Esperienza lavorare in Inghilterra

  • Sharebar

Vi propongo due video di the 1thepianist1 che vi raccontano in dettaglio l”esperienza di una giovane Italiana che ha lavorato a York, in Inghilterra, per due mesi.

Nei video capirete:

  • dove ha vissuto
  • come ha trovato lavoro
  • le difficoltà nel trovare lavoro in Inghilterra dall’Italia
  • problemi incontrati nel farsi pagare
  • la burocrazia da completare in Inghilterra
  • le questioni pratiche da gestire lavorando nel campo della ristorazione
  • le difficoltà incontrate da chi entra nel mondo del lavoro per la prima volta

Se siete giovani, alle prime armi e state cercando un lavoro a breve termine in Inghilterra, questi video fanno per voi!


Se ti è piaciuto l'articolo, condividilo! GRAZIE!


Su Facebook

Su Twitter

Su Linkedin

Su Google+
  • sgarbo

    Se si parte allo sbaraglio senza sapere un tubo del Paese in cui si va a cercare lavoro, non ci si può poi lamentare se l’esperienza va male…cosa significa “non posso aprire un conto corrente in Inghilterra, che ci faccio dopo?” ??? Questa ragazza evidentemente non si immaginava che al Nord Europa gli stipendi si danno solo con BONIFICI BANCARI, e che solo in Italia e paesi limitrofi del mediterraneo esiste ancora il pagamento “cash”…stesso discorso per il contratto: cosa le è saltato in mente, di lavorare senza un pezzo di carta firmato? Ma siamo in Burundi? Se si pensa di andare in Inghilterra e comportarsi “all’italiana”, i risultati non possono essere che questi. Bisogna studiare non solo la lingua, ma anche la cultura di un posto prima di trasferircisi, possibilmente conoscendo il piu possibile gente locale. Andare a York 3 giorni a visitare i giardini è bello e piacevole, poi come vedete tornarci a lavorare è stato un inferno per questa ragazza, che ovviamente, delusa, è tornata in Italia a studiare (cosa ancora peggiore, visto che non ci farà niente con la laurea italiana!). La reazione giusta sarebbe stata tornare a casa, studiare inglese alla PERFEZIONE, tornare lì e cercare lavoro PRESSO INGLESI, avendo in mente cosa fare e cosa andare a cercare (non si va per i negozi a “lanciare curriculum”, se non abbiamo le idee chiare noi figuratevi quanto possano averle chi dovrebbe assumerci e che non ci conosce!). Bisogna avere una idea chiara nella vita: si vuole fare la cameriera? vai lì e cerchi lavoro come cameriera, punto, senza andare a “lanciare curriculum” anche nei negozi di scarpe per tentare di fare la commmessa…questa ragazza era (ed è) evidentemente confusa, visto che è partita per l’Inghilterra ben sapendo (o forse no?) che tipo di lavori gli sarebbero stati offerti (tanto che ha pure compilato il modulo per il Mc-Donald….), e tornando a casa un pò con la coda tra le gambe dopo solo 2 mesi, con tutt’altra idea, dettata più dalla paura che da una vera convinzione (che significa “studio perchè sono troppo piccola per lavorare”? Questa ragazza forse non sa che c’è gente che a 18 anni LAVORA e ha FIGLI da mantenere – e in passato anche prima dei 18 anni – ??). Volere è potere, dire che si va a studiare perchè si è troppo piccoli per lavorare è come dire “vado a rifugiarmi in quella nicchia che è l’università per evitare di affrontare il mondo”. Non è così che si cresce e si affronta il mondo, ragazzi. Le esperienze possono essere positive e negative, ma fidatevi che se usate un pò di cervello e convizione in voi stessi, non avrete problemi a lavorare all’estero, in qualunque paese vogliate. Ma quando manca la voglia (o semplicemente, quando si pensa che in Inghilterra tutto funzioni come sotto casa nostra) si è sulla strada sbagliata ed è meglio non partire…

  • Pingback: Eumed.org | Appunti di Pronto Soccorso

  • giacomo

    ciao sgarbo,
    forse sei stato troppo eccessivo nel commento ma ne condivido il senso generale. E comunque, un po’ di adrenalina nella vita ci vuole. Ci può benissimo essere chi ha scelto di lavorare a 18 anni, chi ha deciso di avere famiglia a 20 e chi ha deciso di andare allo sbaraglio all’estero. Di sicuro l’esperienza se la sono fatta tutti e magari qualcosa l’hanno anche capita. In più, questa ragazza, l’esperienza che ha fatto l’ha anche CONDIVISA, e per questo la dovremmo ringraziare.
    In più, se dovessimo essere sempre razionali, non dovremmo fare proprio un bel niente.. abbasso la noia
    Ciao!

  • Pierpaolo P

    Bhe ragazzi.
    Io attualmente sono in Inghilterra e posso assicurarvi che solo nelle mani di pakistani italiani e cinesi vari accadono cose del genere.
    La ragazza ha fatto esperienza che un giorno rivenderà, esperienza che molte persone (magari anche piu’ mature) non hanno il coraggio di affrontare.Io ho quasi 31 anni e ho lasciato l’ Italia a 29 avendo anche un tempo indeterminato alle spalle e una donna stupenda.Sono andato in Irlanda e dopo 20 giorni ho trovato casa e lavoro (presso una multinazionale americana come system analist) nella contea del Clare.Dopo un’ anno mi sono dimesso e sono ritornato in Italia a spasso per 9 mesi.Beh che dire..Ora in Inghilterra ho trovato lavoro in una società di prodotti finanziari e sto cercando un part time a Londra.Sappiate che qui è dura se non si conosce bene la lingua…quindi.
    Ps per la cronaca in 5 giorni ho trovato casa lavoro e ho aperto conto in banca (ho ricevuto l’ NI number ora al 15 giorno di permanenza qui)…Ragazzina questa esperienza ti servirà in futuro e ti aiuterà a comportarti egregiamente la prossima volta.
    Ps tu hai avuto il coraggio di fare un qualcosa a 18 anni mentre io solo a 29……complimenti.