Come superare facilmente la nostalgia di casa

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Emigrare all’estero vuol dire fare i conti prima o poi con la nostalgia di casa e dell’Italia.

Soprattutto per chi va all’estero da giovane, il lasciare famiglia e amici può rivelarsi più duro del previsto e diminuisce le probabilità di successo della vostra permanenza all’estero.

Io lasciai l’Italia per il primo periodo di sei mesi di studio in Inghilterra quando avevo 19 anni.

Quei sei mesi furono difficili perchè la nostalgia si fece sentire molto ma riuscii a superarla. Come? Spero che questi consigli nati dalla mia esperienza possano aiutarvi a superare facilmente la nostalgia di casa e dell’Italia.

Socializzate

Fate amici, uscite, unitevi a squadre di calcio o del vostro sport preferito, iniziate un nuovo hobby. Qualsiasi cosa vi tenga occupati e vi faccia conoscere nuove persone, preferibilmente native del luogo dove risiedete.

Io, essendo studente universitario in Inghilterra, feci cosa fanno tutti, o quasi, gli studenti in Inghilterra: pub e discoteche (oltre allo studio naturalmente…) come modo più efficace di socializzare. In Inghilterra questo rito di passaggio è una tradizione che vi consenterà di avere esperienze in comune con gli Inglesi, creandovi una cerchia di amici che rimarrano con voi per sempre.

Non tornate in Italia alla prima occasione

Se avete l’occasione di tornare in Italia perchè c’è una periodo di festa (tipo la Pasqua), resistete alla tentazione e rimanete dove siete. Il tornare ad ogni occasione in Italia vi fa vivere a metà, contando i giorni che mancano al prossimo viaggio. Un modo terribile di vivere nella vostra patria di adozione.

Andate in vacanza dove vanno i vostri nuovi amici. Riuscirete a capire meglio la loro cultura e le loro tradizioni oltre che dimostrare loro che siete disponibili ad assimilarvi. Cosa ne pensereste di uno straniero in Italia che appena può se ne torna oltreconfine, anche per pochi giorni?

Piuttosto convincete familiari ed amici a venire in vacanza da voi e fate vedere loro le cose belle della vostra nuova vita. Vi darà occasione di presentare la vostra realtà in una luce positiva che aiuterà a sconfiggere la nostalgia.

Non fraternizzate (più di tanto) con Italiani

Ci mancherebbe, gli amici Italiani sono sempre da avere ma cercate di raggiungere un equilibrio tra nuove amicizie della nuova nazione e Italiani con i quali parlerete dell’Italia e di ciò che vi ricorderà casa, famiglia ed amici in Italia.

Questo è un consiglio valido soprattutto per chi fatica un pò con la lingua e dovrebbe socializzare il più possibile con quelli del luogo dove vivono.

Il non sapere parlare la lingua della nazione in cui vivete è uno dei motivi principali che possono far nascere in voi la nostalgia di casa.

Non leggete i giornali italiani

Cercate attivamente di non mantenervi al corrente su cosa succede in Italia. Se avete intenzione di emigrare a lungo termine, credetemi, cercare di mantenersi al corrente è inutile. Nonostante internet, non ci si può tenere al passo quindi è meglio rinunciare subito e dedicare il tempo che risparmiate a capire le notizie della patria d’adozione.

Io, da vent’anni all’estero, ho perso le conoscenze della vita di tutti i giorni in Italia prima, vivendo in Inghilterra per dieci anni. Poi dell’Inghilterra, essendo emigrato in Australia.

Se avete intenzione di tornare in Italia, non preoccupatevi, riuscirete a tornare al passo con la quotidianità molto velocemente.

Cercate di essere voi stessi in primo luogo

Gli stranieri, i vostri nuovi amici, molto probabilmente vi vedranno in primo luogo come Italiano/a. Vi parleranno quindi dei luoghi comuni e degli stereotipi, in gran parte buoni, riguardanti l’Italia. Questo va benissimo perchè l’Italia offre tantissimo per parlare, fare amicizia e rompere il ghiaccio.

A lungo andare però cercate di parlare della vostra vita nella nuova patria piuttosto che continuare a parlare di Italia. Se soffrite di nostalgia, il continuare a parlare di sole, pizza e calcio non vi aiuterà a superare la crisi.

Chiamate casa ma non troppo spesso

Tenetevi in contatto con famiglia e amici. Di questi tempi è facile ed economico. Ma non esagerate. Cercate di ‘allungare’ l’intervallo con il quale vi tenete in contatto. Se chiamate i genitori ogni giorno, provate ad iniziare a chiamare ogni due giorni e così via. Per alcuni può essere difficile ma è necessario per aumentare la vostra dipendenza ed autonomia. Maggiore indipendenza ed autonomia vuol dire meno nostalgia di casa.

Tutto ciò che ho scritto si basa sulla mia esperienza e non ha alcun valore scientifico. La nostalgia tornerà di tanto in tanto ma sono sicuro che facendo tesoro dell’esperienza sopra descritta riuscirete a superare i tempi difficili.

Voi come avete superato la nostalgia di casa e dell’Italia?

Condividete la vostra esperienza con un commento.


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  • http://lastwebdesigner.com Antonio

    IO l’ho superata esattamente come dici tu. Frequentare pochi italiani, specie all’inizio, piú che altro per la lingua, rispettare la cultura e la mentalitá della nazione in cui vivo, chiamare a casa ogni tanto non tutte le sere, tornare in Italia dopo mesi, anche se vivo a soli 2 ore di aereo da casa. MOlti miei amici che sono partiti alla prima occasione tornati in italia non sono piú ripartiti, cosi ho capito che é importante restare doe si vive almeno finché non si é convinti che quella sará la tua nuova vita, altrimenti .. si finisce come hai detto tu.
    Ottimo post e ottimi suggerimenti, anche se resta il fatto che a volte la nostalgia, in un modo o nell’altro ti assale, allora forse la migliore soluzione é uscire e divertirsi, almeno ci si pensa meno.
    :)

  • http://findroomtoroam.blogspot.com/ Michele

    complimenti per il sito! davvero molto utile e ben realizzato!

  • http://vinz-in-brussels.blogspot.com vinz_745

    Bel post e consigli sacrosanti.

    Credo che possa risultare utile darci dentro con la lingua del nuovo paese se non la si conosce o la si conosce male. La lingua è una barriera formidabile che impedisce di stabire relazioni con coloro i quale nel nuovo paese hanno messo radici e non ci si trovano di passaggio con un piede dentro ed uno fuori.
    L’unico consiglio che non seguo troppo è quello di non informarsi sulle cose italiane. Invece andrebbe seguito di più per ridurre la nostalgia e per migliorare la salute del fegato:)

    un saluto,
    Vinz

  • veronica

    Tutto vero Aldo,ora mi trvo in Italia per vacanza e credo sara’ difficiletornare in Australia ,anke se mi manca la tranquillita’ familiare raggiunta in Australia.In Italia troppi zii cugini di secondo terzo e quarto grado,bellissimo ma a volte e tropoooooooooooooooooooo.Baci a tutti e coraggio ce la faremo

  • giacomo

    non avere nostalgia è come smettere di fumare, è una questione psicologica. tenersi attivi e conoscere nuove persone, fare nuove esperienze ci distrae e ci aiuta a non pensare a situazioni spesso soltanto idealizzate nella nostra mente.
    ciao e in bocca al lupo agli avventurieri

  • eli1226

    Ciao Aldo, sono veri i consigli che hia dato per sentire meno nostalgia dell’Italia… io vivo in UK e ormai mi sono talemte amalgamata con la popolazione che qundo 1 volta all’anno torno giu mi sembra di non esserci mai vissuta!!! E poi nessuno capice il perche si hanno abitudini differenti :-) …ho provato a richiamare l’attenzione dei miei qui ma ovviamente non avendo dimistichezza a volare e non avendo larghe veedute la cosa non ha funzionato molto… con il risultato che si sono lamentati tutti perche l’orario del prnazo non era lo stesso e la pasta non aveva lo stesso sapore!!! Io a volte sento la mancanza giusto perche mi manca avere vicino le mie sorelline e la pizza ihihih :-) e a volte ho veramente voglia di parlare con degli italiani che qui non ho, non vivo a Londra dove gli italiani sono ad ogni angolo, a volte e’ veramente pesante e dura ma quando penso che ho realizzato il mio sogno e che penso di trasferirmi in australia… beh tutto passa!!!!!!

  • ElenaC.

    ciao!!! beh io invece è da 1 anno che son via di casa e non riesco ancora a superare la nostalgia..non riesco proprio a capire il perchè di questo forte sentimento.ancora oggi, giusto sta mattina, mi capita di piangere e non smettere più..non riesco a superarla..cercherò di adottare le tue tecniche..io sento mia mamma tutti i giorni e non so spiegarvi quanto desidererei essere la con lei ma no posso..io alla prima occasione torno..dovrei fare a meno è vero.. ma qui dove sto i miei amici vanno via ad ogni weekend e mi trovo sola..così torno ogni tanto ma quando rientro è sempre una lotta… :( grazie per i tuoi consigli spero questi 3 anni passino in fretta..

  • Sebastiano

    Io sono tornato proprio poco fa dalle vacanze in sicilia dai miei, era da un anno che non li vedevo e quindi sono partito per del riposo che alla fine e solo stress maggiore, la notte prima della partenza non ho preso sonno mi sono addormentato circa alle 6 di mattina, tutto sudato e con sensazioni di vomito, ormai questa vita la sto gia facendo da qualche anno, la prima volta che partí stesi male per due giorni di fila, adesso invece appena sono arrivato a casa passa velocemente la nostalgia, difatti io di solito chiamo a casa una volta a settimana per fortuna non ho quella nostalgia cosi forte come elena, approposito io vivo in germania, ciao ragazzi fatevi coraggio!

  • Fede

    Io vivo a londra da 10 anni. non ho amici italiani, mai avuti a dir il vero. sono qua da quando ho fatto i 20 anni. Ho fatto la larea e master qui. Ho un buon lavoro. Sono sposata da un anno con un uomo inglese. Nostalgia dell’Italia? Da morire, ecco forse questo farebbe meno male.

  • Etj

    io sono italiano, mi sono trasferito in giappone per 5 anni e mi sono sposato con donna giapponese che non vedo mai perchè la mia azienda mi trasferisce 3 mesi in italia, 3 mesi a new york, 3 mesi a sidney, 3 mesi in giappone…… ed è cosi da ormai 2 anni.
    vivo in hotel, mangio in aereo, non so quanti fusi orari ho, dormo di pomeriggio e mangio di notte.
    non conosco un giorno che passo senza nostalgia di un qualche paese. sto male in ogni luogo.

    scusate lo sfogo.

  • http://www.storiesandcolours.com storiesandcolours.com

    x Etj: con uno sbattimento così dovrebbero pagarti almeno 8mila euro (netti) al mese. Mi auguro per te che sia così.

  • etj

    see… magari…diciamo….meta` della meta`
    pero` non mi lamento piu` adesso.
    ho fatto un giretto in internet…. almeno ho un lavoro…

  • Ena

    etj sei il mio nuovo mito..dopo la vita che fai tu il mio nomadismo europeo nell’attesa del visto per l’australia è roba da bambini!! Tutti noi che viviamo all’estero però siamo in preda a questa sensazione di incompletezza quasi perenne e credo che come qualcuno ha detto è come smettere di fumare(io ho smesso), in fondo, in fondo non passa mai del tutto la voglia di una buona sigaretta magari dopo una buona cena italiana con i vecchi amici che da lontano si idealizzano e che in realtà non ci capiscono più!Secondo me stiamo scoprendo una dimensione di vita nuova che non è più quella estrema dell’emigrante del passato. Adesso abbiamo internet, la tv, gli aerei e le lauree e in linea di massima è più facile e il mondo è più piccolo ma l’anima si deve abituare a lasciare il nido per l’ignoto e chissà magari non è scritto nel dna…oppure si ed è solo un fattore culturale e di abitudine che non aiuta a stare bene. E poi credo che conti la famiglia di origine che come ha detto qualcuno non riesce a seguirci nei nostri nuovi mondi! buona avventura a tutti!

  • Etj

    E mi sa che la prossima tappa del mio nomadismo sara` di nuovo italia visto che la sede centrale della mia azienda non esiste piu` dopo lo tsunami….la famiglia sta bene perche` abbiamo casa a Fukuoka…

    X ena…. hehehe grazie….comunque sono dell`idea che se una persona non compie prima un viaggio interiore alla scoperta ( o riscoperta ) dei propri obiettivi, si sentira` sempre incompleta….a padova come a berlino come a sidney e a tokyo…. ecco perche intimamente mi sento sempre disorientato dal mio errare…. perche` non ho chiari gli obiettivi della vita…
    e qui riparte la questione filosofica del chi siamo e dove stiamo andando….

  • Giulia

    Nutro un po’ di invidia per Etj,non tanto per la sensazione di incompletezza che prova quanto per la varietà di posti che il suo lavoro gli permette di vedere. Ad ogni modo,io ho 16 anni e quest’anno sono andata all’estero per la prima volta completamente da sola: e quando dico DA SOLA,intendo che nella scuola che frequentavo non c’era nemmeno un italiano. E’ stata dura,avevo un bisogno continuo di chiamare a casa per sentirmi meno giù e la seconda settimana andava già meglio. Mi è stato proposto di tornare a casa ma non ho ceduto: fatto sta che alla fine mi è dispiaciuto lasciare quello che avevo trovato lì e che all’aeroporto,oltre ai miei genitori,ho trovato ad aspettarmi un fortissimo senso di umiliazione per non essere riuscita a far fronte alle difficoltà (ridotte) che avevo potuto trovare in soli 14 giorni. Oggi sto abbastanza male e,nonostante l’età,mi trovo già a dover focalizzare bene i miei obiettivi (come detto prima) visto che sognavo e sogno di andare a studiare all’estero.. ma bo!

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo

    @Giulia alla tua eta’ ci mancherebbe se non avessi fatto fatica e sentito la nostalgia di casa!!! Sarebbe stato ‘strano’ se to fossi trovata subito a tuo agio. Intanto hai fatto un passo importante e sei rimasta due settimane dicendo no al rientro anticipato. Secondo me questo e’ l’aspetto positivo del quale devi andare fiera. Complimenti!

  • Giulia

    Grazie mille,troppo buono!

  • Etj

    X giulia…….quando ho letto il tuo commento mi e` tornata in mente quel mese passato da solo in una scuola a Wimbledon quando avevo 16 anni.
    ero esattamente come te……
    stai tranquilla….e non so se anche tu la sera prima di dormire hai quella strana sensazione di essere sprecata nella tua piccola realta` di casa, lavoro, scuola e sogni ad occhi aperti di andare a visitare nuovi luoghi, nuova gente, nuove azioni da compiere etc etc etc. quando avevo 16 anni io ho avuto questo periodo di crisi……me lo ricordo bene.
    ho avuto questo periodo anche io…… ma alla fine si capisce una cosa……….. i giapponesi, come gli inglesi, come i francesi fanno le stesse cose nostre: si alzano, lavorano, mangiano e dormono……quindi anche se gli usi e costumi sono diversi, il cibo e il clima e` diverso, la lingua e` diversa abbiamo sempre dei punti in comune di pura e semplice UMANITA`…..e capire questa ELEMENTARE REALTA` aiutera` di certo in ogni campo sia che tu resti in Italia, sia che tu vada all`estero……
    io mi sento cittadino del mondo anche se lavoro in italia a 2 km da dove sono nato ora…….
    chi ha detto che viaggiare sulla carta ad occhi aperti non e` un vero viaggio !?!? la vita e` tutta un viaggio, e i tuoi compagni di vita sono tutti i cittadini del mondo in quanto esseri umani della tua stessa razza ( umana ).

    dopo lo tsunami ho aperto un`edicola a Padova…. e abitiamo qui con mia moglie…… ecco ora inizia il viaggio di mia moglie….hehehehe tocca a lei essere immigrata ora…..

  • Silvia

    Io ho 17 anni e come Giulia sono all’estero per un anno. Sento moltissimo la nostalgia di casa. A volte sento proprio che non ce la farò, che sarà impossibile stare lontana da casa per un intero anno, perché sono qui da meno da una settimana e spesso sto davvero male. Non so come potrò resistere un anno. Comunque poi dico a me stessa che in fondo un anno (in realtà meno di 10 mesi) non è così tanto, che non è una cosa grave, che l’ho iniziato e devo continuare, anche se a volte soffro da morire. Devo continuare e basta, non importa se sarò triste per qualche mese. Insomma cerco di ragionare in modo razionale, ma è dura. Molto, dura.

  • http://www.italiansinfuga.com Aldo

    @Silvia coraggio, migliorera’!!!

  • Etj

    coraggio silvia !!!! andra` meglio !!!!
    cerca di trovare amici li`…..

  • Giulia

    Silvia,se ti può essere di aiuto,pensa che il tempo passa velocemente anche quando sembra tutto statico e immobile. 10 mesi passeranno in men che non si dica!

    Etj: diciamo che io in questo periodo vivo così,sognando di andare all’estero a studiare e poi a lavorare e vivere proprio perché vengo da un paesino e la curiosità di sapere cosa c’è oltre è fortissima. Poi in Inghilterra ho cominciato ad apprezzare quello che mi circondava nonostante la mancanza di casa.. in tutto ciò,sono giunta alla conclusione che l’estate prossima (visti gli impegni scolastici!) tornerò per un periodo più lungo. Andrà meglio,sicuramente :)

  • Lina

    Leggere questi commenti mi fa stare un pochino meglio, o perlomeno mi sento meno sola e meno sbagliata.
    Sono in Germania da pochi giorni e ho una tremenda nostalgia di casa, dei miei, della mia vita in Italia.
    Ho 19 anni, sono presso una famiglia con figli piccoli e in un paesino, la sera è tutto buio, tutto spento, vanno a dormire presto e i ragazzi qua mi sembrano strani, che non abbiano voglia disocializzare. Bar e pub poi non ne ho visti.
    Unico lato positivo, il mio cane ma ora ha qualche problema alle orecchie e io non so neanche a chi rivolgermi e cosa fare.
    Una delle cose che mi manca di piu e la sensazione di protezione, di famiglia.
    Nessuno mi aiuta, se perdo un treno mi arrangio e cerco un altro modo, se devo andare on un posto mi metto tanti vestiti e ci vado a piedi o in bici…
    Io credo di sapermela cavare abbastanza bene da sola, a organizzarmi e farcela meglio di molte coetanee ma questo non significa che non soffra.
    Mi sembra di esser tutto a un tratto entrata nel mondo adulto
    È così difficile :(

  • Etj

    Coraggio Lina, andra` di certo meglio….
    mi ricordo anche io le difficolta` di prendere un treno quando abitavo in Giappone…..adesso hanno installato dei pannelli LCD che trasmettono anche in caratteri romani la stazione…..ma una volta quando abitavo io li` era TUTTO in kanji ( ideogrammi ).
    ogni volta mi toccava fare degli sforzi sovrumani….
    ma ti accorgerai presto che se superi queste difficolta`, niente ti spaventera` piu`.
    per esempio 3 giorni fa ho subito una rapina a mano armata in Italia ed ero tranquillissimo. se sono sporavvissuto in tutti i luoghi nei quali ho abitato, posso sopravvivere anche a questo. viaggiare ti RAFFORZA e ti fa vedere con piu` sapienza il cammino della vita.

  • Lina

    Quella sensazione di solitudine che a volte mi prende.
    Oggi vedevo le bambine abbracciare lA madre e sono dovuta infilarmi in bagno per non piangere…

    Ecco io in oriente non andre mai sola appunto perchè questa cosa di non capire nulla mi disorienterebbe troppo… Pure il gioco di parole Vabbe sono stanca…

    Comunque va un pochino meglio anche se a mezz’ora al giorno al telefono o Skype con mamma non ci rinuncio proprio :)

    Ciao!

  • Etj

    HAHA, oddio Lina mi hai fatto venire in mente che io mi mettevo a piangere quando vedevo una pubblicità sulla NHK di una famiglia felice di fronte ad una casa PANAHOME. quanti pianti….e quanta solitudine….
    ^_^ in piu’ vivevo pure da solo…..

  • Lina

    Te ci ridi ma io sono una mammona – nel caso non si fosse capito – e quindi quando vedo tutti quegli abbracci mi si stringe il cuore…

    Invece con mio padre riesco a litigarci anche per telefono,… Capito anche perché me ne sono andata?? :P

    Non sono troppo incline alla tecnologia, credo faccia piu danni che benefici, ma soffermandomi al discorso comunicazioni fa molto. Anche semplicemente poter condividere e vedere che qualcuno capisce fa star meglio.
    Che poi magari no, magari senza pc incontri gente che ha lasciato il proprio paese.

    Vabbe discorso complicato.

  • Etj

    no, guarda non ci rido per nulla…. il mio ‘haha’ era riferito ad un riso ‘amaro’. nel senso che non augurerei a nessuno di passarci. Certo è che le comunicazioni di adesso aiutano molto….Quando sono andato io all’estero era il 2004 e nell’avanzatissimo giappone io avevo l’unica casa che non era coperta dalla ADSL. quindi dovevo usare schede telefoniche internazionali, sul piu’ bello della conversazione quando ti sentivi quasi vicino alla mamma quasi da toccarla…..sentivi una terza voce inserirsi nella conversazione ” ONE MINUTE LEFT”…..ed era il momento dei saluti e dei pianti. in più mia mamma non sa neanche da che parte si accende il pc.
    anche io sono un grande mammone ma non per scelta….. sono l’unica persona rimasta per mia madre….. mio padre è morto che avevo 15 anni ( lasciando una grande azienda senza capo….io era ancora giovane per gestirla e mia madre era una prof di latino……abbiamo dovuto vendere tutto ). non ho nè fratelli nè sorelle……la scelta di tornare in italia è stata DOVEROSA.

  • Lina

    Io non so se tornare per natale e poi ripartire, certo che in quanto a costi non è poco, e nemmeno è poco lo sbattimento, dovendo viaggiare in treno con il cane…

    In ogni caso, una volta finito il liceo mi sono resa conto veramente di cosa fosse la vita (ma probabilmente solo in parte, ancora dovrò vederne…) e quante sfìghe contemporanee possano capitare a una solapersona. Poi, appunto quando sei sol*, anzi sei tu che devi badare a qualcunaltro, nel mio caso il cane, e pensi caspita, ma se non ce la faccio con la coincidenza chi mi aiuta? Non c è mamma che viene a prendermi alla stazione…

    L’altra faccia della medaglia è che ho avuto lafortuna di incontrare persone – straniere anche loro (immagini che tra forestieri ci si aiuti di più perchè si capisce ciò che passa l’altro) – che mi hanno aiutata… E che da sfighe varie abbia incontrato opportunità che altrimenti avrei perso.

    A volte mi dico però, ma non potevo andare a studiare lingue in un’università, bella tranquilla in Italia? ;) l’è düra, ma l’ho scelta io.

    Azz sto intasando il sito con sti commenti

  • cesare

    ciao ragazzi sono un romagnolo/campano di 19 anni e al momento mi trovo da due mesi in new mexico stati uniti d’america sapete no’ il sogno americano, poi io da cavallerizzo cresciuto cn il sogno di diventare un cowboy nn vedevo l’ora di partire, nn perche’ nn mi piaccia il posto dove vivo anzi lo adoro ,pero’ bisogna girare aprire i propri orizzonti a nuove lingue e culture per poter giudicare e credo anche solo per capire quanto si ama il proprio paese, e ora sono qui’ nei 10 minuti di pausa nella fattoria in cui lavoro e ho nostalgia pensando che devo stare qui’ altri 4 mesi ma ormai ho imparato a conviverci ,e finalmente ho amici una ragazza una famiglia che mi ospita fantastica, insomma sto’ bene, anche se chiamo la mia famiglia e i miei amici quasi sempre alle 6 prima di andare a lavoro e dopo un po’ di riflessioni credo che dobbiamo smetterla di parlare sempre male dell’ italia perche’ e’ quella la vera america solo che nn tutti ancora sene rendono conto…………saluti dal primo e ultimo italiano che arrostisce il chili negli usa…

  • cesare

    la nostalgia nn va’ combattuta e credetemi se nn siete costretti a stare all’estero tornate a casa….dal mio punto di vista sono troppo italiano e orgolioso di esserlo cresciuto col cambio manuale e fuoco lento, per poter convivere in una realta’ americana a cambio automatico e scaldata al microonde……..

  • Lina

    Ciao Cesare!

    Anch’io lavoro in fattorie, sono da un mese in Germania, ma non sono fissa in un posto, viaggio invece… Questo non mi permette di creare amicizie e neanche di avere voglia di farlo, sapendo che tanto poi mollo, a dire il vero la sera sono stanchissima e la domenica ne approfitto per riposarmi. Inoltre, neanche qui, sembra esserci molta vita.
    La Nostalgia è passata a dire il vero, se c’è qualcosa che mi manca è appunto la socializzazione con giovani ( adolescenti fino ai 30 anni o giù d là insomma). Dopo un po’ diventa deprimente, ma sarebbe uguale se mi trovassi in Italia.

    Comunque anche tu, se sei arrivato su questo post, un po’ di nostalgia ce l’hai :)

    Oh, io sono proprio zero nazionalista. Però immaginarmi a vivere all’estero per sempre proprio non mi ci vedo.
    Ora ho comunque in testa di partire tra qualche mese per la Spagna :) qui comincia a fare freddo!

    Saluti

  • Francesco

    Carissimi e da ben 13 anni che ho lasciato l’ italia alla volta dell’australia, per raggioni di miglior futuro ecc. Ma una volta agguantato cio che desideravo nel mio paese adottivo, e’ cominciata la nostalgia per casa e per la mia famiglia. Mai in 13 anni ho avuto nostalgia ma adesso ogni volta che ci vado quando torno sto davvero male, non dormo non mi sento a mio aggio. Eppure qui ho una parte della mia famiglia mia moglie e tanti amici….. Booh chi lo sa questa e’ la vita combattuta dell’ emigrante che quando e’ nel suo paese natale rimpiange il paese d’adozione, e quando e’ nel paese d’adozione rimpiange il suo paese natale. Chi sa cosa portera il futuro, cio che faccio io per difendermi dalla nostalgia e’ vivere il momento con grande passione e scacciare i paragoni, il passato e quello che avverra dopo. Dai ragazzi c’e’ la faremo pero viva l’italia che ci ha cresciuti cosi amorevolmente se no perche la nostalgia?

    Xoxo Francesco

  • Etj

    bravo francesco, hai colto nel segno. siamo tutti orgogliosi di essere Italiani. anni fa il governo giapponese mi propose una sorta di cittadinanza per un particolare merito lavorativo, ma io rifiutai perche` avrei dovuto rinunciare al passaporto italiano.
    no, io amo l`Italia nonostante viva ( o abbia vissuto ) per molti anni all`estero. …..e perfino mia moglie che e` giapponese preferisce l`Italia.
    percio` da ormai 1 anno ci siamo ritrasferiti in Italia aprendo una nostra azienda anche qui…. per ora zoppica un po` ma almeno e` in pareggio e noi possiamo vivere dagli utili dell`azienda giapponese che abbiamo affittato…..

    comunque capisco anche chi e` disgustato dal fatto di non sentirsi minimamente rappresentato dalla classe politica italiana che vive di autoblu, sprechi e bungabunga. speriamo che adesso che B. se ne va cambi qualcosa…..ma ne dubito vedendo gli altri sia a DX che a SX……..

  • Greta

    Io sono da pochi giorni a Londra… un caos senza fine, perchè questa città è davvero immensa e sempre in movimento.
    Sinceramente so benissimo cosa si prova ad avere nostalgia della propria casa, io sono qui “bloccata” perchè nella mia testa vedo solo immagini della mia casa, e ogni volta mi viene il magone. Ho 20 anni appena compiuti e ho voluto provare l’esperienza di vivere e cercare lavoro a Londra da sola perchè volevo sentirmi responsabile e in grado di gestire la mia vita, ma non è facile. Posso provare a seguire i consigli che ognuno di voi ha dato, ma per me rimane una mazzata comunque.
    sento i miei genitori e i miei amici ogni sera, per sentirmi più vicino a loro.
    Sono costretta a passare il Natale e Capodanno qui, e non so quando potrei tornare a casa anche solo per trovare i miei.
    Non voglio tornare ora in Italia perchè sinceramente mi sentirei una “fallita” che si è arresa alle prime difficoltà, ma per me è davvero pesante questa situazione. Spero di riuscire presto a stringere amicizie qui e a trovare un lavoro (grazie anche ai consigli dati da Aldo che ringrazio tantissimo).

    @Etj ti ammiro per la scelta che avevi fatto sul Giappone. Io studio giapponese e la cultura di questo paese che secondo me in alcuni casi sarebbe proprio da prendere come esempio, ma non so se sarei in grado di andarci a vivere (probabilmente per qualche settimana sopravviverei, ma non di più).

  • Lina

    Io non sono orgogliosa di essere italiana, ma B. e la politica c’entrano poco. Nazioni e confini sono invenzioni dell’uomo.
    Allo stesso modo non mi vergogno di essere italiana.
    Mi definisco italiana perchè sono nata e cresciuta qui (cioè… Lì!!) e così i miei genitori, ma sono allo stesso modo europea e cittadina di questo globo, nonchè abitante dell’universo.
    Credo che parlare di orgoglio sia una banalità.. Ma potrei non aver preso in considerazione qualche elemento, ovviamente
    Chiusa parentesi :) .

    @Greta

    Vedi alla fine io vedo tutto troppo piccolo e statico, tu troppo grande e dinamico =)
    Come forse avrai letto nei commenti precedenti pure io fino a un mese fa stavo di merda. Dopo una settimana è finito. Certo magari qualche momento di tristezza ce l’ho. La mia vita in Italia mi manca, però quel magone, quel peso sullo stomaco e il mega pessimismo… passano! Io non ho voglia di tornare ora a natale o capodanno. Certo sarebbe bello rivedere tutti, ma rapportato al prezzo e allo sbattimento preferisco continuare qui.
    Anche capisco la voglia di farcela e l’orgoglio che ti porta a resistere. Continua così, non te ne pentirai! Pensa che comunque quando vuoi, se veramente lo vuoi, puoi andartene. Hai intenzione di stare all’estero e stabilirei lì a tempo indeterminato oppure… Tipo un anno?
    Ti auguro di trovare presto un lavoro :P e per le amicizie conoscerai di sicuro qualcuno, mi stupirei del contrario.
    È vero che in Inghilterra fa caldo sti giorni??

  • francesca

    ciao cesare mi piace troppo la tua frase sono da una settimana qui’ a los angeles e si e’ tutto bello e luccicante come melo immaginavo ,ma il tuo commento rappresenta in pieno quello che penso: “sono troppo italiano e orgolioso di esserlo cresciuto col cambio manuale e fuoco lento, per poter convivere in una realta’ americana a cambio automatico e scaldata al microonde……..ciao da francesca.