Evoluzione della ricerca del lavoro all’estero
Condividi!C’era una volta, nel lontano 1995, il sottoscritto che cercava lavoro all’estero dopo aver completato gli studi universitari in Inghilterra.
Internet era agli albori e la ricerca lavoro avveniva ancora usando carta, penna e le poste.
La ricerca lavoro avveniva più o meno come segue.
Compravo il giornale di un particolare giorno della settimana, non ricordo quale fosse, perchè nell’edizione di quel giorno venivano pubblicati gli annunci di lavoro.
Il problema era che il giornale aveva copertura nazionale quindi come me facevano centinaia di migliaia di aspiranti lavoratori, lottando per trovare un lavoro tra le centinaia di annunci.
Le probabilità erano quindi molto basse.
Ammesso che trovassi un annuncio che facesse il caso mio, e viceversa, si trattava di scrivere una ‘covering letter’, una lettera di introduzione, per presentare il proprio caso al datore di lavoro o alla agenzia di collocamento.
Al tempo vigeva ancora la tradizione che una lettera scritta a mano forniva un’impressione migliore a chi la riceveva, migliorando le probabilità di un’esito positivo.
La ‘covering letter’ veniva spesso scritta ‘al buio’ nel senso che la maggior parte dell’informazione sul tipo di lavoro era contenuta in due-tre paragrafi sull’annuncio di lavoro. Spesso e volentieri non vi era molta informazione sulla ditta e, anche ce ne fosse, la possibilità di fare ricerca richiedeva una lunga visita alla biblioteca.
Dopo aver scritto e stampata la ‘covering letter’, si trattava di adattare e stampare il curriculum.
Per chi, come me, non possedeva computer e stampante si trattava di un operazione che richiedeva sforzo logistico ed allungava i tempi di risposta.
Una volta in possesso di lettera e curriculum, si trattava di spedire tramite posta entrambi. Di per sè questo passo è semplicissimo ma quando spedite centinaie di domande di lavoro diventa quasi un lavoro a tempo pieno nonchè abbastanza costoso (tra carta, buste e francobolli).
Tutto ciò era necessario perchè ai tempi e-mail non esisteva ancora in pratica e quindi si utilizzavano ancora strumenti non digitali.
Passati alcuni giorni o settimane, arrivava, sempre per posta, la risposta da parte del datore di lavoro o dell’agenzia di collocamento. Spesso era negativa ma a volte venivo invitato ad un colloquio che si sarebbe tenuto nelle settimane a venire.
Insomma la trafila per trovare lavoro negli anni 90, pre-internet, era tutt’altro che ideale.
Innanzitutto i tempi. Dall’inizio della ricerca lavoro alla fine passavano mesi. Nonostante la celerità delle poste britanniche, il solo viaggio di pezzi di carta da un capo all’altro del Regno Unito aggiungeva tempi morti alla procedura che non aiutavano nessuno.
In secondo luogo, vi era una grande inefficienza dovuta alla limitata abilità di conoscere quali opportunità di lavoro fossero disponibili. L’informazione era molto più concentrata nelle mani di pochi, le testate giornalistiche, e lo spazio disponibile agli annunci di lavoro limitato ad un certo numero di pagine di giornale o settimanale.
Tutto ciò creava spesso l’impossibilità di sapere che posti di lavoro fossero offerti in città diverse da quelle di residenza. Io, a Londra, non conoscevo i lavori disponibili a Manchester.
L’inefficienza valeva anche per la controparte, chi cercava lavoratori. Io, e migliaia di altri possibili lavoratori, ero praticamente invisibile fino a quando contattavo i vari datori di lavoro. Era possibilissimo che ci fosse un’azienda alla ricerca di un laureato in Business che parlasse anche Italiano ma le ditte non avevano modo di trovarmi in modo efficiente.
Insomma il sistema di ricerca lavoro/lavoratori non era ideale compromettendo l’efficienza del sistema lavorativo nel Regno Unito ed in tutte le altre nazioni dove la ricerca lavoro funzionava allo stesso modo.
Poi arrivò il World Wide Web!
Internet di per sè esisteva già da tempo ma esplose come strumento informatico utlizzato dalle masse verso la seconda metà degli anni 90.
Ci furono, e ci sono ancora, cambi epocali in moltissime industrie e quella delle agenzie di collocamento fu una delle più colpite.
In pochi anni la disponibilità di informazione e la facilità di connessione tra individui ed aziende trasformò il processo della ricerca lavoro.
Invece di usare le poste adesso spediamo informazione con una e-mail. Quindici anni fa ci volevano settimane per ciò che necessita minuti al giorno d’oggi.
La disponibilità di informazione è in pratica senza limiti. Si possono fare ricerche sulla ditta, sul settore, sull’economia, su individui. Tutto comodamente da casa propria, davanti al computer.
Questo è il vantaggio maggiore per chi vuole cercare lavoro all’estero con internet. Anche in Italia, avete gli stessi strumenti di chi sta cercando lavoro nella vostra nazione o città da sogno. Avete le stesse possibilità di trovare posizioni che fanno per voi di chi vive a San Francisco, Shanghai o Sydney.
Il futuro?
Ai prossimi articoli….
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3 Responses to “Evoluzione della ricerca del lavoro all’estero”
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Ilaria on November 16th, 2009
Salve Aldo!
Per prima cosa volevo complimentarmi per il fantastico sito!
In secondo luogo le volevo chiedere se è possibile avere qualche informazioni in più sui master (corsi di specializzazione) all’estero, soprattutto UK e Svezia.
La ringrazio!
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