Chi altro vuole andare all’università all’estero?

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Stefano si è appena trasferito a Copenhagen, in Danimarca, per studiare all’università dopo aver letto Studiare università gratis in Danimarca e Corsi in Inglese all’Università in Danimarca!

Università

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Stefano ha gentilmente risposto ad alcune domande per il beneficio dei lettori di Italiansinfuga.

Come è stato lo Ielts? Difficile? qual’è la tua esperienza di lingua inglese?

Quando decisi di tentare l’application all’università danese ero ormai prossimo alla deadline per inviare l’application, per cui mi iscrissi alla prima data utile per sostenere l’esame (se ben ricordo ebbi una settimana circa per prepararlo). Acquistai, presso il British Council, i due testi di ausilio alla preparazione dell’esame che, personalmente, ho trovato utili poichè per riuscire ad ottenere un buon punteggio è necessario, oltre alla padronanza della lingua, anche la capacità di gestire il tempo a disposizione per ogni singola sezione dell’esame stesso. Bisogna precisare che esistono 2 versioni dell’IELTS, una per coloro che lo utilizzano a fini accademici ed una per fini generici. Io, ovviamente, ho sostenuto la prima. La struttura del test è comunque identica per entrambi, cambia solo il contenuto di una o più sezioni.

Ho affrontato la parte relativa allo “speaking” con una certa tranquillità poichè la mia ragazza è americana per cui ho una certa dimestichezza con la lingua parlata (sebbene abbia acquisito, a discapito di quello “british”, accento e modi di dire americani – che credo abbiano influito negativamente nella valutazione in quanto il test è gestito dal British Council); la parte relativa al “reading” richiede una buona dose di concentrazione, la difficoltà dei testi è progressiva. Mi ricordo che l’ultimo testo era prettamente universitario. I testi sono divisi in paragrafi e, di norma, l’ordine delle domande ricalca quello dei paragrafi. Può capitare che non si conoscano alcuni termini ma si può intuire il senso dal contesto.

La parte relativa al “writing” è stata quella dove ho trovato maggiori difficoltà in quanto non avevo l’abitudine di scrivere in inglese ed il poco tempo a disposizione per preparare l’esame non ha aiutato. Il “listening” era l’altra sezione che mi spaventava per il solito discorso dell’accento. Fondamentalmente vien fatta partire una registrazione che viene interrotta ogni tot secondi per un periodo di tempo entro il quale bisogna rispondere alle domande relative alla parte appena ascoltata.

Il risultato del test ha rispecchiato il livello delle mie conoscenze della lingua che erano state discrete (tramite esperienze di studio all’estero durante gli anni del liceo) fino a quando ho incontrato la mia ragazza, grazie alla quale, sono arrivato ad ottimi livelli. Devo ammettere comunque che il test dell’IELTS è molto impegnativo per cui è necessario prepararsi per tempo. Torna utile a tal proposito leggere riviste e libri in lingua inglese, così come guardare film/telefilm in lingua originale con i sottotitoli.

Che reazione c’è stata da parte di famiglia ed amici alla notizia della partenza?

La lettera di accettazione da parte dell’università è arrivata il primo di Agosto e sono dovuto partire il 6 Agosto. Non è difficile immaginare con quanta fretta abbia dovuto preparare i bagagli, trovare una sistemazione momentanea, acquistare il biglietto aereo ecc. Il fatto che tutto ciò sia accaduto in meno di una settimana ha ovviamente influito su quelle che sono state le reazioni di amici e parenti. Diciamo che gli amici sono stati comprensivi ed hanno altresì ammirato il coraggio di abbandonare tutto e gettarsi in una nuova avventura all’estero; i parenti sono stati quelli un pò più restii a farmi partire e si sono rivelati molto sentimentali nell’imminenza della mia partenza. La mia ragazza mi raggiungerà presto ed il fatto di essere americana (abituata pertanto a partenze, spostamenti, novità) ha decisamente contribuito a rendere le cose più semplici.

Ci dai un’idea di massima dei costi (non devi andare sul personale….)?

Per quanto concerne i costi, posso confermare che a Copenhagen siano un pò più alti di quelli cui ero abituato a Roma. Una delle prime cose che ho dovuto comprare è stata una bicicletta, poichè qui è il mezzo di trasporto preferito.

Ebbene, pur avendo girato sei diversi negozi, non sono riuscito a trovare un modello nuovo che costasse meno di 250 euro (e per questa cifra viene offerto un modello base di olandesina da uomo monomarcia). Un modello valido costa circa 450 euro. Ovviamente i prezzi si abbassano con l’usato ma l’usato è veramente “usato”, pertanto è difficile fare il c.d. affare! Per quanto concerne i supermercati ecco una lista di alcuni prodotti “comuni” con relativi prezzi che potete confrontare per avere un’idea di massima:

Pringles 2,41 Euro; Twix 1,07 Euro; Detersivo Ariel liquido per lavatrice 8,46 Euro; acqua minerale naturale (mezzo litro) 80 centesimi. In lavanderia ho speso 33,45 Euro per una giacca, due pantaloni e tre camicie.
Tuttavia, essendo stato qui una settimana soltanto, non ho avuto modo di esplorare a fondo le varie alternative per categoria di prodotto, quindi può anche darsi che, con una conoscenza più approfondita della città, si riesca a risparmiare qualcosa in più.

Prima impressione di Copenhagen, dei Danesi, dell’università?

La prima cosa che mi ha colpito di Copenhagen è stato il “silenzio”… anche quando c’è un pò di traffico (dato che qui di “vero” traffico ancora non ne ho visto, pur vivendo in pieno centro) siamo a livelli di sonoro del tutto accettabili. Il tempo è altamente variabile, nel senso che è del tutto normale, nell’arco della giornata, passare dalla pioggia al sole e poi ripassare nuovamente alla pioggia e quindi di nuovo al sole. L’inglese è parlato praticamente da tutti, è raro trovare qualcuno che non parli bene l’inglese o ancor più raro qualcuno che non lo parli affatto.

I danesi che ho avuto modo di conoscere (vale a dire i miei futuri compagni di corso) finora si sono dimostrati molto disponibili ed estremamente gentili, ma non hanno mai varcato quella soglia di confidenza che per noi italiani è, invece, quasi naturale varcare se ci troviamo a proprio agio con una persona. Non a caso, uno dei miei futuri colleghi danesi mi ha detto “i danesi sono persone molto riservate, hanno difficoltà ad aprirsi, ma quando lo fanno diventano i migliori amici che tu possa desiderare”.

L’università (nel mio caso la Copenhagen Business School) è davvero notevole in termini di organizzazione, di strutture e di servizi offerti ai propri studenti. In questa settimana di “orientamento” (organizzato dalla Cbs) ho avuto modo di apprezzare ancora di più la scelta che ho fatto.

Nyhavn, Copenhagen
Foto: 13bobby su Flickr

Consigli a chi vuole seguire i tuoi passi?

Chiunque voglia intraprendere un corso di studi all’estero deve mettere prima in conto una serie di cose:
1) vivere all’estero è un’esperienza “difficile” per certi versi, nel senso che non è tutto “rose e fiori”, in quanto è richiesta una certa disciplina interiore, un grande spirito di adattamento e determinazione
2) la conoscenza della lingua è fondamentale per riuscire ad instaurare rapporti di amicizia, per affrontare gli studi in maniera proficua, per risolvere le situazioni quotidiane che possono presentarsi (il discorso “vado li e imparo la lingua” non lo condivido affatto, una buona base di partenza è necessaria)
3) si parte da zero: nuovi amici, nuovo cibo, nuove abitudini, nuove regole di condotta (all’estero il rispetto delle regole non è un optional come in Italia)…
Detto ciò, in bocca al lupo!

Un ringraziamento speciale voglio pubblicamente rivolgerlo ad Aldo, poichè, leggendo sul suo blog un post sulla possibilità di studiare in Danimarca, ho trovato la spinta iniziale per tentare questa strada; per cui se oggi mi trovo qui è grazie a lui che mi ha dato l’idea. Come si dice, onore al merito!


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  • Alex

    Ah, dimenticavo che per mettersi nelle liste per la casa devi essere scandinavo. Le case le prendono i 70enni! Le liste per gli appartamenti sono lunghe. Io non sono mai riuscita a prendere un appartamento e per fortuna che ho trovato un’altra soluzione (conoscenze locali) altrimenti manco avevo una casa. Il problema della casa é molto sentito. La gente si fa diversi traslochi all’anno.

  • Giada

    Grazie Alex, sei stato molto illuminante :)