Archive for October, 2009

Perchè andare all’estero e chi non dovrebbe andarci

Inizio oggi una collaborazione con Jetsetcitizen, un blog creato da John Bardos e dedicato a chi sogna uno stile di vita multinazionale.

Tradurrò per voi articoli che ritengo possano essere di interesse ai lettori di Italiansinfuga.

Lascio la parola a John ed alla sua visione sul perchè andare all’estero e chi non dovrebbe andarci.

Visitare e vivere in nazioni all’estero può essere validissimo però non fa per tutti. Ci sono tantissime ragioni per non viaggiare all’estero. Non sto parlando delle scuse tipiche che si fanno citando soldi, famiglia o obblighi lavorativi. Quel tipo di scuse è in genere superabile mentre a volte il viaggiare all’estero può limitare la propria crescita personale e ciò si rivela un sacrificio troppo grande.

Perchè dovreste viaggiare

Vedere il mondo apre gli occhi verso la diversità dell’umanità. Indipendentemente dalla nazione in cui viviate, il vostro particolare stile di vita e le vostre esperienze rappresentano una piccolissima fetta di ciò che il mondo ha da offrire. Ognuno ha pregiudizi creati dall’istruzione ricevuta, dai media seguiti, dalla gente che ci circonda ed altri aspetti specifici della propria cultura. Quando tutti quelli che ci vivono attorno vivono, agiscono e pensano in un certo modo, è quasi impossibilie pensare che ci siano modi migliori di vivere.
Viaggiare verso e soprattutto vivere in nazioni straniere può causare un grandissimo shock culturale che consente di chiedersi importanti domande riguardanti la propria vita. Per tanti che visitano una cultura diversa, l’istinto immediato è di pensare che tutto ciò che è diverso sia inferiore. Perchè guidano sull’altro lato della strada? Perchè sono tutti così scansafatiche? Perchè è così difficile fare business? Perchè c’è così tanta burocrazia? Perchè sono tutti così corrotti?

Se riuscite a superare i vostri pregiudizi, inizierete a vedere come potete imparare molto da qualsiasi cultura. Purtroppo tanti emigranti sprecano la loro opportunità all’estero commiserando con connazionali su come la vita sia migliore nella patria di origine. Quelli che si sforzano di imparare il linguaggio del posto, cercano di vivere come la gente del posto e si tengono alla larga dalla comunità di emigranti riusciranno quasi certamente ad avere un’esperienza migliore della vita all’estero.

Non create scuse

Come spesso accade con tutto ciò che è nuovo e sconosciuto, tanti hanno sviluppato un repertorio di scuse per non viaggiare all’estero. La maggior parte sono semplicemente ciò, scuse. Se volete qualcosa veramente, potete compiere sacrifici e trovare la perseveranza necessaria per fare qualsiasi cosa. Se non avete abbastanza soldi, risparmiate e lavorate più ore. Se siete preoccupati per il lavoro, diventate un esperto ed iniziate un blog che parla del vostro campo di competenza. Questo vi aprirà opportunità meglio pagate intorno al mondo. Se avete famiglia, ci sono poche cose più gratificanti per i vostri figli del vivere all’estero. La maggior parte delle scuse per non lasciare la vostra patria di origine spesso riguardano un eccesso di consumismo, in tanti hanno troppi debiti per partire. L’esperienza di vivere per esperienze piuttosto che comprare ‘cose’ è liberatrice.

Quando non dovreste viaggiare

Il lasciare lo status quo per un qualcosa incerto e sconosciuto in un’altra parte del pianeta fa paura. La paura da sola però non è ragione abbastanza. Ecco alcuni motivi per evitare di emigrare all’estero anche se sono validi solo per una porzione limitata di persone.

Proprietario di ditta in ‘mattoni e cemento’

Se possedete un’azienda con attività fisica può essere difficile essere lontani dalla ditta per lunghi periodi di tempo. Se amate il vostro lavoro e guadagnate un introito dignitoso allora buona fortuna per il futuro. Continuate a sviluppare la vostra ditta e non preoccupatevi di vivere all’estero. Viaggiate quando potete ma concentratevi sull’azienda e sullo sviluppare sistemi e procedure affinchè l’azienda possa andare avanti con il pilota automatico. Questo creerà per voi la differenza tra l’avere un azienda o l’avere un lavoro. Altrimenti se amate veramente quello che fate non c’è alcun motivo per espandere il business o per rinunciarvi.

Artisti ed atleti

La maggior parte degli artisti, musicisti ed atleti di alto livello richiedono un regime di allenamento che non si confà alla vita all’estero. Per essere i migliori in qualsiasi campo ci vogliono anni di sacrifici che non si addicono ad una stile di vita nomadico. Una soluzione può essere il vivere in una destinazione all’estero per periodi prolungati di tempo. In questo modo riuscirete a costruire il regime necessario per eccellere nella vostra vocazione. Cambiare nazione di residenza e doversi adattare di continuo a nuovi ambienti può essere molto eccitante e gratificante ma non è favorevole a diventare il migliore al mondo in molti settori.

Esistono poi le difficoltà fisiche della vita del viaggiatore. Provate a viaggiare con un violoncello od un kayak e vi accorgerete presto che l’inseguimento di alcuni sogni mentre viaggiate all’estero è difficile.

Professionisti

Molte professioni tipo dottori, avvocati e professori universitari rendono difficile il vivere all’estero e mantenere lo stesso prestigio. Se avete un ottimo lavoro che amate dovete dimenticarvi di vivere all’estero.

Molte professioni offrono possibilità per sabbatici ed impiego all’estero ben remunerato quindi il viaggiare all’estero non è impossibile.

Il mio consiglio è quello di viaggiare il più spesso possibile ma ricordatevi che non esiste solo il viaggiare.

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Consigli su come diventare infermieri in Australia

Ho il piacere di sottoporvi un’intervista con Emma Bates, infermiera Inglese emigrata in Australia ed autrice di ‘Nursing in Australia, A Guide to Working and Living as a Nurse Down Under’.

Questa è una guida in formato e-book pdf di oltre 300 pagine in Inglese che spiega come si vive e lavora come infermieri in Australia.

Quanto è facile ottenere un visto per lavorare come infermieri in Australia?

Può essere relativamente facile, a patto di soddisfare i criteri di selezione dei ‘Nursing and Midwifery Boards’, gli enti responsabili per la registrazione delle infermiere e degli infermieri.

L’infermieristica in Australia non è nazionalizzata per cui ogni Stato o Territorio ha il proprio Board, il proprio Ente.

I requisiti possono quindi essere diversi a seconda dello Stato o del Territorio che scegliete.

Alcuni, ad esempio il New South Wales, possono chiedervi di sottoporvi ad esami di competenza, altri no.

Un nuovo sistema di registrazione nazionale sarà introdotto nel 2010.

Controllate che siate idonei alla registrazione prima di fare domanda per il visto!

I visti più popolari sono i visti vacanza lavoro e  Business (Long Stay) Visa Sponsorship ma ne esistono altri tipi per cui controllate sul sito immigrazione del governo australiano dove c’è una sezione apposita per gli infermieri.

Cosa offre il lavoro come infermiere in Australia che non si può trovare altrove?

La gamma di ruoli da infermieri in Australia è variegata a causa della dimensione del continente, della sua geografia, dell’ambiente e della dispersione della popolazione.

Ad un’infermiera può essere chiesto di volare in regioni remote dell’outback per fornire servizi infermieristici solitamente assenti o di andare a fare l’infermiera su una isola sperduta delle isole Whitsundays.

Esiste una varietà di ruoli al di fuori del classico settore ospedaliero e per tutti i livelli di infermieri: sanità nella comunità, terapie intensive, senza tetto, comunità sperdute nell’Outback.

Essere infermieri in Australia ha molto in comune con l’esperienza in altre nazioni occidentali.

Molti infermieri con esperienza internazionale mi hanno detto che l’arrivare da una realtà straniera ha aiutato in termini di carriera e future prospettive di lavoro.

Quanto è importante il sapere parlare Inglese per infermiere straniere in Australia?

Importantissimo! Per ovvie ragioni di ’sicurezza’ dovete avere uno standard di Inglese scritto e parlato molto alto. Per ottenere la vostra iscrizione all’albo (ed alcuni visti) tutti gli infermieri e le infermiere straniere devono superare l’esame IELTS (International English Language Test).

Che consigli daresti a infermieri ed infermiere in Italia che vogliono seguire le tue orme?

Provateci, vi offre una prospettiva differente sull’infermieristica, se non dovesse produrre risultati potete sempre tornare a fare quello che facevate prima! Questa è la bellezza di una carriera come infermiera.

Fate in modo di scegliere un datore di lavoro di grandi dimensioni (ad esempio un grande servizio sanitario pubblico) in modo da darvi l’opportunità di lavorare in diversi ospedali e ruoli piuttosto che rimanere legati ad un datore di lavoro di dimensioni minori che può offrire un minor numero di ruoli. In questo modo avrete più possibilità di trovare un ruolo che faccia per voi e fare domanda quando il ruolo diventa disponibile.

Grazie Emma!

Per ulteriori informazioni, acquistate ‘Nursing in Australia, A Guide to Working and Living as a Nurse Down Under

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Storie di Italiansinfuga

Ho appena completato ‘Storie di Italiansinfuga’, una collezione degli articoli pubblicati su Italiansinfuga.com che raccontano delle esperienze e dei punti di vista di Italiani che hanno vissuto o vivono all’estero.

Interessati ad imparare da chi ha già vissuto in Australia, Stati Uniti, Brasile, Inghilterra, Belgio, Finlandia, Nuova Zelanda, Spagna e tante altre nazioni?

Completamente gratuito, è un documento pdf che raggiungerà la vostra casella postale elettronica appena iscritti alla Italiansinfuga Newsletter.

Una volta ricevuto ‘Storie di Italiansinfuga’, speditelo e condividetelo con tutti i parenti ed amici che pensiate possano trovarlo utile ed interessante!

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Nuova pagina Lavoro

Ho aggiornato la pagina Lavoro.

In collaborazione con careerjet.com, vi propongo una selezione di annunci di lavoro all’estero che cercano Italiani in modo particolare, mettendovi così in pole position per trovare l’agognato posto di lavoro all’estero.

Adesso sono in grado di dividere gli annunci per nazione e rendere la cosa automatica.

Fatemi sapere cosa ne pensate!

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Classifica mondiale pari opportunità

Il World Economic Forum ha pubblicato l’edizione 2009 del Global Gender Gap Index, la classifica mondiale delle pari opportunità. Nella graduatoria tutte la nazioni del mondo vengono valutate in base ad un numero di fattori che determinano quale sia la parità tra uomini e donne.

Come al solito queste classifiche sono da prendersi con le molle ma danno un’indicazione della relatività tra nazioni che può esservi utile se state pensando di emigrare all’estero.

Il World Economic Forum afferma che lo studio dimostra che la parità tra uomini e donne è d’obbligo per le società che intendono essere competitive economicamente e prosperare.

Lo studio rivela che le nazioni nordiche hanno la minor diseguaglianza tra uomini e donne, confermando il loro posto in cima alle varie graduatorie di qualità della vita.

L’Islanda conquista il primo posto della classifica superando la Finlandia e la Norvegia (prima l’anno scorso). La Svezia al quarto posto completa la dominazione scandinava dei primi posti della graduatoria 2009.

La classifica si basa su come le nazioni dividono opportunità e risorse tra uomini e donne, indipendentemente dal livello assoluto di risorse.

Le altre nazioni nella Top 10 sono la Nuova Zelanda, il Sud Africa, la Danimarca, l’Irlanda, le Filippine ed il Lesotho.

Altre nazioni di interesse ai lettori di italiansinfuga sono l’Olanda (11), Germania (12), Regno Unito (15), Spagna (17), Australia (20), Canada (25), Stati Uniti (31), Belgio (33).

L’Italia? Al 77esimo posto, uno dei più bassi in Europa.

I motivi? Una bassa partecipazione delle donne all’attività economica del Paese.

Se siete donne in Italia e state pensando di emigrare per migliorare le vostre opportunità di lavoro, leggete la classifica completa per farvi un’idea di dove sia meglio emigrare.

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Emigrazione in America di una volta

Sognate di emigrare in America ma avete paura dell’ignoto?

Andate a Genova!

Il Galata Museo del Mare ha allestito la mostra ”Da Genova a Ellis Island. Il viaggio per mare ai tempi della migrazione italiana“.

La mostra racconta l’avventura che gli emigranti Italiani intrapresero tra il 1892, anno in cui Ellis Island aprì per accogliere emigranti da tutto il mondo, e il 1915, anno in cui iniziò il primo conflitto mondiale.

In particolare vi fa rivivere l’esperienza pratica dell’emigrazione di allora ricreando fisicamente gli ambienti attraverso i quali passarono gli emigranti.

Vedrete così l’infermeria, il refettorio ed i dormitoi delle navi di inizio del 900. Una volta arrivati in America vedrete come fosse la trafila dell’immigrazione con interrogatori, test e visite mediche.

Insomma spero che un’esperienza del genere possa aiutare a comprendere come al giorno d’oggi l’emigrazione, per quanto difficile, sia molto più facile di quanto non sia stata per le generazioni di un secolo fa.

Milioni di connazionali intrapresero un emigrazione che, al tempo, era spesso un viaggio di sola andata, senza le telecomunicazioni odierne, spesso un addio definitivo a cari ed amici.

Cercate di mettere il vostro sogno di emigrazione nel ventunesimo secolo in prospettiva ed i dubbi si scioglieranno!

Visto il grande successo, la mostra è stata prorogata fino al 10 Gennaio 2010.

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Emigrare in Canada come lavoratore: siete idonei?

Volete emigrare in Canada in modo permanente usando la vostra professione ma non sapete da dove cominciare?

Ho trovato per voi un test online fornito dal governo canadese che potete usare per capire se siete idonei ad emigrare in Canada usando la vostra professione come biglietto d’ingresso.

In modo simile all’Australia, il Canada cerca immigranti che possano contribuire all’economia in base alla professione esercitata nella loro nazione di origine. Ciò non vuol dire che ci voglia una laurea anzi.

Tantissime professioni hanno una carenza di manodopera in Canada ed il governo canadese cerca di sopperire a queste lacune invitando stranieri ad emigrare in Canada. Se state facendo fatica a trovare un lavoro stabile e pagato dignitosamente in Italia magari la strada dell’emigrazione verso il Canada può aprirvi nuove opportunità.

Rispondete ad alcune domande ed il test vi aiuterà a capire se avete possibilità di emigrare in modo permanente in Canada come lavoratore. Non vi garantirà un visto ma almeno vi farà capire se avete delle speranze e quali passi fare per portare a termine il vostro sogno.

Avrete bisogno di 5-7 minuti per completare il questionario. Quando avete finito vedrete una lista delle opzioni disponibili nel vostro caso specifico e cosa dovete fare per procedere.

Se le vostre qualifiche non vengono considerate sufficienti non disperate. Potete sempre migliorare i vostri titoli studiando, concentrandovi sulle mansioni e sui settori richiesti dal governo canadese. Magari questo è il momento giusto di cambiare carriera ed imparare qualcosa di nuovo.

Se avete intenzione di emigrare nella provincia del Quebec, dovete fare domanda direttamente alla provincia.

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Lezione di Inglese: Please and Thank You

Una lezione di Inglese importantissima per chi vuole imparare l’Inglese.

Perchè? Perchè queste parole vengono usate spessissimo nella società anglosassone. Il comportamento educato e l’uso di parole come ‘per favore’ e ‘grazie’ vengono inculcati dalla tenera età.

Quando qualcuno vi chiede se volete qualcosa, non rispondete solo “yes”, rispondete “yes please”.

Poi siate sicuri di ringraziare dicendo “thank you”.

Per quanto questo vi possa sembrare semplice e ovvio, sono cose fondamentali per instaurare un buon rapporto con i madrelingua che parlano Inglese quindi porgete particolare attenzione a Mr Duncan!

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Il posto fisso visto da lontano

Ho appena letto il commento di Tremonti sul valore del posto fisso. Premetto che non ho mai lavorato in Italia e sono quindici anni che lavoro tra Inghilterra, Cina, Taiwan ed Australia.

Ciò vuol dire che non ne capisco molto della situazione lavorativa italiana ma vorrei fornirvi la prospettiva dall’estero.

Il posto fisso non esiste e se esiste io non l’ho mai visto.

Il massimo dell’aspettativa nei miei vari contratti fu di tre mesi in un ruolo di buon livello per una multinazionale in Inghilterra. Altrimenti i termini dell’arrivederci e grazie sono sempre stati di un mese per entrambe le parti.

Questo in genere non è un grande dramma perchè quando si perde il lavoro, la flessibilità del mercato offre opportunità in tempi brevi. Certo quando l’economia non viaggia come di questi tempi la realtà è più dura per gli sfortunati.

L’altra faccia della medaglia è che i lavoratori sono molto più propensi a cambiare lavoro per migliorare la propria condizione. Ad esempio, nel Regno Unito, un neo-laureato inizia a lavorare all’età di 23 anni e, in genere, fino ai 30 anni è facilissimo che cambi lavoro di propria iniziativa ogni due anni. I giovani cercano nuovi contatti, nuove esperienze, hanno fretta e, non avendo la mentalità del ‘posto fisso’, sfruttano a loro vantaggio le opportunità offerte dalla flessibilità.

Tutto questo all’interno di un mercato del lavoro dove anche i ventitreenni vengono pagati un salario magari basso ma consono alle proprie capacità ed in linea di massima dignitoso.

Certo il mercato del lavoro italiano mi sembra di capire da siti come La repubblica degli stagisti è diverso soprattutto per quello che riguarda i giovani. Essendoci una precarietà ed uno sfruttamento che sinceramente non comprendo, il posto fisso offre un sogno che molti sono più che intenzionati a fare loro, specialmente a giudicare dai commenti letti sui siti delle testate giornalistiche.

Il problema, secondo me, è che il posto fisso non può tenere il passo con i cambiamenti che stanno avvenendo nel mercato del lavoro globale.  Soprattutto i più giovani, magari chi è ancora a scuola, svolgeranno nella propria vita lavori che non sono stati ancora inventati.

I giovani svolgeranno decine di diversi tipi di lavoro nella loro carriera, in decine di aziende diverse. Quelli di successo saranno quelli si adatteranno meglio ad imparare cose nuove, non quelli che afferrano una poltrona e non la mollano più.

Vuoi un posto fisso da traduttore lingue? Accomodati ma renditi conto che tra qualche anno o decennio è possibilissimo che la tecnologia ti soppianterà.

Vuoi un posto fisso da contabile? Prego ma renditi conto che c’è un Indiano a Bangalore che può fare il tuo lavoro ad un decimo del prezzo e con la stessa qualità.

Non sono assolutamente favorevole ad un liberismo sfrenato che premia i pochi, senza aiutare gli sfortunati. Possiamo arrabbiarci e litigare sull’ingiustizia o meno di questa situazione ma questa è la realtà. Il posto fisso è un pò anacronistico quando ci si trova in competizione con due miliardi tra Cinesi ed Indiani.

La filosofia del posto fisso va controcorrente alla realtà del continuo cambiamento come unica costante del mondo del lavoro.

Opinioni personalissime senza presunzione di voler insegnare niente a nessuno.

Concludo con una frase di Darwin ”Non è la più forte delle specie che sopravvive, né la più intelligente, ma quella più reattiva ai cambiamenti.

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Costo della spesa al supermercato in Inghilterra

Un aggiornamento sul costo della vita in Inghilterra e più precisamente sul costo della spesa al supermercato.

Ho utilizzato mysupermarket.co.uk, un sito di confronto dei prezzi di quattro delle maggiori catene di supermercati della Gran Bretagna: Tesco, Sainsbury, Asda e Waitrose (Ocado).

Il sito consente di redigere una lista della spesa, di confrontare prezzi, di scambiare prodotti per risparmiare o per scegliere alternative più salutari, di cambiare catena presso la quale fate la spesa se più conveniente.

Tutte le catene inoltre offrono consegna a pagamento se vivete in una zona coperta dal servizio.

Ho cercato di scegliere prodotti più di interesse ad un Italiano e spero la lista che segue vi dia un’idea di quanto spenderete per mangiare in Inghilterra.

Ricordatevi però che il salario britannico è diverso da quello italiano!

Ecco i prezzi di Tesco. (Full disclosure: ho lavorato per Tesco dal 1997 al 2002 e possiedo ancora delle azioni)

De Cecco Penne Rigate 500g £1.49

Lavazza Qualità Oro Caffè (250g) £3.45

San Pellegrino Acqua Minerale Gassata (750ml) £0.75

Barolo Terre Da Vino (750ml) £9.99

Tesco Latte Intero (2L) £1.59

Baguette £0.65

Banana al chilo £0.50

Uova 12 £1.55

Burro 250g £1.24

Philadelphia 300g £1.82

Galbani Mozzarella Santa Lucia 250g £1.41

Piselli surgelati 1 chilo £1.48

Pelati 400g £0.99

Bertolli salsa di pomodoro e pecorino 400g  £1.89

Kellogg’s Corn Flakes 750g £2.26

Coca-Cola 2L £1.56

Alberto VO5 Shampo £2.12

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