Come trovare lavoro in Brasile, consigli da chi l’ha fatto

Oggi abbiamo la fortuna di intervistare Antonio Oteri, laureato in Economia Politica in Bocconi e con esperienza lavorativa in aziende come Coopers&Librand ed Ernst&Young.

Antonio è emigrato in Brasile, ha fondato il gruppo ‘Italians making business in Brazil‘ su Linkedin e ci racconta la sua esperienza.

Ci puoi descrivere come hai pianificato e realizzato l’abbandono definitivo dell’Italia?

Ho creato un piano che si è basato inizialmente in cercare moglie in Brasile ed in parallelo ho studiato la lingua e le attività economiche presenti in Brasile in cui potevo dare meglio continuità al mio percorso professionale. Dopo alcuni tentativi in territorio brasiliano, ho deciso di cercare brave brasiliane in Italia.

Per far ciò ho frequentato gli ambienti culturali brasiliani in Italia inclusa l’ambasciata. Ho quindi conosciuto mia moglie che era venuta in Italia col padre militare dell’aeronautica nel maggio del 1999. Una volta che ho capito che era la donna della mia vita, ci siamo sposati nell’ottobre del 2000 a Roma. Da subito ho iniziato le pratiche per il visto permanente che ho preso poi nel 2002.

In parallelo ho visto che la migliore area lavorativa, per aiutarmi al trasferimento, era come dipendente o consulente IT in TIM Brasil, visto che nel 1999/2000 aveva vinto le licenze brasiliane. Dopo alcuni tentativi sono quindi riuscito ad entrare come manager in H3G per partecipare allo start-up 3G che mi ha permesso di acquisire una ottima esperienza che poi mi sono potuto rivendere in Brasile. Da subito ho anche iniziato a mappare tutti i contatti che arrivavano in Brasile, a coltivarli e a farmi presentare tutti gli amici degli amici.

Ho anche mappato tutti i canali che mi portavano alla direzione IT di Tim Brasil o alle sue società di consulenza. Quando ad esempio un collega o un amico cambiava lavoro gli chiedevo sempre di verificare se la sua azienda stava muovendosi verso il Brasile, o stava ampliando la sua struttura locale. Allo stesso modo mi sono mosso con tutti i fornitori di H3G. Quindi nel momento in cui una di queste società, nella fattispecie la ValueTeam, aveva urgentemente bisogno di un PM Italiano per un grande progetto in Brasile, in 24 ore il mio CV era sul tavolo del CEO con una lettera di accompagnamento che specificava che avevo già tutti i permessi per lavorare in Brasile. Quindi in breve ho chiuso il contratto e mi sono riuscito a trasferire. Oltre a questa attività preparatoria avevo già preso il libretto di lavoro brasiliano, la patente, aperto un conto in Brasile ed un altro in Italia nel Banco del Brasile che mi permettesse di trasferire rapidamente soldi in Brasile.

A quali lati negativi devono prepararsi gli aspiranti emigranti?

Gli aspiranti emigranti devono prepararsi con profonda umiltà senza pensare di essere superiori ai locali perché vengono dalla grande Italia. Devono essere pronti ad iniziare da zero ed essere coscienti che entrano in un mondo nuovo da scoprire, in un mondo con regole molto differenti, in cui conta molto il networking che loro non hanno in loco.

Dove bisogna conoscere ottimamente la lingua locale che però è difficile come l’Italiano, dove le referenze lavorative italiane contano zero. Dove i titoli di studio italiani non sono validi, dove non c’è la sicurezza del lavoro italiana e si può essere licenziati in 5 minuti con al massimo un mese di preavviso. È veramente molto dura ma ne vale infinitamente la pena.

L’aspetto sociale più negativo è la grande delinquenza (quindi bisogna proteggersi con azioni preventive) e la grande carenza di infrastrutture che però stanno creando gradualmente, ma in un paese che è enorme rispetto all’Italia e che sta diventando ricco solo adesso pr potersele pagare.

Che consigli daresti a chi sta pensando di emigrare in Brasile?

Se qualcuno vuole venire in Brasile può entrare nel mio gruppo su LinkedIn “Italians Making Business in Brazil” dove ho messo anche a disposizione molto materiale utile per chi sta venendo in Brasile e ci sono molti colleghi disposti ad aiutare. Comunque serve molta umiltà, professionalità, cocciutaggine.

Sicuramente il miglior cammino è venire con un’azienda italiana che ha una filiale locale, ma con un contratto locale (è difficilissimo che una new entry riesca a farsi assumere con un contratto internazionale), e l’azienda può sponsorizzare il visto. Chiaramente senza un ottimo portoghese il sogno di lavorare in Brasile rimarrà sempre un sogno. Poi focalizzarsi in un campo che qui va molto forte come telecomunicazioni, petrolio o produzione industriale e agricola.

Grazie Antonio ed in bocca al lupo!

Lavori per Italiani in Brasile

Articoli con temi simili

Dieci motivi per emigrare in Brasile

Share/Save/Bookmark


Italiansinfuga on Facebook

2 Responses to “Come trovare lavoro in Brasile, consigli da chi l’ha fatto”

  1. rocco  on October 21st, 2009

    vorrei trasferirmi in brasile per conoscere nuova gente e lavorare,ce qualkuno disponibile????

  2. kokko  on October 21st, 2009

    ho 20 anni e mi sono appena diplomato in un’istituto superiore alberghiero.lavoro in questo settore da 6 anni….ecco il contatto telefonico 3408967245. rokkoscarcella@libero.it


Leave a Reply