3 ostacoli all’emigrazione e come superarli

World Nomads Assicurazione Viaggi

Mi scrive un lettore del blog chiedendomi consigli su come procedere verso l’emigrazione all’estero.

Segue poi un breve elenco di ‘problemi’ che contribuiscono ad ostacolare il viaggio oltreconfine.

Premetto che sono tutti problemi legittimi e comuni a tantissimi Italiani ma, arriva la buona notizia, sono tutti superabili.

A patto che vi assumiate la responsabilità di risolverli, nessun altro li risolverà per voi, e raddoppiate o triplicate gli sforzi nel trovare soluzioni.

Il primo ‘problema’ è che “ho famiglia e ciò comporta l’impossibilità di spostarmi senza delle minime garanzie”

Questa è una preoccupazione legittima in quanto avete una responsabilità verso i vostri cari nel garantire loro una vita decorosa.

Innanzitutto dovete assicurarvi che la famiglia al completo voglia emigrare. Non basta che il capo famiglia sia intenzionato a mollare tutto in Italia se il resto della famiglia, coniuge in modo particolare, non voglia seguire la stessa strada. Altrimenti finirete con l’estenuarvi remando in una direzione mentre i vostri cari o non remano o remano nella direzione opposta.

In secondo luogo, vedete la famiglia come una risorsa piuttosto che un ‘peso’. Andando via in due, marito e moglie, oltre ai figli, raddoppiate le probabilità che almeno uno trovi lavoro appena arrivati o dopo poco tempo dall’arrivo nella vostra nuova nazione adottiva.

Durante la vostra vita all’estero vi troverete in situazioni, parlo per esperienza personale, dove uno sosterrà economicamente l’altro e, nei Paesi anglosassoni, questo è più indipendente dalla distinzione tra marito e moglie e dai loro rispettivi ‘tradizionali’ ruoli nella famiglia italiana.

Infine, scordatevi le ‘minime garanzie’! Non ci sono, non esistono e non dovete fare affidamento a loro. Non aspettate ad emigrare fino a quando troverete, dall’Italia, il lavoro perfetto che vi aspetta a braccia aperte. Altrimenti non vi muoverete mai!

L’emigrare comporta rischi e le ‘minime garanzie’ vi danno un falso senso di sicurezza. Inoltre quello che per me rappresenta minime garanzie per altri può rappresentare poco o niente.

Ricordatevi che ci sono già centinaia di migliaia di emigrati nelle destinazioni che vi interessano che sono emigrati senza garanzie. Ad esempio a Londra ed in Inghilterra ci sono tantissimi Polacchi che utilizzano la convenienza di essere cittadini europei per trovare una vita migliore in Inghilterra. Sono partiti solo quando avevano ‘minime garanzie’ di trovare lavoro? No. Sono partiti all’avventura o quasi. Il fatto è che loro hanno più ‘fame’.

Meglio adottare l’atteggiamento degli emigranti italiani dei secoli scorsi, tempi diversi lo so ma la filosofia resta la stessa, che partirono con una valigia di cartone e senza minime garanzie.

Diverso è il discorso se con garanzie si intendano invece probabilità. Minime probabilità di trovare lavoro ci sono sempre. Dipende dal lavoro, dipende dalla situazione economica ma se si è flessibili e disposti a sacrificarsi il lavoro lo si trova.

Attenzione però: è facile dire “sono disposto a fare di tutto, anche a pulire i cessi”, è difficile farlo, è difficile fare un lavoro che non dà soddisfazioni, per il quale siete ‘over-qualified’, per mesi e anni.

Non conosco l’Inglese

A questo c’è un solo modo per rimediare. Imparatelo! L’Inglese che avete imparato a scuola non vi basta. Per ottenere un visto per alcune nazioni tipo l’Australia divete dimostrare di conoscerlo passando alcuni esami.

Se avete bisogno di capire perchè l’Inglese è importante, leggetevi Sette motivi per imparare l’Inglese.

Non sapere bene la lingua del Paese dove si vuole andare a vivere vuole dire non riuscire a contribuire alla vita lavorativa del Paese. Certo magari potete andare a lavorare in cucina in ristoranti italiani ma, attenzione, perchè ad esempio quì in Australia il personale in cucina in ristoranti italiani sta diventando sempre di più cinese o indiano, concorrenza a basso costo.

Per capire l’importanza della lingua, sono sicuro che conoscerete, in Italia, immigrati che pure essendo qualificati non trovano lavoro al livello dei loro titoli di studi. Uno di motivi? La lingua. Se un ingegnere indiano non sa parlare l’Italiano è difficile che una ditta italiana lo assuma, per quanto bravo e qualificato l’ingegnere sia.

Non sapendo l’Inglese o la lingua del Paese di destinazione voi vi metterete nella stessa posizione dell’ingegnere indiano.

Al giorno d’oggi esistono innumerevoli modi di imparare l’Inglese anche stando in Italia ed anche a basso costo.

Dalla semplicità e tecnologia di Livemocha, all’insegnamento tramite insegnanti di Inglese online, all’uso di DVD in lingua originale, a corsi di Inglese della BBC su podcast, a vari corsi su Youtube.

Infine leggetevi quale è, secondo me,  il modo migliore di imparare l’Inglese in Italia.

Le mie attuali finanze sono agli sgoccioli

L’emigrazione all’estero costa. Certo si può risparmiare scegliendo le opzioni meno costose ma ricordatevi che le spese da affrontare in una nuova nazione sono grandi e di solito superiori a cosa prevedete.

Innanzitutto per alcune nazioni dovete fare domanda per un visto. Ad esempio, un visto permanente per l’Australia costa migliaia di dollari che raddoppiano se scegliete di usare un migration agent. Per le nazioni europee questo problema ovviamente non esiste.

Dovete poi viaggiare verso la destinazione. Ovviamente possono esserci diverse opzioni ma dovete comunque preventivare centinaia se non migliaia di Euro a persona.

Una volta arrivati dovete spendere senza, probabilmente, avere un lavoro e quindi dovete mettere in preventivo di avere un gruzzolo che vi consenta di mantenervi per alcune settimane od alcuni mesi.

Ricordatevi inoltre che in alcune nazioni, tipo l’Inghilterra, il costo della vita è superiore o al limite simile a quello dell’Italia quindi non è che risparmierete, anzi.

Soprattutto all’inizio dovete spendere extra per comprare tutto ciò che date per scontato in Italia. Elettrodomestici, ferro da stiro, televisione, macchina eccetera.

Insomma fatevi i conti ma preventivate di finanziare l’emigrazione all’estero con parecchie migliaia di euro.

Se non li avete, come fare?

Risparmiate. Il nuovo telefonino, le vacanze, i vestiti alla moda dimeticateveli.

Cercate un nuovo lavoro. Più facile a dirsi che a farsi quando magari fate fatica ad avere un solo lavoro dignitoso.

Createvi un lavoro online tipo l’insegnamento dell’Italiano online.

Riassumendo, gli ostacoli all’immigrazione sono duri ma superabili. Bisogna lavorare duramente consci che gli sforzi vi ripagheranno a lungo termine.

In bocca al lupo!

Risparmia quando trasferisci soldi all'estero

come risparmiare con il cambio valuta

Comments

  1. Enoc says

    Io sono in disaccordo quasi su tutto, mi pare che sia una visione minata da molti pregiudizi… A parte la supposizione che le famiglie di coniugi italiani emigrino ancora con l’idea dei “ruoli tradizionali”, che è forse l’unica cosa vera perché solo dalle donne italiane mi capita di sentirle dichiarare che lavorano non per vocazione bensì “perché uno stipendio solo non basta più”, perché emigrare deve richiedere per forza una determinazione da “fame”?
    A mio parere c’è un abisso tra il pretenzioso “lavoro perfetto” e le auspicabili “minime garanzie”… perché mai qui si ritiene “falso” il senso di sicurezza che corrisponde a tali aspettative? Ogni persona adulta e vaccinata sa che nulla è realmente “sicuro”, ma questo vale anche per ciò che si possiede in patria… così come una persona può magari avere invece pazienza per sopportare mesi o anni un lavoro qualsiasi e privo di gratificazioni.
    Il problema insomma, secondo me sta nel capire che non si può adottare un coraggio da “fame” se affamati non lo si è davvero… e oggigiorno è difficile esserlo. Responsabilità significa anche pianificare e prepararsi, ma non soltanto in termini di coraggio, bensì anche di competenze e chances in aggiunta alla lingua.

  2. daniela iovacchini says

    Sono italiana, emigrata in Francia, per diversi motivi. Ho vissuto tutto il contenuto dell’articolo, punto dopo punto, proprio tutto…L’affermazione: ‘Meglio adottare l’atteggiamento degli emigranti italiani dei secoli scorsi…che partirono con una valigia di cartone e senza minime garanzie…’ è l’atteggiamento migliore. La sicurezza non è da nessuna parte, salvo eccezioni. Meglio prepararsi… grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *