alla cieca quasi verso un colloquio di cui non potevo immaginare assolutamente l’esito.
Dopo una settimana ho iniziato a lavorare per Bring CityMail. Un lavoro duro, durissimo fisicamente ma che mi permetteva di mantenermi ampiamente in Svezia.

Ci descrivi la vita quotidiana di una pendolare tra nazioni?

Come detto precedentemente, il lavoro di postino a Copenhagen non è assolutamente leggero, è un lavoro durissimo fisicamente (tant’è che nell’ufficio dove lavoro ci sono solo 2 ragazze e 11 ragazzi, tanto per rendere l’idea). Questo purtroppo ha influenzato negativamente sulla mia qualità della vita in questo anno e mezzo di lavoro in Danimarca, assieme al tempo usato per gli spostamenti quotidiani necessari per raggiungere l’ufficio, che nel mio caso si aggirano attorno alle due ore giornaliere (considerando andata e ritorno). Purtroppo il treno in questione (Öresundståg) è spesso in ritardo (alla faccia della precisione nordica) e in questi casi i tempi “morti” per tornare a casa aumentano.

Fare il pendolare è sempre stancante e spesso, specialmente durante l’inverno, mi sembra di non vedere mai il posto dove vivo perché le giornate sono talmente corte che sia quando prendo il treno per andare al lavoro sia quando torno il cielo è sempre nero e tutta la mia vita apparentemente trascorre dalla parte opposta dello stretto, in terra danese. A volte ho l’impressione di vivere solo a Copenhagen! Ma oltre a questo non credo ci sia molta differenza rispetto a fare il pendolare fra due città nella stessa nazione… a parte il fatto della lingua e della moneta, s’intende.

Ci fai un confronto tra Svezia e Danimarca?

Due paesi vicinissimi ma così diversi, e non solo per la lingua!

La mia impressione è che la Svezia rifletta in tutto e per tutto la sua natura più socialista, a partire dalle istituzioni e dalla burocrazia. La Danimarca ha ed ha sempre avuto uno spirito più liberale, di destra, cosa che ha influenzato notevolmente l’organizzazione del lavoro e la mentalità in generale della gente.

Stiamo parlando comunque di due democrazie mature e (quasi) prive di corruzione, che in comune hanno il senso della responsabilità di ogni singolo cittadino e il rispetto per la legge e le istituzioni perché qui lo Stato è la cosa più importante, ciò che viene prima di ogni altro interesse.

Consigli pratici per chi vuole seguire le tue orme?

I consigli sono sempre una cosa spinosa perché quello che vale per me può non valere per altri, ma secondo me queste sono le cose più importanti:

1 – avere un piccolo gruzzolo da investire nella ricerca di una stanza in affitto perché vivere in un ostello per mesi non è la cosa più comoda del mondo, specie se si deve anche cercare lavoro. Qui non si tratta di fare backpacking ma di stabilirsi in un altro paese.

2 – la lingua è un fattore determinante nella riuscita dell’impresa. Ricordatevi che quassù se non si parla svedese non si lavora (a parte eccezionali casi di fortuna o lavori in campi internazionali o di ricerca, per esempio università). La conoscenza dell’inglese è scontata, ovviamente.

3 – le ragazze possono avere la possibilità di fare aupair o babysitter (anche i ragazzi ma la percentuale è minore). Quassù le aupair e babysitter sono molto comuni, potrebbe essere un inizio specie per il discorso lingua.

4 – venire a studiare quassù (erasmus o master, ad esempio) prima di trasferirsi in pianta stabile potrebbe essere una cosa utile, sia per iniziare l’apprendimento della lingua che per crearsi dei contatti. Lo studio è gratuito qui ma dovrete trovare il modo per mantenervi in maniera indipendente.
5 – tanta tanta volontà, umiltà e capacità di adattamento.

Inoltre non essere impazienti, crearsi una nuova vita in un altro paese partendo da zero prende tempo, specie se non si hanno contatti di nessun tipo. Siate pronti a ritrovarvi soli e a dover sbrigare tutte le cose, anche le più semplici, in un’altra lingua, con modi e tempi diversi dai nostri (ma che generalmente stupiscono l’italiano medio per celerità ed esattezza).

Tenere a mente che ci si trova di fronte a una realtà che è esattamente l’opposto della nostra realtà italiana, specialmente per quanto riguarda la responsabilità personale, e quindi cercate di adattarvi di conseguenza.

Grazie Linda!

Se vi interessa la Svezia leggete anche One way to Sweden.

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I 10 articoli più letti del 2009 su italiansinfuga.com

Fine anno, tempo di bilanci.

Dall’inizio dell’anno più di 136mila visitatori hanno graziato italiansinfuga.com della loro attenzione.

Grazie!

Quali sono gli articoli e le pagine che avete letto di più?

1. Guida ‘Vivere e lavorare in Australia’ - il mio contributo ad aiutare chi vuole emigrare in Australia

2. Lavoro Estero - annunci di lavori che richiedono la conoscenza della lingua italiana in diversi Paesi del mondo

3. Traduttori Inglese Italiano online - il migliore traduttore online, secondo me (ed è gratuito)

4. Classifica mondiale università – Italia da vergognarsi, un articolo del 2008 purtroppo ancora attualissimo

5. Dieci motivi per NON emigrare in Australia - l’Australia non è un paradiso, scoprite perchè

6. Chi sono - scoprite chi ha creato italiansinfuga.com

7. Visto per Australia - il primo articolo che dovete leggere se volete emigrare in Australia

8. Cinque Paesi dove emigrare e vivere con meno di 350 euro al mese - alternative economiche per l’emigrazione

9. Italiansinfuga Newsletter - come ricevere aggiornamenti comodamente tramite e-mail

10. Lista professioni richieste per visto emigrazione e lavoro Australia - le professioni che consentono di ottenere un visto per l’Australia facilmente

Buona lettura e di nuovo grazie per il sostegno dimostrato nel 2009!

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Chi sono i lettori di Italiansinfuga.com? Risultati sondaggio

Pochi giorni fa ho chiesto ai lettori di Italiansinfuga.com se potessero rispondere ad un questionario attraverso il quale desideravo capire meglio chi leggesse il blog in modo da poter aiutare meglio attraverso i miei articoli.

Innanzitutto un ringraziamento enorme a tutti coloro che hanno partecipato!

Mentre sto scrivendo siamo arrivato a 385 risposte!!!

Sinceramente sarei stato contento con 38 risposte, 385 non me le sarei mai aspettate.

In tantissimi inoltre avete lasciato commenti su cosa vorreste vedere di più su italiansinfuga.com

Non vi prometto di soddisfare tutti ma mi state dando molte idee e sto già lavorando a sviluppare tematiche che soddisfino il maggior numero possibile di voi.

Veniamo alle cifre!

Maschio o femmina?

Innanzitutto, i due terzi dei lettori è maschio mentre solo un terzo dei lettori fa parte del gentil sesso.

Signore e signorine, dove siete??

Le donne italiane non vogliono emigrare?

Fatemi sapere lasciando un commento a fondo pagina!

Quanti anni hai?

Per quello che riguarda l’età, ecco le percentuali, in ordine decrescente:

  • 25 - 34 anni 38%
  • 35 - 44 anni 30%
  • 45 - 54 anni 13%
  • 18 - 24 anni 13%
  • 55 anni e oltre 5%
  • Meno di 18 anni 1%

Questi risultati sono abbastanza logici ed ovvi.

Quello che sorprende è che le donne sono più giovani: ben il 43% di loro ha tra i 25 e 34 anni mentre per gli uomini il valore è del 36 per cento.

Se sei in Italia, in che regione abiti?

Ho anche chiesto da che regione italiana state leggendo ma devo dire che in linea di massima le risposte ricalcano la distribuzione della popolazione italiana sul territorio.

Dove vuoi emigrare?

Per qullo che riguarda la vostra destinazione preferita, mi sono reso conto dopo aver creato il questionario che le risposte sarebbero state fuorvianti in quanto la maggior parte di voi avrebbe trovato italiansinfuga.com mentre alla ricerca di notizie ed informazioni sull’Australia.

Ovviamente i risultati mostrano una preferenza per l’Australia:

  • Australia 39%
  • Non lo so 19%
  • Gran Bretagna 10%
  • Resto d’Europa 7%
  • Altrove 7%
  • USA 6%
  • Canada 5%
  • Asia 3%
  • Spagna 1%
  • Non voglio emigrare 1%
  • Irlanda 0%

Cosa ti trattiene in Italia?

Due risposte la fanno da padrone con circa un quarto dei votanti per ciascuna: ‘Famiglia, fidanzati, amici’ e ‘Non ho abbastanza soldi per emigrare’.

Di nuovo, esiste una differenza tra donne e uomini: per le donne questi due motivi rappresentano il 58% delle risposte mentre per gli uomini solo il 44%.

Livello di istruzione

Le risposte sono abbastanza simili tra uomini e donne come segue:

  • Superiore 43%
  • Laurea 29%
  • Laurea Breve 15%
  • Media 6%
  • Master 4%
  • Dottorato 1%
  • Elementare 1%

Insomma, mi avete aiutato moltissimo e spero che i risultati vi siano di interesse.

Cosa ne pensate? Lasciatemi un commento!

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Domenica mattina a Melbourne

Un breve video per farvi vedere cosa alcuni di noi, quelli con famiglia, fanno la domenica mattina a Melbourne, Australia.

Abbiamo la fortuna di vivere a Mordialloc, un sobborgo di Melbourne a circa 25 chilometri dalla City ed in riva al mare.

Questo significa che spesso e volentieri la domenica mattina, specialmente d’estate, si cammina un 5 minuti verso la spiaggia, si prende un caffè da asporto e si utilizzano le opportunità di svago presenti dappertutto in Australia.

Spazi aperti e attrezzature di svago tipo parco giochi o barbecue per passare alcune ore in compagnia di amici.

Oggi purtroppo il tempo non era granchè pur essendo Dicembre quindi estate. Nuvoloso e 21 gradi.

Nel video potete vedere la spiaggia. A differenze di tante spiaggie in Italia, l’accesso alla spiaggia in tutta l’Australia è gratuito. Non ci sono stabilimenti balneari e le spiaggie sono molto, molto meno affollate che in Italia ed in Europa.

Il parco giochi che vedete è un esempio tipico dei parchi giochi qui in Australia. Noi ne abbiamo quattro simili nel raggio di 5 - 10 minuti a piedi. Di nuovo, completamente gratuiti.

Come potete notare, il parco giochi è coperto da vele per riparare dal sole cocente australiano che, particolarmente d’estate, brucia parecchio.

Sono inoltre presenti parecchi barbecue per coloro che vogliono mangiare pranzo o cena con cibo portato da casa tipo salsiccie o gamberi.

Buona domenica!

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Vita in campagna in Australia

In tanti mi chiedono come fare per emigrare in Australia ed andare a lavorare in fattoria, in campagna e fare una vita all’aria aperta.

Se sognate tutto ciò l’Australia fa per voi perchè di spazio ce n’è e parecchio.

Però.

Premetto che io vivo a Melbourne, metropoli di quasi 4 milioni di persone, lavoro al computer, in ufficio e non sono per niente portato al lavoro manuale. Insomma sono fortunato di non essere nato due o tre generazioni fa, prima dell’avvento dei computer e di internet.

Detto ciò, se volete lavorare in campagna in Australia preparatevi ad una vita molto dura.

Non ascoltate solo la mia opinione. Badate alle cifre: due secoli fa metà della popolazione in Australia viveva in campagna e lavorava nel settore agricolo o simile. Oggi il 90 per cento della popolazione australiana vive in nelle metropoli disseminate sulla costa.

Se la vita in campagna fosse così idillica non pensate che più Australiani vivrebbero e lavorerebbero in campagna?

In cosa è differente la vita in campagna in Australia rispetto a quella che può essere l’equivalente in Italia?

Le distanze enormi. Vivere in fattoria vuole dire, spessissimo, vivere a decine o centinaia di chilometri dal vicino di casa o dal paesino (centinaia di persone) più vicino. Volete guidare per un’oretta solo per andare a fare la spesa o parlare con qualcuno?

Il clima. Un caldo pazzesco per la maggior parte dell’anno. Siccità che dura per anni con conseguente convivenza costante con la polvere.

Le mosche. Fino a quando arrivate in Australia non vi potete rendere conto di quanto siano fastidiose. Anche quì a Melbourne fanno impazzire. Immaginatevi in una fattoria piene di mucche e animali vari.

La solitudine. Questo a tanti può sembrare un vantaggio ma c’è solitudine e c’è solitudine. Quella delle regioni remote in Australia è un pò esagerata.

Le dimensioni delle fattorie. In Australia in genere le fattorie sono di dimensioni multiple rispetto a quelle europee. Sia in termini di numero di animali sia in termini estensione geografica. Il che significa molto più lavoro.

Per fortuna ci sono Italiani ed Italiane che hanno già fatto l’esperienza di vita in fattoria. Ricordatevi che se state pensando di fare il visto vacanza lavoro, potete rinnovarlo lavorando in campagna e quindi fare due anni in Australia invece che uno.

Vi consiglio di leggere Avventure di una Cowgirl e Australiando.

Ho inoltre registrato un video mostrandovi la strada principale di Nagambie, una cittadina a due ore a nord di Melbourne. Per darvi un’idea della tipica rappresentazione delle cittadine in campagna in Australia.

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