Chi altro vuole andare a studiare a Boston?

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Oggi abbiamo la fortuna di condividere con Francesco Balzarro la sua esperienza di studio a Boston!

Cosa ti ha portato a Boston?

A Boston sono andato per frequentare il Berklee College of Music. Diciamo principalmente è stato quello il motivo che mi ha spinto ad andare, non avevo un motivo di visita o di svago. Da studente e musicista mi piaceva l’idea di vedere come funziona una Università Americana. E da buon musicista dove andare se non a Boston?

Quali sono le differenze tra l’ambiente che hai frequentato a Boston e il suo equivalente in Italia?

La differenza sostanziale e che lì l’ambiente musicale esiste. Qua in italia non viene neanche considerato lontanamente, il fatto che che spendi il tuo tempo a studiare musica là è apprezzato perchè c’è interesse. Il mercato della musica è ancora abastanza vivo da darti molte possibilità. Qua in Italia vige oramai la “tacita” regola “Se fai il musicista, non combinerai mai niente nella vita” e questo concetto viene trito e ritrito. Perciò la differenza vera e propria è che da una parte l’ambiente esiste alla luce del sole, dall’altra è un movimento di nicchia post rivoluzionario dove la maggior parte delle possibilità sono affidate a gente mercatizzata.

Tre lati positivi e tre lati negativi della vita in Boston?

Beh se come positivi ne ho solo 3 devo scegliere con attenzione.

1) Lo studio. Sicuramente è il primo dato positivo che mi viene in mente. Li esiste una categoria che qua da noi è quasi estinta: gli insegnanti, ma gli insegnanti veri, quelli che ti motivano a dare il massimo, ti spronano fino alla fine. Sono persone che ti fanno lavorare in modo sistematico su di te e non, alla maniera italiana, spiego e come viene va bene.

2) Il mondo studentesco. Bisogna veramente chiamarlo mondo l’affascinante commistione di persone provenienti da tutto il mondo che abitano l’università. Per una strana alchimia arrivi che ti sente spaesato ma 4 giorni dopo sei integrato perfettamente con TUTTI gli studenti. Che ti aiutano e ti seguono anche per le cose più banali.

3) (questa me la concedo) Mike Mangini e Sergio Bellotti! Due dei più grandi professori di batteria che siano mai, a mio parere, esistiti. Eccezionali ma come musicisti ma ancora migliori come insegnanti.

Lati Negativi.

Di lati negativi non ne ho poi molti. Ma li trovo.

1) Il cibo. Purtroppo mangiare nelle mense americane non è mai il massimo. Ricordatevelo se andate a studiare in un College americano. Non fate l’apply per la mensa in nessun caso!!!

2) Aver sviluppato la tendinite. Preso dal grande entusiasmo per essere in questa grande comunità di musicisti ho fatto l’errore di voler “recuperare” il tempo perso e raggiungere gli altri batteristi in tecnica. Ovviamente il troppo stroppia e adesso mi ritrovo con la mano ancora ferma.

3) Ultimo lato negativo. L’essere dovuto tornare indietro in un paese che, sfortunatamente, non amo.

Torneresti a Boston?

Di volata e senza neanche pensarci. Se non ci fosse stato il problema dei visti mi sarei fermato sicuramente.

Grazie Francesco e buona fortuna!

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