L’importanza delle lettere di referenze all’estero

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Una lettrice mi chiede: “ha senso per un emigrante in un paese anglosassone, come potrebbe essere l’Australia, portarsi dietro delle lettere di referenze scritte da aziende italiane in italiano?
Se mi chiedono numero di telefono e indirizzo, potrebbe non essere un problema, se non per il fatto che la maggior parte delle persone per cui ho lavorato non parlano affatto inglese o, per lo meno, lo parlano a livello scolastico. La traduzione non potrebbe essere un problema in quanto posso allegare una traduzione in inglese da un’interprete accreditato, ma quanto valore potrebbe aggiungere?

L’importanza delle referenze per trovare lavoro all’estero varia da caso a caso.

Il tipo di lavoro influisce molto il bisogno di presentare referenze. In linea di massima e generalizzando, più il lavoro è pagato e più la posizione è di rilievo e più dovrete organizzarvi per la questione referenze.

Dipende poi molto anche dalla ditta o dal datore di lavoro. Alcuni seguono una procedura di assunzione più meticolosa, altri meno.

La prassi per coloro che hanno un’esperienza lavorativa nel Paese in cui state cercando lavoro è quella di fornire il nome ed il numero di telefono di chi vi fornisce la referenza. Il potenziale datore di lavoro poi si preoccuperà di contattarli e parlare di voi.

La mia esperienza personale in oltre quindici anni di lavoro nel mondo anglosassone è che non ho mai avuto una lettera di referenze scritta su carta. Ho sempre comunicato il nome ed il numero di telefono di chi mi avrebbe fornito le referenze verbalmente o per e-mail.

Fatto sta che avere lettere di referenze pronte sia meglio che non averle. Risparmierete tempo alla ditta che vi vuole assumere e questo può rivelarsi decisivo. Immaginate di essere arrivati ad essero uno dei due ultimi candidati presi in considerazione. La ditta non sa decidersi e controlla le referenze di entrambi. Il vostro concorrente non ci ha pensato prima e spreca tempo nel contattare datori di lavoro del passato mentre voi avete tutto pronto e disponibile appena ve lo chiedono. Secondo voi chi la vince la battaglia? Chi assume il datore di lavoro indeciso?

Le lettere di referenze scritte da ditte italiane su carta, nonostante viviamo in un mondo digitale, seconod me hanno ancora valore. Mostrano la disponibilità di chi vi ha impiegato nel passato a impegnarsi per un’oretta a scrivere la loro opinione su di voi. Se non fossero stati contenti del vostro operato, non l’avrebbero fatto e questo è un messaggio fortissimo che tutti coloro che assumono capiscono al volo.

Cercate di ottenere una lettera scritta su carta intestata della ditta, fornisce un’impressione migliore.

Il fatto di avere lettere di referenze dimostra anche che avete lasciato posti di lavoro precedenti in armonia e questo è un altro messaggio positivo. Chi non riesce a fornire referenze con facilità desta dubbi.

Il fatto che le lettere di referenze siano scritte in Italiano secondo me non dovrebbe presentare un problema. Innanzitutto non è obbligatorio sapere l’Inglese per chi vive e lavora in Italia e sarebbe arrogante da parte degli anglosassoni pretendere il contrario.

In secondo luogo ricordatevi che, in linea di massima, la maggior parte dei madrelingua Inglese amano la lingua Italiana, magari non capendo nulla, e amerebbero ancora di più saperla parlare. Utilizzate questo aspetto a vostro vantaggio. Una lettera in Italiano nel mondo anglosassone è sempre originale.

A PATTO CHE….. forniate la traduzione in Inglese come accompagnamento. In fin dei conti è questo che i vostri potenziali datori di lavoro leggeranno quindi allegate la traduzione fin dall’inizio. Un traduttore accreditato fornirà un’immagine di precisione e serietà quindi, se potete, cercate di spendere i soldi della traduzione in questo modo.

Infine per gli Italiani che vanno verso il mondo del lavoro anglosassone l’avere lettere di referenze su carta aiuta a superare l’ostacolo dei datori di lavoro italiani che non parlano l’Inglese. La lettera, tradotta, fa da ponte tra due parti che non riescono a comunicare ed è, in termini pratici, forse più utile agli Italiani che agli Anglosassoni.

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commenti


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  • http://oz-2005.blogspot.com Carlo

    Segnalo anche che lettere di referenze di precedenti datori di lavoro sono necessarie per l’ottenimento di alcuni visti per l’Australia e per l’equiparazione del proprio titolo di studio in particolari casi.

    Purtroppo, quando in passato ho chiesto ai miei precedenti datori di lavoro delle referenze scritte ci sono state molte perplessità nel rilasciarle e non con tutti ci sono riuscito (chiedendo sempre comunque di scrivere la verità) e penso che questo sia un problema tutto italiano.

    Esiste anche il problema di posti di lavoro lasciati non in ‘perfetta armonia’, a me è successo una volta e proprio per la mia esperienza lavorativa più significativa dalla quale me ne sono andato sbattendo la porta. Non ho neanche pensato a loro referenze, preferisco comunque nel mio CV indicare le cose chiaramente, lasciare comunque indicazioni per contattarli. Poi sta a chi dovrà valutare le cose fare la scelta giusta.


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