Come indebitarsi all’università stile anglosassone
Condividi!Nei Paesi anglosassoni moltissimi studenti usano finanziamenti da parte del governo per pagare le tasse di iscrizione all’università, accumulando debiti che finiranno di pagare dopo molti anni dalla fine degli studi.
Perchè ciò è importante per voi?
Perchè vi mostra un modello di studio universitario che risponde in modo più dinamico alle esigenze del mercato del lavoro.
Se il titolo di studio per il quale vi indebiterete non produrrà un lavoro che paghi in modo tale da riuscire a pagare i debiti e condurre una vita decorosa, il titolo di studio diventerà sempre meno popolare. A lungo andare rimarrà di interesse solo a chi studia per passione piuttosto che chi lo usa come piattaforma per una carriera.
Se un Master in Creative Writing (o simile titolo ed indirizzo di studio) non consente di trovare un lavoro decente, il debito accumulato dagli studenti fornirà la peggiore pubblicità per il corso stesso. Familiari ed amici vedranno il laureato fare il barista (non che ci sia nulla di male con il fare il barista) e si chiederanno se ne vale la pena di accollarsi tutto quel debito e studiare per tutti quegli anni.
Quì in Australia gli studenti australiani possono prendere in prestito i soldi di iscrizione all’università grazie al programma HECS che consente di iniziare a ripagare il debito una volta terminati gli studi e trovato un lavoro che paghi un salario sopra un certo livello. Il tasso di interesse pagato sulla somma in prestito è di livelli molto bassi e non disponibile tramite banche o altre istituzioni finanziarie.
Negli Stati Uniti la situazione è simile, soprattutto per gli studenti di Masters che possono farsi prestare fino a 20.500 dollari all’anno ad un interesse tra il 6,8 per cento e 8,5 per cento. Negli anni di crisi come quelli attuali, le borse di studio disponibili ed altri aiuti di tipo finanziario da parte delle università sono molto ridotti.
Il rischio è che molti si accollano debiti fino a 100 mila dollari per poi trovarsi su un mercato del lavoro in crisi e non riuscono a trovare un lavoro che paghi in modo adeguato.
Anche in Inghilterra andare all’università sta diventando sempre di più una transazione economica. La BBC rivela che le tasse sono cresciute a cominciare dall’anno accademico 2006-07. Studenti adesso finiscono il primo anno di studi universitari con un debito di 3.500 sterline in media.
Gli studenti considerano comunque questo debito come un investimento nel loro futuro e si appoggiano meno alla famiglia per aiuto di tipo economico
In linea di massima andare all’unversità all’estero vi ripagherà a lungo andare con una carriera più lucrativa, a patto di scegliere il corso giusto!
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5 Responses to “Come indebitarsi all’università stile anglosassone”
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giacomo on August 18th, 2009
non mi piace per niente questo metodo.. perchhè misurare con i soldi anche le passioni?!
anczi, non è che non mi piace, mi fa proprio paura!
Fabio on August 19th, 2009
Io condivido in pieno l’articolo invece: il fatto di indebitarsi economicamente per poter studiare costituisce un ottimo deterrente contro chi vuole andare all’Università solo per divertirsi alcuni anni e fare poco o nulla: l’università pubblica italiana viene pagata con i soldi dei cittadini (le “tasse” universitarie che noi paghiamo sono spiccioli rispetto ai costi globali di mantenimento di un ateneo pubblico), quindi non vedo il motivo perché io debba finanziare il dolce far nulla dei più, docenti scadenti compresi. Il fatto di pagare tasse universitarie molto salate e di indebitarsi pesantemente per poterle pagare stimola gli atenei a fornire professori e servizi migliori, proprio in base alle leggi di mercato: servizi e professori migliori > più iscritti alle università che forniranno servizi e professori migliori (e questo nell’interesse sia di chi vuole una preparazione migliore per il mondo del lavoro e sia chi studia per passione) > ulteriore incremento della qualità dell’insegnamento e dei servizi. Con questo ciclo virtuoso gli atenei migliori continuerebbero a prosperare, mentre quelli peggiori sarebbero destinati, giustamente, all’inevitabile chiusura; e i docenti peggiori sarebbero più portati a dedicarsi all’agricoltura
. Io sono a favore anche dell’abolizione del valore legale del titolo di studio: una laurea presa alla Bocconi non può avere lo stesso valore di una laurea presa all’Università Pincopallino.
giacomo on August 20th, 2009
un consiglio ad aldo: un filtro sui commenti .. il caldo da alla testa
seppia20 on August 24th, 2009
Ecco a cosa servono le classifiche mondiali sulle Università. Più un’università da’ una buona preparazione al mondo del lavoro e offre buoni servizi allo studente, più la sua reputazione aumenterà e più costerà naturalmente! Quello che è strabiliante alle mie orecchie è che le università danesi offrono corsi semestrali ed corsi di Laurea in inglese a € 0 per gli studenti europei! Ma come fanno? Se gli universitari danesi ed europei non pagano la retta, l’università di che campa? Soltanto dei contributi statali? Questo allora significa che i danesi pagano tasse molto alte… o sbaglio?
Max on September 14th, 2009
Ciao Aldo,
puoi aiutarmi a sapere quali finanziamenti o cifre il Governo inglese stanzia per gli studenti stranieri per il 2009? Dove posso informarmi? Vorrei frequentare un MBA a Londra ma per poterlo fare ho bisogno di un prestito, secondo te, dovrei rivolgermi alle Università o alle Banche? E se ne sei informato mi occorrerebbe sapere dove è più conveniente(inteso come costo), frequentare questo Master, naturalmente l’importante è che sia una Università riconosciuta a livello mondiale, nel caso mi trasferissi all’estero.
Ciao e grazie per tutto.
Max